Pedali: agganci vs flat

Pedali: agganci vs flat

Daniel Naftali, 04/04/2017
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Daniel Naftali, 04/04/2017

Uno dei temi sempre caldi, soprattutto tra i biker neofiti, è quello dei pedali: meglio gli agganci oppure i flat? Sentendo persone diverse si sentono opinioni contrastanti, da chi non si sognerebbe mai di andare in bici con il piede vincolato a chi non potrebbe mai rinunciare al piede fermo per poter tirare in salita. E poi c’è anche chi usa l’uno o l’altro sistema a seconda della bici…

Insomma la confusione è tanta. Quest’oggi vorremmo fare un po’ di chiarezza sull’argomento, partendo da un pressupposto: nessuno dei due sistemi è meglio dell’altro, sono due soluzioni diverse entrambe valide.

Pedale con aggancio

Il pedale con aggancio è un pedale con un meccanismo in grado di agganciare la scarpa su di esso, un po’ come avviene con gli scarponi e gli sci. Questo tipo di pedali prevede l’uso di scarpe dedicate sulla cui suola possono essere avvitate le specifiche tacchette dei pedali.

Ogni marca di pedale utilizza la sua specifica tacchetta e non è quindi possibile utilizzare tacchette di marche diverse rispetto al pedale. L’unica eccezione è il sistema Shimano SPD che viene utilizzato oltre che dalla casa casa giapponese anche da altri brand.

L’attacco per la tacchetta da mountain bike è diversa da quello da strada. Le scarpe da MTB hanno due binari al cui interno è presente una piastra con 2 o 4 fori filettati. Le tacchette si attaccano con due viti e la loro posizione si può regolare facendo scorrere la piastra e stringendo le viti. Le scarpe per bici da corsa hanno invece 3 viti di fissaggio.

I meccanismi di aggancio da mtb sono pensati per potersi sganciare con maggior facilità in caso di bisogno (ed è normale sganciare il piede e dare una “zampata” ogni tanto), quelli da strada per avere il piede quanto più fermo possibile, non sono quindi adatti ad un uso fuori strada.

Il pedale flat

Il pedale flat o pedale “libero” è invece pensato per far appoggiare il piede su di esso senza alcun vincolo meccanico. La scarpa appoggia sul pedale ed è tenuta ferma dai “pin” delle vere e proprie vitine che si conficcano nella suola della scarpa ed evitano che il piede possa scivolare durante le discese o i tratti più sconnessi.

Quello che infatti caratterizza un pedale da mountain bike sono proprio i pin, quelle vitine che sporgendo dal pedale assicurano il giusto grip con la scarpa. Tutti i pedali senza pin vanno bene per andare a prendere il pane o andare al parco, ma per un uso mtb non sono adatti. Non sempre con le bici entry level vengono forniti dei pedali adatti, ma non preoccupatevi: già con ben meno di 50€ si possono trovare dei validi pedali con i pin.

Sui pedali flat possono in teoria essere usate tutti i tipi di scarpe, ma ci sono scarpe specifiche pensate per massimizzare il grip tra scarpa e pedale. I pin si conficcano nella morbida suola e l’unico modo per svincolare il piede è quello di tirare verso l’alto. Il segreto di queste scarpe è il materiale della suola, in gomma super morbida e piuttosto liscia, per assicurare che tutti i pin facciano presa contemporaneamente e si conficchino a dovere.

In alternativa a scarpe specifiche da pedale flat si possono usare delle scarpe da skate con la suola liscia. Non si avrà lo stesso grip di una scarpa specifica, ma se siamo a corto di soldi (magari perchè li abbiamo investiti in un buon casco o altre protezioni) è una valida alternativa  economica e comunque più sicura e performante di una scarpa qualsiasi.

Le scarpe con suola scolpita (es scarponcini da trekking o scarpe da trail running) non sono il massimo in termini di grip. Vanno bene per giri dove bisogna portare tanto la bici a spalla, ma a causa della scolpitura della suola non tutti i pin riescono a far presa. Di conseguenza il grip e la stabilità del pedale in discesa sono carenti.

Flat vs agganci: quale scegliere?

Questa è la domanda da un milione di dollari… Come anticipato all’inizio non c’è una soluzione migliore dell’altra, tutto dipende dalle esigenze, dalle proprie preferenze, dalle proprie paure, dalla disciplina praticata.

Per chi pratica XC o marathon ad esempio e punta ad una buona prestazione in salita, l’aggancio è praticamente una scelta obbligata. Chi invece pedalata per puro divertimento può scegliere in base ai propri gusti: se sfruttare i benefici in pedalata dell’aggancio o se preferire la libertà del flat.

E’ infatti in salita e sul pedalato in generale che i pedal con aggancio danno i maggiori benefici. Il fatto di avere i piedi bloccati meccanicamente al pedale significa che, oltre a spingere verso il basso, si può anche tirare verso l’alto.

