La quarantena dello sportivo

La quarantena dello sportivo

Marco Toniolo, 31/10/2020

Ebbene sì, è toccata anche a me: sono recluso in casa in “quarantena preventiva” perché uno dei miei figli è risultato positivo allo strameledettissimo Covid, che ha preso da un suo compagno di classe, a scuola. Fortunatamente stiamo tutti bene, solo lui, l’Axel che avete visto in diversi miei video, ha avuto febbre, terminata martedì scorso.

Questo vuol dire che per 10 giorni (viviamo in Svizzera) siamo tutti e 5 segregati fra le pareti domestiche, salvo sintomi che per fortuna nessuno di noi al momento ha. Moglie a parte, ho altri due figli di 11 e 9 anni e vi potete immaginare che non stanno fermi tutto il giorno a leggere un libro, ma questo è una tematica che ogni genitore conosce.

Il tempo è magnifico e caldo, per la stagione, cosa che ci permette di usare il giardino e l’entrata del garage per allenamenti vari, visto che né Axel né Oscar (conoscete anche lui dai video, immagino) ne vogliono sapere di lasciare le bici ferme così a lungo. E nemmeno io, se è per quello, cosa che ci porta al titolo di questo articolo.

Cosa faccio per 10 giorni se non posso andare per sentieri o in sede a tramaciare con le bici? La risposta è univoca: i rulli! Personalmente non mi piacciono le bici su cui pedali ma non ti muovi, però devo dire che, da quando c’è Zwift, pedalare sui rulli è diventato molto più divertente e soprattutto molto più allenante. Ho rispolverato il mio account che non usavo da quasi due anni – ricordo che in Svizzera non era stato vietato far sport all’aperto durante la prima ondata del Covid –  e ho tirato fuori dalla polvere una vecchia bici da corsa Red Bull, il nome che avevano le Rose fino ad una decade fa e con cui ho fatto una Oetztalar Radmarathon nel 2010. L’ho piazzata in giardino e ci salgo su per almeno un’ora al giorno, seguendo il programma di allenamento.

Sudo come un cammello, viste le temperature e l’esposizione a sud di quella parte di casa, mi stanco e arrivo a fine giornata senza impazzire.

Perché lo scrivo qui, vi chiedete? Beh, sono dell’opinione che sto maledetto virus sia completamente fuori controllo, in Europa come in altre parti del mondo, e non vedo una soluzione a breve termine. Quarantene famigliari, in particolar modo se avete figli in età scolastica, e lockdowns più o meno restrittivi sono da mettere in conto, quindi tanto vale farsi trovare preparati. Grazie alla mia attività lavorativa per me è stato un attimo organizzarmi con rulli e bici, mi rendo però conto che non tutti lo siano.

A marzo c’è stata la corsa ai rulli, tanto che sono tutti finiti soldout. Al momento se ne trovano senza problemi sui siti online, come quelli di Elite o di Tacx, considerate che ve ne servirà uno interattivo, per poter usare Zwift o altre app di allenamento/videogiochi. Costicchiano, ma durano in eterno.

Fra l’altro Zwift da circa un anno offre anche allenamenti mirati per la mountain bike, con percorsi fuoristrada.

Ero e rimango dell’idea che vietare lo sport individuale all’aria aperta sia una fesseria, ma con i chiari di luna che corrono è meglio farsi trovare preparati. Se non altro per le “brevi” quarantene preventive, o nello sfortunato caso che qualcuno si ammalasse in forma leggera e sia dunque nelle condizioni di fare sport a casa prima di tornare alla vita di tutti i giorni.

 

Commenti

  1. Velocity:

    E c'è un trattamento diverso per FF.OO. e personale sanitario mi pare che non sono obbligati alla quarantena in assenza di tampone positivo
    Assolutamente si. Con tampone positivo tutti vengono messi in quarantena. Non vengono subito messi in quarantena solo se qualche loro collega era positivo ma loro ancora non sono stati trovati positivi (ma gli fanno il tampone per verificarlo).
  2. Zero Cool:

    Condivido con voi anche la mia esperienza..
    mio padre entra in pronto soccorso 3 settimane fa, gli trovano una perforazione all’intestino... operato d’urgenza durante la notte, non prima di avergli fatto un tampone.. il giorno dopo l’operazione altro tampone.. entrambi negativi, ricovero in chirurgia (in camera da solo) dopo una settimana nella quale solo in 3 siamo andati a trovarlo rifanno il tampone (martedì 20/10) “positivo”.. io, mia madre e mia sorella lo leggiamo sul fascicolo sanitario e ci isoliamo da lavoro e famiglie.. ma dall’ospedale o dall’usl niente.. sabato 24/10 facciamo il tampone su “nostra” richiesta... mercoledì 28 niente risultati.. chiamiamo il numero per l’emergenza COVID e ci dicono che sono 2 giorni che analizzano solo i tamponi di venerdì il nostro sarà giovedì o addirittura venerdì a seconda del carico.. venerdì ricevo la conferma della negatività.. nel frattempo mi sono fatto 10 giorni d’isolamento per mia volontà ma nessuno dall’ospedale ci ha ancora comunicato la positività di mio padre che però nel frattempo è finito in terapia intensiva per colpa del coronavirus.. ora io mi chiedo ma se per analizzare i tamponi di un solo giorno di una settimana fa ci vogliono ben 2 giorni cosa ci dicono i numeri a fare? E poi.. siamo in ritardo di una settimana con risultati come pensano di fare il tracciamento? Infatti non lo fanno.. scusate il papiro ma a me sta situazione mi sembra davvero ai limiti della realtà.. inoltre pensare ai miliardi buttati in estate per bici, monopattini e vacanze al mare mi fa inacidire lo stomaco..
    E la gente si beve tutto in tv e poi viene qui a fare il professore pronosticando l’apocalisse. Non si rendono conto che abbiamo un altro problema ed è che siamo dei falliti come stato.