[First Ride] Stoll R1, hardtail dal peso record

[First Ride] Stoll R1, hardtail dal peso record


Il marchio STOLL , ai i lettori di MTB-Mag, non suonerà certamente nuovo visto che abbiamo già recensito la T1, full da Trail/all mountain che certamente non è passata inosservata. 

Ora Stoll vuole ancora stupirci, questa volta però con la R1 , un hardtail  per utilizzo XC race e marathon  che vuole distinguersi, oltre che per delle scelte costruttive e di geometrie, soprattutto per il peso record, ben 780g* per la taglia media. A detta di Stoll questo dovrebbe essere il primato mondiale per telai realizzati in serie (anche se limitata).

(* peso rilevato senza parti in alluminio, come supporto deragliatore 18.5g , collarino reggisella 9g e asse ruota post 21.5g).

Abbiamo avuto il privilegio di essere stati i primi a toccare con mano e poi a testare sul campo la R1.

Appena ci è apparsa davanti agli occhi ci è sembrata molto armonica ed equilibrata nelle forme pur mantenendo le caratteristiche base delle creazioni di casa Stoll, ovvero le forme un po’ spigolose e l’assenza di qualsiasi tipo di coating sul carbonio, solo qualche grafica adesiva. Anche questa scelta è dettata dalla ricerca del minor peso possibile.

Thomas Stoll è un ingegnere sulla trentina che può vantare trascorsi di atleta professionista (ha anche vinto la Transalp) , quindi crediamo abbia una marcia in più rispetto a molti altri progettisti e lo si può notare analizzando le sue creazioni ed osservando anche i minimi dettagli, mai nati a caso ma figli di un attento processo decisionale nel quale l’esperienza sui campi di gara gioca un ruolo fondamentale.

Per la realizzazioni dei suoi telai Stoll si affida alla Tedesca BikeAhead, azienda altamente specializzata in creazioni di telai e componentistica in carbonio. I componenti vengono realizzati partendo da fibre di carbonio prepeg tagliate con apposito plotter, poi piazzate in stampi di alluminio e successivamente pressurizzati internamente tramite appositi “bladder”, per poi essere cotti in autoclave. Questo processo assicura un rapporto rigidità/resistenza/peso che con processi più industrializzati è impossibile raggiungere.

Abbiamo chiesto a Thomas come è stato possibile spingersi a pesi cosi estremi senza inficiare la robustezza e la sicurezza del telaio. Ci ha risposto che il telaio è realizzato in un unico grande stampo (molto costoso) e non in più parti, quindi si evita di dover fare giunte con particolari creati separatamente e poi incollati,come il carro posteriore.  Inoltre non viene spruzzato alcun coating sulla superficie esterna del telaio. L’estrema qualità dei materiali unita all’esperienza di Christian Gemperlein di Bike Ahead fanno il resto.

La R1 in sintesi

  • Angolo sterzo rilassato. 68.8° valore inconsueto per la tipologia di bike.
  • Telaio dedicato al mono corona. Movimento centrale press fit. Queste due scelte permettono di ottenere uno scatolato del movimento centrale veramente massiccio a tutto vantaggio della rigidità e della trasmissione della potenza verso la ruota posteriore.

  • Foderi posteriori che si sfinano verso il posteriore e seat stays con una sagomatura che ne favorisce la flessione. L’obiettivo è ovviamente la ricerca di valori accettabili di confort e di smorzamento delle sollecitazioni trasmesse dal terreno.

  • Carro con battuta Boost 148X12mm
  • Attacco freno posteriore interno al forcellino
  • Passaggio guaine interno al telaio (anche freno posteriore) , queste sono guidate quindi non trasmettono rumorosità della guaina che batte all’interno del telaio.

