Una settimana di cicloturismo in solitaria, parte 6 e 7

Una settimana di cicloturismo in solitaria, parte 6 e 7

18/01/2011
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18/01/2011

[B]Sabato 2 ottobre[/B]

Oggi stranamente sveglia a un orario decente, oggi si scavalcano gli appennini, elimino il peso superfluo dal bagaglio, mangio tutti i biscotti che mi sono avanzati e finisco il latte. Oggi al contrario degli’altri giorni ho una meta ben precisa, devo arrivare a Rubiera dato che una persona del forum si e offerta a darmi vitto e alloggio per la notte.
Al contrario di ieri ce un sole splendido e non ce l’ombra di una nuvola.
Finisco di preparare il bagaglio (alleggerito) e carico la bici. Vado al bar del albergo per salutare e fare colazione, la seconda. Grave errore, al bar mi dilungo qualche minuto di troppo con i gestori del albergo e arrivano un paio di nonnini del paese, subito attiro l’attenzione e abbiamo scambiato quattro parole. Circa un’ora dopo mi defilo dalla conversazione se no mi tenevano li tutto il giorno.

Bene, finalmente si parte, ultime foto nei pressi del paese
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All’imbocco della salita per il passo della Pradarena un cartello stradale mi ricorda che Reggio Emilia e a “ soli “ 101 km, va beh Rubiera non sarà tanto lontana da li. [I]Il più e salire al passo, da li in poi dovrebbe essere tutta discesa[/I], penso.
Affronto la salita con il mio solito ritmo, mi godo i panorami sulle montagne, [I]finalmente[/I], e la strada deserta.

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(Il passo e li da qualche parte.)
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A meta salita ce una bellissima isola verde con laghetto.Posto meraviglioso.

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Proseguo nella pace piu assoluta o quasi, ogni tanto il silenzio viene interrotto da qualche macchina o moto che passa li.
Però a un certo punto sento un rumore come di temporale in lontananza, strano in cielo si e arrivata qualche nuvola, ma non un temporale. Il rumore e costante e aumenta, finché non mi raggiunge. Un numeroso gruppo di motociclisti mi passa assordandomi, ma non dovrebbero esserci dei limiti di legge per il rumore. Quel boato echeggia per la valle il tempo necessario a farli superare il passo, ahh, finalmente e ritornata la pace.

Al passo di Pradarena (1.579 m) arrivo appena dopo mezzogiorno, ora più che giusta per pranzare, ma prima un paio di foto di rito.

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Se fino a questo momento non sembrava ancora autunno, qui si e fatto già sentire.

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Mentre sto pranzando mi si avvicina una persona evidentemente incuriosita dalla mia persona  è  l’autista di un autobus che ha portato li un gruppo di escursionisti. Rimaniamo a parlare del piu e del meno ma come anche con le altre persone l’argomento principale e il mio viaggio. Quando il cielo si copre di nuvole e comincia a soffiare un vento abbastanza freddo ci salutiamo e io proseguo sulla mia strada, [I]finalmente in discesa, il più e fatto[/I].

Lascio alle mia spalle la Toscana e dopo 4 giorni di pedalate torno in Emilia Romagna.

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Durante la discesa passo ancora un po di paesini del passato.

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Ma, ma, sono arrivato fino al fiume in fondo valle ma la strada invece che proseguire lungo quest’ultima punta verso l’altro versante della valle in salita.
Va beh, risaliamo, e poi di nuovo giù e su e giu e su. Sull’incrocio con una strada principale vedo che reggio è a cinquantasei chilometri.
Lo sapevo che dovevo aspettare a cantare vittoria al passo.
Si prosegue senza troppa fretta ma con un ritmo costante.
Arrivo a Castelnuovo ne Monti dove si gode di un’ottima visuale su una strana roccia in mezzo alle colline.

Pietra di Bismantova. Peccato per l’alta umidità che ce nell’aria se no il panorama era ancora piu bello.

