Una questione di testa

Una questione di testa


Se l’altroieri abbiamo parlato di alcuni comportamenti che possono condurre ad un infortunio, oggi ci terrei a parlare della madre di tutte le conseguenze: la nostra testa. Mi capita infatti di percorrere lo stesso itinerario e di riuscire a superarne le difficoltà con più o meno slancio, e delle volte di scendere e spingere sullo stesso passaggio che il giorno prima avevo fatto con nonchalance.

La prima cosa che mi viene da dire, quando mugugnando tra me e me scendo a piedi con bici al fianco, è che ho sbagliato qualche set up: gomme troppo gonfie, forcella di legno, ecc ecc. O che è direttamente colpa della bici, visto che ieri ero in giro con la 29 e oggi con ‘sta 27.5 che si impunta ad ogni ghiaino. Ma, dentro di me, so benissimo che non c’è nessun fattore esterno a cui imputare la mia scarsa forma odierna. Me ne sono reso conto quando, in salita, mi sono fermato alla fontana con la scusa che volevo dell’acqua fresca, quando ieri ero tornato a casa con la borraccia praticamente piena con l’acqua che avevo messo alla partenza. Non è neanche questione di gambe che non girano o della stanchezza che mi viene dopo 3-4 uscite di seguito, quella che si vede dai battiti cardiaci che non salgono come quando si è freschi. La temperatura è fresca, ideale per fare dello sport, non posso quindi neanche dire che c’è la canicola.

È lei, la testa. Quella che in sella mi fa sentire un leone o una pecora. Se nella vita di tutti i giorni è facile mascherare la “giornata no”, quando si fa sport non ci sono facce da poker che tengano, soprattutto se si è in giro da soli. Già, perché se fossi in compagnia di un amico, ancor meglio di uno che vedo poco spesso e con cui dunque scatta la “gara segreta” a chi è più in forma, troverei la motivazione per sbloccare quella parte del cervello che oggi, da solo per i monti, mi frena facendomi pensare a 1.000 cose. Come farei a raggiungere il telefono che ho in tasca se mi fracasso la spalla. Chi sa dove mi trovo. Quanto ci impiegherei a strisciare fino a trovare qualcuno che mi aiuti. Come farei a lavorare se mi facessi male. Ma ci sono pensieri anche meno catastrofici, del tipo “chi me lo fa fare a rischiare” o “non vedo l’ora di spararmi una dormita pomeridiana dopo una bella birra fresca”.

Insomma, sembra che la testa abbia un motore tutto suo che non riesco a controllare. Eppure, in fondo in fondo, un modo per farlo ci sarebbe: concentrarsi. Mi vengono in mente i centometristi, che sembra riescano a raccogliere tutte le loro energie prima del via semplicemente pensando. A cosa pensano, mi chiedo? A cosa dovrei pensare io, poi, che non faccio una gara? Delle volte, proprio in gara, bofonchio fra me e me “focus“, per darmi coraggio nei passaggi tecnici. Spesso e volentieri è tutta una questione di coraggio e di mollare i freni, neanche di tecnica di guida. Lasciala andare, e poi questo concentrato di tecnologia dal prezzo esorbitante farà il resto. Però lì sulla destra c’è un bel dirupo che aspetta le mie ossa, ed ecco che mi tornano i pensieri di prima su lavoro, strisciamenti e ossa rotte.

Forse che la testa di un ventenne funzioni in altro modo rispetto a quella di un quarantenne? Possibile, però ieri non ero di 20 anni più giovane e quel passaggio l’ho chiuso senza problemi. Ma forse è questo il bello dello sport, e soprattutto dell’andare per monti con tutte le variabili che cambiano di giorno in giorno: quelle atmosferiche, quelle del terreno e soprattutto quelle della testa. Non c’è un’uscita uguale all’altra, anche se tecnicamente l’itinerario è lo stesso. Gestire i cambiamenti diventa la vera sfida, così come quella di sapere gestire se stessi e le proprie paure.

A voi capitano giornate no che non si possono additare a fattori esterni? Come le affrontate?

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Bella domanda…
Personalmente di rimedi non ne ho.
Ed è certamente vero che se si gira da soli si osa di meno. Specie su tratti meno noti
E talvolta, volente o nolente, certi passaggi non si riesce proprio a farli in modo sereno.

Fortuna che spesso esco con un compagno di pedale, ci si dà un poco di conforto e ci si sente un po’ più sicuri

p84
p84

E-bike in arrivo..

ciciu
ciciu

Non è tanto la testa , quanto l’età che avanza
Fattene una ragione 😂

clax81
clax81

Bell’articolo, di quelli che ti fanno sorridere a fine lettura perché capita ad ognuno di noi la giornata no. Personalmente ho la fortuna di avere due compari d’uscita che se capita la giornataccia ti tirano su al volo e ti spronano nel giusto modo, e penso che sia la cosa migliore.

