MTB-MAG.COM - Mountain Bike Online Magazine | Nuova Commencal Meta V4

Nuova Commencal Meta V4

Nuova Commencal Meta V4

01/08/2014
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01/08/2014

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In una location segreta nel cuore delle Alpi, Max Commencal in persona, ha radunato il suo staff e un manipolo di giornalisti, per presentare quella che a detta sua, rappresenta una rivoluzione nel modo di concepire le biciclette da Enduro: la nuova Meta V4!

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In uno chalet da mille e una notte, oltre alla nuova AM, è stata presentata tutta la nuova linea 2015, che spazia dall’urban, per arrivare alla DH. Approfondimento qui!

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Non vedevamo l’ora di salire in sella al nuovo mezzo, ma il  Boss di Commencal ha previsto una breve introduzione tecnica per permetterci di comprendere al meglio le scelte effettuate.
Ci spiega di aver istruito il suo gruppo di lavoro affichè studiasse una bicicletta che potesse soddisfare ogni tipo di rider in più condizioni possibili, adatta sia a dure sessioni in bike park, sia a giri All-Mountain.

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Sono disponibili due livree con colorazioni invertite.

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Il telaio è costruito interamente in alluminio triple-butted 6066 T4+T6, pesa circa 3kg ed è stato studiato per resistere ai maltrattamenti più duri. L’azienda non intende fare uso del carbonio a causa delle pessime condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli operai nelle fabbriche orientali inoltre non ritengono che un telaio molto rigido, possa effettivamente giovare sulla precisione e sull’esperienza di guida.

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Ruote 650B, movimento centrale più basso e una cinematica ridisegnata, basata su un sistema di infulcro a 4 punti, promettono di offrire un mezzo stabile e divertente.
In questo caso, la trasmissione è stata affidata a componenti Raceface, Sram XXI e X01, ma il telaio può adattarsi a qualsiasi combinazione possa desiderare l’utente finale.

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Uno dei punti di forza della nuova Meta 4 è il sistema composto dall’attacco dell’ammortizzatore, inserito nel tubo obliquo, e la biella montata su cuscinetti. Secondo gli ingegneri, oltre a consentire l’utilizzo di molte sospensioni dotate di piggy back e garantirne una rapida accessibilità, permette di avere il giusto compromesso tra sensibilità ed efficienza di pedalata.

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La biella è statata studiata per rendere compatibile qualsiasi ammortizzatore in commercio.

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La bici in test è dotata di sospensioni Bos, ma può ospitare qualsiasi forcella tapered da 150mm o 160mm.
Questa configurazione è acquistabile solamente tramite lo store online di Commencal e viene assemblata direttamente in Francia.

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Entrambe le sospesioni sono dotate di un sistema a piattaforma stabile, così da agevolare la pedalata.

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La bici è stata progettata per ospitare steam da 50 a 60mm.

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I nuovi Sram Guide rappresentano un ottimo impianto frenate, all’altezza del mezzo. Per ottimizzare i pesi e garantire una maggior protezione, la pinza posteriore è stata posizionata all’interno dei forcellini del carro.

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Molti componenti come ruote, sella e manubrio, vengono prodotti direttamente da Commencal o da Brand a loro riconducibili.

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I passaggi cavi sono interni e curati nel minimo dettaglio. Sul carro posteriore, è stato studiato un nuovo batticatena che permette il passaggio della guaina cambio, permettendone una facile manutenzione.

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La Meta 4 Am viene proposta nelle misure S, M, L, XL.

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E in 3 versioni:
Origin,  ossia la versione base, a meno di 2000,00 €;
Essential, garantisce un buon compromesso tra costo e prestazioni;
Race, come suggerisce il nome, ci troviamo di fronte ad una bici già pronta per le competizioni ad un prezzo molto allettante.

