… e Pasqua con chi vuoi

… e Pasqua con chi vuoi

Marco Toniolo, 02/04/2021
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Marco Toniolo, 02/04/2021

Dopo un anno di Covid, il biker imbruttito non ce la fa più. Troppo giovane per vaccinarsi, visto che non ha 120 anni, ha ormai le narici delle dimensioni della galleria del Monte Bianco a furia di far tamponi. È cliente VIP del sito di toner per stampanti, date le quantità industriali di autocertificazioni che ha prodotto, con le scuse più assurde, per potersi muovere e uscire dal piattume della bassa e arrivare nelle vicinanze di una montagna degna di tal nome.

Da tempo immemore non limona più con le sue dozzine di amanti occasionali, le aperocene a base di prosecchini e arachidi sono un ricordo lontano e delle nottate nelle camerate dei rifugi con gli amici, illuminate dai peti velenosi post chili con carne, non ricorda neanche l’odore.

I negozi online sono vuoti, non c’è più nulla da comprare, e anche le navi si incagliano bloccando su tutto, pilotate da comandanti imbruttiti ubriachi come lui dalla mattina alla sera e che scambiano una tempesta di sabbia per la loro vista offuscata dall’alcool. Dopo un Natale da solo, passato a contare il numero di lucine colorate dell’albero, si era illuso di poter trascorrere la Santa Pasqua con gli amici, ritrovandosi però con un biglietto per le Canarie e 140 tamponi da fare per poter arrivare alla scaletta dell’aereo, insieme ad una quarantena a sorpresa piazzata all’ultimo momento dal go-governo.

Non rimaneva che il piano B. La fuga. O Bikepacking.

Ha preparato meticolosamente ogni cosa: 14 borse attaccate su ogni parte del telaio, 10 luci, con altrettante di riserva, per illuminare a giorno ogni cosa, 64 sacchetti di cibo liofilizzato e 47 power banks. Finalmente può partire. Dorme di giorno, nascosto fra i cespugli, ignorando lo sporadico cane che lo annusa e poi lo innaffia, pedala di notte. Credeva di essere solo, ma continua ad incontrare suoi simili su 2 ruote dagli occhi spiritati e la barba lunga, che saluta con un grugnito a cui fa eco un altro grugnito.

Dopo 3 giorni puzza come un cinghiale bagnato, ha bucato 2o volte e si è ribaltato ad ogni sasso o radice, complice il peso della bici, non esattamente piuma. Anche la scelta della gravel come mezzo per questa scampagnata pasquale non si è rivelata la più azzeccata, lo dovrà dire a BurnAss666 sul forum, lui e le sue idee del cazzo delle gravel che van bene per tutto.

Sfinito, ammaccato e sconsolato torna a casa alle 3 di notte del lunedì di Pasquetta. Rompe l’uovo di cioccolato che aveva lasciato sul tavolo della cucina, tira un sonoro peto, impreca contro il governo, sacramenta contro la sorpresina cinese in plastica che ha trovato nell’uovo, e si mette a rileggere i 2000 post di “Giallo, Arancione e Rosso, cosa fate?“, tanto fra 2 ore dovrà essere al lavoro a sminuzzare petti di pollo.

 

Commenti

  1. MarcoM85BG:

    Confermo in toto questa "cinghializzazione" od "orsizzazione" di noi tutti, che a volte ha anche i suoi aspetti romantici ed eremitici... Ma c'è un limite, già ben oltrepassato. Ne parlavo giusto ieri con la mia ragazza: io HO BISOGNO del lato sociale di questo sport come di quello di tutte le altre attività: insomma non se ne può più con sto mantra dell'atomizzarci ed alienarci da tutto e tutti in nome di sta divinità maligna che esige solo sacrifici e depressione. Sto go-go-go-governo ci tratta come degli asini con la carota (chiudiamo adesso per...), ed io ne ho semplicemente pieno il c**** di esser trattato come un bambino, so che in tanti ma non tutti condivideranno (mi scuso ma non tanto per il non-politically-correct). Perdipiù tutto attorno annuso un'aria da inquisizione (ah, tu ciclista, pedali e spargi il virus, et similia), una nuova caccia alle streghe, e sta roba se non l'abbiamo già letta sui libri di storia per capire dove ci porta beh... Auguri a tutti. Stay human ;)
    Già facevamo socialmente pena prima di questa pandemia...tutti a testa bassa sui nostri cellulari...adesso abbiamo pure peggiorato grazie all'opera di demonizzazione della vita sociale. Perfino in un posto pieno di capre di montagna come l'alto adige in cui vivo si sono rotti il cazzo.

    Comunque quel che mi stupisce è che nessun movimento di protesta serio sia ancora uscito allo scoperto. Sarà che la maggior parte degli italioti rientra nello schema "centro commerciale, calcio domenicale dal divano, panem-et-circenses, tira-la-carretta-e-crepa".
  2. Boro:

    Libertà=grande responsabilità.
    La Libertà, come scriveva Dostoevskij, è un fardello pesante: la gente la nomina spesso, la chiede a gran voce, ma per averla l'unica cosa che è disposta a fare è sottomettersi ad un sistema.
    Qui tutti vogliono la libertà, ma nessuno vuole darsi delle regole, a quanto pare. Ma potrebbe anche esser vero il contrario: di gente "evoluta" ce n'è più di quanta crediamo: sono i mass media a passare l'idea che la gente, in generale, sia composta da un ammasso di decerebrati. Basta un solo imbecille rumoroso per mettere in ombra un milione di intelligenti silenziosi.