21/06/2012
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21/06/2012

ARGOMENTO CALDO GENTE… si inizia a fare sul serio… oggi si parla di Bunny Hop, la base per saltare bene e in sicurezza e per riuscire in un sacco di manovre fondamentali.

Questo testo, e questo argomento, non è altro che la tesina che presenterò all’esame per diventare maestro di mtb tra 15 giorni… spero vi piaccia e se capirete i movimenti da fare, allora sarò sicuro di aver fatto un buon lavoro anche per l’esame.

Lascio il testo come è così vi fate due risate a leggere gli esercizi ed i giochi proposti ai ragazzini (che comunque son molto utili per tutti ovviamente!)

Tesina

Progressione didattica per il bunny hop.
Livello avanzato, ipotesi di allievi da G5-6 ad adulti. (anche per via delle doti fisiche di forza e mobilità sulla bicicletta)

Il bunny hop è quella manovra con la quali si riesce a saltare e sollevare da terra la bicicletta, ci permette quindi di superare piccoli ostacoli senza dover scendere dalla bicicletta ed è fondamentale per saltare nella fase di stacco.
La manovra risulta molto utile in fase di discesa (più raramente in piano o salita), e risulta molto più semplice se si imposta la bicicletta con “sella bassa”.
Nel bunny hop è fondamentale avere confidenza con la distribuzione dei pesi sulle ruote, è infatti il rapido spostamento di carico che ci permette di effettuare questa manovra.
Per effettuare tale tecnica bisogna iniziare arretrando il peso e fare sollevare la ruota anteriore. Una volta fatto ciò andremo a ad alzarci il più possibile verso l’alto e porteremo con gambe e braccia la bici in avanti affinchè la ruota posteriore raggiunga l’altezza dell’anteriore.

Analizziamo ora la progressione didattica, analizzando ogni singolo movimento e proponendo giochi ed esercizi che sviluppino le tecniche e l’interesse.

Durante queste fasi è fondamentale avere ovviamente il casco e tenere sempre un dito sul freno, almeno il posteriore, poiché se si esagerasse a tirare indietro e ci fosse il rischio di cadere di schiena, si potrebbe facilmente frenare e riportare in posizione la bicicletta.
Sarebbe inoltre importante utilizzare pedali liberi e non con sganci per evitare di compensare la mancanza di spinta con il fatto di essere legati alla bicicletta.

Per prima cosa dobbiamo prendere confidenza con il sollevamento delle ruote, prima l’anteriore e poi la posteriore.

Ruota anteriore

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Alziamo la ruota anteriore arretrando il peso, andiamo quindi ad arretrare ma non come se fossimo in fuorisella, bensì spostando proprio indietro (e in alto) le spalle, stendendo le braccia con violenza. Le gambe nel mentre devono stare rilassate, vedremo infatti che andranno a lavorare soprattutto loro per alzare la bici da terra.
Nella posizione di partenza siamo accucciati il più possibile sulla bicicletta, andiamo quindi a stendere le braccia portando indietro e verso l’alto le spalle e alziamo la ruota anteriore.
Fatto questo ci concentriamo ancora sulla ruota anteriore, sul raggiungere una posizione in cui la bici è il più verticale possibile. Questo significherà avere infatti la ruota anteriore nella posizione più alta possibile, e poiché durante il bunny hop la ruota dietro può raggiungere al massimo l’altezza raggiunta prima dell’anteriore è fondamentale che questa sia la maggiore possibile.
Ripartiamo quindi accucciati, gambe e braccia piegate, carico distribuito su entrambe le ruote, facciamo esplodere le braccia portanto in alto la ruota anteriore. Cerchiamo ora di stenderci il più possibile verso l’alto, e di raggiungere una posizione in cui il nostro corpo sia verticale o quasi e il manubrio sia all’altezza del bacino e attaccato ad esso (quindi con la bici più possibile verticale.)

Un gioco da proporre per motivare i partecipanti potrebbe essere sia posizionare un asse o un tronchetto obbligando i partecipanti a non toccarlo con la ruota anteriore. Oppure ancor meglio potremmo posizionare un asta o una fettuccia ad una certa altezza (più alta della testa in posizione normale del partecipante) e solo alzando l’anteriore si dovrà andare a toccare con il casco tale asta o la fettuccia.