  • Diametro tubo sella 27.2
  • Predisposizione per doppio porta borraccia

Montaggio dell’esemplare da noi testato

  • Gruppo: Sram XX1 Eagle 10/50 corona da 34
  • Forcella FOX 32 STEP-CAST FACTORY SERIES  FLOAT SC 29, travel 100mm
  • Ruote: Cerchi DUKE in carbonio canale interno24 ,32raggi , mozzi DT , peso set 1350g
  • Gomme: Schwalbe Racing Ralph post. Rocket Ron ant. Ambedue 2.25 latticizzate
  • Freni XTR M9000 Race, dischi da 160mm Ice-tech
  • Reggisella 27.2 Bike Ahead in carbonio con inserto NSA (No Slip Application) per evitare lo scivolamento senza dover stringere troppo il collarino del tubo sella
  • Collarino : Carbon Ti
  • Manubrio full carbon Bike Ahead da 740mm con NSA (No Slip Application)
  • Attacco manubrio NewMan EVOLUTION SL 318.2 6° da poco piu di 80g
  • Sella: Selle Italia SLR Carbon
  • Manopole: ESIgrip in silicone
  • Pedali Crank Brothers Candy 11

Peso bici testata: 7.7kg in taglia M (senza pedali)

Tre taglie previste: S-M-L
Due differenti Carbon layout: 780g per peso rider fino a 85kg, 850g per peso rider superiore

Geometrie

La prova sul campo

Thomas Stoll ci ha invitato a testare la sua ultima creazione sugli splendidi trails dell’Engadina. Dopo aver sistemato pedali e altezza sella (il tester è alto 181 e la misura M era adeguata) siamo partiti per un giro che comprendeva diverse tipologie di terreno e di sentieri.

Salita

Dapprima su sentiero scorrevole poi su double e single track più ripido ed impegnativo, la Stoll si è fatta subito apprezzare (e non poteva essere altrimenti) per una velocità di arrampicata ed efficienza di pedalata straordinarie. Chiaramente in questo frangente il limitato peso del mezzo dà i suoi bei vantaggi, ma quello che ci ha maggiormente meravigliato è come la R1 si mangiasse ogni ostacolo che trovava sul suo percorso. Rocce, radici, traversine per lo scolo dell’acqua: tutto poteva essere sorpassato con facilità e senza che il retrotreno avesse tendenza ad impuntarsi o ci scalciasse dal sellino.

Certamente bisogna affrontare questi ostacoli mantenendo un po’ di velocità rispetto ad una full ma crediamo che lo studio della struttura deformabile posteriore sia effettivamente di aiuto in questi frangenti. Quando poi le pendenze si sono fatte impegnative non abbiamo mai avuto la sensazione di un avantreno troppo leggero e bastava piegarsi un po’ con le braccia per caricare a sufficienza la ruota anteriore mantenendo buona direzionalità e manovrabilità anche nelle curve in salita più strette. Posteriormente la trazione non è mai stata un problema né da seduti né nel fuori sella ( a patto di non trasferire troppa massa verso l’anteriore).

Discesa

Con una bike da XC quando si punta la ruota verso il basso e le velocità salgono è importante avere una sezione frontale sufficientemente rigida che imponga alla ruota anteriore di mantenere la traiettoria senza dover continuamente correggere, ma che allo stesso tempo non sia troppo nervosa da risultare scorbutica ed insicura. La R1 ci ha pienamente soddisfatti sotto questo aspetto, infatti nei trails guidati seguiva la linea impostata senza spingere in sottosterzo. Infatti bastava restare centrati o – se in fuori sella in discesa – leggermente arretrati e con le braccia un po’ flesse per superare senza problemi anche i tratti più guidati. Certamente l’angolo sterzo da 68.8 si è fatto apprezzare anche quando il percorso si è fatto più pendente ed impegnativo con rocce, radici e gradoni da superare. È anche vero che anche l’efficienza della forcella Fox 32 SC si è fatta apprezzare per l’azione progressiva dei suoi 100mm di corsa.

Ovviamente l’assenza del reggisella telescopico si è fatta un po’ sentire ma presto ci saranno sul mercato modelli leggeri dedicati all’ XC per colmare questa lacuna.

Scatto ed accelerazione

Abbiamo pensato meritasse un capitolo a parte visto che in questo settore la R1 ci ha lasciati veramente a bocca aperta! L’accelerazione in fuorisella ha dell’incredibile, certamente il peso limitato della bici e delle ruote Duke giocano un ruolo fondamentale, ma crediamo di aver apprezzato molto anche la rigidità della zona del movimento centrale. La Stoll trasmette alla ruota posteriore ogni impulso che abbiamo dato ai pedali senza la minima sensazione di assorbimento di energia da parte del telaio.

