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Kindernay XIV: il mozzo con cambio integrato

Kindernay XIV: il mozzo con cambio integrato

27/10/2016
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27/10/2016

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Spesso si torna sull’argomento di quanto la soluzione del tradizionale sistema di trasmissione con cambio esterno sia una delle tecnologie più antiquate sulle moderne Mountain Bike. Seppure aggiornatissime ed evolute a livello di precisione, ergonomia, range di rapporti etcetera, il principio del cambio esterno si basa sempre sul sistema nato (ovviamente per BDC) nel lontano 1949: il classico deragliatore esposto a urti e rotture, il pacco pignoni che in base alla posizione della catena influisce sul pedal kickback, la catena stessa che subisce maggiore usura.

D’altra parte la ricerca di alternative con cambio e rapporti interni non ha prodotto molti risultati. Due le linee di pensiero: chi ha provato a integrare la “scatola del cambio” nel telaio, da Gearboxx a Pinion, passando per Honda, Lahar, Zerode e altri, con molti limiti legati al cinematismo e alla posizione dell’infulcro, al peso e all’effettiva efficacia, oppure chi come Rohloff ha provato a inserire il tutto all’interno del mozzo, portando in ambito MTB delle soluzioni già esistenti per le city bike, ma con componenti più robusti, aggravando però il costo e il peso, molto importante trattandosi di una massa non sospesa.

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Kindernay, un’azienda norvegese creata da giovani rider/ingegneri, ha prodotto un mozzo con cambio interno limitando il peso e realizzando dei miglioramenti in termini di praticità. Per quanto riguarda il primo punto, il risultato ottenuto dal Kindernay XIV non è ancora da lasciare a bocca aperta, ma con i 1.400 grammi dichiarati si attesta a circa mezzo chilogrammo meno del suo competitor e a circa lo stesso peso di un insieme mozzo/cassetta/cambio/corone/deragliatore/comando di un sistema 3×10 con il quale va confrontato in termini di range di rapporti.

Il Kindernay XIV infatti offre una gamma di 14 rapporti con un range del 543%, paragonabile secondo i loro dati, sia come range che come salto tra ogni rapporto, a una trasmissione 3×10 con corone 22-32-42 e cassetta 11-32.

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Il perno è passante, da 12mm per la versione da 142mm e da 10mm per la versione da 135mm di battuta. Pare stiano lavorando anche su una versione Boost 148. I punti di ingaggio della ruota libera che si interfaccia al sistema planetario a 3 serie, sono 24, per un rapido innesco.

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La parte nera centrale, denominata SWAP, è la ghiera che comprende le flange di innesto dei raggi, 28 nella versione standard. Grazie a questa ghiera removibile, acquistabile separatamente come ricambio, si possono tenere più ruote montate secondo le proprie esigenze, utilizzando un singolo mozzo.

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Si smonta il mozzo dallo SWAP, lo si monta su un altro SWAP raggiato su un altro cerchio e si cambia ruota, senza che il mozzo costituisca un limite nel poter avvantaggiarsi di ruote da fango o da allenamento.

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Il Kindernay XIV si attiva tramite comando idraulico, quindi con doppio circuito a olio che permette di salire con i rapporti o di scalarli. Come per gli impianti frenanti, è dotato di porte di spurgo e di membrana di compensazione per il cambio di temperatura e quindi di volume del fluido idraulico. Il sistema in questo modo è molto più leggero e offre un feeling più preciso nell’attivazione del comando, oltre al vantaggio di non necessitare regolazioni.

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Comando che è formato da un trigger con una singola leva per salire con i rapporti e un altro trigger dall’altro lato del manubrio per scalare. Si può scegliere se affidare il comando “upshift” al lato destro e quello “downshift” al lato sinistro o viceversa. Il team di Kindernay sta intanto sviluppando un trigger unico per entrambi i comandi, sempre idraulico. Continuando a tenere premuto, il cambio continua a salire o a scendere con i rapporti.

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Il prezzo definitivo per il momento non è stato ufficializzato. Sul sito di Kindernay è possibile acquistare in prevendita l’intero set al prezzo di 9.990 Corone Svedesi, circa €1.000.