Inoltre è presente un servizio esclusivo, chiamato “à la carte“: tramite il sito internet di Commencal è possibile configurare il mezzo a proprio piacimento, decidendo di evitare di acquistare addirittura alcuni componenti. Questo particolare tipo di assemblaggio viene curato direttamente dalla Francia.

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Per chi sentisse ritenesse troppi i 150mm di corsa disponibili sulla Meta 4 Am, Commencal, ha pensato di proporre una versione meno esasperata: la Meta 4 Trail che si basa su sospensioni con escursione da 120mm.

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Terminata la carrellata di nozioni tecniche, non abbiamo resistito a provare il mezzo nell’immenso bike park di Tignes – Val d’Isére.

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Si trova rapidamente il feeling con questa bici, l’angolo di sterzo piuttosto rilassato e la generosa escursione di 150mm permettono di scendere piuttosto tranquilli su qualsiasi tipo di terreno.
Il movimento centrale ribassato, in questa situazione, diventa un grande punto a favore, garantendo un’ottima stabilità del mezzo.
Anche in caso di ripensamento sulla traiettoria da seguire, il mezzo non si scompone e ci permette di goderci la discesa a tutta velocità!

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Non contenti dei trail tirati a lucido, ci siamo avventurati lungo un percorso prettamente All Mountain.
Anche se il mezzo non è tra i più leggeri della categoria, grazie al tubo sella piuttosto dritto e attivando le piattaforme stabili delle sospensioni, riusciamo a salire agevolmente su qualsiasi tipo di terreno.

La bici test monta Maxxis High Roller II sia all’anteriore che al posteriore, questa scelta ha permesso di viaggiare tranquillamente in discesa, ma forse ha penalizzato un po’ l’agilità in salita.

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Nel misto, la bici rimane piuttosto prevedibile e maneggevole, permettendo di godersi al massimo la guida, senza dover essere troppo concentrati sul mezzo.

Per chi volesse una full immersion di specifiche, numeri e tecnica, qui potete trovare il pdf della presentazione.

Qui invece l’intera gamma Commencal 2015.

Edit:

È arrivata una precisazione dal progettista:

“We modified the S/T angle in the geometry chart.
We were using the real S/T angle, but we are having an offset and we think it is more obvious to use the effective S/T angle.
So this moves from 72° to 74°.
In the end, it’s the same when you ride the bike, it’s just more simple to understand.”

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docktormura
docktormura

Grandissimi, kme fare buone bici pensando alle tasche di noi biker

Domenico piazzoll
Domenico piazzoll

Molto belle! Semplici e funzionali. Bravi.

fabius8
fabius8

Noooooo…e che cavolo…..ora mi ha ricominciato a dondolare la scimmia….e la mia SX????
però a dirla tutta….esteticamente forse preferivo la vecchia Meta…..bho..dovrei vederla dal vivo.
i prezzi comunque mi sembrano ottimi!!!!

francomassolin
francomassolin

Belle, ma 72° per il tubo sella mi sembrano tutt’altro che verticali.
Oggigiorno per verticale si intende fra 74 e 75°… no?
Com’è il bilanciamento dei pesi in pedalata?

xbeppex
xbeppex

i pesi delle bici complete si sanno? a mio avviso era questa la grande pecca di commencal..
per il resto sembra un bel progetto…prezzi per comuni mortali! Ottimo

Tomislav
Tomislav

E il caro vecchio full-floater che fine ha fatto?
Esteticamente preferisco DECISAMENTE la vecchia!

Almeno su questa si può montare ammo con piggy back e PORTABORRACCIA!!!!!!

