Intervista a Lorenzo Suding

Intervista a Lorenzo Suding

02/03/2015
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02/03/2015

Con il comunicato di oggi, con il quale Commençal ha presentato l’HS Commençal, il nuovo team di DH del quale fanno parte Lorenzo Suding, Oscar Härnström e Marcus Hansson, è arrivato finalmente il momento di pubblicare anche l’intervista a Lorenzo che avevamo in serbo per voi ormai da parecchi giorni, in attesa dell’ufficializzazione del team.

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MTB-MAG: Ciao Lorenzo, è un piacere averti ancora qui con noi su MTB-MAG per una nuova intervista.

Lorenzo Suding: Ciao Francesco. Piacere condiviso.

MTB-MAG: Sono passati un po’ di mesi da quando ti abbiamo intervistato l’ultima volta, in occasione della EWS di Finale Ligure. Molti tuoi fans si stanno chiedendo cosa farai nella stagione 2015. Anche noi siamo curiosi, perché sappiamo che ci sono molte novità. Sei pronto a parlarcene?

Lorenzo: Questa stagione ho intenzione di mettere in primo piano una cosa che avevo messo da parte nel 2014: il semplice divertimento. Credo che sia da matti dimenticarlo. Quello che conta veramente è la ragione per cui uno lo ha fatto il primo giorno. Perché vogliamo sentire qualcosa di forte. Lo cercavamo da bambini e le cose non sono cambiate. Per questo non voglio un capo sopra di me che mi dica come mi devo comportare o come devo fare il mio “lavoro”. Voglio esprimermi per come sono. Un ragazzo italiano che non piace a tutti, ma che quando lo vedono girare in bici, capiscano che dà tutto per questo sport. Oscar è un mio amico e il mio compagno di squadra dal 2012. È apparentemente freddo e misurato, perché è Svedese, ma quando si parla di DH si trasforma in una bestia psicopatica. I suoi occhi si illuminano e potrebbe dare fuoco a tutto. Mi fa paura a volte girare in bici con lui, e in campo gara non conosco uno con cui mi diverto di più. Come dice la frase famosa? …“può accompagnare solo”!

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MTB-MAG: Innanzitutto, come stai? Nella scorsa intervista ci avevi confessato di non essere ancora al 100% dopo quel maledetto incidente d’auto dello scorso Luglio. Ora ti sei completamente ristabilito?

Lorenzo: Il tempo che è passato mi è servito a mettere a fuoco i miei prossimi passi. Tante cose mi erano incerte. L’unica cosa che mai lo è stata, è la voglia di andare in bicicletta. La mancanza la sentivo forte. Non parlo della DH, ma la bici in generale. Quando le ruote girano e mi inclino in curva, sono contento. All’inizio trovavo lungo pure andare al supermercato dato che mi mancava l’equilibrio. Ma non mi sono arreso, mi giocavo tanti jolly sulla mia Viale del ’79. Poco a poco, in automatico le cose iniziavano a tornare. Come imparare a girare per la prima volta. La bicicletta è l’invenzione meccanica più bella di tutte! Ora i motori son caldi e mi tiro su le maniche. Ho passato l’inverno in Svezia da Oscar. Suo papà Tomas mi ha offerto un lavoro e ci siamo dati da fare per la squadra. Agli ordini!

MTB-MAG: A proposito di Oscar (Härnström) e del fatto che hai trascorso l’inverno con lui in Svezia, che tipo di preparazione avete effettuato per la stagione 2015?

Lorenzo: Allora in settimana, di giorno, tirando su blocchi di tegole in legno e martellando senza sosta su tetti di chiese del 1.100 e di sera in sala pesi o con gli sci di fondo o correre lungo i laghi ghiacciati. Nei weekend invece girando in cross sulla sabbia, giocando a hockey su ghiaccio, girando in bici da Enduro sempre su ghiaccio e come dimenticare lo sport nazionale, la lotta contro le alci.

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MTB-MAG: Avete sempre dimostrato di avere un gran feeling come amici e compagni di team, divertendovi e gasandovi a vicenda. Quanto pensi che possa incidere questo affiatamento a livello di risultati?

Lorenzo: Va da persona a persona. Io lo ritengo importante. In bici ci si diverte comunque, ma in squadra voglio un tipo che la pensa come me, un fratello in battaglia. La stagione è lunga e dato che sono estroverso e impulsivo, deve essere concesso a volte di impazzire, dire o fare stupidaggini e riderci sopra come degli scemi. Abbiamo un buon vibe perché non ci prendiamo sul serio, tutto qui. Sappiamo di vivere una vita incredibile che può complicarsi a ogni instante, come abbiamo visto succedere al nostro fratello Walter. Veniamo pagati per girare il mondo e fare quello che amiamo. Sono fiero di aver fatto parte del team Norco International, ma era un contesto troppo rigido per me. Preferisco soffrire a livello economico, che perdere la cosa più cara di tutte: la gioia infantile! Haha!