Gzaf
Gzaf

Sinceramente pensare che avere giorni no fosse solo colpa della mia testa mi ha portato alla illusione di credere che fosse qualcosa che posso controllare, dimenticando di ascoltare il mio corpo, e questo mi ha portato solo conseguenze negative: quando vai troppo oltre i tuoi limiti fisici e mentali del momento le conseguenze si pagano tutte. Oggi, con molti più problemi di salute di allora nonostante i pochissimi anni intercorsi, i giorni no sono più che i giorni buoni. Nonostante questo vado in bici molto di più ora che allora e mi godo ogni km. semplicemente ho imparato che non possiamo superare noi stessi ogni giorno. ho imparato a perdere, a prendere le cose come vengono, dando il meglio che posso in quel momento, incurante del fatto che magari sia al massimo l’1% di quello che sono riuscito a fare due giorni prima. Oggi va così e questo è il meglio che riesco a fare, fin qui posso arrivare e basta così. Cercare di andare oltre oggi è solo stupidità, inutile chiedere a se stessi quello che non si può dare. E in questo ho scoperto il vero senso dell’andare in bici per hobby. Non è tanto che posso farlo quando ne ho voglia, è soprattutto che non sono obbligato a farlo se non me la sento. È che non devo cercare di battere il mio PR su quel segmento o avere il KOM per essere felice, mi basta solo sentirmi bene in sella, senza aspettative di risultato. E nei… Continua a leggere »

rovert
rovert

Mi capita spessissimo, e per quanto mi riguarda vedo che testa e gambe sono direttamente collegate. I passaggi che riesco a fare nei primi 10km poi non mi riescono verso il 20mo e peggio ancora il 30mo km (ammesso di avere così tanto tempo da arrivare a 30…), sia che siano in salita o in discesa… e però vedo che dopo 3 o 4 uscite miglioro e allora lo riconduco solo a una forma di allenamento. Però è vero che delle volte mi distruggo a lavoro, e alla bici preferisco netflix… Ho 44 anni, non 22. Anche il troppo allenamento può essere fonte di mancanza di voglia (che mi sembra il tuo caso)… Sfido io dopo aver fatto 300km in 4 giorni non essere Provato…

tm56
tm56

Spesso e volentieri è tutta una questione di coraggio e di mollare i freni, neanche di tecnica di guida.

Oggi provato nuovo trail, fatto da scoglionato ma sempre concentrato, mezzo cervello scoglionato e mezzo concentrato, e velocità entro i miei limiti. Mi sono detto se scendono per di qua scendo anch’io, niente salti un drop da metro, rocce e dei bei discesoni con curvoni in sponda. Nonostante i 62 anni vado sempre meglio, certo non come i giovinastri che sembrano biglie di un flipper quando scendono da un trail. Le giornate no le lascio in fabbrica, ma qualche volta disgraziatamente me le porto anche in bici ma tendo sempre a mollare i freni, mi piace sentire l’aria fresca in viso. Sempre in compagnia, perché se cadi, e non c’è campo per il telefono, sono cavoli amari, dalle nostre parti può passare anche una settimana prima che ti trovino. Oggi fatti 54 km incrociati mtbiker solo su asfalto, come sempre. Un austriaco in bici che era caduto in un dirupo, zona del pordenonese, lo hanno trovato dopo quattro anni. Certo che se penso al lavoro, ai clienti, ai dipendenti, dovrei stare a casa, al massimo come sport andare a piedi la sera a teatro.

hiperlink68
hiperlink68

Vero, concordo pienamente che serve tanta calma,mente concentrata sempre,a volte certe mattine parto e non sono al 100% allora mi viene in mente le parole di un ultra atleta che abita vicino alla mia abitazione:
Concentrati quando esci in bike ricorda la prima uscita,l’emozione della mtb nuova che non vedevi subito di provare,che avevi la bava di essere già nel sentiero, dove vedi giovani cervi,scoiattoli,mucche al pascolo il fresco del mattino e poi ricorda il rumore della catena e la mitica canzone “the chain”dei Fleetwood Mac noi siamo i veri guardiani della galassia.

makkot
makkot

Quando non ho voglia , ma VOGLIO andare in bici lo stesso tendo a montare la GoPro .
Riprendermi in bici, seppur in soggettiva, fa subito diminuire i passaggi affrontati in modo moscio e aggiunge un po’ di sana vivacità perché non mi va assolutamente di registrare un ricordo annoiato del giro.

