Pedali: agganci vs flat

Pedali: agganci vs flat

04/04/2017
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04/04/2017

Uno dei temi sempre caldi, soprattutto tra i biker neofiti, è quello dei pedali: meglio gli agganci oppure i flat? Sentendo persone diverse si sentono opinioni contrastanti, da chi non si sognerebbe mai di andare in bici con il piede vincolato a chi non potrebbe mai rinunciare al piede fermo per poter tirare in salita. E poi c’è anche chi usa l’uno o l’altro sistema a seconda della bici…

Insomma la confusione è tanta. Quest’oggi vorremmo fare un po’ di chiarezza sull’argomento, partendo da un pressupposto: nessuno dei due sistemi è meglio dell’altro, sono due soluzioni diverse entrambe valide.

Pedale con aggancio

Il pedale con aggancio è un pedale con un meccanismo in grado di agganciare la scarpa su di esso, un po’ come avviene con gli scarponi e gli sci. Questo tipo di pedali prevede l’uso di scarpe dedicate sulla cui suola possono essere avvitate le specifiche tacchette dei pedali.

Ogni marca di pedale utilizza la sua specifica tacchetta e non è quindi possibile utilizzare tacchette di marche diverse rispetto al pedale. L’unica eccezione è il sistema Shimano SPD che viene utilizzato oltre che dalla casa casa giapponese anche da altri brand.

L’attacco per la tacchetta da mountain bike è diversa da quello da strada. Le scarpe da MTB hanno due binari al cui interno è presente una piastra con 2 o 4 fori filettati. Le tacchette si attaccano con due viti e la loro posizione si può regolare facendo scorrere la piastra e stringendo le viti. Le scarpe per bici da corsa hanno invece 3 viti di fissaggio.

I meccanismi di aggancio da mtb sono pensati per potersi sganciare con maggior facilità in caso di bisogno (ed è normale sganciare il piede e dare una “zampata” ogni tanto), quelli da strada per avere il piede quanto più fermo possibile, non sono quindi adatti ad un uso fuori strada.

Il pedale flat

Il pedale flat o pedale “libero” è invece pensato per far appoggiare il piede su di esso senza alcun vincolo meccanico. La scarpa appoggia sul pedale ed è tenuta ferma dai “pin” delle vere e proprie vitine che si conficcano nella suola della scarpa ed evitano che il piede possa scivolare durante le discese o i tratti più sconnessi.

Quello che infatti caratterizza un pedale da mountain bike sono proprio i pin, quelle vitine che sporgendo dal pedale assicurano il giusto grip con la scarpa. Tutti i pedali senza pin vanno bene per andare a prendere il pane o andare al parco, ma per un uso mtb non sono adatti. Non sempre con le bici entry level vengono forniti dei pedali adatti, ma non preoccupatevi: già con ben meno di 50€ si possono trovare dei validi pedali con i pin.

Sui pedali flat possono in teoria essere usate tutti i tipi di scarpe, ma ci sono scarpe specifiche pensate per massimizzare il grip tra scarpa e pedale. I pin si conficcano nella morbida suola e l’unico modo per svincolare il piede è quello di tirare verso l’alto. Il segreto di queste scarpe è il materiale della suola, in gomma super morbida e piuttosto liscia, per assicurare che tutti i pin facciano presa contemporaneamente e si conficchino a dovere.

In alternativa a scarpe specifiche da pedale flat si possono usare delle scarpe da skate con la suola liscia. Non si avrà lo stesso grip di una scarpa specifica, ma se siamo a corto di soldi (magari perchè li abbiamo investiti in un buon casco o altre protezioni) è una valida alternativa  economica e comunque più sicura e performante di una scarpa qualsiasi.

Le scarpe con suola scolpita (es scarponcini da trekking o scarpe da trail running) non sono il massimo in termini di grip. Vanno bene per giri dove bisogna portare tanto la bici a spalla, ma a causa della scolpitura della suola non tutti i pin riescono a far presa. Di conseguenza il grip e la stabilità del pedale in discesa sono carenti.

Flat vs agganci: quale scegliere?

Questa è la domanda da un milione di dollari… Come anticipato all’inizio non c’è una soluzione migliore dell’altra, tutto dipende dalle esigenze, dalle proprie preferenze, dalle proprie paure, dalla disciplina praticata.

Per chi pratica XC o marathon ad esempio e punta ad una buona prestazione in salita, l’aggancio è praticamente una scelta obbligata. Chi invece pedalata per puro divertimento può scegliere in base ai propri gusti: se sfruttare i benefici in pedalata dell’aggancio o se preferire la libertà del flat.

E’ infatti in salita e sul pedalato in generale che i pedal con aggancio danno i maggiori benefici. Il fatto di avere i piedi bloccati meccanicamente al pedale significa che, oltre a spingere verso il basso, si può anche tirare verso l’alto.

Che cosa significa in soldoni? Avere due piedi che lavorano invece di uno permette di avere una pedalata molto più rotonda. Nella pedalata ci sono diversi dei punti morti.  La spinta sui pedali non è infatti costante: quando il pedale è ad ore 3 si ha il massimo della spinta, ma quando è ad ore 6 e 12 la spinta è nulla. Ad ore 9 la spinta viene invece esercitata dal pedale opposto. Con i piedi agganciati è possibile mitigare questi punti morti, tirando con il piede opposto verso l’alto quando la spinta verso il basso dell’altro piede si riduce.
Il risultato? Con i pedali con gli agganci la spinta che arriva alla ruota è più costante e regolare, mentre con i flat la spinta è “ad impulsi”.

Il beneficio di una spinta regolare si ha in tutte le situazioni di scarsa aderenza, quando si sale al limite del grip. Con una potenza erogata ad impulsi, magari bruschi, è più facile che la ruota perda trazione. Se la spinta è regolare e costante la ruota slitterà con maggior difficoltà. Inoltre si usano diversi muscoli della gamba, con conseguente meno affaticamento di un muscolo specifico.

Il beneficio del pedale flat è quello di avere il piede libero. Non avere il piede vincolato alla bicicletta è sinonimo di sicurezza per molti, significa poter saltar via dalla bici in caso di necessità, significa poter appoggiare il piede se in curva o su di una contropendenza se scappa la ruota. E’ innegabile che a livello di feeling il pedale flat dia più sicurezza, soprattutto per chi è all’inizio o non è abituato al pedale agganciato.

Cadere e potersi divincolare facilmente dalla bici è un beneficio irrinunciabile per molti e nessuno può certo dargli torto.

Principiante: meglio flat o spd?

Una delle domande più comuni che mi vengono poste da chi inizia è: meglio cominciare con i flat o si può partire subito con gli agganci?

Partiamo da una premessa: non è per forza di cose obbligatorio usare gli agganci. Lo è se si praticano discipline in cui la performance in salita è preponderante, quindi se si fanno gare di xc o marathon, ma se si gira per il solo gusto di girare, chi ci vieta di usare i flat?

Detto ciò è però evidente che in salita i benefici degli agganci ci siano e che possano fare la differenza su giri lunghi o sui tratti di salita più impegnativa.

Personalmente ritengo che, per chi sia avvicina alle ruote grasse, la scelta migliore sia partire con i flat. Uno dei principali problemi della mountain bike è la paura, soprattutto in discesa. La paura di cadere aumenta se si hanno i piedi vincolati ed ecco che ci si trova bloccati, ci si trova a scendere a piedi perchè non ci si sente liberi di appoggiare il piede quando si vuole. Per carità, se uno ha paura ha paura anche con i flat, però avere i piedi bloccati è un’aggravante che può essere una forte limitazione a quell’osare un filino oltre i propri limiti che poi porta a migliorarsi ed a progredire nella tecnica.