QuintEX23
QuintEX23

Finalmente un bici smart e una politica prezzi aggressiva, mi sembra li abbiamo abbassati di un bel po’.
Commencal fa vendita diretta o distribuisce ancora ai negozi?

rinaldo1987
rinaldo1987

semplice e funzionale, dai dati sembra efficace ma esteticamente parlando a me non piace.. una critica verso la ”scusa” di commecal per non usare il carbonio: ”L’azienda non intende fare uso del carbonio a causa delle pessime condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli operai nelle fabbriche orientali”.. a me sembra tanto una c…..a, potevano semplicemente dire non ne facciamo uso perchè per ora economicamente non conviene ne a noi nemmeno al consumatore finale. IMHO

David Roilo
David Roilo

Sono d’accordo con rinaldo, se non altro perchè bisognerebbe dimostrare che gli operai che saldano il metallo lavorano in condizioni migliori.

Edit: ah, ecco l’ha scritto Marco sotto, non avevo visto.

menollix
menollix

“L’azienda non intende fare uso del carbonio a causa delle pessime condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli operai nelle fabbriche orientali ”

Ancora più fiero di possedere una commencal 😉 (y)

aileenwatson2
aileenwatson2

Se fosse vero massimo rispetto per commencal ma personalmente qualche dubbio rimane..

La loro dichiarazione implica che i telai in alluminio non sono fatti in oriente… perchè se così fosse le condizioni degli operai non sarebbero molto differenti…

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Mah, ci sono stato in Oriente e sinceramente le donne che tagliano il carbonio hanno migliori condizioni di lavoro di chi salda tubi in alluminio.

aileenwatson2
aileenwatson2

Infatti, io l’ho solo immaginato perchè non ho mai visto nello specifico dove lavorano il carbonio, ma sono stato in diverse altre tipologie di azienda compreso dove lavorano l’alluminio e le condizioni di lavoro non sono per nulla buone, per cui se Commencal produce i telai in Oriente, la scelta di non usare il carbonio è dettata da altri motivi

Mmark
Mmark

Bene bene, finalmente qualcuno ha iniziato a capire come si potrebbe progettare una bella bici così detta da “enduro”!
Complimenti a commencal, ha tirato fuori un mezzo davvero polivalente e a prezzi più che onesti!
Seguirò con attenzione questa bike….devo ammettere che mi piace non poco!

@lberto
@lberto

E’ prevista anche una versione 29″???
Come già detto sopra, sarebbe interessante sapere i pesi delle bici complete, unico vero limite della gamma precedente (la mia Meta AM 29 taglia L sta sui 14,6 in assetto di marcia e dopo upgrade ruote, prima si superava largamente i 15).
Interessante anche la versione trial con 120 di escursione, soprattutto se abbinabile ai ruotoni.
Linea molto pulita e piacevole anche se meno aggressiva della precedente.

suewertheim
suewertheim

Io ho riletto l’articolo e sinceramente non ho capito quali sarebbero queste caratteristiche che “rappresentano una rivoluzione nel modo di concepire le biciclette da Enduro”. Boh a me questi proclami pubblicitari fanno un po’ ridere, poi magari mi sono perso qualcosa io e chiedo scusa.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@xbeppex Sono d’accordo con te nel ritenere il peso del telaio il limite maggiore dei vecchi telai, che per molti altri aspetti erano invece ottimi. Ad occhio e croce hanno comunque tirato giù circa mezzo kg, il che non è poco (parlo sempre del solo telaio). I 72° di angolo sella non convincono del tutto neppure me, anche se bisognerebbe vedere come vengono misurati.

xbeppex
xbeppex

speriamo che il peso si sia abbassato..e aspettiamo altri test..la terrò in considerazione visto che tra un 6 7 mesi cambiero bici.. @Mauro Franzi mi spieghi la questione dei 72 gradi di angolo sella ? su cosa incidono? cosa comportano? la mia attuale merida ne ha 73..andrei migliorando o peggiorando?
inoltre..io sono 1,71…sto fra la S e la M….di questa quale sarebbe meglio??