Alessandro l
Alessandro l

Da bravo sportivo che ha fatto per molti anni apnea a livelli abbastanza alti e togliendosi pure qualche sfizio posso dire una sola cosa, la testa conta molto più dell’eta, della forma fisica.
Se ci si convince di andare avanti si possono fare altri 100km, perchè il nostro corpo è una macchina fatta per sopravvivere e non per arrivare al limite , ricordiamoci che arrivare al limite significa sfidare 2 milioni di anni di evoluzione, il nostro corpo si ricorda come conservare le energie in caso inizia a nutrirsi dei muscoli ma se forzato continuerà ad andare avanti.
Ormai è da circa un anno che mi sono avvicinato alla mtb ed ogni uscita mi stupisco di come dei vecchietti classe 1950 saltino sulla loro bici da DH e bardati di tutto punto si mescolino ai 20nni. Io al loro livello ancora non si sono arrivato perchè la mia testa mi frena, mi dice che salto è troppo lungo etc etc.
Non è meravigliosa tutta questa paura? E allora senza tante scuse ripeto le basi, ripeto tutto fino a quando non mi sento a mio agio, le giornate no esistono da sempre ma a volte si devono affrontare con dura disciplina, oppure come oggi, sul divano di casa

p84
p84

Finchè si tratta di discese puoi avere anche 90 anni, sono le salite a diventare sempre più ostiche.
Il motivo è l’indebolimento muscolare. A partire dai 35-40 anni l’uomo ha mediamente un calo fisiologico dell’ 1% di testosterone ogni anno

pennhouse2
pennhouse2

Ma la voglia cresce almeno del 10% ogni anno…

Dandelion
Dandelion

Quando praticavo atletica leggera, altra disciplina in cui la testa conta parecchio, una volta mi hanno chiesto: “ma tu a cosa pensi mentre corri”. A me è venuto spontaneo rispondere “a mettere un piede davanti all’altro”

Tc70

Bo a me quando non riesce,passo oltre con filosofia e pazienza…sarà per la prossima…

neapolis
neapolis

Bell’argomento.. io personalmente esco sempre da solo forse perché mi diverto di più non so.. nei dintorni dove abito ci sono più di 40km di percorsi tra boschi e sterrati vari e l’unica volta che ho avuto un infortunio serio (proprio a luglio, frattura mignolo dx) ero abbastanza “sveglio” su un single track fatto 100 volte e invece l’urlo di un pastore (nascosto nell’erba alta che non ho visto) nei dintorni che mi urlava di state attento mi ha fatto deconcentrare quell’attimo da farmi cadere e rompermi il dito.. comunque è vero puoi avere una super mtb e fisicamente essere al top ma è tutta questione di testa.

struciapanza
struciapanza

Io ho 56 anni faccio solo discesa su front,e bmx , o non tengo nulla in testa,o non la tengo proprio,ma se la tengo deve essere proprio dura,e’ chiaro il “fisico” va’”curato” altrimenti puoi avere anche 20 anni……….

tunerz
Tc70

Bo a me quando non riesce,passo oltre con filosofia e pazienza…sarà per la prossima…

Idem..se non giro,non giro..farmi male per niente?..no grazie..

struciapanza
pennhouse2

Ma la voglia cresce almeno del 10% ogni anno…

Non vorrei contraddirti,ma purtroppo hai toccato un argomento a me familiare,io ancora pratico pescasub ad un certo livello (il profondo blu e' stato il mio lavoro) quella che tu chiami "testa" tecnicamente e' detta "assuefazione" a determinate profondità e prestazioni,ed io ho alta assuefazione,ma non mi sognerei mai alla mia età di pescare a 20/35 metri,scusatemi per tutta questa pippa

pennhouse2
pennhouse2

In breve: a 20 il testosterone mi faceva competere a gomiti larghi in xc o al semaforo con i bulletti. Alla soglia dei 40, un po’ meno testosterone ed un po’ più di testa mi fanno fare sforzi ed accettare compromessi che a 20 non sarei stato capace di gestire. Peccato che le ossa ogni tanto mi ricordino che il tempo passa…

cheyax
cheyax

io, sedicenne con già qualche anno di esperienza, ho delle giornate in cui semplicemente mi sembra che andare in bici sia la cosa più naturale del mondo, come se il corpo si muovesse da solo. In quei giorni sono concentrato solo sul sentiero e sulla pressione sui piedi e le mani, non esiste nient’altro. Però anche io ho le giornate no, dove arrivo a fine discesa pensando di aver rischiato troppo e andando lentissimo perché i movimenti sono forzati e rigidi, certe volte addirittura devo fermarmi a lato del trail per calmarmi. I tempi sono molto diversi eppure il mio livello tecnico è sempre lo stesso, tutta una questione psicologica. Credo succeda a tutti di avere una giornata “no”, non sia una questione di età

Mancinale
Mancinale

Mi ritrovo al 100% in quello che scrivi. Grazie per aver pensato di condividere le emozioni che ogni Biker solitario prova ad ogni giro, anche fosse il giro del palazzo.