Conclusioni

Visitando le fiere di settore non è raro incappare in stand che espongono bici iperleggere, ma spesse volte queste sono delle realizzazioni create ad hoc per attirare l’attenzione piuttosto che dei mezzi seriamente utilizzabili. I pesi record infatti vengono raggiunti mediante l’utilizzo di componentistica inaffidabile o non adeguata allo scopo, tipo gomme di sezione ridicola o forcelle senza idraulica.

La Stoll invece raggiunge l’eccezionale peso di 7.7Kg con componenti seri che sopporterebbero senza problemi lo stress meccanico e le sollecitazioni dei percorsi XC più tecnici del circuito World Cup o delle marathon più impegnative. L’unica modifica che apporteremmo (per affrontare una gara tecnica) sarebbe di scegliere lo stesso modello di gomme Schwalbe ma con l’opzione Snake Skin per diminuire le possibilità di pizzicature.

La Stoll R1 si è rivelata essere una hard tail incredibilmente leggera ma anche efficace e bilanciata, sufficientemente confortevole, con geometria all’avanguardia e cura dei dettagli fuori dal comune. Un vero cavallo di razza, ma non un bestia da domare bensì vero missile incredibilmente facile da pilotare.

Il costo di 4000 CHF (€ 3500) per il solo telaio e a partire da 7000CHF (€6.150) per la bici completa certamente è un fattore limitativo, ma va considerato che si tratta di un telaio realizzato a mano in Germania con tecnologia simile a quella utilizzata in Formula Uno (cottura in autoclave). Inoltre Stoll offre un servizio che nessun grande marchio potrebbe permettersi; è possibile infatti personalizzare le sue creazioni secondo le necessità e le richieste del fortunato cliente, tipo di componentistica e telaio più o meno robusto in funzione del peso del rider.

È possibile saggiare la R1 su appuntamento nei vari Test Day che Stoll propone distribuiti lungo tutto l’arco dell’anno e pubblicati sul sito.

È possibile piazzare un pre ordine per la bici completa o il solo frame set quiPer maggiori informazioni contattare Thomas Stoll (preferibilmente in inglese).

  1. Perdonate la domanda: “va considerato che si tratta di un telaio realizzato a mano in Germania con tecnologia simile a quella utilizzata in Formula Uno (cottura in autoclave)”

    Ma le bici e i componenti in carbonio non sono tutti cotti in autoclave?

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    1. Un autoclave è una specie di grande “bombola” dove si cuociono le parti che vengono messe sotto vuoto in appositi stampi e poi porzate a cottura a 180° con pressione dell’ordine di 6 atmosfere. Il costo dell’impianto e le dimensioni interne qu quest ultimo sono incompatibili con una produzione di larga scala, I produttori di telai e componenti asiatici preferiscono usare stampi in acciaio riscaldati che quindi non necessitano di essere messi in autoclave, chiaro pero’ che manca la fase di pressurizzazione che è quella che permette di compattare al massimo gli strati di fibre ed eventialmente “spremere” la resina in eccesso.

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      1. Siete per caso riusciti a vedere dal vivo come viene fatta la produzione?
        O vi sono state fornite delle informazioni in dettaglio da parte di Stoll/BikeAhead?
        Sarebbe interessante approfondire questo discorso della produzione con autoclave…

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      2. LA bici è veramente superfiga e impressionante il peso.
        Ma come curiosità perchè dici che i costi dell’impianto sono incompatibili con una produzione su larga scala ? Non ammortizzerebbe i costi?
        E poi si parla sempre dei costi di uno stampo, ma di che cifre stiamo parlando?

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  2. Splendida! Dopo l’american eagle che ha vinto l’europeo e’ la bici da xc che più mi piace. Il prezzo è importante, ma allineato all’alta gamma dei prodotti di serie. Potessi la metterei nel box subito! Grazie della bella prova.😀

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    1. Non credo che 20mm in piu di travel stravolgerebbero la natura della bici, calcola pero’ che con una forca da 120 l’head angle varierebbe di qualcosa attorno ai 0,5 gradi e Stoll ha gia’ un angolo di 68.8° ( rispetto una media per l’XC attorno ai 69.5/70) quindi non vorrei che diventasse troppo rilassato. Sarebbe da testare

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  3. Questa bici è sicuramente un gran prodotto, e con le ruote ‘Turbo’ della stessa Ahead sarà ancora più imprendibile, però le linee del telaio “tagliate con l’accetta” non mi piacciono proprio..

