#iostoacasa o #iotistolontano?

#iostoacasa o #iotistolontano?

Marco Toniolo, 24/03/2020
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Marco Toniolo, 24/03/2020

Guardando i commenti agli articoli sul coronavirus ci si accorge subito di come i dubbi e la confusione regnino sovrani. Una selva di emendamenti, emessi da Stato, regioni e comuni, pensati per far passare il tempo a chi è tappato in casa. Anzi no, studiati per arginare il contagio.

Fra tutti, quello che mi ha colpito di più è il divieto di uscire da un perimetro immaginario di 200 metri dalla propria abitazione, se non per motivi gravi e comprovati come mettersi in coda fuori dai supermercati o andare a contagiarsi al lavoro.

Calcolare 200 metri da una casa isolata in campagna è facile, anche se non scontato. Farlo in centro città diventa invece complicato, ma nessuno è pignolo in una situazione di crisi come questa (…).

Non serve neanche la polizia per i controlli, visto che tanti cittadini si sono innalzati al ruolo di sceriffo di quartiere, urlando dalle finestre se per sbaglio uno corre intorno all’isolato. Correre è vietato, perdiana, ci si potrebbe rompere un malleolo quando si fa lo slalom fra i cani dei condòmini, tutti intenti a pisciare senza sforare la frontiera immaginaria.

E c’è chi ha veramente paura degli sceriffi:

Se per caso il cittadino puntiglioso e controllante sta dormendo, ci penseranno i droni a raggi infrarossi del comune, a cui è stato dato il via libera alla caccia proprio ieri. Resta da chiedersi quando verranno dotati di missili per incenerire il malcapitato.

Chiarezza sembra invece regnare in Lombardia, dove è espressamente vietato fare qualsiasi cosa fuori di casa a parte spese, cani, e l’improrogabile visita dal tabaccaio. O neanche quello? Boh.

Ho sempre pensato che in Italia ci fossero le leggi più bizantine e complicate del mondo a causa dell’indole dei sui cittadini di cercare la scappatoia. Fatta una legge, verrà poi rappezzata da altre decine di correzioni, eccezioni, condoni, ecc ecc.

Per combattere il coronavirus basterebbe a dir la verità una sola riga, di tutte queste leggi. E non è il #iostoacasa, #iononcorro e #iononvadoinbici che tanto sono in voga, bensì il #iotistolontano. Sotto i due metri mi si avvicinano solo i miei famigliari stretti con cui condivido l’abitazione, sperando che non vivano nonni e nipoti sotto lo stesso tetto. Fine della storia.

Anche perché, cari amici biker, cerchiamo di vedere da qui a 3-4-5 mesi. Il virus potrà diventare meno aggressivo o sparire durante l’estate. Potremo quindi uscire e far finta di tornare alla normalità, ma l’unico modo per essere sicuri che non torni o che infetti i più deboli sarà stare sufficientemente lontani l’uno dall’altro. Non c’è legge che tenga, se si vuole tornare a vivere e a guadagnare i soldi per sopravvivere. Dovremo convivere con il dogma #iotistolontano fin quando non si troverà un vaccino.

Per fortuna che la mountain bike è uno sport da fare all’aperto, ed è facile tenere le distanza. Alla faccia di chi cerca i capri espiatori fra i ciclisti e i podisti. Vediamo quanti calciatori andranno a ficcarsi in uno spogliatoio e quanti opteranno invece per uno sport individuale all’aria aperta. I conti si fanno alla fine.

 

Commenti

  1. mauriziolippa:

    Non lamentatevi, non è ancora stato detto tutto.
    Ad esempio, non è ancora stato detto che, secondo l'università di Harvard, la quarantena sta cominciando ad avere i primi seri effetti sulla salute mentale delle persone:

    https://gking.harvard.edu/files/gking/files/covid-italy.pdf
    Sulle soluzioni da adottare mi trovano d'accordo.

    "If we expect the Italian people to remain inside and keep following the recommendations of public health officials for the next few weeks or even months (as may be necessary to curb the spread of COVID-19) it would be helpful to find ways of reducing these negative effects of the quarantine. A messaging campaign that suggests how to make the quarantine easier and more frictionless, rather than repeating the now well-known dire reasons to stay indoors, should begin. Possibilities include messaging about online collective exercises, social reading activities (e.g., Perusall.com for schools and universities), safe ways for people to get fresh air outside, classes (e.g., edx.org for online classes), or novel ways of
    bridging social capital between young and old, or even distribution of inexpensive tablets or laptops to ensure the whole population has video conferencing abilities. If we look for activities and interventions that make the quarantine easier for those affected by it, the population may be able to better tolerate the treatment for as long as it takes to overcome this public health crisis."

    Interessante notare come involontariamente stiamo facendo da cavie per studi e dibattiti sociologici da parte di altre nazioni, in pratica ci stanno osservando per capire cosa toccherà a loro.
  2. Gianz:

    Leggevo che più di metà degli americani non hanno una copertura assicurativa sanitaria. E anche in caso di copertura, le cifre da sborsare sono comunque elevate, in quanto la copertura copre solo fino ad un certo punto.
    Sempre che non trovino il cavillo per dare direttamente 0 anche a chi l'assicurazione ce l'ha