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[Video] Fabien Barel Presents 3: la strada del recupero

[Video] Fabien Barel Presents 3: la strada del recupero

18/06/2014
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18/06/2014


Fabien Barel ha fatto una brutta caduta qualche mese fa, al round di apertura della EWS, in Cile.
La prima cosa che si sono chiesti i fan è certamente stata “come sta? Quando lo rivedremo in gara?”.
Però, man mano che si chiarivano i dettagli del suo infortunio, si è capito che la priorità era il recupero. Con una brutta frattura ad una vertebra, Fab è arrivato molto vicino a danni che avrebbero potuto rendergli difficile tornare a pedalare (o a camminare).

A questo punto, la forza di Fab è messa di nuovo alla prova. Deve mettere nel programma di recupero la stessa forza di carattere che mette nell’enduro. Ecco cosa dice lui stesso per il rilascio dell’ultimo episodio di Fabien Barel Presents:
“Adesso posso dire di essere fuori dalla “Risk zone” dal punto di vista chirurgico, che era un problema vista la vicinanza con la spina dorsale. Ci vorrà ancora tanto tempo prima che possa tornare a pedalare, ma la mia priorità e stabilizzare la schiena, focalizzandomi sulla riabilitazione.
Non ho potuto fare a meno di accorgermi di quanto sono fortunato, e di quanto sia arrivato vicino al disastro. Questo pensiero mi aiuta a restare forte ed estremamente positivo.
So che il repcupero sarà lungo, so che non sarà al 100%, ma viviamo una vita sola, ed è un privilegio. E senza dubbio questo mi fa andare avanti!”

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vito e alloggio
vito e alloggio

Fabien per me è il numero uno! L’importante è che si rimetta a dovere 🙂

Alessandromtb80

Il commento di Barel denota che siamo davanti a una persona veramente in gamba; dichiarare che non sarà più al 100% per uno che vive al suo livello, fa capire la passione NON è tutto, quando questa viene rapportata alla passione per la Vita!
Respect

SuperDuilio
SuperDuilio

Viste le velocità e le difficoltà di questa disciplina affrontate con dei mezzi che non sono Dh per cui perdonano molto meno a mio parere bisognerebbe imporre un paraschiena obbligatorio.

SuperDuilio
SuperDuilio

…ed anche un collare. Non dobbiamo aspettare che qualcuno ci resti secco prima di agire. La sicurezza prima di tutto.

andreasia610
andreasia610

ma non è obbligatorio nell’EWS???
mi sembra di sì, ma il problema è come è caduto…

SuperDuilio
SuperDuilio

…non saprei.

mountaindoctor
mountaindoctor

Fabien un grande! anche nelle difficoltà. Paschiena inutile (anche…) in questo caso. Diverso il discorso sul collare, che aiuta in modo efficace a limitare danni alle vertebre cervicali dovuti a iperestensione e iperflessione del collo. Per il resto della colonna ci vorrebbe il busto preventivo…Resta il dubbio di quanto possa essere piacevole andare in giro a pedalare con integrale e collare. Io penso che non debba essere impedito a nessuno di proteggersi quanto lo ritenga necessario, allo stesso tempo sarei refrattario a essere obbligato a usare un abbigliamento da cross per andare in bici, però questo é strettamente personale 😉

MeRiX
MeRiX

Stimo Barel a prescindere e non ho assolutamente intenzione di fare un discorso sulla sicurezza ecc.
Solo di una cosa vorrei avere chiarimenti…. ammesso che lui avesse il paraschiena ( cosa di cui non sono a conoscenza) non potrebbe essere che i nuovi paraschiena ultra fighi, leggeri e performanti ( quelli morbidi per intenderci) compromettono il corretto funzionamento? Io ho provato a buttarmi di schiena sul duro con il mio, quelli rigidi in plastica e con uno di quelli morbidi.. beh la differenza si sente!

Swiggy
Swiggy

in bocca al lupo!

senza polemica eh, ma mi sembra inutile far discorsi su paraschiena, relativa efficacia e sicurezza senza nemmeno sapere nulla sulla dinamica dell’incidente.. in molti il danno è dovuto dalla compressione derivante dal peso (inerzia) del corpo.. e lì c’è ben poco da fare

Swiggy
Swiggy

e questa sembra esserne la conferma:
“- Ricordi la sequenza della caduta? Cosa è successo di preciso?
– Sono arrivato piuttosto veloce in una sezione ripida, sabbiosa e molto scavata. Procedevo a bunny-hop e quando ho lasciato il freno oltrepassando la buca ho girato lo sterzo e mi sono insaccato sulla sabbia, che mi ha sparato in aria. Ho avuto il tempo di sistemarmi per essere pronto a rotolare nell’atterraggio, ma in quando ho toccato terra la testa è rimasta bloccata dalla sabbia (e devo ringraziare il mio casco). Anche il corpo, invece di rotolare, si è piantato con tutta la forza concentrata sulla colonna vertebrale. Ho sentito dei crack, ma non sai mai se si tratta di costole o di qualcosa di peggio…”

le protezioni “esterne” lì posso fare ben poco…