Manuel Gregori
Manuel Gregori

Non posso che essere completamente in accordo con questo articolo. Recentemente mi è capitato di rifare alcune ps dopo una gara, e mi sono reso conto di quanto la concentrazione aiuti a trovare feeling e confidenza…ho fatto passaggi in gara che difficilmente rifarei a certe velocità. Da una parte mi sono nascosto nel fatto di non aver su l’integrale, il paraschiena o le ginocchiere…ma la realtà è che la concentrazione ti porta oltre al tuo limite, ti focalizza talmente sul passaggio successivo, sullo sguardo avanti, che a volte non ricordo come in realtà ho fatto il passaggio precedente…magari fosse sempre così…sicuramente però il non essere concentrati diventa estremamente pericoloso e limitante.

emml
emml

Capita spesso anche a me ed a essere sincero sempre più spesso da ormai 2-3 anni….ed ora viaggio sui 44 anni di età…
Unica soluzione il divano!!!! Al minimo dubbio, sentore che c’è qualcosa che non va per l’uscita imminente, rimango a casa….. sarà una stupidata…..ma così quando esco sono sempre convinto di ciò che faccio, di quello che voglio fare e di come mi andrò a divertire!!!!

federico.g
federico.g

Personalmente il fattore psicologico varia di molto dai problemi della vita privata , mi capita spesso che se esco in bike con la mente sgombra dai pensieri scendo come un caccia e tutto mi sembra più facile, se invece la volta dopo stesso percorso ma affrontato con mille pensieri in testa, meglio che ti prendi la bici da strada!!!!!

bgcarlo

Ci pensavo proprio oggi dopo che ho fatto la discesa più scassata che conosca. Ci sono giorni che faccio di tutto ed altri che evito certi percorsi che spesso faccio ma in un determinato momento mi fanno paura. Non so perché ma è lei, la testa ed i pensieri che hai scritto sono gli stessi che faccio io, dal “se mi faccio male come faccio” al “ma chi me lo fa fare” ecc ecc.

Inviato dal mio iPhone utilizzando MTB-MAG.com

RSGF
RSGF

giornate no ci sono sempre…
la mia strategia è quella di cambiare attività. Faccio altro, vado a correre, pesi, o nuoto….
In questo modo non perdo la forma fisica e la prossima volta in MTB avrò di nuovo sia la bava alla bocca di mettermi su un track e la freschezza di spingere un po “oltre”….

Koroviev

Si si, la testa ora è tutto, il manico non è niente come al solito. Anche se hai 65 anni, la panza che tocca il manubrio ed escsi una domenica no e l'altra nemmeno ma con la testa puoi fare tutto … nei sogni però. Tecnica (per le discese), fisico e preparazione (discese e salite) e poi, mai poi anche la testa. Con tutta la testa che vuoi ma senza tecnica in discesa forte non si va. Tutta la testa che vuoi ma senza gamba in salita forte non si va.
Beato chi fa tutto con la testa, a me serve la tecnica e la gamba altrimenti nemmeno la bici dalla cantina riesco ad uscire.

Manuel Gregori
Manuel Gregori

Non credo si volesse solo lasciar intendere questo aspetto…la preparazione, la tecnica etc sono la base di tutto, ma la stessa persona può avere prestazioni diverse in base al livello di concentrazione, da un giorno all’altro…e la preparazione è la stessa, di certo non si va fuori forma da un giorno all’altro. Mi è capitato di uscire controvoglia, e fare grosse cadute, in punti da “graziella”, perché non si è lì con la testa, si pensa ad altro…sei un attimo rilassato sul manubrio, poco reattivo e crack.

struciapanza

Per quanto riguarda le uscite da "solisti" sono sempre pericolose sia che si svolgano in alta montagna,che su trail di casa,l'imprevisto e' sempre dietro l'angolo,e non è questione di testa o di età ma di responsabilità,magari quando si esce lasciare un orario di rientro preciso a chi ci aspetta,e' ina buona cosa.

struciapanza
struciapanza

Per quanto riguarda le uscite da “solisti” sono sempre pericolose sia che si svolgano in alta montagna,che su trail di casa,l’imprevisto e’ sempre dietro l’angolo,e non è questione di testa o di età ma di responsabilità,magari quando si esce lasciare un orario di rientro preciso a chi ci aspetta,e’ ina buona cosa.

Koroviev
Manuel Gregori

Non credo si volesse solo lasciar intendere questo aspetto…la preparazione, la tecnica etc sono la base di tutto, ma la stessa persona può avere prestazioni diverse in base al livello di concentrazione, da un giorno all'altro…e la preparazione è la stessa, di certo non si va fuori forma da un giorno all'altro. Mi è capitato di uscire controvoglia, e fare grosse cadute, in punti da "graziella", perché non si è lì con la testa, si pensa ad altro…sei un attimo rilassato sul manubrio, poco reattivo e crack.