MTB-MAG: Sappiamo che correrete con telai Commençal, sospensioni DVO, ruote Industry Nine… niente male! Il resto della tua bici come sarà montata?

Lorenzo: La bici sarà un gioiellino. Si oltre a loro c’è pure ION, Schwalbe, Formula, GamutUSA, DirtySM, FiveTen, 100% e altri che dobbiamo ancora confermare. Stiamo ancora trattando con Pila che rimane casa per me.

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MTB-MAG: Che programmi avete per la stagione 2015? A quali gare e circuiti sarete presenti?

Lorenzo: Faremo i Crankworx a Rotorua, l’intera Coppa del Mondo, i Mondiali, alcune tappe di Gravitalia e di iXS Cup, i Campionati Nazionali e la EWS a Finale.

MTB-MAG: Nel 2014 per via dell’incidente hai dovuto rinunciare a lottare per conquistare quello che sarebbe potuto diventare il tuo sesto titolo italiano consecutivo. Sappiamo quanto tu sia orgoglioso di vestire la maglia tricolore. Il titolo di Campione Italiano resta uno dei tuoi obiettivi anche per questa stagione?

Lorenzo: Si lo è. I campionati sono difficili da conquistare. Questa unica discesa, che decide tutto. Puoi uscirne un campione a cui la gente e i bambini guardano con ammirazione, o con una pacca sulla spalla e “sarà per l’anno prossimo”. Per capire perché trovo questa gara così importante vorrei dilungarmi un secondo e spiegare da dove arrivo. Ho deciso di andare a Torino nell’autunno del 2007, dopo il diploma, per poter studiare design automobilistico allo IED e al contempo seguire una mini carriera nel Downhill. Non avevo patria. Uno zingaro di buona famiglia se volete. Sono nato a Colonia in Germania, ma sono per lo 0,00001% tedesco. Scusa papà! Ho vissuto in Burundi, Ecuador, Cina e in Svizzera. Ma ho scelto l’Italia perché mi sono sempre sentito italiano. Mia madre è Sarda di Nuoro e affittavamo un appartamento lì per le vacanze d’estate. È cosi che ho conosciuto gli italiani. È un paese pieno di controsensi bellissimi e gente intelligente che sa vivere. Mi identifico come italiano e per questo è un onore immenso poter partecipare ai Campionati Italiani, per non parlare di ciò che provo a vincerli.

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MTB-MAG: Parliamo della Coppa del Mondo. Nel 2013 hai fatto ottimi risultati, ma nel 2014 non hai potuto ribadire il tuo potenziale, dato che le tappe che hai corso prima di infortunarti erano probabilmente quelle meno adatte al tuo tipo di guida, anche se a Cairns hai comunque staccato un buon 20° posto. Ti senti di poter puntare nuovamente alla top 20?

Lorenzo: Il 20° a Cairns è stato solo grazie alla sfortuna di Minaar che era davanti a me ed è stato squalificato ingiustamente. Lo considero un 21°. Nel 2014 non ho conseguito un top 20. C’erano intertempi che lo erano ma i miei risultati si avvicinavano più ai 30. 26° PMB, 21° Cairns. Infatti non penso che avrei vinto gli Italiani. Johannes mi avrebbe probabilmente battuto. Come dicevo, l’anno scorso non ero in me, quest’anno è tutta un’altra storia. Di testa sono superiore all’anno scorso e per quello che riguarda la mia preparazione fisica sono messo bene e, più importante ancora, i vecchi infortuni sono ormai sfumature lontane.

MTB-MAG: I Worlds quest’anno si disputeranno ad Andorra, dove nel 2013 in World Cup hai ottenuto un ottimo 6° posto in qualifica. Una pista tecnica, che si sposa bene con le tue caratteristiche di rider. In più sarai su una Commençal, che gioca in casa. Sei gasato?

Lorenzo: Quella pista nel 2013 era una delle più belle a mio parere, perché sentivi il solletico nello stomaco, come saltare nel vuoto. Tenere il controllo era molto delicato. Dovevi puntare un appoggio, mollare i freni, poi premere con tutto il peso nell’appoggio frenando deciso e poi ripetere. Come i camosci esperti, che saltellano giù da una montagna rocciosa. Divertentissimo.

MTB-MAG: Invece tra le località che ospitano la World Cup 2015, qual’é la tua preferita?

Lorenzo: Spero sia una delle nuove. Lourdes o Lenzerheide. Ne ho sentito parlare molto bene! Però Mont Sainte Anne mi piace perché è completa. Val di Sole è tecnicamente la più difficile. Bisogna trovare una certa armonia e girare il più leggero possibile. Se la combatti, ti punisce. Richiede impegno totale. Bello sapere che la pista più difficile è quella italiana! Combatte l’immagine sbagliata che agli italiani piace vincere facile e imbrogliare. Ottima!

MTB-MAG: Grande Lore! Grazie per la tua disponibilità. In bocca al lupo per la stagione. A presto… e gas sempre aperto!

Lorenzo: Grazie ragazzi! Ride on! Wuay!

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