Inoltre il piede libero insegna a lavorare correttamente di gambe, a muovere come si devone le caviglie e le gambe per assorbire le asperità del terreno ed evitare di essere disarcionati dalla bici. Il flat insegna a saltare correttamente, a pompare la bici sul kick per evitare di perderla da sotto il sedere, a non tirarsi su la bici con gli agganci quando si fanno i bunny hop. Il flat insomma insegna a guidare in maniera attiva. Ecco che quindi il flat è molto più propedeutico ad acquisire una buona tecnica, molto meglio dell’aggancio che porta ad abitudini sbagliate che poi diventa molto difficile togliersi.

Per questi motivi consiglio sempre ai principianti di partire con il flat, indipendentemente dalla disciplina praticata. Chiaramente chi si orienterà su specialità più pedalate dovrà poi passare agli agganci, ma comunque acquisirà sin da subito delle buone basi a livello di tecnica che poi si porterà anche nel momento in cui smonta il pedale libero.

I primi pedali con gli agganci

Quando si decide di passare ai pedali con gli agganci l’approccio può essere traumatico. Avere il piede bloccato non è facile e si deve cercare di ridurre al minimo gli effetti collaterali.

La prima scelta da fare è quella di acquistare dei pedali con la forza di sgancio regolabile. Non tutti su tutti i pedali si può regolare e all’inizio è meglio impostare una forza di sgancio minima, giusto per prendere confidenza con il meccanismo ed acquisire l’automatismo dello sgancio, anche in caso di caduta.

Consiglio poi di scegliere dei pedali con una discreta piattaforma, giusto per avere un buon punto d’appoggio se non si riuscisse ad agganciare al primo colpo.

In genere per sganciare bisogna ruotare il piede verso l’esterno. Esistono delle tacchette su alcuni modelli (Shimano ad esempio) che permettono di sganciare anche tirando con forza verso l’alto. Possono essere molto utili nella fase di apprendimento.

Che sia flat o che sia aggancio, quello che è veramente importante è fare la scelta giusta per noi stessi. Non ha senso prendere gli agganci e farsi tutti i passaggi tecnici a piedi per la paura di cadere solo perchè l’aggancio è più cool, aiuta in salita o perchè ce l’hanno gli amici. La scelta dell’uno o dell’altro pedale deve essere ponderata sulle proprie esigenze, sui propri gusti, dev’essere la soluzione che ci permette di divertirci quanto più possibile in bici, senza patemi o paure inutili.

 

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VecchiaSlayer
VecchiaSlayer

Ho sempre girato con i flat …
mi sto facendo convincere da un amico a passare agli agganci ….
la cosa strana e’ che quel che mi attira degli agganci nn e’ tanto il miglorare le performance in salita (i quasi 15 kg della bici da cui deriva il mio nickname credo si sentiranno comunque) , ma sentirmi piu’ sicura sui salti, infatti piu’ di una volta mi e’ capitato di “perdere la bici” in aria e di cadere in maniera rovinosa. Sicuramente e’ una questione di tecnica, ma andando in bici per divertirmi volevo capire se poteva essere un acquisto sensato o se e’ meglio che mi compro le five ten 😉

Cino636
Cino636

Da vecchio utilizzatore di flat e 5.10 un anno fa’ sono passato ai Time MX e 5.10 con attacchi…

In 2 settimane passa l’angoscia ed adesso stinchi e tempi in discesa ringraziano 😀

AlfreDoss
AlfreDoss

Assolutamente sì, coi pedali a sgancio corri molto meno il rischio di perdere la bici di sotto.

l.j.silver
l.j.silver

compra le five ten , non è una buona idea affidarsi agli agganci per migliorare sui salti, si rischiano brutte sorprese

Kranio
Kranio

Quello che ti succede è un problema di coordinamento di tutte le tue componenti motorie nei salti, nel tuo caso a mio modesto parere gli agganci non sono in alcun modo utile.
Devi affinare i movimenti, il bilanciamento nei salti deve essere completamente naturale, ti consiglio di riprendere quelli più bassini finché non ti senti a tuo agio e non ti succede più di perdere la bici. poi procedi con quelli più grossi.

vaff
vaff

Credo di essere tra i pochi che li usano entrambe. La mia esperienza in sintesi è la seguente:
gli Spd funzionano meglio nel pedalato perchè stancano meno i muscoli delle gambe, sfruttando una pedalata più completa. I flat sono preferibili in discesa perchè offrono un pò di sicurezza in più, sopratutto nella velocità di messa del piede a terra. Dopo anni di flat e alcuni di Spd, nelle discese scassate quest’ultimi non mi trasmettono la fiducia dei flat.
Tra le due soluzioni, per chi ha problemi articolari, forse i flat sono preferibili perchè consentono una libertà angolare praticamente infinita, e spesso ci si adatta su di essi in maniera del tutto intuitiva. Viceversa, per poter prevenire dolori, gli Spd richiedono una messa a punto della posizione e delle tacchette pressochè perfetta, perchè anche la minima variazione rischia di trascinarsi in un movimento ciclico fisso e vincolato per le articolazioni di gambe e piedi

devo.d
devo.d

Nel mio caso, più che in salita, la sicurezza che ho ottenuto con i pedali a sgancio in discesa mi porta a non riuscire più ad usare pedali flat, oltre ad avere un aggancio molto solido, mi permettono un migliore conduzione della bici , senza problemi in caso di eventuale improvviso sgancio e vi posso assicurare non sono mai rimasto agganciato durante scivolate o cadute.

Oltrepatri
Oltrepatri

Io ho avuto la stessa esperienza. Quando ho iniziato ad andare in bici avevo una bici con cui facevo prevalentemente discesa con i pedali flat ma non ho mai avuto confidenza al 100% con la presa del piede nonostante pedali e scarpe di buona qualità e soprattutto non sempre sentivo di appoggiare il piede nella posizione giusta. Dopo qualche hanno ho cambiato i pedali e ora uso gli SPD indistintamente sulla Full così come sulla XC. Con la full mi sono fatto parecchie discese tecniche e devo dire che mi sento veramente molto più sicuro e ogni volta che mi aggancio so che il piede è già nella posizione che mi è più comoda. Poi l’ importante è la regolazione della tensione. Se non si stringe troppo, i piedi si possono staccare con facilità in caso di emergenza (per dare un zampata per terra) e comunque anche io non sono mai rimasto agganciato in caso di caduta. I pedali Shimano ti permettono di staccare i piede tirando verso l’ alto con molta forza. L’ unica menata dei pedali SPD è quando c’è molto fango di tipo argilloso. se appoggi il piede e si incolla il fango sulla scarpa poi diventa difficile ritrovare l’ aggancio.

mikiko

[QUOTE="vaff, post: 8109655, member: 216039"]Tra le due soluzioni, per chi ha problemi articolari, forse i flat sono preferibili perchè consentono una libertà angolare praticamente infinita, e spesso ci si adatta su di essi in maniera del tutto intuitiva. Viceversa, per poter prevenire dolori, gli Spd richiedono una messa a punto della posizione e delle tacchette pressochè perfetta, perchè anche la minima variazione rischia di trascinarsi in un movimento ciclico fisso e vincolato per le articolazioni di gambe e piedi[/QUOTE]

Quoto alla grande. Io avevo riallineato le tacchette, dopo un pò di tempo, e sono stati dolori atroci!

mikiko

[QUOTE="vaff, post: 8109655, member: 216039"]Tra le due soluzioni, per chi ha problemi articolari, forse i flat sono preferibili perchè consentono una libertà angolare praticamente infinita, e spesso ci si adatta su di essi in maniera del tutto intuitiva. Viceversa, per poter prevenire dolori, gli Spd richiedono una messa a punto della posizione e delle tacchette pressochè perfetta, perchè anche la minima variazione rischia di trascinarsi in un movimento ciclico fisso e vincolato per le articolazioni di gambe e piedi[/QUOTE]

Quoto alla grande. Io avevo riallineato le tacchette, dopo un pò di tempo, e sono stati dolori atroci!

vaff
vaff

Dimenticavo: in anni di flat non mi è scappato mai una volta un pedale. I due “ingredienti segreti” sono pin e suole adatte (FiveTen)

salukkio

[QUOTE="vaff, post: 8109659, member: 216039"]Dimenticavo: in anni di flat non mi è scappato mai una volta un pedale. I due "ingredienti segreti" sono pin e suole adatte (FiveTen)[/QUOTE]

 

Purtroppo con le temperature rigide la suola si irrigidisce e la presa diminuisce.

