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Come modificare la posizione del manubrio

Come modificare la posizione del manubrio

27/03/2018
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27/03/2018

Il manubrio, insieme ai pedali ed alla sella, è uno dei tre punti di contatto bici-biker. Il suo corretto posizionamento è fondamentale per assumere la corretta postura in salita ed avere il giusto feeling di guida in discesa.

Le biciclette infatti vengono proposte in taglie standard e le misure antropometriche di ogni rider possono variare. Ci sono rider con le braccia più o meno lunghe, così come ci sono rider che per ragioni di comfort o problemi alla schiena preferiscono una posizione più seduta. Ecco che quindi l’esigenza di variare la posizione del manubrio a seconda delle proprie esigenze o dei propri gusti è davvero molto diffusa.

La posizione del manubrio può essere variata in due modi.

Posizione verticale

Il posizionamento verticale del manubrio influisce moltissimo sull’inclinazione della schiena, sia in salita che in discesa ed incide in maniera secondaria sulla ripartizione dei pesi.

Viene da se che più il manubrio è basso, più dovremo abbassarci per raggiungerlo e quindi la nostra schiena si piegherà maggiormente.

Per quanto riguarda la ripartizione dei pesi l’effetto dell’altezza manubrio è secondario, ma non irrilevante. Inclinando avanti il busto porteremo in avanti anche il baricentro. Il busto e la testa sono infatti la parte più pesante del nostro corpo. Seppur non maniera evidente come con la posizione orizzontale, anche abbassando o alzando il manubrio andremo a portare il peso più o meno in avanti.

Cominciamo con il chiarire un aspetto importante: tra i vari metodi che andremo a vedere per variare l’altezza del manubrio non ci sono differenze. Quello che conta è solo il risultato, ovvero di quanto alziamo o abbassiamo le manopole rispetto alla posizione originaria. Che poi si ottenga questo risultato con gli spessori, variando il rise o l’orientazione della pipa poco cambia.

Numero di spessori

Il metodo più semplice per alzare o abbassare il manubrio è agire sugli spessori. Su tutte le bici si lasciano in genere alcuni spessori sotto e sopra l’attacco manubrio. Spostando in maniera opportuna questi spessori si può alzare o abbassare lo stem ed il manubrio di conseguenza.

Il numero totale di spessori (o meglio la loro altezza) deve rimanere sempre costante a meno che non si voglia tagliare il cannotto forcella, si possono tuttavia spostare sopra o sotto l’attacco manubrio a piacimento. Se andiamo a mettere spessori sotto l’attacco, alzeremo la posizione del manubrio. Se andiamo a spostare spessori mettendoli sopra l’attacco manubrio lo abbasseremo. E’ abbastanza intuitivo.

Il vantaggio di questa soluzione è la completa e totale reversibilità: non ci piace il nuovo assetto? Possiamo tornare indietro quando vogliamo. Inoltre è a costo zero, poichè non serve cambiare alcun componente.

Rise del manubrio

Gli spessori però non sempre bastano. Specie se abbiamo il cannotto molto corto, possiamo trovarci nell’impossibilità di alzare il manubrio oltre un certo limite, così come al contrario se ci troviamo già con lo stem a contatto con la serie sterzo, non possiamo abbassare ulteriormente.

Ecco che quindi può essere necessario agire sul rise del manubrio. Il rise del manubrio è il suo rialzo, ovvero quanto sono rialzate le manopole rispetto alla parte centrale che si fissa sullo stem. Un manubrio con rise 20 avrà le manopole 20mm più alte rispetto al centro, e così via.

A differenza degli spessori, il rise è specifico per ogni manubrio. Se vogliamo intervenire su questo parametro, dobbiamo per forza di cose sostituire il manubrio con uno più o meno rialzato.

Orientamento dell’attacco manubrio

Molti attacchi manubrio hanno un’inclinazione, che si misura in gradi. A seconda dell’inclinazione del’attacco manubrio e della sua lunghezza si ottiene un certo rialzo.

Applicando delle basilari nozioni di trigonometria, noti la lunghezza (l) e l’angolo di inclinazione (a) possiamo ricavare il rialzo (r), come: r=tg(a) x l Dove tg(a) è la tangente dell’angolo a

Mettendo l’attacco con l’inclinazione rivolta verso il basso, andremo ad abbassare la posizione del manubrio, viceversa mettendo la pipa con l’inclinazione verso l’alto, andremo ad alzarne la posizione.