Kindernay

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valeduke
valeduke

Su bici elettriche TOP
Sulle altre deve calare un po’ il peso per essere appetibile

teoDH

Interessante, ma vista l’efficacia dei moderni 1×11 nasce penalizzato dal peso, decisamente furba la soluzione dello swap, penso che se realizzassero un 7 rapporti piú leggero pensato per uso dh, potrebbero avere un certo successo, sempre comunque in un mercato di nicchia, rimane poi il fatto che su molti sistemi di sospensione servirebbe comunque un tensionatore

rockarolla
rockarolla

Mah il discorso sul peso è vero solo a metà: perché a conti fatti l’aggravio di peso non è drammatico (1400g vs 300 mozzo+300k7+250der.post.+120manettino+~80cavo e guaina=1050g ovvero -350g, cui in caso di doppia aggiungere 150der.ant.+120manettino+~100 tra corona supplementare, cavo e giaina=1420g ovvero facciam pari). È però tutto concentrato all’interno di una massa rotante n

rockarolla
rockarolla

•pardon ho inviato anzitempo•
[…] non sospesa, quindi da un punto di vista dinamico i 1400g del sistema sarebbero da paragonare più con i 600g di cassetta e mozzo.
E soprattutto c’è da verificare attriti e rendimento, campi nei quali la trasmissione a deragliatori esterni notoriamente eccelle.
Forse in effetti l’idea di una versione 7v conseguentemente più leggera per uso Dh potrebbe avere maggior senso tecnico e commerciale, se ben pubblicizzata.
Ma invece un sistema come quello della Honda Rn01, con componenti standard solo spostati in una scatola chiusa a centro telaio, non la coltiva più nessuno? A me pareva geniale…

teoDH

C’è poi sempre il non trascurabile problema del tiro catena, o usi un monocross con il rinvio della catena sul fulcro, oppure devi montare un tensionatore.

Tomcat
Tomcat

Io sulla singola stradale uso la mezza maglia senza problemi, e c’è chi qui nel forum la usa anche su MTB. È una soluzione molto funzionale ed elimina il problema del tensionatore. Detto questo è probabile che chi si monta una bici da zero e va su una soluzione del genere (o Rohloff) si orienta verso un telaio apposito, cioè con forcellini orizzontali. Personalmente, andrei direttamente di cinghia, così mi scorderei anche del lubrificante.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Dimentichi che sulle full esiste un “problemino” non trascurabile chiamato chain growth, ovvero l’allungamento della distanza movimento centrale – mozzo durante l’escursione della sospensione.

teoDH

ah beh, su un carro fisso il problema non sussiste, ma su un carro ammortizzato si, come scritto sopra e sottolineato da frenk

Mitzkal
Mitzkal

Io un 7 rapporti da DH lo prenderei subito, l’Alfine da 8 che ho sullo Zerode pesa 2KG!

Ezio Ognibene
Ezio Ognibene

FINALMENTE!
Ingegnerizzazione bene, ottimo e furbo il sistema sapere, ottimo il prezzo.
Per il peso… hanno voluto strafare per dare un range rapporti sovrabbondante.
Avrei fatto 12 per confrontarmi diretto con un eagle.
Da verificare attriti interni e confrontarlo con quelli tradizionali puliti e sporchi!

Mitzkal
Mitzkal

Veramente più ne hai e meglio è, a meno di avere nelle gambe la coppia di un V8 ammerigano…

Tomcat
Tomcat

Giusto… ho guardato solo il mio orticello fatto di botte al sedere 🙂

francifranci28
francifranci28

Ho provato il Pinion con cinghia Gate…
personalmente non ha rivali potendo permetterselo, per l’aggravio di peso stiamo parlando di 300 gr difronte a non dover mai più sostituire catena, pignoni, corone ecc.
certo fino a quando c’è la moda di cambiare bici ogni anno non ha senso spendere quei soldi, altrimenti è da valutare.

Sfaticato
Sfaticato

Idea molto interessante, la gabbia estraibile per il doppio cerchio è concettualmente strepitosa, mi domando solo in caso di fango o sporco tenace se sia facile estrarre il mozzo senza ricorrere alla mazza.
Cmq un progetto da tenere d’occhio!