Mr.Orange
Mr.Orange

Giro da 5 anni con gli spd (shimano e ora con i Mallett 2 CB). Beatamente in discesa li sgancio. Sarà un blocco psicologico, ma secondo me non sempre c’è il tempo del colpo di caviglia all’esterno per sganciarli.

Davidone
Davidone

Uso gli speedplay frog e ti consiglio di provarli se vuoi, visto che non hanno alcun meccanismo mobile di aggancio

jimmy27
jimmy27

Manca un dettaglio fondamentale, non tutti i pedali flat sono ugualmente “gripposi”
Facile prendere dei flat con pochi pin o peggio quelli con i pin arrotondati e non avere il giusto grip.
Andrebbe approfondito questo aspetto visto che per gli spd avete fatto un’analisi piu approfondita.

actdrum
actdrum

il problema della maggior parte di quelli che dicono “io coi flat non ci vado perchè mi scappa sempre il pedale” , è che non tutti hanno avuto l’accortezza di provare dei “buoni flat” uniti a “delle buone scarpe da flat”.
Se si paragona l’insieme flat+scarpe da ginnastica con spd+scarpe spd, è ovvio che come tenuta del piede spd da un impressione enormemente superiore.
Io con flat+shimano Am41 mi sento i piedi incollati ai pedali, ovviamente non come con gli spd, ma non ci manca cosi tanto e facendo i movimenti come devono essere fatti il piede rimane attaccato al pedale.

Bike Store Mtb Cafe
Bike Store Mtb Cafe

Non avete parlato abbastanza dei vantaggi degli spd in discesa però…
In downihill dove il pedalare è marginale li usa l’80% dei riders..

Bike Store Mtb Cafe
Bike Store Mtb Cafe

Non avete parlato abbastanza dei vantaggi degli spd in discesa però…

In downihill dove il pedalare è marginale li usa l'80% dei riders..

CapitanoApollo
CapitanoApollo

Dopo tanti anni con gli agganci (CB, eggbeater prima e candy adesso), continuo ad usarli anche ora che mi sono avvicinato alla disciplina Trail, e mi sgancio senza pensarci minimamente e con una facilità pari ai pedali flat. Alla fine è solo questione di pratica.

katoz1
katoz1

Crank Brothers the best

Danixele

Personalmente uso gli SPD.

Ho iniziato con degli Shimano  XT – Trail, ma attualmente ho cambiato e utilizzo degli Shimano Dx che mi danno una superficie d'appoggio maggiore in caso di ripartenze sullo scassato quando non si riesce ad agganciare alla prima.

Ho provato alcuni flat su bici test o a noleggio, ma non mi sono trovato a mio agio (vuoi anche scarpe non adatte, non utilizzando di mio i flat e quindi non avendole), non tanto per un discorso di performance, del quale non mi curo minimamente girando per diletto, ma in particolare in salite tecniche e mediamente scassatelle, dove con i flat il piede mi rimbalzava da tutte le parti e perdevo il contatto con i pedali, con i ovvi rischi del caso, oltre a spesso constringermi a fermarmi.

tylerdurden71
tylerdurden71

Se scappa il piede con i flat, se succede spesso, o c’è un problema con pedali o scarpe oppure una lacuna tecnica. In questo ultimo caso l’utilizzo degli spd non l’aggiusta ma nasconde il problema che rimarrà tale e quale. Per imparare i flat sono l’ideale in quanto non danno nessun aiuto ma bisogna avere un’adeguata impostazione in sella… poi quando si è padroni della tecnica si decide quali usare.

menollix
menollix

Anche secondo me si tratta di una questione di pratica.

Da anni uso praticamente solo SPD. Ormai lo sgancio, anche in situazioni di “emergenza” è praticamente automatico. Trovo più palloso piuttosto riagganciare quando si riparte su una salita ripida.

I flat li ho presi ed usati alcuni mesi… ma dopo essermi segnato i polpacci qualche volta a spingere la bici mi sono rotto il [email protected] e li ho tirati giù 😀

CapitanoApollo
CapitanoApollo

Per le ripartenze, con pedali Candy (quindi con piattaforma) e scarpe adeguate (da Enduro e non da XC) riparto bene perché se manco l’aggancio al primo colpo riesco comunque a pedalare senza problemi. Ci faccio anche le ripartenze in discesa scassata senza agganciare al primo colpo ed il piede rimane stabile.

frenco

Io in 8 anni di MTB non ho mai perso i pedali, e fino a poco tempo fa usavo dei Record OR, altro che flat con pin.

Quindi quoto Tyler.

Purtroppo con gli anni i vecchi Record si erano usurati e il piede scivolava, per questo son passato ai flat con pin.

Ma nonostante scivolasse non li ho comunque mai persi, certo faccio xc e cose tranquille, non faccio certo salti se non queri 20cm che posson capitare di piccoli gradini…

alberto g
alberto g

Bell’articolo come sempre.
Vi chiedo un consiglio: sto per acquistare i miei primi pedali flat per bici dh (sulla enduro ho gli SPD), mi date qualche consiglio su marca e modello? Bisogna spendere tanto o si trovano anche a prezzi ragionevoli? Quanti pin devono avere?
Pedali Hope F20 come vanno?
grazie

Buzzride
Buzzride

Personalmente mi sono sempre trovato bene con i pedali della Funn, dopo 2 anni con i Funndamental lo scorso anno sono passato ai Python (casusa piedone del 45). Entrambi costano il giusto, hanno dei pin ben posizionati e che non si svitano mai, poi cosa molto importante… sono ultra sottili. Ti sconsiglio quelli concavi perché a mio parere molto scomodi e con poco grip. Come già detto da molti le performance di un pedale flat dipendono al 50% dalla suola della scarpa!

tylerdurden71
tylerdurden71

Importante è che siano realmente Flat (senza parti rialzate al centro che fanno perdere l’aderenza) o ancor meglio leggermente concavi. Quelli che hai nominato vanno benissimo.

frenco
lollo72

Ci sarebbero anche pedali flat con attacchi o misti da un lato con attacco e dll’altro con i pin.
Vorrei però fare un accenno sulla pericolosità dei pin , con i pedali flat è vero che si ha il piede più libero , ma in certe situazioni quando scivola il pedale o nelle cadute e tutte le volte che non è la suola a far contatto , bè quei maledetti pin possono fare dei bei danni !

pagliao
pagliao

Parastinchi…..😀

lollo72

Spesso però è il polpaccio ed essere uncinato da pin !

