Tripletta svizzera a Tokio: la Neff domina il XCO femminile

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Il migliore tracciato mai esistito“. Parole di Thomas Frischknecht, commentatore delle televisione svizzera. Questo il parere di tutte le atlete oggi in lizza per le medaglie olimpiche, dopo una notte che ha portato pioggia a Izu in Giappone. Il terreno è ancora bagnato, malgrado il sole abbia in parte fatto di nuovo capolino fra le nuvole, portando le temperature e l’umidità alle stelle.

5 giri al posto dei 6 previsti proprio per le condizioni pesanti ma non solo, anche la famigerata rampa di MVDP è ricomparsa per facilitare il passaggio delle atlete. La Ferrand Prevot è la prima a dover combattere in stile “Mai dire Banzai” contro le pietre scivolose, rimanendo bloccata su una rampa in salita, con la bici che scivola a valle.

Durante il primo giro, per la prima volta quest’anno, non è la superfavorita Lecomte ad andare via. Anzi, la francese sembra non riuscire a trovare il ritmo gara giusto, cosa che fa la Neff con la sua ottima tecnica di guida in queste condizioni difficili. Non solo, arriva corta sul MVDP drop e si salva alla grande (anche grazie al reggi telescopico).

La svizzera prova ad andare via, staccando le concorrenti di quasi un minuto dopo due giri in mezzo.

Non è la giornata della Lecomte, rallentata anche da un problema alla trasmissione. 1 minuto e 25 secondi il suo distacco dopo 2 giri dalla Neff.

La lotta per il podio è una questione svizzero-francese, essendo la Ferrand Prevot l’unica che si riesce ad infilare nel terzetto rossocrociato in testa alla gara. La francese prova ad andare via nel terzo giro, per rimpicciolire il buco con la Neff, ma paga pegno e viene ripresa, per poi scendere ulteriormente di classifica, anche a causa di ulteriori errori.

Impressionante la Neff, praticamente l’unica che salta il “MVDP” drop come gli uomini, ignorando del tutto la rampa.

Vittoria strameritata, ed un podio tutto rossocrociato, con una grande perdente: Lecomte, la dominatrice della stagione 2021 in coppa del mondo, dove ha vinto tutte le gare. Al quarto posto un’ungherese praticamente sconosciuta.

L’unica italiana in gara, Eva Lechner, non è mai entrata in gara e ha finito fuori dalle top 20.

Classifiche complete.

 

Commenti

  1. kavillo:

    Perché torto marcio? Si vede la Prevot che perde l'anteriore e le cade addosso.
    La Prevot era in evidente difficoltà...aveva già il piede interno sganciato e pronto a essere messo a terra. Passargli a fianco in quel punto, chiudendole l'esterno ove la bici la stava deportando, ha ottenuto che ha perso la bici. Ha cercato di tenere per non finirle addosso perchè non aveva lo spazio all'esterno per lasciar scorrere la bici e la bici le è scivolata.....era necessario passare proprio lì in quel momento?
    Perde l'anteriore perché quando si è sentita affiancata ha cercato di deviare la traiettoria per evitare l'incidente, cosa impossibile su quel fondo bagnato.
    Ii commentatori erano stati unanimi nel dire che la Neff aveva commesso un'imprudenza dato che la contropendenza tirava verso il basso ed era impossibile correggere la traiettoria senza cadere.
    Infatti tutte le altre atlete seguono la stessa traiettoria, l'unico modo per fare quella discesa su fondo erboso e bagnato era lasciar correre la bici assecondando la pendenza.
  2. marco:

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    Io commento da amatore, è chiaro che in quanto tale ciò che diverte me può annnoiare un professionista e viceversa. Un professionista potrebbe affrontare con disinvoltura un percorso da enduro in sella ad una front, non per questo però significa che siamo nel cross country
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