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  4. mi piacerebbe chiedere ai progettisti di bici come si decide che angolo sella impostare su un telaio.
    capisco che su ogni parametro (reach, lunghezza foderi..) ogni progettista abbia la sua idea e preferenza su che carattere dare alla bici (stabile o giocosa a seconda della lunghezza del tt o del reach per esempio) ma sull’angolo sella non capisco mai quale sia il vantaggio, o il motivo della scelta, nel farlo da 72°-73° cioè relativamente disteso. questo vorrei capire, perché io lo farei sempre a prescindere ben più verticale.
    qual’è il vantaggio nel fare un angolo sella a 73° e non 76°? una differenza di 3° nell’angolo sulla forcella fanno una differenza evidente, mi pare che anche una differenza di questo tipo sull’angolo sella possa essere più che avvertibile, mi interrogo quindi su questa scelta progettuale

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    1. In estrema sintesi, la tendenza attualmente è di avere degli angoli sella piuttosto diritti 74° e anche piu’ , da un lato per rendere la pedalata piu efficiente nelle slite tecniche (eviti di sollevare la ruota ant e di sederti in punta di sella) a tutto vantaggio di una posizione di pedalata piu’ naturale, ma anche per contrastare un poco l’allungamento del tubo orrizzontale , anche questa tendenza delle geometrie attuali.

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      1. appunto, quindi ci sono solo vantaggi nel rendere l’angolo sella più verticale. quindi perchè 73°? o anche meno su altre bici? qual’è la scelta progettuale dietro a valori più contenuti?

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        1. Crdo che si debba un po’ differenziare tra hard tail e full suspended , Nelle ful ha piu senso avere un angolo sella più elevato in quanto il sag della sospensione tende a diminuire il valore, questo , chiaramente, non avviene con le front .

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  5. Un mostro indubbiamente…anche se personalmente le linee troppo squadrate non mi esaltano…curiosa una cosa,che ho notato in foto…nel triangolo posteriore dove alloggia il freno (Xtr) al ‘tubo superiore’ (non riesco a decifrarlo meglio…sorry),lo han modellato con una leggera curva,in modo che la pinza alloggi bene…ma se uno volesse sostituire modello di freno,avrebbe poi problemi con incompatibilità di alloggio pinza? Sbaglio? Grazie 😉

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  6. Un mostro indubbiamente…anche se personalmente le linee troppo squadrate non mi esaltano…curiosa una cosa,che ho notato in foto…nel triangolo posteriore dove alloggia il freno (Xtr) al 'tubo  superiore' (non riesco a decifrarlo meglio…sorry),lo han modellato con una leggera curva,in modo che la pinza alloggi bene…ma se uno volesse sostituire modello di freno,avrebbe poi problemi con incompatibilità di alloggio pinza? Sbaglio? Grazie 😉

    Credo sia solo un effetto visivo, in realtà è ceramente possibile utilizzare alte marche. Stoll sui modelli full so che alterna freni Shimano XT e XTR a Sram Guide. Comunque per essere sicuri al 100, gli giro la domanda.

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  7. CHE GRAN PEZZO DI BICI!!!!DICIAMO CHE MI SONO INNAMORATO…il prezzo per nulla alto(rispetto a case piu blasonate), telaio superfigo, leggera come piace a noi, bisogna prenderla però con cerchi a 6 razze per forza…sono pazzeschi, poi come si comportino non lo so, ma ci vogliono

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  8. Un motivo dell'angolo aperto del tubo sella è quello di favorirne la flessione per aumentare l'assorbimento delle asperità, chiaramente un tubo verticale sarà ben più rigido sullo sconnesso

    Vero, in effetti unito ai telai con slooping accentuati si ha un tubo sella lungo e inclinato che ( soprattutto se di diamerto 27.2) avrebbe tendenza a flettere

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