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@xbeppex Come regola generale, ed ovviamente entro certi limiti, un angolo sella più verticale ti aiuta in fase di pedalata, soprattutto sul ripido. Se fai caso, negli ultimi anni c’è stata una generale tendenza a verticalizzare tale angolo sulle bici da am/enduro.
Comunque è una considerazione dal valore generale e soprattutto non è l’unico parametro che influisce sulla pedalabilità, quindi non voglio certamente dire che la C’cal in questione si pedali male a causa dei “soli” 72° dichiarati. Devo anche dire che, essendo solitamente costretto a valori elevati di fuorisella, è un parametro che per me ha più importanza di quanta ne possa avere per persone con una corporatura diversa dalla mia.

suewertheim
suewertheim

Per i proclami pubblicitari mi riferisco a Max Commencal, non alla redazione ovviamente..!

fabioh83
fabioh83

Finalmente una bella bici montata bene con prezzi ragionevoli. Complimenti. A me i telaio in carbonio che girano in questo periodo da 3500 € in su mi iniziavano a stare un po indigesti.

Honestlypino
Honestlypino

”che a detta sua, rappresenta una rivoluzione nel modo di concepire le biciclette da Enduro” solite esagerazioni…da sottolineare a detta sua,rivoluzione magari per il marchio anche perchè sembra che abbiano cambiato non solo la bici,ma tutto il marchio andando a puntare più sulla sostanza e prezzi accessibili a tutti,in stile ”marchio online” diciamo…magari si rivelerà una scelta vincente o comunque migliore.

AleFa
AleFa

…ma la scelta dei 150mm al posteriore?
sapete se sia possibile configurarla anche a 160?
grazie

Varne
Varne

Mah sinceramente vedo luci ed ombre su questa nuova bici.
Bene la “semplificazione”, con la possibilità di montare qualunque mono e in una posizione lontano dallo sporco e la borraccia. Benissimo il prezzo.
Male secondo me il ritorno ad uno schema non flottante (per la distribuzione delle forze) e una linea poco originale. La scusa del carbonio mi fa ridere (perché l’alluminio lo saldano loro ad andorra? Come per l’Al dipende dove lo fai produrre, se lo vuoi fatto bene e di qualità oppure al prezzo più basso). Anche il peso non credo sarà un punto a favore. Sono d’accordissimo di puntare prima sull’affidabilità (infatti ho in garage una meta 29 da 14-15kg!), ma altri marchi propongono bici che durano e pesano molto meno!

Arma
Arma

Domanda da ignorante: questa non è una sospensione monocross ma, per come l’ho capita io, comunque non rimane attiva in frenata? Giusto? Sbagliato?

rockarolla
rockarolla

Risposta: sì, è un monocross, ma la storia che la sospensione non rimane attiva in frenata è un mito. Innanzitutto, non è che la sospensione NON é ATTIVA (=si blocca) in frenata, nè si indurisce così a caso, semplicemente la frenata determina una parziale compressione della sospensione post. facendo lavorare quindi l’ammo in una zona dove è più duro; dipende quindi dal setup e dalla curva di compressione.
Secondo, l’entità di questo fenomeno dipende unicamente dal posizionamento dell’Instant center, che in un monocross coincide col pivot. Più questo è basso e avanzato, minore sarà l’indurimento (in realtà dipende da quanto è basso il valore dell’angolo compreso tra la linea di terra e quella che passa da asse ruota post. e infulcro sospensione). Ci sono insomma monocross che soffrono pochissimo del “brake jack” così come schemi a infulcro virtuale che ne soffrono avvertibilmente.
Terzo, tutti gli schemi risentono di questo fenomeno (alcuni in realtà con valori negativi, ovvero la sospensione si estende in frenata, il che è anche peggio). Semplicemente, in soldoni, con più punti di infulcro è più facile coniugare un buon comportamento in frenata e una buona resa in pedalata.
Quarto e ultimo, dato che comunque in nessun caso la sospensione si blocca usando il freno post. (nè ci arriva vicino!), ciò che conta nel modo reale è la sensibilità personale: ci sono ottimi bikers ai quali dà pochissimo fastidio al punto di far fatica a notarlo, così come altri per cui è un problema fastidiosissimo.