D'accordissimo con quello che dici. Ho notato anche io con le mie poche capacità sia tecniche che fisiche, che alcuni giorni vado peggio del solito. Anzi, vado sempre male, solo a volte vado meglio :yeah!:

rovert
rovert

🤣🤣Il solito trollone

rd_beibo
rd_beibo

giornate no le ho e come. a 40 anni suonati da un po i pensieri in testa ci sono sempre. le cautele aumentano, a forza di cadere. “chi me lo fa fare” rieccheggia sempre piu forte. addirittura , recentemente, appena partito ero li per li per girare la bici e tornare a casa: “tutta sta salita, tutto sto casino, anche se pieno di impegni in famiglia, e stare qui da solo…”
nella quasi totatilita delle volte sono rimasto con il deretano in sella, concludendo il giro, e cercando di rilassarmi. avviene piu facilmente su percorsi non conosciuti. su quelli di routine, ovviamente vado piu in pilota automatico, ed ovviamente sbaglio proprio li: “i passaggi che ieri sapevo fare, come mai oggi non vado? ” sono molto sincero con me stesso: la colpa la do alla testa, non alle gambe o al setup. esperienza insegna.

Pietro.68

infatti i pro si allenano anche "la testa"

andy_g
andy_g

Quando la testa dice “stop” di solito scendo a piedi senza pormi troppe domande, ma più che testa lo defineirei “gut feeling” o semplicemente panza. Non so perché ma ho l’impressione che la panza sappia molte cose che io non so e quindi tendo a fidarmi.

Kayma
Kayma

Quando in un percorso arriva il momento no non addebitabile a fattori esterni in genere bestemmio.
Spesso funziona …..

teoDH

Il mio rimedio è semplice, e se non sono in bolla me ne accorgo nei primi 500 m del primo trail che imbocco… fino a qualche anno fa lottavo, adesso invece mi fermo al bar e inizio a bere birrette… certe volte me ne rendo conto ancor prima di mettere la bici in macchina, e in tal caso cambio solo casco ed esco in moto…

vortex69
vortex69

Mi ci ritrovo perfettamente: lo stesso passaggio fatto svariate volte in alcuni giorni diventa difficile, come diventa difficile lasciarsi andare e tutto diventa un problema, un ostacolo , paura che ti inibisce.
io l’affronto sforzandomi di ripetere il passaggio per superarlo.

gargasecca
gargasecca

Ascoltandomi…e ascoltando gli amici, mi spiego. Anche a me è capitato di esser l’unico quel giorno a chiudere quel particolare passaggio…o di essere riuscito a fare la “pettata” del momento tutta in sella…ma dipende da come mi sento sia fisicamente che psicologicamente. Altre volte ascolto gli amici che mi dicono…”oggi no Andrea…lo sappiamo che è nelle tue corde ma oggi meglio non rischiare”…e così faccio. Non devo dimostrare nulla a nessuno…ma qualche volta fa piacere togliersi qualche sassolino o soddisfazione. Ieri…per dire…arrivati al bivacco, facciamo appena in tempo a vestirci e a partire, 200mt esposti non poco…io normalmente ho sempre paura di ciò che mi attende, sia che conosca il percorso sia che non lo conosca…una sorta di rispetto verso la montagna. Per mia insicurezza tendo a spingere verso la montagna, cercando di non vedere sotto e stando attendo a sganciare il piede a monte appena sento che la bici mi scappa…sì perchè una volta mi sono sbagliato e ho sganciato il piede a valle…fortuna che lo posso raccontare. Appena entriamo nel bosco inizia a piovere…e un temporale estivo a 1900mt non è proprio il massimo…scendiamo con i freni tirati per via del fondo e della pendenza…poi piano piano gli diamo gas e confidenza…ecco ora sono + tranquillo e difatti inizia a salire un senso di contentezza, di beatitudine nel riuscire a raggiungere gli amici e a chiudere tutti i passaggi. Scendere con quel senso di insicurezza, spesso fa sì che il passaggio che ti è sempre riuscito, OGGI non… Continua a leggere »

bgcarlo
struciapanza

Per quanto riguarda le uscite da "solisti" sono sempre pericolose sia che si svolgano in alta montagna,che su trail di casa,l'imprevisto e' sempre dietro l'angolo,e non è questione di testa o di età ma di responsabilità,magari quando si esce lasciare un orario di rientro preciso a chi ci aspetta,e' ina buona cosa.

Quello che faccio io, oltre ad un po’ di aiuto tecnologico… almeno sanno dove cercare nel caso fosse necessario. Sgrat sgrat

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spiri
spiri

giusto giusto ieri. Volevo fare tre rifugi. Fatti due provo il terzo. Mi sono fermato ad un paio di km ma proprio non andavo. sono sceso a spingere a quel punto … naaaa allora basta. torniamo a casa. ed ho ubbidito alla mia testolina.