L’operazione di inversione dell’attacco manubrio è piuttosto semplice, basta smontarlo e rimontarlo al contrario. E’ a costo zero e completamente reversibile.

Posizione orizzontale

La posizione orizzontale del manubrio incide notevolmente sull’inclinazione della schiena e sulla ripartizione dei pesi.

Viene natura comprendere come, avanzando il manubrio, sia necessario assumere una posizione più distesa per poterlo raggiungere. Le braccia si allungano in avanti e la schiena si inclina maggiormente. Si assume insomma una posizione più distesa.

Per quanto riguarda la ripartizione dei pesi, l’avanzamento/arretramento del manubrio è estremamente influente. Come abbiamo detto buona parte del peso del nostro corpo si trova nel busto e nella testa, andando quindi a variare l’appoggio delle mani andremo a portare più in avanti o più indietro la posizione di questi ultimi e quindi del nostro baricentro.

Lunghezza attacco manubrio

Purtroppo l’unico modo per variare la posizione del manubrio è intervenendo sulla lunghezza dell’attacco. In commercio esistono attacchi manubrio di diversa lunghezza, dai 33mm ai 120mm ed oltre. Sta a noi scegliere quello che fa al caso nostro.

Per variare questo parametro l’unica opzione è sostituire l’attacco con uno di una lunghezza adeguata. Non esistono, per ovvie ragioni di sicurezza, attacchi manubrio a lunghezza variabile (anche se qualcuno ci stava pensando!)

La giusta posizione del manubrio si ottiene spesso solo dopo numerose prove. Non abbiate paura di trovare diverse configurazioni, perchè certe volte passando da una bici all’altra o con l’evolversi delle geometrie cambiano anche le necessità in termini di avanzamento e rialzo del manubrio. Con le moderne geometrie ad esempio, con un orizzontale virtuale decisamente più lungo del passato, è pressochè normale montare attacchi manubrio piuttosto corti. Lo fanno già quasi tutti i produttori di serie.

Certo, come prima cosa nel valutare la corretta posizione in sella bisogna sempre considerare le misure antropometriche del rider (lunghezza braccia, busto e gambe) e le geometrie del telaio, ma poi la miglior posizione la si trova sempre sul campo, soprattutto nelle discipline in cui oltre alla salita conta anche la discesa, quindi provate, provate e riprovate!

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jimmy27
jimmy27

Ok. Ma vi siete dimenticati gli effetti sulla guida.
Ad esempio:
Stem corto = sterzo piu diretto
Manubrio basso = minor ribaltamento in salita
Etc etc.
Ci vorrebbe una guida per rispondere a domande tipo:
Ho poco feeling con l’anteriore, cosa posso fare?

teppo

non hai parlato della rotazione del manubrio nello stem: trattandosi di un'operazione che porta alla variazione di posizione delle manopole sia verticalmente sia orizzontalmente e sia per quel che riguarda l' angolo che assumeranno i polsi, mi pare molto importante, infatti è l'operazione che a me occupa più tempo nel trovare la posizione corretta.

CapitanoApollo
CapitanoApollo

Penso sia quanto descritto nella sezione “Posizione orizzontale”

Gzaf
Gzaf

No. quello, che intende è la rotazione della piega, lasciando inalterata altezza e lunghezza dell’attacco. A seconda del rise e del backsweep (inclinazione all’indietro) del manubrio, influisce molto, come ha scritto teppo, soprattutto sull’angolo con cui poggiano i polsi.

