[Amarcord] 7 grafiche telaio che hanno segnato la storia della MTB

[Amarcord] 7 grafiche telaio che hanno segnato la storia della MTB


In questo nuovo articolo della rubrica Amarcord riproponiamo alcune delle grafiche dei telai che hanno segnato la storia della mountain bike. Spesso i brand di MTB hanno creato delle grafiche dedicate a delle edizioni speciali che sono rimaste nel cuore degli appassionati. In altri casi una livrea ha rappresentato un marchio a tal punto da essere associata al suo nome forse più dello stesso logo, venendo riproposta come grafica di riferimento per i propri modelli di punta o per i telai destinati alla squadra corse ufficiale. Ciò che è certo è che spesso, nel caso di queste edizioni speciali, ci ricordiamo la grafica del telaio prima di qualsiasi altro dettaglio tecnico. Abbiamo scelto di riproporne 7 tra le più emblematiche, consapevoli che ce ne sarebbero molte altre che meriterebbero di essere ricordate.

Yeti A.R.C. – 1994

Se parliamo di colorazioni storiche, quasi certamente la prima a tornare in mente agli appassionati di bici più “anziani” è quella che ha contribuito a rendere celebre Yeti ai suoi albori con le sue A.R.C. e A.R.C. AS. I colori turchese e giallo hanno contraddistinto la squadra corse di Yeti sin dal 1987 e ancora oggi fanno la loro comparsa in alcune edizioni speciali dell’iconico brand del Colorado. Nella foto vediamo ritratta una spettacolare A.R.C. del 1994 nella livrea che fece la sua prima apparizione nel 1992 e che ancora oggi attira gli sguardi per il suo elegante equilibrio tra appariscenza e classe.

Rocky Mountain Suzi Q – 1995

Sempre a proposito di eleganza, Rocky Mountain nel 1995 introdusse per la prima volta la livrea “Canuck” nella sua gamma. Il modello scelto per la nuova colorazione che rappresenta ormai la tradizione del marchio, fu la Suzi Q, una bici che di per sé non riscosse grande successo rispetto ad altri modelli dello stesso catalogo come la Vertex e la Altitude, ma che ebbe l’onore di vestire per la prima volta i colori rosso e bianco con la tradizionale sfumatura creata da foglioline di acero rosso canadese. Numerosi furono i successori importanti della Suzi Q in versione “Canuck”. Nel 1997 per la Element e la Vertex venne adottata una versione ibrida per la preesistente colorazione Team Only, gialla e rossa, che assunse la tipica sfumatura con le foglie d’acero. In seguito si tornò alla classica colorazione con il rosso e il bianco che vide protagoniste delle pietre miliari della storia di Rocky Mountain come la Slayer, la Switch, la RMX e tante altre, fino alla Element della gamma 2018.

Intense M1 Shawn Palmer – 1996

Altrettanto appariscente, certamente meno di classe, ma indubbiamente stilosa, la Intense M1 con la quale l’eclettico Shawn Palmer si presentò agli UCI DH World Championships del 1996 in Australia, a Cairns, concludendo con una medaglia d’argento dietro a un giovanissimo Nicolas Vouilloz. La M1 in monoscocca, con le grandi superfici piane del telaio formato da due semigusci saldati insieme, si prestava alla perfezione alle personalizzazioni grafiche e Palmer colse l’occasione del mondiale per farsi creare una grafica “stars and stripes” da colui che ai tempi era conosciuto esclusivamente per essere il miglior aerografista per caschi del settore motocross, un certo Troy Lee (Designs). Palmer diede il via all’usanza, che permane tuttora, di personalizzare i telai con la livrea della propria nazione in occasione dei mondiali. Sotto al podio, nel suo solito stile dissacrante, dichiarò: “Se iniziassi ad allenarmi anche io vi farei vedere…”

Rocky Mountain RM7 Wade Simmons – 2003

Torniamo a parlare di Rocky Mountain che merita di essere citata con particolare riguardo quando si parla di verniciatura del telaio dato che il brand canadese ha sempre posto una grande attenzione sia alla grafica che alla qualità stessa della vernice. Impossibile non ricordare la gloriosa edizione Wade Simmons della RM7 uscita nel 2003, con le fiamme verdi che sfumavano il telaio dall’argento al nero in pieno stile hot rod. In quegli anni Wade era il padrino indiscusso del Freeride (o del Froride, per essere precisi) e questa RM7 è stata protagonista dei sogni proibiti di molti di noi. Nel 2016 Rocky Mountain ha proposto un’edizione speciale della Maiden nella medesima livrea: un bel tributo …ma la RM7 Wade Simmons resterà ineguagliabile.