Vietto

Perfettamente d'accordo con l'articolo, dal basso delle mia capacità ci sono dei giorni che non ne imbrocco una e altri invece che vado bene, in generale non mi butto moltissimo cmq, tanto che il buon Jack durante un corso mi ha consigliato di bermi qualche birra prima di scendere :razz:aur::razz:aur::razz:aur:

Per le uscite in solitaria cerco di stare sotto copertura del cellulare e con livetrack del Garmin la moglie eventualmente riesce a vedere anche se non sono vivo o no , questo mi da un po' di sicurezza in più 🙂

flanik

La testa … la testa …. bah è quella che ultimamente mi permette di fare cose che non avrei pensato di fare a quasi 50 anni .. a maggio ho terminato il mio primo XTerra triathlon .. a Toscolano Maderno in provincia di Brescia .. dopo il nuoto nel lago, in cui più volte ho pensato che stavo facendo una stupidata, ho affrontato il giro in mtb su pendenze che non avevo mai fatto in discesa e più volte anche lì mi sono detto che avevo oltrepassato le mie soglie limite … e poi ho corso , corso … e il corpo mi diceva .. smettila non sei un giovanotto … e quando poi ho visto il traguardo e soprattutto i compagni di squadra e mia moglie accogliermi festanti ( benchè fossi l'ultimo …però qualcuno si è ritirato ..) mi sono sciolto in un'emozione indescrivibile … senza la testa quel giorno non avrei finito la gara .. non avrei riempito il mio cuore di una gioia irrefrenabile …

giancazaza
giancazaza

vero verissimo, l’età conta poco … la testa fa tutto
giusto un paio di settimane fa mi sono trovato a rifare un percorso in alta quota che ben conosco … c’è un passaggio roccioso che ho sempre trovato particolarmente insidioso ed ho sempre fatto a piedi … pioveva/grandinava … e, alla soglia dei 50, sono sceso in sella senza problemi.
Un pò più giù, in un altro passaggio che ho sempre fatto in sella … e sono sceso.
Qualcosa era cambiato.

ant

Per le giornate no (sabato era una di queste) a volte basta non mollare e andare avanti: spesso dietro la curva c'è la motivazione per allungare ancora il giro e magari tornare lo stesso con un sorriso.

Per la questione testa sgombra, a me aiuta tanto la musica (che mi appassiona più della bici). Auricolari appalla e in salita sono regolare mentre in discesa danzo (relativamente alle mie capacità ovvio), perchè la testa è lì sulla musica quindi il corpo fa – bene – solo quello che sa fare, gli automatismi di coordinamento sono lasciati ai riflessi spontanei, senza input dalla testa che segue solo la musica che va.
Quando poi scendo e guardo Strava vedo che spesso sono andato forte, nonostante pensassi alla musica.

OT Esco spesso da solo. per la questione incidenti Garmin 820 con la funzione SOS, mi ha cavato d'impiccio una volta e vedo che funziona.

cinus
ant

Per le giornate no (sabato era una di queste) a volte basta non mollare e andare avanti: spesso dietro la curva c'è la motivazione per allungare ancora il giro e magari tornare lo stesso con un sorriso.

Per la questione testa sgombra, a me aiuta tanto la musica (che mi appassiona più della bici). Auricolari appalla e in salita sono regolare mentre in discesa danzo (relativamente alle mie capacità ovvio), perchè la testa è lì sulla musica quindi il corpo fa – bene – solo quello che sa fare, gli automatismi di coordinamento sono lasciati ai riflessi spontanei, senza input dalla testa che segue solo la musica che va.
Quando poi scendo e guardo Strava vedo che spesso sono andato forte, nonostante pensassi alla musica.

OT Esco spesso da solo. per la questione incidenti Garmin 820 con la funzione SOS, mi ha cavato d'impiccio una volta e vedo che funziona.

Per la musica non trovi che possa essere pericoloso? In fin dei conti ti stai togliendo uno dei sensi…

struciapanza
bgcarlo

Quello che faccio io, oltre ad un po’ di aiuto tecnologico… almeno sanno dove cercare nel caso fosse necessario. Sgrat sgrat

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Bravo,infatti avevo dimenticato

ant
cinus

Per la musica non trovi che possa essere pericoloso? In fin dei conti ti stai togliendo uno dei sensi…

si e no. quello che dici è vero infatti non scenderei mai con gli auricolari da un percorso nuovo.
ma dove conosco – come ho già scritto – mi aiuta ad essere "veramente" fluido e il corpo spinge fin dove ha gli automatismi, senza la testa che lo comanda non va oltre. mi prendo meno rischi con gli auricolari che con due amici forti dove si fa a gara a chi spinge di più.
però fare solo quello che sai fare bene in assoluta fluidità a volte (tempo alla mano) è più efficace che spingere a tavoletta, per lo meno per me.