CapitanoApollo
CapitanoApollo

Si si, conosco il concetto, ma nell’articolo ci sono due sezioni distinte, una dedicata alla lunghezza dell’attacco ed una alla posizione orizzontale. Quest’ultima mi sembra l’unica interpretabile per l’azione di rotazione della piega, e se fosse è spiegato un po’ male (tanto).

teppo

non hai parlato della rotazione del manubrio nello stem: trattandosi di un’operazione che porta alla variazione di posizione delle manopole sia verticalmente sia orizzontalmente e sia per quel che riguarda l’ angolo che assumeranno i polsi, mi pare molto importante, infatti è l’operazione che a me occupa più tempo nel trovare la posizione corretta.

alcos
alcos

articolo deboluccio… abbastanza superficiale e con poche risposte ai quesiti dei biker meno esperti… questo non è all’altezza dei tuoi precedenti!

oettam20
oettam20

Si possono identificare dei range generici di differeza “altezza sella / altezza manubrio” riferiti alla disciplina?
Per esempio:

XC: da 6 a 12 cm di differenza
Trail:
Enduro:
DH:

Esiste qualche regola generale in proposito?

darionollie_
darionollie_

No, nessuna regola, è tutto in base a preferenze personali affinate col tempo. Anni fa c’era persino la moda dei manubri zero rise sulle bici da DH.

smaz
teppo

non hai parlato della rotazione del manubrio nello stem: trattandosi di un'operazione che porta alla variazione di posizione delle manopole sia verticalmente sia orizzontalmente e sia per quel che riguarda l' angolo che assumeranno i polsi, mi pare molto importante, infatti è l'operazione che a me occupa più tempo nel trovare la posizione corretta.

Son d'accordo, son preferenze personali ma quando salgo su una bici con manubrio troppo arretrato mi da una brutta sensazione di arretramento e gomiti chiusi…

deo..
deo..

Stranamente non si parla di back che non è precisamente l’arretramento è anche la “rotazione ” delle braccia , ti permette di tenere le spalle più aperte. 1 o 2 gradi di piega all’indietro fanno parecchia differenza, personalmente ho trovato la quadra sulla mia nuova bici lavorando su questo oltre che alla banale altezza o larghezza manubrio e rispettiva pipa. ciao grazie

kristian

Io non ce la faccio a guidare se non ruoto esageratamente il manubrio in avanti… vetamente in manieta esagetata..non riesco a capire il perché. ..

pol hogan
pol hogan

idem… e ad oggi e xxx bici avute e xxx manubri comprati e cambiati …non riesco a spiegarmelo…. 🙂 🙂

pbike
pbike

Vero che il titolo dell’articolo era “Come modificare la posizione del manubrio”, ma oltre a elencare i modi di cambiare la posizione del componente non si è proprio presentato altro.
I risultati o le conseguenze di ogni variazione non sono stati considerati, direi.
Articolo un po’ fiacco, stavolta…

EMD9
EMD9

Sempre difficile trovare la giusta regolazione al primo colpo poi ho notato che ci si abitua e sembra essere secondario. Certo influisce anche l ‘ estetica e capita di vedere soluzioni su altre bici che ci piacciono di più ma che poi non corrispondono alle nostre esigenze ed è correlato alla misura del telaio. Nel mio caso vorrei un attacco corto con un manubrio da 760 per l’ estetica funziona ma nella pratica mi trovo in una posizione non ottimale quando devo spingere. La soluzione la trovo dopo diverse prove ed esborsi ahimè.

lollo72

Indicazioni valide principalmente quando si ha una forcella tradizionale , con quelle a doppia piastra c’è qualche limitazione in più .

lollo72

La giusta posizione sulla mtb è importantissimo , ma lo capisci col passare degli anni : a 20 puoi usare di tutto e a fine giornata con una birra sei come nuovo , a 30 più il mezzo è settato giusto più vai forte apprezzando le differenze e a fine giornata sempre una birra o una RedBull e sei in forma , a 40 hai capito come deve essere la mtb secondo le tue caratteristiche , ma se sbagli assetto ci vogliono minimo due giorni di recupero per riassestarsi concededoti però sempre la birra e bevanda energetica, a 50 diventi la “principessa sul pisello” senti sul tuo corpo ogni minima variazione di assetto e a fine giornata vai di bevanda dietetica, integratori e Voltaren , a 60 sai quale sarebbe la bici perfetta per te , ma te ne freghi e pedali quella che ti dà più soddisfazione e ti fa sentire come a 20 , a fine giornata mangi e bevi quello che vuoi o puoi essendo consapevole che il tuo metabolismo fa quello che vuole .

motogiallone
motogiallone

Lollo72 hai colpito nel segno!!!! Condivido pienamente (io sono allo step 50 punto ai 60 per trovare un perfetto equilibrio)

LaCapra

Lollo72 nella tua analisi mi ci ritrovo totalmente!