Maurizio Deflorian, 20/09/2018
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Maurizio Deflorian, 20/09/2018

Sono passati ormai 10 anni da quando sono andato con gli amici al Sass Putia, facendo un bellissimo giro fra val di Funes e valle di Longiarù. In quella occasione però, il Sass Putia lo abbiamo visto solo da sotto, percorrendo il bel sentiero verso il passo di Goma.

A quei tempi, era l’inizio del nostro all mountain, ci piaceva percorrere divertenti sentieri di montagna in bici, vedere dei bei panorami, ma il nostro portage era ancora limitato a poche centinaia di metri, finalizzato più al passaggio di alcuni tratti non percorribili in bici che al raggiungimento di una forcella o di una cima.

Ultimamente invece, passiamo anche diverse ore con le nostre bici sulle spalle, pur di arrivare in cima a qualche alta montagna per goderci spettacolari panorami, sempre però a patto, o almeno sperando, che la discesa meriti la fatica fatta in salita e ci ricompensi con un divertente sentiero che sia per la maggior parte ciclabile.

L’amico Filippo Galluzzi, un biker e fotografo toscano che ormai da qualche anno vive in Alto Adige,  sa di questa mia passione per il portage, le cime e i sentieri tecnici, e mi manda un giorno un messaggio al quale sa che non posso non abboccare: “sono stato a piedi in cima al Sass Putia, secondo me si raggiunge senza troppa fatica e la discesa è molto divertente, non parliamo poi del panorama dalla cima!

Al messaggio è allegata una foto a dir poco spettacolare e non ci metto tanto a rispondere: “quando andiamo?”

Siamo in autunno, periodo perfetto per i giri dolomitici in alta quota, visto che ormai ci sono molti meno escursionisti in giro. Un’occhiata al meteo, che deve essere perfetto per godere del panorama dalla cima (oltre che per fare delle belle foto) e via, a metà settimana si parte!

Naturalmente bisogna anche pensare al giro da fare, perchè la salita alla cima è il clou, ma anche il “contorno” è importante, allora studio un bel percorso che faccia tutto il giro del Sass Putia, includendo tutti i sentieri più divertenti dei dintorni.

Ci troviamo a S. Martino in Badia di mattina presto, il sole è ancora nascosto dalle montagne e fa piuttosto freddo, ma la giornata è splendida e cominciamo a riscaldarci pedalando. Filippo è un po’ appesantito dall’attrezzatura fotografica professionale, ma ha una buona gamba e sale senza problemi, del resto anche se fosse stato lento l’avrei aspettato volentieri, non capita tutti i giorni di uscire con un fotografo professionista, anzi mi pregusto già la visione delle foto!

Dopo la bella valle di Longiarù si sale verso Medalges e qui i colori autunnali valorizzano ancora di più la magnifica quinta scenica dolomitica!

La salita è molto dura, ma come al solito pedalare in mezzo allo spettacolo rende tutto più semplice!

Questo tratto l’avevo già fatto 10 anni fa, me lo ricordavo come bellissimo e infatti lo è, dietro di me le dolomiti di Braies.

Arriviamo sul punto più alto, adesso si scende verso il passo di Poma, quello sulla sinistra della foto è il nostro obiettivo, il Sass Putia.

Continuiamo sul sentiero molto bello e ciclabile, anche se con tratti esposti.

Eccoci arrivati alla base del Sass Putia, siamo a 2400 metri, adesso ci toccano 400 metri di dislivello con la bici in spalla.

Il sentiero è messo piuttosto bene, salendo cominciamo a studiare qualche passaggio un po’ più impegnativo, ma come anticipato da Filippo sembra essere quasi completamente ciclabile!

Parlando il tempo passa più velocemente, e in un’oretta siamo in cima al piccolo Putia, solo di pochi metri più basso della cima principale, che si può raggiungere tramite una piccola ferrata.

Il panorama a 360° è veramente incredibile, le dolomiti, i ghiacciai austriaci, l’Ortles, il Brenta, non manca niente! Dall’alto possiamo anche vedere il giro fatto e quello che dobbiamo ancora fare, siamo infatti arrivati da sud, adesso pedaleremo intorno al Putia da nord, con discesa finale verso ovest. Ma prima pensiamo alla discesa dalla cima, che è forse il momento che più aspettiamo della giornata!

La prima parte è piuttosto semplice, ripida e con sassi smossi ma molto spettacolare. Ci sono pochissime persone sul sentiero e possiamo scendere alla velocità che preferiamo.

Proprio di fronte a noi la cima principale.

Adesso il sentiero si stringe, con tratti su roccia e tratti smossi, ma i panorami rimangono formidabili!

La discesa è piuttosto tecnica, i sassi smossi sono imprevedibili, ma la goduria è assicurata.

A farci da incredibile sfondo il Puez e le Odle.

Un ultimo tratto impegnativo, lo avevamo studiato salendo, ma alle rocce fisse sono abituato e le gomme sgonfie della fat danno tanta sicurezza.

Arriviamo alla forcella, mangiamo qualcosa prima di quello che sappiamo essere il tratto più impegnativo e poi giù!

Mi ricordo che l’altra volta questo sentiero l’avevo pedalato quasi tutto, invece adesso molti tratti sono franati e bisogna camminare abbastanza, niente di grave comunque, visto che in poco tempo siamo al bivio del sentiero che ci porta verso il passo delle Erbe e malga Fornella.

Uno strudel e una birra ci starebbero proprio bene, ma la malga è già chiusa , allora ci accontentiamo di quello che abbiamo nello zaino e ripartiamo verso il passo Goma, mentre il Sass Putia è proprio li sopra di noi.

Questa parte di sentiero non è facile ma molto bella, e con un ultimo tratto di portage arriviamo al passo, adesso ci aspetta l’ultima discesa.

Ormai siamo ad ovest del Putia, eccolo li dietro, è bello vedere come cambia da ogni angolazione, adesso ci aspettano quasi mille metri di dislivello da affrontare con quel che rimane della iniziale lucidità!

La prima parte del sentiero è molto stretta e molto impegnativa, con tratti esposti.

La seconda invece, a patto di avere una buona tecnica di guida, è di quelle dove si possono mollare i freni, ma non troppo però, visti i sassi anche qui smossi e i tratti molto ripidi.

Arriviamo in paese, mentre stringo la mano a Filippo l’adrenalina è a mille per la veloce discesa finale, ma anche per la convinzione di aver fatto un giro veramente particolare, uno di quelli che sarà difficile dimenticare!

L’itinerario

 

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