Iron Horse Sunday Sam Hill – 2007

Con questa bici balziamo in quella che possiamo considerare l’epoca moderna della MTB. Siamo nel 2007, in piena era Sam Hill, quando l’australiano stravinceva in DH imponendosi su tutti con distacchi imbarazzanti. La Iron Horse Sunday divenne praticamente sinonimo di Sam Hill e l’australiano si fece creare numerose colorazioni personalizzate alternando il colore oro al colore verde del suo main sponsor, Monster Energy. Molte di queste colorazioni entrarono in produzione durante la stagione successiva a quella in cui Hill le utilizzava in gara, ma una su tutte rimase celebre e iconica e non venne mai replicata. Si tratta della livrea celebrativa della bandiera australiana della bici con la quale Hill corse e vinse i mondiali di Fort William nel 2007, dopo aver letteralmente dominato l’intera stagione di UCI DH World Cup. Per chi ha seguito la DH in quegli anni, la Sunday con questa grafica rappresenta un intero capitolo della storia di questa disciplina.

Santa Cruz V10 Syndicate – 2007

Parlando di grafiche dei telai dell’epoca più recente della MTB, sicuramente occorre citare Santa Cruz con il V10 del team Syndicate. Di stagione in stagione i ragazzi del Syndicate ci hanno abituati a grafiche accattivanti, diverse dai telai in produzione e realizzate appositamente per gli atleti della squadra. Sin dal 2006, anno di fondazione del team, i primi V10.2 utilizzati erano caratterizzati da una grafica dedicata che ha suscitato ammirazione rendendo questi telai una sorta di status symbol. La versione più emblematica è stata sicuramente quella apparsa nel 2007 sui prototipi del V10.3 in mano al leggendario Steve Peat e allo stilosissimo Nathan Rennie. Riprendeva i colori del team, rosso, bianco e nero, con l’inserimento del logo Syndicate e di quello Santa Cruz. Una raffinata sfumatura tra il nero e il bianco rivelava una grafica che riproduceva fili d’erba e fiori di campo, che si ripeteva anche sulla sfumatura tra il bianco e il rosso. Tema che fu poi ripreso, modificando i colori con quelli delle rispettive bandiere dei paesi di provenienza dei due atleti, per la versione dedicata ai mondiali.

Orange MTBcut – 2008

La stagione successiva dal Regno Unito arrivò una ventata di novità nella colorazione delle bici. Orange creò un team ufficiale di UCI DH World Cup insieme alla compagnia di produzione video MTBcut che adottò il colore del suo logo per i telai del team, il rosa fluo. Dalle prime 224 EVO, passando per i prototipi Strange e infine alle 322, comprendendo anche modelli da Enduro come la Patriot che vediamo in foto, la Five e la Alpine, Orange ha legato il rosa fluo alla nuova era del suo settore agonistico. Atleti come Ben Cathro, Fraser Mcglone e Joe Barnes (che ancora doveva dedicarsi all’Enduro) portarono vivacità e una nuova ventata di entusiasmo sui campi di gara della Coppa del Mondo di DH, legando il rosa fluo a quello stile puramente britannico di interpretare la MTB, a cavallo tra l’agonismo e il puro divertimento. Gli stessi atleti in quegli anni, in sella a queste Orange rosa fluo, hanno dato vita alla ormai famosa serie di video The Dudes of Hazzard.

Se questo articolo vi ha riportato alla memoria qualche altro modello in particolare, condividetelo con noi nei commenti… farà certamente piacere a tutti i lettori.

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30 Commenti il "[Amarcord] 7 grafiche telaio che hanno segnato la storia della MTB"

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tostarello

bellooo

e la Mountain Cycle San Andreas?


foto dal web

sogre
sogre

E la Erg Pininfarina?

Tc70

Mi perdonerete,ma for me,questa sopra ogni cosa…la mitica P.21

albatros_la
albatros_la

Pienamente d’accordo!

Zucchi
Zucchi

Sono perfettamente d’accordo. Quelle sopra sono esagerate ma non belle. Mi piace anche la mia, abbastanza semplice ma visto che il tipo ha grande diffusione rende di più (un po’ come la Fiat 500 degli anni 60…).