AlfreDoss
AlfreDoss

[quote="VecchiaSlayer, post: 8109647"]Ho sempre girato con i flat …

mi sto facendo convincere da un amico a passare agli agganci ….

la cosa strana e' che quel che mi attira degli agganci nn e' tanto il miglorare le performance in salita (i quasi 15 kg della bici da cui deriva il mio nickname credo si sentiranno comunque) , ma sentirmi piu' sicura sui salti, infatti piu' di una volta mi e' capitato di "perdere la bici" in aria e di cadere in maniera rovinosa. Sicuramente e' una questione di tecnica, ma andando in bici per divertirmi volevo capire se poteva essere un acquisto sensato o se e' meglio che mi compro le five ten ;)[/quote]Assolutamente sì, coi pedali a sgancio corri molto meno il rischio di perdere la bici di sotto.

gargasecca

[QUOTE="CapitanoApollo, post: 8109801, member: 13757"]Per le ripartenze, con pedali Candy (quindi con piattaforma) e scarpe adeguate (da Enduro e non da XC) riparto bene perché se manco l'aggancio al primo colpo riesco comunque a pedalare senza problemi. Ci faccio anche le ripartenze in discesa scassata senza agganciare al primo colpo ed il piede rimane stabile.[/QUOTE]


Se vuoi una sensazione poi di maggior "appoggio", basta prendere i modelli superiori…oltre ai Candy ho gli Acid sulla vecchia Rocky…e ora ho i Mallet Enduro sulla nuova, certo non pesano poco (425gr la coppia) ma sono sicuramente migliori degli altri modelli che ho.

Cmq…non c' è una regola…se uno vuole stare agganciato o no sono fatti suoi…;-)

monster74
monster74

Io uso entrambi… MALLET tutta la vita. Anche in quella da corsa!

rockarolla
rockarolla

Certo usando scarpe adatte e pedali gripposi anche i flat possono dare buoni risultati, ma personalmente non mi ci sono mai trovato a mio agio e soprattutto sicuro come con il piede saldamente agganciato al pedale, nemmeno quando il mio interesse principale era l’enduro. Il rischio di non riuscire a sganciare in tempo in situazioni d’emergenza non l’ho mai percepito: sarà che ho iniziato ad usare gli SPD a 12 anni, ma una volta acquisito, il movimento di sgancio diventa così istintivo da non dover mai richiedere un intervento cosciente. Ovviamente parlo di discesa, in salita il confronto neanche si pone: per quanto validi possano essere scarpe e pedali, con i flat ci sono solo svantaggi.
Per un breve periodo, per curiosità, ho usato i flat sulla enduro, con scarpe e pedali di comprovata qualità. Ebbene, nonostante non mi sia mai scappato il piede, mi sono sempre sentito meno “integrato” con la bici, con ripercussioni negative su controllo e confidenza. L’unico vantaggio che ho riscontrato è che, sempre che si azzecchi l’appoggio iniziale, il piede è angolarmente bloccato, senza quel gioco laterale che per quanto utile per la salute delle ginocchia può risultare fastidioso sullo scassato. Ma per quello ci sono soluzioni tipo Mallet o affini…

kika
kika

Io ho cominciato con un paio di SPD Shimano per poi passare ai pedali acid della crank brother e poi hai Mallet 3 sempre agganciati.
Poi ho comprato un paio di Five Ten Maltese e le ho tenute senza gancio e sono passato ai flat.
Faccio principalmente giri cicloalpinistici e in discesa mi sento più tranquillo con il piede sganciato, il problema era che con il gancio Spd il piede appoggiava sempre nel punto di miglior equilibrio e quindi rischiavo di viaggiare con il piede agganciato anche nei punti più difficili, rischiando il nostra care il piede in tempo e di volare.
Certo in salita si fatica un po’ di più…
Ora sarei tentato di provare i pedali Crank Brothers one shot, qualcuno mi sa dare qualche informazione in più?

wally73
wally73

per me che con gli attacchi proprio non riesce a sbocciare l’amore. quali sono i migliori come sgancio??
shimano, CB, HT ??
tutte le volte che li ho provati sono sempre caduto in salita. in discesa coi flat mai perso un piede…
basta tenere le punte leggermente verso l’alto…

Superdino
Superdino

dopo quasi 15 anni di flat , per curiosità ho provato i time atac e mi sono trovato fin da subito bene .
come spiegato nell’articolo ogni pedale ha i suoi pro e contro e per questo scelgo il pedale in base al giro(80% aggancio-20%flat)
se ho voglia di cazzeggiare , la discesa è tecnica e lenta oppure se c’è parecchio fango vado di flat
se invece non a vado a cercare rogna vado di aggancio

Algamio
Algamio

Io ho iniziato direttamente con gli spd shimano xt m8020, due anni fa. Ottimo feeling da subito, un paio di “coricate” da fermo causate dall’inesperienza nello sgancio ma nulla di più – principalmente faccio trail nei boschi. Fino a tre mesi non avrei mai pensato di passare ai flat, ma a causa di una caduta (senza ginocchiere😩) mi sono aperto un ginocchio… da allora gli spd mi hanno causato un sacco di dolori al tendine rotuleo, tanto che ho deciso di provare con i flat e ho montato i Saint shimano… molto belli e aggressivi, anche se un po’ pesanti. Da allora, mai un dolore e maggior sicurezza sullo scassato. Non credo di tornare agli spd, ma magari la mia è una situazione particolare… con gli spd mi sono trovato benissimo, e lo stesso adesso con i flat… secondo me si dovrebbero provare entrambi, poi decidere “di pancia” 😉

Dan75
Dan75

Bell’articolo. Io dopo i primi tempi con i flat sono passato agli spd e devo dire che non ne potrei più fare a meno. Se posso dire/dare un consiglio a chi é titubante sul passare agli spd posso dire che la paura di rimanere agganciato o di non sganciare in caso di caduta non esiste in quanto ci si sgancia praticamente in automatico e la pedalata con spd é sicuramente più vantaggiosa.
Chiaramente nei primi tempi il passaggio può comportare l’aggrapparsi ai pali (davvero) o cadute sicuramente da mettere in conto ma poi con il passare del tempo lo sgancio quando ti fermi avviene in automatico dalla tua testa e non ci pensi neanche. Per quanto mi riguarda ringrazio sempre gli amici che mi hanno spinto al passare agli spd. Provare per credere.

gasemper
gasemper

Mah…, dopo 15 anni di spd son passato ai flat. Mai avuto problemi fino a quel momento, sgancio sempre fulmineo quand’era necessario, sicurezza totale e pedalata fluida.
Poi un giorno non si sono sganciati sul più bello (avevo camminato su fango che probabilmente s’era seccato formando una specie di colla). Poi mi è risuccesso. Persa la sicurezza (e sfiorato l’infortunio serio), non ne voglio più sapere. Sì pedalo meno bene, ma tanto non faccio gare. Però sto sereno!

Cerbo

Secondo me in discesa tra flat e spd cambia parecchio il modo di guidare. Personalmente ho più controllo con i flat…

Inviato dal mio D5803 utilizzando Tapatalk

gancio
gancio

Ma nessuno produce degli ibridi,lato flat agganci sull’altro,a parte mi sembra Funn:l’articolo giustamente divide pro e contro di ogni sistema ma confesso che anni fai modificai un paio di Shimano
segando gli attacchi da un lato per farli custom.

Andreasnake
Andreasnake

Gli ibridi esistono, io li ho in magnesio con tacchetta spd compatibile (non ricordo la marca, scusate), ma adesso sulla nuova bici monterò i mallet enduro perché dopo un paio d’anni per riabituarmi a girare seriamente in bici e vincere la paura dell’aggancio, non riesco più a girare sganciato.

marpa
marpa

Io ho sempre usato gli agganci SPD prima ed ora Mallet e la sensazione di essere parte integrante della bici mi da molta sicurezza eccetto quando in estate giro in Liguria sui tratti lenti ed esposti (praticamente per una pecentuale modesta de miei percorsi ) . Da alcune settimane sto provando dei FLAT shimano Saint con 5.10. Ho regolato i pin ed il grip è ottimo ma sicuramente mi manca la tecnica di cui si parla nell’articolo .. della serie se son rose fioriranno anche se al momento è una sorta di amore odio .
Sarebbe utile per quelli come me che stanno cercando di passare ai FLAT un articolo su come usarli al meglio.

terra.dani
terra.dani

Io uso entrambi ma sulla front da enduro, dopo anni di flat, sono ritornato agli SPD per una maggior sicurezza nelle pietraie molto scassate prese veloci. Qui una front, sebbene in acciaio, paga rispetto alla full e anche lavorando bene di gambe e caviglie gli attacchi aiutano. Certo avevo già dimestichezza con entrambi e ho scelto con cognizione. Era solo per dire che non sempre gli SPD si scelgono per le performance in salita.