Ruota posteriore

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Dopo che siamo riusciti ad arrivare ad una posizione più verticale possibile possiamo andare a concentrarci sulla ruota posteriore. Questa fase è fondamentale poiché permette di alzare la ruota posteriore senza rischiare di perdere i pedali e farsi male. Inoltre affina la gestione dei pesi e ci insegna a capire se siamo troppo avanti o troppo indietro quando andremo a saltare veramente.
Quello che vogliamo fare adesso è semplicemente alzare la ruota posteriore lasciando a terra l’anteriore. Per farlo però non dovremo ne’ frenare, ne’ spostare eccessivamente il peso avanti. Ci basterà infatti spingere verso il basso con le gambe (come se stessimo saltando senza bicicletta a piedi pari), e andare poi ad arpionare il pedale flettendo nuovamente le gambe per alzare il posteriore.
Il corpo non deve spostarsi in avanti ma deve stare in una posizione tale da compensare il sollevamento della ruota posteriore, con la ruota dietro sollevata saremo perciò in fuorisella per bilanciare i pesi e presumibilmente avremo le gambe leggermente flesse per alzare la ruota senza avanzare il peso e le braccia quasi tese, la sella ovviamente andrà in direzione della pancia, avvicinandosi sempre più quando andremo ad aumentare l’altezza della ruota post.
Cosa significa “arpionare il pedale”. Se noi lasciamo i piedi piatti sui pedali questi si solleveranno da essi facendoci rischiare di prendere colpi e comunque facendoci perdere il controllo. Andremo perciò a stendere le caviglie in modo tale che i piedi risultino obliqui (più verticali possibili) rispetto alla spinta, questo permetterà di avere sempre pressione sui pedali e di non perderli, inoltre così i “pin” dei nostri pedali non potranno uscire dalla suola delle scarpe perché la forza che si sviluppa tenderà a farli spostare di lato e non a farli staccare verticalmente; poiché i pedali sono creati appositamente per non fare scivolare il piede lateralmente questo ci permetterà di avere sempre contatto con la nostra bicicletta.

Come prima per sviluppare questa capacità andremo a posizionare una fettuccia o asta per terra, questa volta non dovrà essere toccata dalla ruota posteriore.

HOP vero e proprio

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L’ultima fase della progressione consiste nel legare insieme questi movimenti. Vediamo prima quello che è il movimento che deve fare la bicicletta. Ci mettiamo quindi di fianco ad essa, alziamo la ruota anteriore da terra e poi con forza portiamo avanti le braccia spingendo sul manubrio. Come vedremo la ruota dietro si alza all’altezza dell’anteriore, questo permette di capire quanto sia fondamentale portare su la ruota anteriore in una prima fase, inoltre mette in evidenza che non serve a nulla “tirare su” la bici con i pedali (esempio a sgancio) ma che è invece fondamentale agire sul manubrio e assecondare la fisica dei movimenti della bicicletta.
Andiamo quindi ad effettuare la sequenza dei movimenti appena descritti.

Per prima cosa si solleva la ruota anteriore cercando di portare il corpo verso l’alto, fatto questo è il momento di portare in avanti le braccia e flettere le gambe portando la sella verso la pancia (il movimento che si è provato prima). Questo provoca un sollevamento della bici che andrà a ritornare parallela al terreno ma a qualche centimetro da terra. Fatto questo, superato l’ostacolo, è fondamentale andare a stendere le gambe per essere pronti ad atterrare, e per atterrare a ruote pari o prima col posteriore. Questo eviterà impuntamenti e perdite di controllo.

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Fatto questo potremo andare a creare esercizi appositi per aumentare la difficoltà.
Potremo mettere quindi per prima cosa un bastoncino o un asse da saltare. Andiamo pian piano ad aumentare la grandezza del bastone o ad alzare una asticella. Possiamo continuare fino a raggiungere l’altezza voluta. (meglio con l’asticella perchè più sicura, evitiamo nastri ecc poiché se sbattiamo con la ruota posteriore su qualcosa che offra una gran resistenza rischiamo di cadere ribaltandoci oltre il manubrio). Infine per rendere le cose più difficili possiamo andare a saltare su scalini (prima piccoli poi a salire) o piccoli dislivelli in salita, questo rende più difficile gestire la fase di atterraggio perché avremo meno tempo per stendere le gambe e dovremo bilanciare benissimo i pesi già in volo.

Per quanto riguarda il bunny hop completo si possono effettuare una miriade di giochi, dal saltare oggetti e bandelle di varia altezza, al posizionare una asticella ad altezze sempre maggiori. Si può poi provare a salire su piccoli o grossi scalini e, una volta presa confidenza a saltare da un punto all’altro (esempio posizionando due fettucce per terra che delimitino lo spazio, in lungo, che non deve essere toccato).

Ingrediente segreto

Spesso vogliamo andare a fare un bunny hop in discesa, e il tutto risulta più difficile poiché risulta più difficoltoso alzare la ruota davanti durante la discesa piuttosto che durante la salita per ovvi motivi di distribuzione del peso, inoltre spesso ci sentiamo “impuntare” durante questa manovra se effettuata in discesa. Semplicemente dovremo andare ad anticipare il nostro bunny hop e ad ampliare ed esasperare il primo movimento spiegato, quello del tirare su la ruota davanti. Allo stesso tempo dovremo andare a parzializzare, e quindi cercare di ridurre, la spinta che diamo con le gambe poiché una spinta eccessiva ci spingerà appunto ad impuntare.
Quindi in discesa è fondamentale riuscire ad anticipare e tirare + su possibile l’anteriore, perchè lì, a maggior ragione, è proprio l’anteriore che comanda tutto!

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