Gamby Report Sestola Guida nella polvere

Gamby Report Sestola Guida nella polvere

23/07/2015
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23/07/2015

Sestola. Campionati Italiani Downhill 2015

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Ci eravamo lasciati con il mio report sull’evento Red Bull in Cina (Link Report) e dopo un paio di mesi mi ritrovo a raccontarvi del mio viaggio al Campionato Italiano DH a Sestola.

Mentre salgo in furgone verso Sestola venerdi mattina insieme alla Peretti family ed al team Bike Club Sestriere, leggo l’articolo dei Campionati Italiani sul sito Gravitalia. L’inizio recita cosi “dopo l’edizione del 1999 e del 2006 tornano i Campionati Italiani a Sestola”. Realizzo di aver preso parte ad entrambe le edizioni, la prima da Esordiente primo anno e la seconda da Elite conclusa con un secondo posto assoluto dietro al campionissimo Alan Beggin.

Tornare a Sestola a gareggiare è sempre un piacere ed un’emozione, sia perché mi considero praticamente di casa, sia perché il tracciato e la località rappresentano il posto ideale dove svolgere un evento di Downhill. Infatti per molti anni il team organizzatore della gara di Sestola è stato il mitico Surfing Shop di Milano Marittima con cui ho gareggiato 10 anni ed inoltre la cittadina storica dell’appennino modenese ha molto da offrire anche al di fuori della bici. Basti pensare alla notte bianca di sabato sera che ha ridotto le ore di sonno a molti riders.

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Una immagine della serata di sabato sera

Proprio per questo motivo ho chiesto a Pippo Marani (personaggio che meglio rappresenta il Downhill in Italia) di fare un commento su Sestola e in particolare sul nuovo tracciato di gara: “Prima parte vertical dove si guida la bici. Passato l’asfalto tecnico, guidato veloce ed usciti dal bosco flow a manetta fino alla fine.”

Il programma di gara prevedeva come sempre le qualifiche di sabato e la manche di gara la domenica.

Se mi chiedessero una parola per descrivere il tracciato, la prima cosa che mi viene in mente è: polvere.

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È stata infatti la polvere a rendere ancora più tecnico il tracciato e ancora più difficile segnare il tempo di gara domenica. La maggior parte degli atleti infatti è stata obbligata alla scelta di pneumatici da fango per cercare un grip quasi inesistente con normali gomme da asciutto.

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Atipico rispetto ad altre gare anche il fatto che a causa della poca visibilità non si vedessero gruppetti di rider provare uno in fila all’altro bensì singoli rider uno dopo l’altro ben distaccati.

Veniamo ora alla gara e a come sono andate le cose.

Per quanto mi riguarda, portavo dietro i postumi della frattura dello scafoide avvenuta ad Aprile. Dopo 3 mesi di stop forzato, il weekend prima della gara di Sestola ho finalmente ripreso in mano la bici ma con feeling e allenamento praticamente pari a zero.

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In condizioni di forma del genere molti avrebbero preferito rinunciare alla gara ma la voglia di tornare in sella e di prendere parte a questa edizione del Campionato Italiano era tanta e per la prima volta nella mia vita l’approccio è stato diverso. Il mio obiettivo del weekend è stato quello di divertirmi in bici insieme agli amici di sempre.

Durante le giornate di venerdì e sabato Davide Camedda (conosciuto in madre patria sicula come “Camedda the legend”) ed io regaliamo lezioni di stile in slow motion ai molti spettatori presenti a bordo pista.

Le qualifiche di sabato vedono Gianluca Vernassa a guidare la classifica, dopo uno splendido inizio di stagione riesce a completare una run pulita e veloce che gli vale il primo posto assoluto.

La serata di sabato termina con un giro per il centro di Sestola insieme ad altre 50.000 persone arrivate ad assistere ai veri spettacoli della notte bianca.

Domenica mattina ci alziamo e ci rendiamo conto che la giornata è forse ancora più calda delle due precedenti.

Alle 8.00 del mattino il termometro segna +34°. Per combattere il caldo, Cesare (Team Manager Bike Club Sestriere) attacca ben 2 ventilatori sotto il gazebo.

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Come potete notare dalle foto il cibo non manca mai sotto il nostro stand

Dopo alcuni giri di prova dove cerco di capire le linee più sicure che mi permettono di limare qualche secondo al tempo fatto segnare in qualifica, faccio un giro per il paddock e con piacere noto alcuni volti nuovi oltre ai fedelissimi sponsor (Formula, Marzocchi), quest’anno il circuito è supportato anche da Leatt.

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Faccio 2 chiacchiere con Sandro (responsabile distribuzione Leatt Italia) che mi dichiara di essere sorpreso in modo molto positivo dal numero di partecipanti e di pubblico intorno alla manifestazione, a conferma dell’ottimo lavoro degli organizzatori e di Gravitalia che sta facendo crescere la disciplina nella direzione giusta. Mentre parlo con Sandro, Alessandro Bonaldo (Staff Media Gravitalia) mi chiede un pronostico sul vincitore e senza pensarci troppo dico Francesco Colombo.

Questo quello che Francy mi dirà a fine gara: “Ad essere onesto avevo pianificato la mia run di gara, ho spinto al massimo nei punti dove mi sentivo sicuro cercando di limitare i rischi dove era facile sbagliare. Magari avrei potuto fare un tempo migliore di 2.17 ma è bastato a portare a casa la maglia.”

Dopo pranzo è il momento della gara, il caldo, il sole e il peggioramento delle condizioni della pista rendono difficile migliorare i tempi delle qualifiche.

Alle 15.41 è il mio momento, per la prima volta la tensione è davvero nulla, interpreto la pista come una qualsiasi altra discesa, l’obiettivo è scendere guidando pulito senza rischiare di scivolare compromettendo il recupero dello scafoide.

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Una meritata Hot Seat nel vero senso della parola vista la temperatura del weekend

Nonostante tutto riesco a migliorare il tempo della qualifica di circa 7 secondi. Alla fine sarò 16esimo assoluto degli Agonisti e 6° assoluto categoria Elite.

Se sai quale potrebbe essere il tuo livello non è facile accettare posizioni del genere ma oggettivamente con 3 uscite in DH da aprile ad oggi sarebbe stato stupido rischiare per ottenere poco meglio.

Avrete sicuramente già letto i vari comunicati della gara e saprete che il titolo italiano è andato a Francy Colombo al quale vanno i miei complimenti. Ancora una volta si dimostra un grande atleta capace di gestire la tensione e mettere a segno una run decisiva meglio di tutti gli altri.

Sono in molti a compromettere la gara a causa di cadute, tra cui Lorenzo Suding, Simone Medici e Carlo Caire. Quest’ultimo si prende ben 2 minuti dal fratello campione Pietro…

Il Circuito Nazionale Gravitalia tornerà a Bormio a fine settembre. Il mio prossimo appuntamento potrebbe essere la Maxi Avalanche a Cervinia… devo ancora capire quanto c’è da pedalare.

Per chi fosse interessato di seguito le date dei prossimi corsi:

16-17 Agosto Corso Intermedio Bardonecchia

29-30 Agosto Corso principiante al Monte Alpet

 Per info [email protected] /  +39 3334626656

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A presto

Carlo Gambirasio