VecchiaSlayer
VecchiaSlayer

[QUOTE="Kranio, post: 8110200, member: 58822"]Quello che ti succede è un problema di coordinamento di tutte le tue componenti motorie nei salti, nel tuo caso a mio modesto parere gli agganci non sono in alcun modo utile.

Devi affinare i movimenti, il bilanciamento nei salti deve essere completamente naturale, ti consiglio di riprendere quelli più bassini finché non ti senti a tuo agio e non ti succede più di perdere la bici.  poi procedi con quelli più grossi.[/QUOTE]

Indubbiamente c'e' una questione di tecnica, finche' cmq non vado troppo forte e i salti sono piccoli nn succede.

Inoltre mi succede con piu' facilita' sui salti in discesa tipo drop con dente e molto meno sui panettoni .

Sinceramente detto non so cosa sbaglio. Inoltre a dirla tutta considerato che ho entrambe le ginocchia non completamente a posto (lesioni regresse al collaterale su entrambe + una piccola lesione al menisco sul dx) forse gli agganci sono da evitare. C'e' gente che fa tranquillamente salti grossi con i flat … quindi e' tutta questione di tecnica …..

Sciuscia

[QUOTE="Mr.Orange, post: 8109667, member: 73987"]Giro da 5 anni con gli spd (shimano e ora con i Mallett 2 CB). Beatamente in discesa li sgancio. Sarà un blocco psicologico, ma secondo me non sempre c'è il tempo del colpo di caviglia all'esterno per sganciarli.[/QUOTE]

Questa, mi sento di dire, è la sola cosa davvero da evitare.

Non riesco a pensare nulla di più pericoloso che andare in discesa con le scarpe tacchettate in equilibrio su degli agganci staccati :paur: …

Mr.Orange
Mr.Orange

[QUOTE="Sciuscia, post: 8110616, member: 110827"]Questa, mi sento di dire, è la sola cosa davvero da evitare.

Non riesco a pensare nulla di più pericoloso che andare in discesa con le scarpe tacchettate in equilibrio su degli agganci staccati :paur: …[/QUOTE]

In realtà appoggio la pianta al pedale, al di sotto le tacchette e le scarpe non hanno lo scafo rigido da X, ma delle Mavic crossmax 😉 :prost:

nando_mac
nando_mac

In stile motocros per avere più stabilità allo slittamento e meno affaticamento, e un adattamento che ci può stare se non ti trovi a tuo agio per scarso grip.

Danixele

[QUOTE="Mr.Orange, post: 8110626, member: 73987"]In realtà appoggio la pianta al pedale, al di sotto le tacchette e le scarpe non hanno lo scafo rigido da X, ma delle Mavic crossmax 😉 :prost:[/QUOTE]

Però così facendo non sfrutti il gioco della caviglia e dei polpacci, primo ammortizzatore della bike in ogni situazione.

:celopiùg:

lucasb67

personalmente ritengo che tra flat e SPD non esista proprio paragone, SPD tutta la vita, agganci e il piede spinge da subito nella posizione corretta

ho usato per tanti anni entrambi, ho sempre patito un po' il timore di rimanere agganciato come all'inizio quando sono passato ai soli SPD pur non essendo mai rimasto agganciato una sola volta, con un po' di pratica e il solo uso di questi, tutto il timore è passato, ora non riuscirei più a pedalare con i flat, ripartire sia in salita che discesa trovando subito la posizione del piede sul pedale non ha prezzo, con i flat invece, più grip uguale a maggiore difficoltà a trovare la posizione, una tortura, soprattutto quando si cerca di andare un po' forte

Dan75
Dan75

[QUOTE="Sciuscia, post: 8110616, member: 110827"]Questa, mi sento di dire, è la sola cosa davvero da evitare.

Non riesco a pensare nulla di più pericoloso che andare in discesa con le scarpe tacchettate in equilibrio su degli agganci staccati :paur: …[/QUOTE]

Quoto e aggiungo : ti scivola via la scarpa dopo un nanosecondo con perdita di equilibrio etc… Da paura.

Dan75
Dan75

[QUOTE="Mr.Orange, post: 8110626, member: 73987"]In realtà appoggio la pianta al pedale, al di sotto le tacchette e le scarpe non hanno lo scafo rigido da X, ma delle Mavic crossmax 😉 :prost:[/QUOTE]

Si però hai sempre un appoggio sul pedale limitato che non é nato per avere la scarpa appoggiata senza aggancio :il-saggi:.

:prost:

Sciuscia

[QUOTE="Mr.Orange, post: 8110626, member: 73987"]In realtà appoggio la pianta al pedale, al di sotto le tacchette e le scarpe non hanno lo scafo rigido da X, ma delle Mavic crossmax 😉 :prost:[/QUOTE]

Beh, con le scarpe da XC sarebbe follia pura [emoji2] .

Comunque, scendere come fai tu rende impossibile una guida attiva in discesa, come fai ad ammortizzare con gambe e caviglie?

Al di là, ripeto, della pericolosità innegabile.

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izanola76
izanola76

Sono passato da flat a spd, molto meglio i secondi da tutti i punti di vista. All’inizio ero titubante, ma poi…. Provare per credere.

onosendai

Da ex bitumaro passato a mtb da un anno ho montato subito degli ibridi perchè su piano/asfalto/sterrato semplice voglio essere legato per abitudine consolidata, purtroppo questi pedali alla bisogna non sono "intelligenti", cioè non si posizionano da soli dal lato dove vorresti e questo è un bel problema, battuta a parte in effetti ho ancora da capire se fanno per me, solo SPD sul difficile non mi fido, solo FLAT mai pedalato in vita mia a parte per andare a fare la spesa, bel dilemma.

faléstra

Io uso entrambi e l'unica cosa che mi sento di dire, soprattutto ai neofiti/indecisi, é che per me i flat sono superiori in discesa solo se si abbassa la sella.

araneus

Secondo me con gli attacchi SPD, oltre ai pedali, conta molto il tipo di tacchetta: le Shimano SH-SM51 (nere) sono studiate per sganciarsi col classico movimento del tallone verso l'esterno, mentre le SH-SM56 (silver) sono a sgancio multidirezionale, all'esterno, all'interno e verso l'alto, con un po' più di forza.

Alcuni considerano le multidirezionali più adatte ai principianti, ma personalmente ho fatto il percorso inverso, 5 anni fa mi sono abituato con le tacchette classiche e poco tempo dopo sono passato alle multidirezionali. Mi sono subito trovato benissimo, mai rimasto agganciato, in emergenza mi sono trovato col piede sganciato e piantato a terra, senza neanche rendermene conto.

Bisogna soltanto curare un po' meglio il tensionamento dell'attacco, per evitare qualche sgancio fortuito "strappando".

