Come fissare la bici al cavalletto senza rompere il telaio

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Come fissare la bici al cavalletto senza rompere il telaio? A dir la verità basta un po’ di accortezza e senso pratico, però ho visto tante, troppe bici rovinate perchè fissate al cavalletto nel punto sbagliato, in primis sul tubo orizzontale. Arrivano in negozio insieme al proprietario disperato e purtroppo di solito non c’è molto da fare.

Infatti quello è un punto molto sensibile per qualsiasi telaio, che sia in carbonio o in alluminio, perché le pareti di quel tubo sono molto sottili e spesso hanno forme che mal si adattano alle ganascie dei cavalletti. Non parliamo poi del fatto che a qualcuno viene in mente di stringere la ganascia con troppa forza, rompendo irrimediabilmente il telaio.



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C’è poi l’altro grande quesito: si può fissare il cavalletto allo stelo del reggisella telescopico? Anche qui, bisogna fare attenzione. Innanzitutto le ganasce devono avere un rivestimento in gomma per non andare a rigare lo stelo, che è equiparabile a quelli delle sospensioni. Seconda cosa, è importante usare questo accorgimento solo quando non si devono fare lavori che richiedono di mettere tanta forza sugli attrezzi e sui componenti, come ad esempio la rimozione della guarnitura.

In questo caso suggerisco di togliere la bici da cavalletto, appoggiarla per terra usando un supporto da terra come quello che trovate nel video o nel link qui sotto, e di fare il lavoro con ruote a terra. Anche solo per un pedale che non ne vuole sapere di farsi svitare. Infatti tutta la forza andrà nella direzione per cui il telaio è stato progettato, senza concentrarsi su un componente o su una tubazione che non sono state pensate per resistere a quelle sollecitazioni.

Cavalletto (è lo stesso che abbiamo usato all’EICMA e che ci chiedete assiduamente da anni. È tornato ad essere disponibile).
Reggibici da terra

In collaborazione con Bike Lab.

 

Commenti

  1. valerio_vanni:

    Io non la sapevo questa cosa, l'ho sempre messa nel tubo orizzontale...
    Anche io, su tutte le bici, seguendo il tutorial (sempre ottimo il Daniel), ho avuto come dei brividi freddi, del tipo mi è andata bene finora
  2. Prima avevo un cavalletto come quello del video e pinzavo sul reggisella telescopico come raccomandato, ma lo trovavo scomodo per le sessioni di manutenzione piu' lunghe, perche' la bici tendeva a ruotare e immancabilmente mi si avvicinava al cavalletto che andava ad interferire con la rotazione dei pedali. Inoltre non potevo fare piu' di tanta forza per esempio per smontare la guarnitura.

    Adesso sono passato ad un banco da lavoro vero e proprio: la bici si posiziona sopra al banco posando il movimento centrale su un supporto verticale che puo' essere alzato o abbassato e spostato avanti o indietro per accogliere bici diverso passo, mentre la ruota anteriore viene fissata su una "morsa" in corrispondenza del perno passante, senza necessità di smontare nulla.

    Era da un po' che puntavo questo tipo di banchi da lavoro, ce ne sono di bellissimi professionali con prezzi che partono dai 400-500 euro, ma ne ho trovato uno in svendita sull'ecommerce della marca di bici italiana che ha il verdino come colore tradizionale: vendevano gli ultimi pezzi rimasti a 145 euro spediti invece che 350, ed anche se non sono all'altezza dei migliori sul mercato, ho fatto un affarone.
  3. picca:

    Insomma...un manubrio spezzato ha tutte le carte in regola per essere una tragedia
    Il danno in sé lo è, così come lo è il cedimento di un telaio bozzato. Quello che intendevo dire è che non è una tragedia se si pinza il telaio sull'orizzontale: esattamente come con il manubrio, bisogna fare la giusta attenzione, altrimenti non farebbero componenti in composito se non ci si potesse stringere nulla.
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