Gzaf
Gzaf

Solo un piccolo appunto: si scrive symbol. 😉

tylerdurden71
tylerdurden71

La yeti semplicemente bellissima…

sogre
sogre

E il Giallo-blu GT fine 90?

Comunque sono tutte belle!

Giocody
Giocody
jimmy27
jimmy27

Belle ma nella mia testa ci sono le grafiche a ragnatela dei rampichino della bianchi 😍

nivolorenz
nivolorenz

Andrebbero citate le Klein degli anni ’90 con le varie colorazioni Nightstorm, horizon linear fade, ecc..

albatros_la
albatros_la

Vero! La Attitude con colorazione viola/ciclamino era ed è tutt’ora spettacolare, anche come linea del telaio. Un mito!

tunerz

Mi perdonerete,ma for me,questa sopra ogni cosa…la mitica P.21

(ho cancellato la foto dal post per non intasare con troppe immagini)
sono d�39 ;accordo,per me una delle piùù belle mtb mai prodotte

ledesma
ledesma

siiiiii siiiiii godo gli anni ’90

jeffersonhicks4
jeffersonhicks4

E Cilo? E Breezer? Ed il rampichino cinelli???

pagliao
pagliao

La yeti ha dei rapporti da velodromo!!!!🤔

Jay Alex
Jay Alex

Mancano le KLEIN, in particolare la ATTITUDE o comunque tutte quelle fatte prima di essere comprata da TREK.. colori fluo e colori particolari che non passavano innoservati., tralasciando la bellezza del telaio in se…

kristian
kristian

Trimble inverted four rosa tigrata! !

marpa
marpa

Come hanno già scritto a me è subito venuta in mente la mountain cycle san andreas . Con geometrie aggiornate secondo me avrebbe ancora tanto fascino

Rothgar
Rothgar

Vistosa,sportiva e non “pacchiana”..La colorazione Yeti è per me stupenda e attualissima !

l.j.silver

rimanendo in Italy e  chi è diversamente giovane la ricordera�39 ;, la bianchi martini racing da DH

axley
axley

Più carina era la NTH livrea martini racing da CX

Frankie_r
Frankie_r

Yeti sempre un passo avanti.
Bellissimo articolo, comunque 😉

scnia
scnia

Molti avevano più fantasia di oggi. Da quel che vedo molti marchi (anche blasonati) matt Black e via con dacalls della casa…senza essere polemico, ci sono belle livree anche oggi per fortuna.

aribios
aribios

Scusate,grandi mezzi usati da super riders,ma perché non si potrebbe aggiungere anche la mitica livrea verde!
Del mitico Richard Cunningham!
Per esempio una bella Flying V ?!
Come si può dimenticare il colore che cambia a seconda della luce che la colpisce!
Io per esempio la uso ancora e la spremo tutte le volte che si fanno raduni o semplicemente dei bei giretti in famiglia!
Ciao

kika

e la sx trail azzurra??
è ancora un sogno nel cassetto…[emoji7]

Sent from my ALE-L21 using MTB-Forum mobile app

mazzo
mazzo

e la mitica mantis flying v con l’iconica livrea verde mantide? Era un sogno alla portata di pochi…

gabriele(76)
gabriele(76)

Cazzarola, è vero! Le Mantis!

gabriele(76)
gabriele(76)

Tra le grafiche più particolari ricordo una full Diamond back Racing aerografata da latta arrugginita e rivettata, sempre del ’94/95 circa.
Ricordo la Kastle del km lacianto di Giovanna Bonazzi.
Delle olimpiadi del ’96 ricordo tutte le cannondale riverniciate con i colori di bandiera degli atleti e con lo slogan “Trasformeremo l’alluminio in oro”. Peccato che non ne trasformarono nemmeno una… Troppa presunzione.

Nekro

Mi perdonerete,ma for me,questa sopra ogni cosa…la mitica P.21

(ho cancellato la foto dal post per non intasare con troppe immagini)
sono d�39 ;accordo,per me una delle piùù belle mtb mai prodotte

Concordo. Infatti quando ho trovato questo telaio non ho potuto non prenderlo

teoDH

Come fascino, senza dubbio la grafica di Palmer… che oltretutto è stata l’unica a risorgere con l’M16
comment image

Come memoria collettiva invece, il giallo/turchese Yeti rimane imbattuto, peccato che oggi non venga più usato.

Infine la bici che ho sempre desiderato era la Sunday… non a caso oggi ho la sua versione “moderna”…