Inizialmente avevo pedali a doppio uso, con l'attacco SPD da un solo lato, però erano poco pratici e avevano più che altro un effetto psicologico. Dopo poco li ho sostituiti, prima con gli Shimano DX M647 (ottimi ma un po' pesanti) e poi con gli XTR M985, entrambi con la "gabbia" per un migliore appoggio. Da allora mi è capitato di provare la bici di qualche amico con i flat e la sensazione era molto brutta. Viceversa ho convinto più amici a provare gli SPD e sono rimasti tutti molto contenti.

fabio.silver

mah, non c'è una scelta migliore delle altre. è solo soggettiva.

io personalmente uso (forse solo io) pedali a gabbia semplicissimi (non con le cinghie) e scarpe da mtb rigide perché mi piace sentire il piede rigido ad esempio quando c'è da alzarsi sui pedali ma il piade libero visto che faccio sentieri non perfettamente dritti e spianati e mi è capitato che mi scappasse il posteriore e il piede l'ho messo giù al volo. caduto pochissime volte. così scarpa e pedale hanno ottimo grip e riesco a dare potenza alla pedalata senza problemi che la scarpa si insinua tra i vari rilievi della gabbia del padale. gli attacchi non mi piacciono ma mai dire mai…in futuro potrei prenderli in considerazione. ripeto. è una scelta soggettiva. a me piace così e mi trovo benissimo così come chi usa gli attacchi troverebbe aberrante la mia scelta. d'altra parte anche Valentino Rossi non riusciva a guidare la Ducati che Casey Stoner faceva volare…..

Alemtb15
Alemtb15

Da Ottobre 17 sono passato ai pedali ibridi e ho messo nel box i flat: mi sono abituato pratcamente da subito non immaginavo..la scelta dell’ ibrido e stata motivata dalla possibilitá di affrontare i tratti difficili sia in salita che in discesa con il piede libero..sono contento della scelta , perché mi stanco molto meno pedalando in maniera piú efficace e quando voglio vado libero come sui flat , non tornerei piú indietro , perché i flat stancano prima e ti riempiono di graffi. Ovviamente faccio xc- marathon amo pedalare parecchio….piuttosto non é vero che gli ibridi sono difficili da usare io li aggancio anche senza guardare , quando hai il piede posizionato sul lato flat alzi il piede lo rimetti dopo mezzogiro del pedale e sei posizionato sul lato gancio e click….su 20 volte sbagli una volta nulla di preoccupante … non facciamo mica il campionato del mondo 😀

Gianz

Riesumo questa discussione per chiedere a chi usa i flat una mia curiosità: Come vi comportate sullo scassato in salita, quando è facile che la bici scivoli lateralmente (oltre a perdere il grip sul posteriore)? Da quando (2009) ho ricominciato ad andare in MTB con un certo impegno ho sempre usato gli SPD. Però, nonostante il tempo ormai trascorso, non riesco ad essere tranquillo nei tratti scassati e tecnici, tipo salite abbastanza ripide (23/26%) o su salite ripide, ma con fondo mobile/scassato. Credo sia un limite mio, duplice: di testa da una parte, di tecnica dall'altra. Con la tecnica ci sto lavorando: per asssurdo riducendo la velocità di salita riesco ad affrontare più efficacemente la salita, limitando la perdita di grip al posteriore. Andando sulla punta della sella, e usando bene braccia e sguardo sono riuscito a migliorare molto. Ma, è più forte di me, quando vedo approssimarsi una salita critica, il primo gesto che viene automatico è sganciare il piede dal pedale. Poi magari riesco ad affrontare lo stesso la salita, ma con i piedi appoggiati alla gabbia del pedale. In discesa anche qui, diversi problemi: quando il sentiero comincia a restringersi, o andare in contropendenza, o semplicemente con fondo disseminato di sassi instabili che possono modificare la traiettoria di guida, allora niente da fare: preferisco sganciare. Poi il pensiero di finire in avanti è un compagno costante: con gli spd mi sembra quasi inevitabile. Questo mi porta a spostarmi troppo indietro, alleggerendo l'anteriore, rischiando di andar via dritto… Read more »

Navarre

Gianz Riesumo questa discussione per chiedere a chi usa i flat una mia curiosità: Come vi comportate sullo scassato in salita, quando è facile che la bici scivoli lateralmente (oltre a perdere il grip sul posteriore)? Da quando (2009) ho ricominciato ad andare in MTB con un certo impegno ho sempre usato gli SPD. Però, nonostante il tempo ormai trascorso, non riesco ad essere tranquillo nei tratti scassati e tecnici, tipo salite abbastanza ripide (23/26%) o su salite ripide, ma con fondo mobile/scassato. Credo sia un limite mio, duplice: di testa da una parte, di tecnica dall'altra. Con la tecnica ci sto lavorando: per asssurdo riducendo la velocità di salita riesco ad affrontare più efficacemente la salita, limitando la perdita di grip al posteriore. Andando sulla punta della sella, e usando bene braccia e sguardo sono riuscito a migliorare molto. Ma, è più forte di me, quando vedo approssimarsi una salita critica, il primo gesto che viene automatico è sganciare il piede dal pedale. Poi magari riesco ad affrontare lo stesso la salita, ma con i piedi appoggiati alla gabbia del pedale. In discesa anche qui, diversi problemi: quando il sentiero comincia a restringersi, o andare in contropendenza, o semplicemente con fondo disseminato di sassi instabili che possono modificare la traiettoria di guida, allora niente da fare: preferisco sganciare. Poi il pensiero di finire in avanti è un compagno costante: con gli spd mi sembra quasi inevitabile. Questo mi porta a spostarmi troppo indietro, alleggerendo l'anteriore, rischiando di andar via… Read more »

bgcarlo
salukkio

Purtroppo con le temperature rigide la suola si irrigidisce e la presa diminuisce.

…e gli speed con il fango? Come vanno?

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bgcarlo
lollo72

Ci sarebbero anche pedali flat con attacchi o misti da un lato con attacco e dll'altro con i pin.
Vorrei però fare un accenno sulla pericolosità dei pin , con i pedali flat è vero che si ha il piede più libero , ma in certe situazioni quando scivola il pedale o nelle cadute e tutte le volte che non è la suola a far contatto , bè quei maledetti pin possono fare dei bei danni !

Vero, ho lo stampo dei pin nei polpacci

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freesby

Io con i flat mi trovo molto bene anche nelle salite tecniche.. Certo devi fare attenzione a non tirare il pedale altrimenti lo perdi.. Xo se ruoti bene la caviglia un pochino di "tiro" riesci a farlo.. In più soprattutto nelle salite tecniche sono molto più libero mentalmente! Non ho la fobia del non riuscire a sganciare quindi oso di più.. Provo a fare pezzi che prima con gli spd non tentavo neanche x paura..
Di contro.. Quando ti trovi a metà dello scalino xke magari sei un po' lento a volte la sola forza della spinta non basta.. Con gli spd puoi aiutarti tirando.. Con i flat o hai forza x spingere.. Oppure ti pianti.. Xo parlo di pezzi veramente tecnici.. Nei giri normali x me flat tutta la vita!