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(Questa e l’ultima foto del mio viaggio)

A Castelnuovo sento il mio contatto a Rubiera (al quale scroccherò vitto e alloggio per stanotte) e mi da le indicazioni per raggiungere la città, dicendomi che da li dovrebbe esserci più o meno un’ora e  un quarto.
Seguo diligentemente le istruzioni e procedo con un ritmo abbastanza elevato adesso che finalmente non ci sono più salite. Seguo sul fondovalle il fiume Secchia fino a Sassuolo e poi le indicazioni stradali per Rubiera. Bene, TRE ore dopo la telefonata arrivo alla mia destinazione ormai all’imbrunire, suono il campanello e sorpresa…non risponde nessuno. Va bene, mi resta una sola cosa da fare, con il cellulare ormai morto, mi siedo sul muretto e aspetto, prima o dopo rientrerà a casa. Dopo un po di tempo che studiavo il comportamento di uno sciame di zanzare finalmente vedo arrivare il mio angelo custode per questa notte, Federica.

Lei esordisce con un:
-Ciao, ma sei già qua?
-Ebbene si, maaaa…..non doveva essere a UN’ ora e UN quarto di strada.
-Si, si, in macchina ci si mette più o meno quel tempo li.
-Ah, in macchina….

Dopo i quasi 120 km della tappa di oggi, molti dei quali in salita, finalmente mi rilasso. [I]Ci siamo quasi, domani un’ ultimo sforzo di 130 km attraverso la pianura padana e sarò a casa.
[/I]
Dopo cena invece una proposta inaspettata (no, non e niente di sconcio, cosa state pensando).
Ma perché domani non vieni con noi a fare un giro in mountainbike sul garda.
Ci penso su un’attimo e alla fine accetto, giusto per sgranchirmi un po le gambe dopo questa settimana di riposo.

Si chiacchera, si guarda la tele e poi a letto, domani sarà un’altra giornata impegnativa e sopratutto la sveglia suonerà prima del mio solito orario di sveglia.
….

[B]Domenica 3 ottobre[/B]

La sveglia forse avrà anche suonato ma io non mi sono accorto di niente finche non mi hanno buttato giù dal letto a chissà che ora del mattino (presto). Fuori ce ancora buio, mi sono abituato troppo bene durante questa settimana, ma oggi ci sono delle tabelle da rispettare.

Solita routine della domenica. Sveglia presto, colazione con la velocità di un bradipo assonnato, si caricano le bici in macchina e via verso il ritrovo all’ingresso dell’autostrada.
Dopo una settimana di lento movimento, mi sono abituato a guardare il paesaggio cambiare lentamente e sopratutto Vedere tantissime cose che andando cosi veloci ci sfuggono. Poco male, la pianura padana pur avendo tante cose da offrire preferisco ancora i paesaggi montani.
La partenza e prevista a Riva del garda, ma prima devo procurarmi una mountainbike (cosa assolutamente facilissima a Riva).
Ok, sono pronto per trascorrere una sana domenica all’aria aperta sui miei soliti sentieri e siccome conosco molto bene la zona il gruppo decide che oggi gli faro io da guida. E io che pensavo di essere un ospite zitto zitto, quatto quatto.
Si parte sfilando per le vie del centro di Riva del garda per imboccare la splendida strada del ponale.

La strada del Ponale (foto di repertorio)
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Il ritmo e proprio come piace a me, tranquillo. Arrivati al lago di Ledro si decide di prendere qualcosa da mangiare una volta arrivati in cima. Io seguendo alla perfezione la dieta del ciclista mi prendo un bel Kebab accompagnato da un ottimo integratore di sali minerali – una lattina di Becks (avevano solo questa). Per ingannare l’attesa sto valutando di mangiare una barretta energetica, ma qualcosa va storto e prendo un trancio di pizza radicchio e salsiccia e una Becks (tanto per cambiare). Finito lo spuntino lasciamo il lago di Ledro e imbocchiamo una lunga strada cementata che ci porta fino a Bocca dei Fortini e da li in un battibaleno a Baita Segala. Posto perfetto per mangiare, all’interno subito approfittiamo del  fuoco e acceso per scaldarci. Si mangia, si beve, si chiacchiera, si scherza nessuno ha fretta, anche perché fuori fa abbastanza fresco con una nebbiolina per niente simpatica. Si prosegue sul sentiero per Passo Rocchetta dove solitamente si gode di un bellissimo panorama sul Lago di Garda e sul massiccio del monte Baldo e Altissimo, oggi purtroppo questa vista ci e negata.