Deroma
Deroma

bell’idea ….. per chi poi non è grammo-maniaco se ci sono vantaggi tanto di guadagnato, certo però che le leve avrebbero pure potute farle un pò più lisce!!!!!

daniele-galvagni@hotmail.it

il mio sogno di sempre… liberarmi del deragliatore posteriore! bella idea

Tomcat
Tomcat

Bella idea, e ottimo peso. Sarebbe interessante capire se ha la stessa affidabilità di un Rohloff. Nei componenti meccanici ben ottimizzati il peso non è solitamente messo lì per caso…
Comunque non è paragonabile ad un 1×11: qui ci sono tre rapporti in più, che non sono pochi.
Non buona, secondo me, la scelta di un comando ad olio. Meno preciso, più pesante e che necessita di maggior manutenzione rispetto ad un banale cavetto, senza contare che sarebbe più facilmente convertibile ad un servo-attuato visto che adesso va molto di moda… Poi, un comando cambio non ha certo bisogno di essere modulabile, che è il grosso pregio del comando ad olio.

Sfaticato
Sfaticato

Se non sai com’è costruito come fai a dire che basta un semplice cavetto?
cito: ” Continuando a tenere premuto, il cambio continua a salire o a scendere con i rapporti.”
Evidentemente non è così banale la faccenda.
E poi i vantaggi dell’idraulica sono anche altri, non solo la modulabilità: un circuito idraulico simile non ha problemi di riscaldamento quindi con olio minerale diventa eterno, senza problemi di fango, ruggine, acqua e combricola.

Sarebbe bello vedere un esploso per capire come funziona.

Tomcat
Tomcat

Mah, non è che basti un semplice cavetto, è che un ambaradan del genere solo per trasferire “segnale” (il comando, appunto) e poca forza (dovrà essenzialmente spostare dei satelliti) mi sembra un po’ esagerato, e sicuramente più pesante di un cavetto. Sulla manutenzione di un sistema ad olio ho dei sani “pregiudizi”. Cambiare un cavetto è molto più semplice che spurgare un sistema ad olio; lo dico da felice utilizzatore di freni a disco, pure più problematici della media visto che usano DOT (quindi igroscopico). Insomma, ne faccio una questione di costi/benefici che non mi tornano.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Il vantaggio risiede proprio lì dove erroneamente vedi dei problemi: il peso e la facilità di manutenzione. Una tubazione idraulica in nylon con un filo di olio al suo interno pesa decisamente meno di un cavo in acciaio e relativa guaina. Inoltre l’impianto una volta spurgato correttamente non necessita di altra manutenzione, anche grazie al polmoncino di recupero, contrariamente al cavo in acciaio che va registrato e sostituito periodicamente. Considerando che in questo caso i cavi sarebbero due e non uno… i suddetti vantaggi valgono doppio.

rimirkus1975
rimirkus1975

Bello, vedere qualcuno che abbia ancora la passione ed il coraggio di avventarsi nel delicato mondo delle trasmissioni , speriamo non venga soffocato dai “lobbysti” di Sram e Shimano !
Penso a due vantaggi non menzionati che potrebbe avere questo sistema : il pero è più in asse con la bici e la possibilità di utilizzare raggi più corti aumentando la rigidità della ruota ?
Ovviamente sarebbe interessantissima una prova sul campo , spero che possa essere effettuata al più presto e senza troppi condizionamenti dai “lobbysti” , comunque confidiamo come al solito nella professionalità della redazione e dei suoi terter , forza ragazzi .
P.S Si sa con che corona può essere utilizzato questo sistema ?

Vincenzo2001
Vincenzo2001

e mo’ che c’entrano le lobby?

rimirkus1975
rimirkus1975

Si in effetti più che lobby sarebbe meglio dire i condizionamenti di mercato che riescono a creare i grandi produttori .
Spesso soluzioni interessanti non vengono ulteriormente sviluppate dai colossi produttivi (gli unici che potrebbero avere le finanze per acquistare i brevetti ) per svariate ragioni ; ma non entriamo nel settore dei complottisti , anche se in certi casi …… !
Comunque complimenti a questi rider/ingegneri norvegesi che cercano soluzioni alternative .

scylla
scylla

finalmente!