Hot

Li uso entrambi.
Ma preferisco gli SPD
Rigorosamente SPD, però

Gianz
Navarre

Ci sono scarpe più adatte delle 5.10 per camminare, ad esempio le Adidas Terrex Trail o le Vaude Moab. Magari anche altre, io ho provato queste.
https://www.amazon.it/dp/B073RJ2W1R/?tag=mtb_parser-21

https://www.amazon.it/dp/B017A9HKU6/?tag=mtb_parser-21

Grazie per i link. Effettivamente credevo esistessero solo le 5.10 come scelta per i flat. Certo che tra pedali e scarpe se ne va via una bella cifretta… e tutto perchè non riesco a mollare quella caspita di paura. 🙁

Gianz

freesby Io con i flat mi trovo molto bene anche nelle salite tecniche.. Certo devi fare attenzione a non tirare il pedale altrimenti lo perdi.. Xo se ruoti bene la caviglia un pochino di "tiro" riesci a farlo.. In più soprattutto nelle salite tecniche sono molto più libero mentalmente! Non ho la fobia del non riuscire a sganciare quindi oso di più.. Provo a fare pezzi che prima con gli spd non tentavo neanche x paura.. Di contro.. Quando ti trovi a metà dello scalino xke magari sei un po' lento a volte la sola forza della spinta non basta.. Con gli spd puoi aiutarti tirando.. Con i flat o hai forza x spingere.. Oppure ti pianti.. Xo parlo di pezzi veramente tecnici.. Nei giri normali x me flat tutta la vita! E' anche vero che quando arrivi a quel pezzo tecnico di solito devi aver energia e forza da parte per riuscire a superarlo con gli spd, andando ad aggredire l'ostacolo. E spesso, magari dopo un 300 metri di salita al 25%, di energia e forza non è che te ne siano rimaste chissà quante! 😥 Ho la tua stessa fobia quando vedo arrivare un tratto difficile: penso che mi fermerò proprio in mezzo all'azione e, pure tentando di sganciare non ci riuscirò manco morto. Effettivamente gli ultimi 2 capitomboli fatti cadendo di lato sono stati proprio dovuti agli SPD. Avevo messo il meccanismo di sgancio al minimo… e durante una salita ho perso il pedale sinistro. La bici… Read more »

Gianz
Hot

Li uso entrambi.
Ma preferisco gli SPD
Rigorosamente SPD, però

In che senso "rigorosamente SPD"?

Gli SPD non li abbandonerei MAI nella gravel, troppo comodi in strada. E pure con la MTB sui tratti normali non mi passa minimamente per la testa di abbandonarli. Ma poi arriva il tratto tecnico e niente… mi pare di non venirne fuori. Mi sento più sicuro a girare sganciato, appoggiando il piede sul pedale sfruttando lo spazio sotto l'arco plantare… che è tutto tranne che sicuro.

Io uso questi:
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Tc70
Gianz

In che senso "rigorosamente SPD"?

Gli SPD non li abbandonerei MAI nella gravel, troppo comodi in strada. E pure con la MTB sui tratti normali non mi passa minimamente per la testa di abbandonarli. Ma poi arriva il tratto tecnico e niente… mi pare di non venirne fuori. Mi sento più sicuro a girare sganciato, appoggiando il piede sul pedale sfruttando lo spazio sotto l'arco plantare… che è tutto tranne che sicuro…

Tu lo dici…e purtroppo è vero,non c'è nulla di peggio che stare su un pedale spd e non essere agganciati…io proprio non ne sono capace…sul tecnico mi difendo,anche se alla fine scendo sempre,quando è troppo,forse meglio avere anche altro tipo di mtb,le front non perdonano nulla…;-)

Fenix17

Mai provato gli SPD, e con i flat uso scarpe da trekking con suola in vibram: i pedali li ho persi solo un paio di volte, sempre in discesa e su scassato… ma perchè sono un piccione io mica perchè l'accoppiata pedali flat/scarpe da trekking faccia schifo 😛
Io mi ci trovo da dio, ma ovviamente ognuno ha gusti differenti percui non ti resta che andare dal tuo sivende di fiducia e chiedergli di montarti dei flat da provare 🙂

Solo un consiglio: se decidi di andare di definitivamente di flat comprati dei parastinchi belli lunghi!! io mi sono dilaniato una gamba solo toccando un pedale DA FERMO!
Classica situazione che mi è capitata stamane: i crampi si fanno annunciare (eh sono una pippa… lo so, lo so!) o pendenze assurde per farle in sella – scendi e te la fai a piedi spingendo la bici senza caricartela sul groppone, sei in un bosco e non c'è spazio con tutte quelle frasche maledette – vai a sbattere con la tibia sul pedale… si proprio lì, dove hai un sottile strato di pelle e immediatamente sotto l'osso… (stai sicuro che prima o dopo (più "prima" credimi) succede!)… se non avessi avuto i parastinchi sarei tornato a casa come se mi avessero passato le gambe in un tritatutto.
E non voglio immaginare picchiarci dentro con forza :scassat:

freesby

Gianz E' anche vero che quando arrivi a quel pezzo tecnico di solito devi aver energia e forza da parte per riuscire a superarlo con gli spd, andando ad aggredire l'ostacolo. E spesso, magari dopo un 300 metri di salita al 25%, di energia e forza non è che te ne siano rimaste chissà quante! 😥 Ho la tua stessa fobia quando vedo arrivare un tratto difficile: penso che mi fermerò proprio in mezzo all'azione e, pure tentando di sganciare non ci riuscirò manco morto. Effettivamente gli ultimi 2 capitomboli fatti cadendo di lato sono stati proprio dovuti agli SPD. Avevo messo il meccanismo di sgancio al minimo… e durante una salita ho perso il pedale sinistro. La bici è andata sbandando verso destra, ho fatto per staccare il piede ma naturalmente non ha voluto saperne e SBAMM! Le chiappe sui sassi non sono mai simpatiche, e nemmeno su ginocchio e gomito. Una cosa mi ha dato da pensare: tempo fa ho fatto il corso AMI per diventare accompagnatore e-bike. Avevo noleggiato una bici, e questa aveva i flat. Beh… in discesa, dopo le dovute spiegazioni del caso, riuscivo a fare cose che prima mi sognavo. Ieri sono arrivato ad un bel sentiero tecnico, in discesa, con tornantini belli stretti. Abbasso la sella, mi accingo a percorrerlo, ma il piede è agganciato al pedale. Non riesco a sentirmi sicuro, soprattutto con un pendio boscoso lì sotto, e scendo accompagnando la bici. Un nervoso!!! Calcola anche che con le ebike è… Read more »

Hot
Gianz

In che senso "rigorosamente SPD

Tipo Shimano per capirci.
Nulla a che vedere con i pedali Crank Brothers, che qualcuno definisce erroneamente spd. Ma che funzionano (male, a mio parere) in modo diverso.

Gianz

Una cosa vorrei capire nell'utilizzo degli SPD.
Sento (e leggo) di questa cosa relativa alla pedalata "rotonda". Ho provato a farci caso e mi sono reso conto che praticamente MAI utilizzo la muscolatura per alzare il pedale dopo la pedalata. Se lo faccio è perchè mi sto concentrando a farlo, ma non vorrei, allo stesso tempo, perdere l'automatismo della pedalata normale. E' un fisima?

Danixele
Gianz

Mi sento più sicuro a girare sganciato, appoggiando il piede sul pedale sfruttando lo spazio sotto l'arco plantare… che è tutto tranne che sicuro.

Andare sganciato con quel tipo di pedali è come appoggiare il piede su di una saponetta, nulla di più pericoloso e scivoloso. Li aveva anche io.

Ti consiglio pedali sempre SPD ma con maggiore pedana perlomeno. Tipo Dx o simili. Anche se non è mai sicuro sganciato senza avere pin e scarpe giuste.

Gianz
Fenix17

E non voglio immaginare picchiarci dentro con forza :scassat:

Ricordi d'infanzia, quando perdevi il pedale con la BMX e questo andava a picchiare sulla tibia con le sue simpatiche parti in metallo. Che male!!!!