bikekultur
bikekultur

Un droppettino da nulla, fatto diverse volte in scioltezza.
Fatto un pomeriggio, dopo il lavoro e con la testa ancora in ufficio: 1 scapola e 5 costole rotte.
A distanza di 4 mesi, ancora lo evito..

bgcarlo
cinus

Per la musica non trovi che possa essere pericoloso? In fin dei conti ti stai togliendo uno dei sensi…

Sono con te. Mai e poi mai, devo assolutamente sentire cosa mi capita attorno è pericolosissimo isolarsi, tanti lo fanno anche in città, e poi il bello di stare tra la natura e sentire tutti i rumori per me è impagabile.

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Marklenders

Nei pensieri che hai elencato quando si gira da soli,a me capita spesso,rispecchiano quelli che ho io,sono appena tornato da dieci giorni a Livigno,divisi tra giri pedalati e park e venerdì proprio in Park,il terzo giorno in totale,non mi sentivo per niente in forma,sbagliavo quello che la volta precedente facevo in scioltezza, sinceramente non so se sia stata la stanchezza fisica,dopo una settimana di fila in mtb,o la testa,fatto sta che dopo 4/5 discese ho lasciato perdere,amarreggiato ma consapevole del fatto che insistere sarebbe forse stato peggio,tornato in appartamento ero deluso,pensavo,una giornata sprecata e non so spiegarmi il motivo,maaaah,il giorno dopo invece di riprovare in park come da programma,ho cambiato idea e ho deciso di usare la bici da AM e farmi un bel giro da 40 km e 1600 di dislivello e la situazione e stata l'opposto del giorno prima,sono tornato stanco ma felice e questo bipolarismo sinceramente rimane un mistero,testa?stanchezza?motivazione?voglia di rifarmi?non lo so,di una cosa però sono certo,la testa spesso fa la differenza,sia nel bene che nel male.

Unicums

Prima della mtb ho praticato e insegnato arti marziali per più di 10 anni e ho imparato che senza mente il corpo non funziona al 100% e che senza un corpo trattato decentemente puoi avere tutta la testa che vuoi ma non renderai mai al massimo. Portando questi insegnamenti sulla mtb ho tradotto quei concetti in un modo molto semplice: se esco in bici e penso al lavoro, ai problemi, al mutuo mentre pedalo, non solo non mi diverto ma non affronterò alcun percorso con la serenità necessaria. E al contempo posso dire che uscire in bici stanchi perchè si è dormito poco o lavorato troppo, senza idratarsi correttamente ecc ecc non ci farà rendere nemmeno questo per come potremmo. Pertanto, ritengo normale riuscire ad affrontare un percorso il giorno prima tutto in sella e il giorno dopo magari scendendo dalla bici, è normale affrontarlo nella condizione in cui ci siamo arrivati.

pilade66
pilade66

Esco sempre solo, su strada e fuori in bici ed idem a piedi di corsa. Tendo sempre ad esser super prudente, qualche sparata in salita e freni tirati in discesa sia in bici che a piedi. Le giornate no le supero concentrandomi sulla tecnica del gesto atletico (molto utile soprattutto a piedi) e guardandomi intorno per godermi del paesaggio. Se sono in gara invece mi concentro molto su ciò che mi accade intorno e penso che anche gli altri sono uomini come me che stanno facendo una fatica boia e ciò mi consola e mi fa andare avanti. Saluti.

cinus
bgcarlo

Sono con te. Mai e poi mai, devo assolutamente sentire cosa mi capita attorno è pericolosissimo isolarsi, tanti lo fanno anche in città, e poi il bello di stare tra la natura e sentire tutti i rumori per me è impagabile.

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Anche quello aiuta a superare i momenti no con la testa… fermarsi e ricordarsi di essere in mezzo alla natura

guglia87
guglia87

Capita eccome, quasi ad ogni uscita, perchè spesso giro da solo e quindi non ho mai “motivazioni extra”.. Ci sono certi giorni che semplicemente lo accetto. Smonto dalla bici, faccio a piedi qualche passaggio che altrimenti farei in sella, oppure affronto le salite con l’onestà di dire ok, oggi va bene cosi.

Quando invece voglio fare un giro con presenza, quello che faccio è fermare il “ronzio dei pensieri”, smettere di pensare. E’ una specie di forma meditativa, non facile da mettere in pratica (per me), ma che mi aiuta ad affrontare i passaggi complessi anche quando non ho la testa. A volte riesco a rasserenarmi per tutto il giro, a volte solo nei momenti in cui mi serve.