Carlettorusso
Carlettorusso

non sono molto daccordo, i monocross, che poi in realtà in questo caso sarebbe più corretto parlare di 4 bracci o monocorss con sistema a bracci e bielle, sono solitamente i più neutrali in frenata (se presi in valori teorici) con valori di antirise molto vicini al 100%. Il problema è che la forcella tende a comprimersi in frenata e dunque nelle staccate violente vengono alterate le geometrie, dunque il valore teorico del solo posteriore va a farsi benedire e diventa un valore di poco significato. Il valore di antirise dunque è da vedere in base alla capacità della forcella di non affondare in discesa, dai gusti personali e dalla pendenza. In una discesa ripida un valore di antirise molto elevato (antirise sopra il 100%, dunque sospensione che tende a comprimersi) aiuta a mantenere le geometrie della bici più costanti, mentre in una staccata in piano in un tratto sconnesso fa sembrare la bici inchiodata e rigida dato che l’ammo lavora nella parte dura di corsa. Un telaio con antirise basso (sotto al 100%), tipico principalmente dei 4 bracci con giunto horst, in discese ripide fa estendere l’ammo e fa chiudere ulteriormente l’angolo sterzo compremettendo le geometrie, mentre in tratti scassati in piano, o falso piano, fa sembrare molto attiva la sospensione poichè l’ammo resta sempre nella prima metà di corsa, la più sensibile. Dunque è una cosa da vedere caso per caso, a seconda delle preferenze di chi guida e terreni affrontati, inutile generalizzare secondo me.

rockarolla
rockarolla

Col mio post intendevo solamente sfatare alcuni miti sul comportamento in frenata delle sospensioni posteriori, principalmente quello che un monocross (utilizzo monocross come sinonimo di monopivot in quanto ai fini di questo tipo di analisi la presenza o meno di link di attuazione dell’ammortizzatore è quasi inifluente, se non relativamente a quanto si indurisce la sospensione con una compressione di X mm dell’ammo, ma non relativamente all’entità di questa compressione). Non ho introdotto la variabile del cambiamento di assetto dovuto ai trasferimenti di carico volutamente, perchè il mio intento non era quello di fare una trattazione approfondita ma di smentire l’antinomia monocross che si blocca/Horst che rimane attivo mostrando come i risultati possano pesantemente variare a seconda del progetto. Il tuo è un approfondimento sugli effetti concreti che questo fenomeno ha nel mondo reale; sulla necessità di contestualizzare avevo fatto una accenno alla fine del post, riferendomi alla sensibilità personale (anche se non avevo accennato alla diversa espressione del fenomeno in base alla pendenza); sulla neutralità che una certa compressione del carro può portare avevo accennato dicendo che un carro che in frenata si estende crea scompensi peggiori. Sul generalizzare, infine, posso solo dire che l’intento del mio post era proprio quello di mostrare che fosse assurdo farlo… In sostanza, non volevo addentrarmi nelle conseguenze della compressione indotta dalla frenata, ma smantellarne gli stereotipi sulle differenze che ha a seconda della tipologia di schema sospensivo. Sul fatto che un sistema ad infulcro virtuale offra maggiori possibilità di determinare separatamente il… Read more »

Carlettorusso
Carlettorusso

si, il mio intervento ”non sono molto daccordo” era più per approfondimento che altro, mi piace discutere anche di cose un po’ più tecniche negli articoli, è una noia leggere sempre solo commenti sulla bellezza estetica e il prezzo…….. così mi sono “allacciato” al tuo commento 😉

xzy
xzy

Nonostante le riflessioni e gli sforzi di estrapolare le dinamiche che intervengono nel pedal kickback, a tutt’oggi la questione non è del tutto chiara.
Riporto uno stralcio epistolare tratto da MountainbikeAction di questo mese:

“Sono un ex ingegnere aerospaziale ma se mi impegno a ragionare sulle forze in essere in una sospensione non riesco a dimostrare purtroppo come in certi casi la frenata possa influire sul lavoro del carro. Avete possibilità di dimostrarmelo voi ?”
Risposta della redazione di MTBA.:
“Vale lo stesso per noi, nonostante l’estrazione tecnica di carattere meccanico, e quindi speriamo che qualche tuo collega intervenga e lo faccia al più presto, così da aiutare in questo anche le case produttrici in effetti più bisognose in tal senso, vista la criticità del rimbalzare sugli ostacoli in discesa, ovvero proprio nel momento in cui di presa sul fondo ne servirebbe di più….”

rockarolla
rockarolla

@xzy: non sono per niente d’accordo. Le dinamiche sono chiare, semmai il problema è riuscire a trovare un equilibrio all’interno delle molteplici interazioni tra i diversi fattori nelle diverse situazioni. Come scriveva Marcopazzo nel suo post poco sopra, ci sono casi in cui una certa quantità di brake jack è utile ai fini del mantenimento dell’assetto, altri in cui invece un comportamento neutro è più indicato (il tutto declinato in vari “gradi” a seconda del percorso per quanto riguarda pendenza, fondo etc.), senza contare sensibilità e preferenze personali. Insomma per quanto sia chiaro cosa succede alla sospensione posteriore durante l’azione del relativo freno (e anche il come e il perchè), non c’è un’interpretazione univoca degli effetti che ha sulla guida nè ricetta valida in ogni contesto per minimizzare gli inconvenienti e massimizzare i vantaggi di questo fenomeno. A tale proposito faccio notare come la compressione della sospensione in frenata sia di solito unicamente vista come cosa negativa, ignorando il fatto che aiuti a contenere gli scompensi geometrici dovuti ai trasferimenti di carico (il che mi pare sia indiscutibilmente cosa buona); questo a sua volta fa riflettere sulla disinformazione e sull’uso strumentale della cosa che viene fatto a fini commerciali. Un nome su tutti, Specialized. Quanto a MBA, pur essendone un lettore abbastanza assiduo, penso che gli argomenti più tecnici e scientifici come questo vengano tendenzialmente trattati con un certo attaccamento a quei vecchi luoghi comuni su cui è radicata la tecnologia dell’industria della mtb (un altro esempio di approssimzione tecnica… Read more »

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Varne In che senso la distribuzione delle forze sarebbe peggiore? Sul fronte del peso hanno tirato giù un buon mezzo kilo rispetto ai modelli 2014. Non è poco…

@Arma Certo che è un monocross!

Varne
Varne

Quando avevano introdotto il full-floatter sbandieravano come primo pregio il poter limitare gli stress a zone già molto sollecitate come top tube o l’obliquo….. adesso si ritorna ad un classico monocross a 4 braccia (e a mio avviso la semplicità del nuovo telaio è anche il motivo, o almeno uno dei motivi, per cui queste nuove commencal costano “poco”).
Sul versante peso ok hanno tirato giù 1/2 chilo, ma la mia commencal meta 29 (che nel 2012 a listino stava a 5000 euro) montata bene sta attorno ai 15kg…. decisamente un peso non da top di gamma. Poi ripeto ben venga la solidità a discapito del peso, ma le concorrenti a parità di listino stanno a 2kg in meno….

Non so a me sembra che Commencal abbia fatto un passo indietro. Anche se passerò ad un’altra bici la mia Meta tuttora mi piace moltissimo come linea, queste nuove mi sembrano anonime, già viste. Secondo me avrebbero fatto bene a migliorare i tanti piccoli difetti della ormai vecchia serie (limare il peso con un sensato studio su dove si poteva alleggerire il mezzo e magari tirare fuori una versione top in carbonio, passaggio ruota sui foderi bassi, possibilità di montare su tutta la linea meta mono con piggyback o a volume d’aria maggiorato, passaggio cavi interni più umano in particolare quello del telescopico, ecc). Invece a quanto pare preferiscono puntare a produrre bici “sempliciotte” senza particolari tecnologie dietro ma a prezzi bassi….