Sempre foto di repertorio (cosi sapete di cosa parlo)
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Mi dispiace per i miei compagni che dopo un lungo viaggio in macchina non riescono a godere appieno di questo paradiso della mountainbike. Al passo inizia la parte vivace del giro, dove ci si ferma meno a contemplare i panorami, si cerca una bella scarica adrenalinica.
La discesa e su un sentiero che e abbastanza scorrevole, ma mai banale con dei tornanti stretti, altri meno stretti ma con qualche gradone a metà e infine anche qualche passaggio molto impegnativo con il dessert su un bel pezzo di ghiaia spessa. Io stresso parecchio la povera bici a noleggio (un po mi fa pena), ma alla fine resiste fino in fondo alla parte sconnessa. Nell’ultimo pezzo ripercorriamo al contrario la strada del Ponale fatta in salita fino al lago. Prima di salutare i miei nuovi e vecchi amici raccolgo le impressioni positive del giro. Bene sono contento che gli sia piaciuto.
Nei giorni seguenti e apparso questo post sul forum.
[URL=”http://www.mtb-forum.it/community/forum/showpost.php?p=4201391&postcount=1″]http://www.mtb-forum.it/community/forum/showpost.php?p=4201391&postcount=1[/URL]

Bene dopo i 1200 metri di questo giro e l’ottima compania, adesso posso tornare a casa contento. [I]Già tornare a casa[/I], ma io sono li in bici e fare la Gardesana occidentale di domenica sera non e proprio salutare, con le sue strette gallerie e la moltitudine di curve piene di macchine (la domenica sera per fare 30 km si riesce a fare anche un ora e mezza di coda). Cosi scrocco un ultimo passaggio fino ad Affi per percorrere strade un po più tranquille.
Sono ormai le cinque passate quando mi scaricano, me,bici e bagagli, all’uscita dell’autostrada. Ultimi saluti veloci, carico la bici come ormai faccio tutte le mattine da una settimana a questa parte e mi metto in viaggio. A metà strada da Peschiera viene buio, ma mi viene in aiuto il mio bellissimo e potentissimo impianto luci alimentato a dinamo, luce a inquinamento zero o quasi se non calcoliamo le scorie che produco io. Arrivo sulla strada principale nei pressi di Lazise e qui mi imbatto nel traffico domenicale. Come sono belli tutti fermi in coda, io invece con il mio mezzo ecologico gli sfreccio di fianco. Mi concedo un ultimo giretto a Peschiera del garda e poi punto verso casa sulla ex statale, ormai e tardi e ho voglia di arrivare a casa, anche perche non ho ancora cenato. Percorro gli ultimi 10 km spingendo il più possibile (ho fame) e alle nove e mezza si conclude il mio viaggio cominciato più di una settimana fa prima con il forum raduno e poi con una bellissima esperienza di cicloturismo.

La maggior parte della gente e contenta di tornare a casa, magari di riposarsi dopo le fatiche, ma io mi trovo meglio in giro per il mondo, anche non in posti esotici e mistici, basta andare.
Domani si ritorna alla solita monotonia di tutti i giorni, ma per fortuna esperienze cosi si possono ripetere, basta volerlo, per Vivere davvero.

Per gli amanti della numerologia in questa settimana ho percorso 670 km sulla bici da turismo e un centinaio in mountainbike compreso il forum raduno e altre gitarelle fatte.

Un saluto a tutti e alla prossima avventura.

Testo e foto di di seby13