Funziona ed è una tecnica che sto affinando sempre più, ma la cosa più bella è che torno a casa sempre soddisfatto del giro, anche quando le gambe non giravano e ho fatte le salite al doppio del tempo solito.

ant
bgcarlo

Sono con te. Mai e poi mai, devo assolutamente sentire cosa mi capita attorno è pericolosissimo isolarsi, tanti lo fanno anche in città, e poi il bello di stare tra la natura e sentire tutti i rumori per me è impagabile.

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Beh le cose sono soggettive ed ogni storia è un capitolo a se, non è che mettersi un paio di auricolari ogni tanto significa essere delle specie di gangsta-boys che saltano sopra i funghi ed i fiori…

Io in mezzo alla natura ci vivo ed ho cerbiatti e cinghiali in giardino, non ho bisogno per forza del giro in mtb per staccare.
Si stava parlando di "testa per la prestazione" (fare il drop, il passaggio ostico, andare forte in salita) e – per quanto mi riguarda – sono tutte situazioni in cui non è che proprio mi metto a guardare gli uccelli che cinguettano, penso a dove metto le ruote, guardo il cardio ecc.
Il giro nella natura è bellissimo e credo che tutti lo apprezziamo, ma per quello non serve la "testa", anche se quel giorno sei scoppiato te lo godi lo stesso e torni a casa con il sorriso.

Sulla questione del pericolo è vero si, ma non facciamone neanche una crociata, basta farlo quando la situazione lo consente.
ovviamente, IMHO.

Swiggy
Swiggy

Bell’articolo!
E belli anche gli spunti di riflessione su quegli aspetti che, non sempre consapevolmente, hanno interessato (e continueranno ad interessare) tutti, chi più e chi meno, quelli che praticano questo sport…
anche nelle circostanze che, a mente fredda, definiresti estremamente banali

The_Farmer

Vado in bici per divertimento, non per agonismo o per lavoro.
Se un giorno "non va" o ne ho poca voglia, faccio un giro poco impegnativo o semplicemente "faccio altro".

riomaratido
riomaratido

grazie x l’articolo…mi ha fatto riflettere e sorridere…e giungere alla conclusione che dopo 25 anni ormai di montagna a piedi e in bici un po’ di “tensione” ci vuole, e’ tra i fattori che mi stimolano a tornarci.

lazzaro54

accetto la giornata per quello che è .. se è No non rischio e se devo fare qualche passaggio a piedi lo faccio, mi riserverò di farò quando sarò in giornata SI ….

Eugenio Pozzi
Eugenio Pozzi

Caro Marco hai proprio ragione… È la testa che comanda!!

bgcarlo

ant Beh le cose sono soggettive ed ogni storia è un capitolo a se, non è che mettersi un paio di auricolari ogni tanto significa essere delle specie di gangsta-boys che saltano sopra i funghi ed i fiori… Io in mezzo alla natura ci vivo ed ho cerbiatti e cinghiali in giardino, non ho bisogno per forza del giro in mtb per staccare. Si stava parlando di "testa per la prestazione" (fare il drop, il passaggio ostico, andare forte in salita) e – per quanto mi riguarda – sono tutte situazioni in cui non è che proprio mi metto a guardare gli uccelli che cinguettano, penso a dove metto le ruote, guardo il cardio ecc. Il giro nella natura è bellissimo e credo che tutti lo apprezziamo, ma per quello non serve la "testa", anche se quel giorno sei scoppiato te lo godi lo stesso e torni a casa con il sorriso. Sulla questione del pericolo è vero si, ma non facciamone neanche una crociata, basta farlo quando la situazione lo consente. ovviamente, IMHO. No, no, nessuna crociata. Solo che la mia testa non concepisce l’isolarsi dal mondo senza sentire quello che ci capita attorno, poi per carità… ognuno è libero di far quel che vuole. Si, anche io vivo in collina ed attorno a casa ho animali selvatici è solo rumori della natura, però voglio sentirli anche quando sono in bici, certo non mi faccio distrarre per questo. Infine sarà che con la musica io ci ho a che… Continua a leggere »

claybass
claybass

una bella riflessione che condivido pienamente… con la differenza che io faccio parte del ventennio successivo (vicino ormai ai 60) e quindi i timori aumentano ed è vero: è solo questione di testa!

claybass
claybass

scusa, non ho risposto alla tua domanda: come la affronto?
mi sono iscritto a un’associazione mtb che organizza escursioni e questo, come dici anche tu, aiuta molto…

superskinny

Mi capita di uscire da solo e lì mi faccio un sacco di pensieri e quello preponderante è che mi diverto molto meno.
Sicuramente negli ultimi tempi ho saltato più uscite perché ero solo e non sapevo scegliere dove andare che per problemi di stanchezza o fisici che fortunatamente ora non ho.