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Varne
Per quanto riguarda il minore stress su determinate zone sarà anche vero, ma di telai con l’ammo fissato sul TT o sull’obliquo ce ne sono a bizzeffe e non è che di norma si rompano.
Il vecchio telaio era anch’esso un monocross assistito. Il fatto che fosse di tipo float secondo me non lo rendeva intrinsecamente più evoluto, più funzionale o più costoso (non credo che ancorare l’ammo al carro costi di più che ancorarlo al triangolo principale).
Immagino che quando paragoni peso e costo delle concorrenti ti riferisci ai marchi che vendono on-line…
Ho visto la correzione mandata dal progettista per quanto riguarda l’angolo sella: evidentemente non ci ero andato tanto lontano quando dicevo che bisognava vedere come era stato misurato 🙂

vanbenno
vanbenno

Molto belle…. si acquistano solo on line?
In italia quando?

barbasma
barbasma

molto interessanti e prezzo molto interessante per la top di gamma…

sulle altre avere una forca da 32 mi pare un po assurdo…

Arma
Arma

@Mauro Franzi Ma scusa, il fodero inferiore non arriva al mozzo: c’è un ulteriore snodo che, almeno virtualmente, non rende la traiettoria della ruota circolare. Poi capisco che il movimento sia di fatto pressoché nullo ma almeno teoricamente…

Arma
Arma

Ah, no, come non detto. Ho guardato meglio e ho capito.

Waugh
Waugh

Bella…aldilà del prezzo basso in confronto ad altre case con gli stessi componenti, il telaio e le colorazioni sono veramente belli. Io posseggo, oltre ad una Jekyll, una hardtail Commencal da 120 mm di escursione, upgradata con una Revelation da 140mm…è indistruttibile e da un senso di solidità incredibile. Bravi Bravi veramente.

AleCast73VA
AleCast73VA

mamma mia è bellissima!

docktormura
docktormura

13.3 in alluminio…. Direi che non c’è da rimpiangere il carbonio !!!

luca.pejrani
luca.pejrani

Mi sembra lunga e bassa. Sembra anche a voi? È una scelta particolare di Commencal o la nuova tendenza?

luca.pejrani
luca.pejrani

Comunque mi piace!

Mirko bru
Mirko bru

Mi sembra ci sia un pò di confusione nell’allestimento: la Origin monta una Marzocchi da 35 mm e 160 di escursione, poi la Essential una Revelation con steli da 32 mm ( ????) e 150 di escursione. Su una enduro “rivoluzionaria” mi sembra una scelta discutibile. Conosco e uso entrambe le forcelle ( la 350 è una “variante” della 55), ma sulla bici da enduro la Revelation non ce la voglio…

dcpestela5013
dcpestela5013

@ michele mondini. sul pedalato funziona bene anche senza attivare il propedal oppure bobba ? Sarebbe interessante anche sapere se si sente il bisogno di una forcella abbassabile in salita oppure sale bene anche con i 160 mm di escursione? La Origin con la marza 350 r a molla semplice semplice mi attizza parecchio

antonio l
antonio l

Da possessore di Meta 55 2010 mi sto guardando in giro per una bici un po’ più discesistica e mi incuriosisce questa nuova commencal. Tutte le discussioni sopra più altri commenti sentiti in giro mi scoraggiano un po’ e mi fanno pensare ad una bici un po’ difficile o comunque per i più smaliziati (v.monocross e comportamento in frenata…).
Chi la ha provata (ma sono già in vendita? altrimenti mi rivolgo all’autore) può commentare/paragonare alla mia Meta 55 se la hai provata?