FabioBt
FabioBt

Una cosa del genere o la fa Sram e Shimano che la farebbero sicuramente meglio se fosse appetibile come idea di mercato oppure rimarra’ sempre un prototipo.

marpa
marpa

Secondo me è una bella idea. Se riuscissero ad abbassare leggermente il peso anche rinunciando a qualche rapporto diventa un valido sostituto del cambio classico . Il comando idraulico per me è ok e credo sia stata un altro scelta per gestire con facilità le cambiate sotto sforzo . Sono curioso di sapere come si comporta durante la cambiata, un bella prova sarebbe interessante

L'Inglese
L'Inglese

Uso da tanti anni il Rohloff e lo trovo immensamente piu comodo di qualsiasi altro cambio. Peró devo precisare che é montato su una hardtail e che non ci faccio gare. Non sento affatto l’esigenza del comando idraulico ma magari il Roholoff ha innesti piu “facili”. L’enorme difetto é proprio quello di non poter cambiare ruota, elemento su cui hanno lavorato con questo progetto. Se funziona mi prenoto per averlo ma vorrei prima capire com’é fatto l’accoppiamento perché sarebbe alquanto brutto trovarsi con del gioco laterale o longitudale su un pezzo da 1000 euro. Un’altra cosa che non tutti sanno é che il Rohloff cambia da fermo da qualsiasi rapporto a qualsiasi rapporto cosa che ho trovato molto utile in alcune occasioni. Sarebbe interessante sapere se anche questo lo fa o se ha bisogno del movimento per saltare di marcia, cosa che renderebbe molto piu lento e macchinoso l’utilizzo.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Come tutti i cambi interni, anche il Kindernay cambia sia a pedali fermi (in marcia o in movimento che sia) che sotto sforzo.

EnduroMatt
EnduroMatt

dai commenti mi sembra di capire che esiste un forte interesse da parte degli utilizzatori verso sistemi alternativi come questo rispetto alle tradizionali trasmissioni. mi associo anche io all’augurio di uno sviluppo rapido di simili soluzioni pensando a quanto potenzialmente possano elevare la praticita’ delle bici e il funzionamento delle sospensioni non avendo piu’ necessita’ di complicati schemi per ovviare al variare della linea catena

louannescrymgeou
louannescrymgeou

scusate l’ OT ma poco tempo fa ho letto di una guarnitura con ruota libera integrata nel movimento centrale (con tutti gli enormi vantaggi del caso) ,ma ora non trovo più niente , qualcuno ne ha notizie ?

Andrea Chiesa
Andrea Chiesa

Io da tempo ho assemblato un hardtail ( Ibis Trenny) con un Alfine 11 cambiando solo il pignone finale con uno di due denti in più per rendere il sistema più mtb compatibile. Vantaggi sono oltre alla citata pulizia e facilità di manutenzione anche la possibilità di cambiare senza pedalare che nel molto tecnico lo si appezza davvero. Per contro i limiti confronto ad un cambio tradizionali sono notevoli anche senza tirare in ballo la questione del incremento di peso.
-Massa a sbalzo nel posteriore sbilancia un po’ la bici
– Pressione di gonfiaggio gomma post alle stelle per l’aumento di peso che grava sul mozzo
– in salita non si cambia sotto sforzo ma é necessario rilasciare un po di coppia ( in discesa nessun problema a mettere rapporti più veloci)
-Atriti interni percepibili soprattutto con rapporti corti da salita e sotto sforzo
-In inverno con temperature rigide perdevo l’uso di un paio di rapporti causa densità maggiore del l’olio
Chiaro, lo Shimano Alfine dal punto di vista economico é una soluzione più accessibile rispetto ad altri competitors e forse la sua vera destinazione é il touring o commuting che hanno caratteristiche di riding meno estreme rispetto la mtb.

Happykiller
Happykiller

Dei rendimenti c’è qualche dato?
I satelliti tipicamente mangiano energia. Basta l’esperienza con l’Hammerschmidt per capirlo.

Io resto dell’idea che sia più efficace un sistema di gearbox ad innesti diretti, senza satelliti.

Poi il mozzo è comunque un punto delicato.

28 raggi, massa sulla ruota… buona per le front da xc.

Happykiller
Happykiller

Un mio amico ha appena fatto una gara di triathlon alle Hawaii e ha tribolato moltissimo nel tratto in bici per colpa della catena che continuava a cadere per la massa d’argilla che impastava tutto.
Probabilmente con un cambio integrato avrebbe avuto meno problemi e questo mozzo gli avrebbe permesso di guadagnare non poche posizioni.