Che cosa significa in soldoni? Avere due piedi che lavorano invece di uno permette di avere una pedalata molto più rotonda. Nella pedalata ci sono diversi dei punti morti.  La spinta sui pedali non è infatti costante: quando il pedale è ad ore 3 si ha il massimo della spinta, ma quando è ad ore 6 e 12 la spinta è nulla. Ad ore 9 la spinta viene invece esercitata dal pedale opposto. Con i piedi agganciati è possibile mitigare questi punti morti, tirando con il piede opposto verso l’alto quando la spinta verso il basso dell’altro piede si riduce.
Il risultato? Con i pedali con gli agganci la spinta che arriva alla ruota è più costante e regolare, mentre con i flat la spinta è “ad impulsi”.

Il beneficio di una spinta regolare si ha in tutte le situazioni di scarsa aderenza, quando si sale al limite del grip. Con una potenza erogata ad impulsi, magari bruschi, è più facile che la ruota perda trazione. Se la spinta è regolare e costante la ruota slitterà con maggior difficoltà. Inoltre si usano diversi muscoli della gamba, con conseguente meno affaticamento di un muscolo specifico.

Il beneficio del pedale flat è quello di avere il piede libero. Non avere il piede vincolato alla bicicletta è sinonimo di sicurezza per molti, significa poter saltar via dalla bici in caso di necessità, significa poter appoggiare il piede se in curva o su di una contropendenza se scappa la ruota. E’ innegabile che a livello di feeling il pedale flat dia più sicurezza, soprattutto per chi è all’inizio o non è abituato al pedale agganciato.

Cadere e potersi divincolare facilmente dalla bici è un beneficio irrinunciabile per molti e nessuno può certo dargli torto.

Principiante: meglio flat o spd?

Una delle domande più comuni che mi vengono poste da chi inizia è: meglio cominciare con i flat o si può partire subito con gli agganci?

Partiamo da una premessa: non è per forza di cose obbligatorio usare gli agganci. Lo è se si praticano discipline in cui la performance in salita è preponderante, quindi se si fanno gare di xc o marathon, ma se si gira per il solo gusto di girare, chi ci vieta di usare i flat?

Detto ciò è però evidente che in salita i benefici degli agganci ci siano e che possano fare la differenza su giri lunghi o sui tratti di salita più impegnativa.

Personalmente ritengo che, per chi sia avvicina alle ruote grasse, la scelta migliore sia partire con i flat. Uno dei principali problemi della mountain bike è la paura, soprattutto in discesa. La paura di cadere aumenta se si hanno i piedi vincolati ed ecco che ci si trova bloccati, ci si trova a scendere a piedi perchè non ci si sente liberi di appoggiare il piede quando si vuole. Per carità, se uno ha paura ha paura anche con i flat, però avere i piedi bloccati è un’aggravante che può essere una forte limitazione a quell’osare un filino oltre i propri limiti che poi porta a migliorarsi ed a progredire nella tecnica.

Inoltre il piede libero insegna a lavorare correttamente di gambe, a muovere come si devone le caviglie e le gambe per assorbire le asperità del terreno ed evitare di essere disarcionati dalla bici. Il flat insegna a saltare correttamente, a pompare la bici sul kick per evitare di perderla da sotto il sedere, a non tirarsi su la bici con gli agganci quando si fanno i bunny hop. Il flat insomma insegna a guidare in maniera attiva. Ecco che quindi il flat è molto più propedeutico ad acquisire una buona tecnica, molto meglio dell’aggancio che porta ad abitudini sbagliate che poi diventa molto difficile togliersi.

Per questi motivi consiglio sempre ai principianti di partire con il flat, indipendentemente dalla disciplina praticata. Chiaramente chi si orienterà su specialità più pedalate dovrà poi passare agli agganci, ma comunque acquisirà sin da subito delle buone basi a livello di tecnica che poi si porterà anche nel momento in cui smonta il pedale libero.

I primi pedali con gli agganci

Quando si decide di passare ai pedali con gli agganci l’approccio può essere traumatico. Avere il piede bloccato non è facile e si deve cercare di ridurre al minimo gli effetti collaterali.

La prima scelta da fare è quella di acquistare dei pedali con la forza di sgancio regolabile. Non tutti su tutti i pedali si può regolare e all’inizio è meglio impostare una forza di sgancio minima, giusto per prendere confidenza con il meccanismo ed acquisire l’automatismo dello sgancio, anche in caso di caduta.

Consiglio poi di scegliere dei pedali con una discreta piattaforma, giusto per avere un buon punto d’appoggio se non si riuscisse ad agganciare al primo colpo.

In genere per sganciare bisogna ruotare il piede verso l’esterno. Esistono delle tacchette su alcuni modelli (Shimano ad esempio) che permettono di sganciare anche tirando con forza verso l’alto. Possono essere molto utili nella fase di apprendimento.

Che sia flat o che sia aggancio, quello che è veramente importante è fare la scelta giusta per noi stessi. Non ha senso prendere gli agganci e farsi tutti i passaggi tecnici a piedi per la paura di cadere solo perchè l’aggancio è più cool, aiuta in salita o perchè ce l’hanno gli amici. La scelta dell’uno o dell’altro pedale deve essere ponderata sulle proprie esigenze, sui propri gusti, dev’essere la soluzione che ci permette di divertirci quanto più possibile in bici, senza patemi o paure inutili.