Il futuro è dello sport all’aria aperta

Il futuro è dello sport all’aria aperta

Marco Toniolo, 27/03/2020
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Marco Toniolo, 27/03/2020

Guardare in avanti è l’unico modo per non cadere in depressione da quarantena. Per noi mountain biker ancora di più, visto che in diversi Paesi, fra cui l’Italia, è vietato praticare sport all’aperto. Sbeffeggiati, additati a nemico pubblico numero uno, sgridati da concittadini frustrati, ora chiusi in casa insieme a runner e chiunque altro volesse ossigenare il cervello nel rispetto delle norme antivirus.

Gli untori che praticano sport hanno però davanti a sé una rivincita enorme: anche chi ci dà contro si troverà a fare i conti con un modo di vivere che non sarà più lo stesso di prima, perlomeno fin quando non verrà trovato un vaccino. Palestre, spogliatoi, eventi al chiuso con tanta gente, sono tutti destinati ad essere ignorati a lungo per paura del contagio.

Il modo più sicuro per muoversi sarà quello di stare all’aria aperta, lontano dagli altri. Proprio come fa chi va in MTB. Magari noi dovremo stare attenti alle uscite di gruppo, ciò non toglie che non è un problema rispettare la distanza sociale mentre si pedala. E voi, sceriffi da balcone ed isterici al volante, vi dovrete adattare o rassegnarvi ai vostri travasi di bile mentre ingrassate e rinstupidite davanti al televisore.

Foto di copertina di Filippo Macalli

Commenti

  1. scr1:

    No non respiro, io respiro solo quando vado nel bosco, a stare in casa non respiro
    Un bel problema le apnee.
    Magari prova a parlarne con un medico
  2. Tc70:

    Spetta a dirlo, se va in panne la batteria, portage lo faranno eccome...
    Ma che scherzi?..chiamano i soccorsi,come già successo..non sanno manco riparare una gomma (e non hanno zaino con camere o pezze,visto coi miei occhi),figurati se si mettono a spingere quei cancelli in panne