Fenix17

A me pare di avere la "pedalata rotonda" anche senza poter tirare con la gamba arretrata (uso appunto i flat) e mi è sempre venuta in automatico…. ho visto anche gente avanzare in salita "a colpi" (non saprei come altro definirla) e mi son chiesto "ma come ca..o fa?!?!"
A parte che ti stanchi il doppio rischi di slittare ad ogni pedalata… assurdo!
Se hai dubbi su come sia la tua pedalata basta far mettere un amico al lato quando vai in salita per qualche metro, meglio ancora se ti fa un video 😉

rad77

Gianz E' un fisima? Ciao. Con tutto il rispetto, mi pare che di fisime (sostantivo femminile, non a caso [scherzo]) ce n'è più di qualcuna nelle ultime pagine ed in generale quando si parla di SPD. Mi pare che vengano attribuite ai pedali tutta una serie di influenze ed effetti potenziali sul riding che invece hanno una natura esclusivamente psicologica, che più o meno tutti hanno provato, intendiamoci, ma in genere vengono completamente superati dopo il primo periodo di apprendistato e di adattamento funzional-psicologico, appunto. Il fatto che permangano anche dopo anni di pratica è decisamente un'anomalia che – mi permetto – ricondurrei per intero al campo delle fisime personali. E non c'è nulla di male, per carità, però si può sempre perseverare per migliorare il condizionamento mentale e la consapevolezza del gesto. Il 99% delle difficoltà che vengono imputate agli SPD sono in realtà riconducibili ad una sindrome ansiosa che spinge ad anticipare gli eventi (sganciare prima del difficile e quindi scivolare dai pedali, sganciare a dx ancor prima di fermarsi e quindi cadere a sx, sganciare tutto e quindi restare in bilico sulla sella alta, etc. etc.) e dalla legge di Murphy che non farà altro che infierire lì dove ci siamo indeboliti da soli. Questo della pedalata rotonda, o meglio, della possibile perdita dell'automatismo pedalatorio "normale", sempre con rispetto parlando, la inserirei tra le super-fisime. La pedalata rotonda effettivamente va allenata, e più si arrotonda e più richiede allenamento e condizionamento. Basti pensare che gran parte della… Read more »

Sincopato

Gianz Riesumo questa discussione per chiedere a chi usa i flat una mia curiosità: Come vi comportate sullo scassato in salita, quando è facile che la bici scivoli lateralmente (oltre a perdere il grip sul posteriore)? Da quando (2009) ho ricominciato ad andare in MTB con un certo impegno ho sempre usato gli SPD. Però, nonostante il tempo ormai trascorso, non riesco ad essere tranquillo nei tratti scassati e tecnici, tipo salite abbastanza ripide (23/26%) o su salite ripide, ma con fondo mobile/scassato. Credo sia un limite mio, duplice: di testa da una parte, di tecnica dall'altra. Con la tecnica ci sto lavorando: per asssurdo riducendo la velocità di salita riesco ad affrontare più efficacemente la salita, limitando la perdita di grip al posteriore. Andando sulla punta della sella, e usando bene braccia e sguardo sono riuscito a migliorare molto. Ma, è più forte di me, quando vedo approssimarsi una salita critica, il primo gesto che viene automatico è sganciare il piede dal pedale. Poi magari riesco ad affrontare lo stesso la salita, ma con i piedi appoggiati alla gabbia del pedale. In discesa anche qui, diversi problemi: quando il sentiero comincia a restringersi, o andare in contropendenza, o semplicemente con fondo disseminato di sassi instabili che possono modificare la traiettoria di guida, allora niente da fare: preferisco sganciare. Poi il pensiero di finire in avanti è un compagno costante: con gli spd mi sembra quasi inevitabile. Questo mi porta a spostarmi troppo indietro, alleggerendo l'anteriore, rischiando di andar via… Read more »

Gianz

rad77 Il 99% delle difficoltà che vengono imputate agli SPD sono in realtà riconducibili ad una sindrome ansiosa che spinge ad anticipare gli eventi (sganciare prima del difficile e quindi scivolare dai pedali, sganciare a dx ancor prima di fermarsi e quindi cadere a sx, sganciare tutto e quindi restare in bilico sulla sella alta, etc. etc.) e dalla legge di Murphy che non farà altro che infierire lì dove ci siamo indeboliti da soli. E' vero. Il problema è che a me questa sindrome è nata DOPO aver provato gli SPD, frutto di innumerevoli botte prese proprio quando non si è staccato il piede giusto. E' una cosa che si è autoalimentata un po' alla volta. Allenandomi sono riuscito a farla stare buona, in alcuni casi a farla sparire: i primi tempi solo fermarmi ad un incrocio era qualcosa di rischioso, secondo il mio cervello: sganciavo 50 metri prima! Ora riesco a rimanere attaccato mentre sto in surplace attendendo che il passaggio sia libero. Teoricamente quindi il margine di miglioramento c'è. La cosa assurda è che per vincere parte di questa paura ho dovuto, appunto, imparare il surplace da agganciato (quando sganciato posso rimanere in surplace al semaforo per tutto il tempo che voglio) e diminuire la velocità di salita. Prima ero convinto che bisognasse aggredire la salita, passare sopra tutto, ma quando sei su fondo scassato questo fa si che ti parta la ruota dietro e buonanotte al secchio: sei buttato giù. Rallentando, proseguendo non dico quasi da… Read more »

Gianz
Sincopato

in tratti eccessivamente al limite anche moltissimi professionisti XC sganciano e tengono almeno un piede completamente libero solo appoggiato al pedale, in maniera da avere un'eventuale "via di fuga" pronta………. In passato ho visto direttamente mostri sacri della MTB tenere appunto un piede completamente sganciato in passaggi eccessivamente ostici e pericolosi e, come allora, in certi casi lo fanno anche i pro attuali, solo che dato che sono pro chiaramente non fa troppo figo dirlo

Ecco… anche questo è interessante: NON esiste un metodo univoco, ma ognuno, arrivato ad un certo livello, interpreta a modo suo l'utilizzo di uno strumento. Questa cosa, in tratti schifi, la faccio anch'io, perchè non mi fido. L'altra sera stavo scendendo da un sentiero bello e leggermente tecnico. Ero soddisfatto: l'anno scorso, lo stesso percorso, in discesa e salita, lo feci sganciandomi più volte, mentre questa volta praticamente sono stato sempre incollato ai pedali. Ultimo tratto, buca nascosta in mezzo all'erba alta. La bici fa un sussulto e sento il mio stesso peso che tenta di strapparmi dal pedale, tirandosi dietro la bici. Poi ho controllato la cosa, ma non è stata una bella sensazione. Anche perchè i pedali sono impostati per sganciare praticamente guardandoli.
Ora: se avessi avuto i flat probabilmente avrei perso il pedale e forse mi sarei capottato… gli spd, nonostante la brutta sensazione, forse mi han salvato dalla botta? Uff… non so più che pensare!

Adesso voglio provare a rifare il sentierino dell'altra sera, tecnicissimo, rimanendo agganciato il più possibile. Sperem…

Gianz
Danixele

Ti consiglio pedali sempre SPD ma con maggiore pedana perlomeno. Tipo Dx o simili. Anche se non è mai sicuro sganciato senza avere pin e scarpe giuste.

Tipo questi?
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stevekh3

Io uso i Funn Mamba e mi trovo benissimo in tutte le situazioni, poichè avendo una base molto ampia ed essendo dotati anche di pin riuniscono le qualità positive delle due tipologie di pedali
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Rousou

Secondo me sganciare nei pezzi più impegnativi è una fesseria, perché perdi quei benefici che proprio quando sei instabile fanno la differenza.
Per esperienza personale l'unico modo di cadere senza riuscire a sganciare i piedi è quando sei fermo, ma se sei fermo anche i danni sono limitati.

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Gianz

Uhm… ma ti è mai capitato di "perdere la bici" nei tratti impegnativi? Oppure che si impunti la ruota davanti su un sasso o che la ruota dietro stacchi il sasso su cui stava facendo presa, facendolo saltare via. In entrambi i casi la bici si "imbizzarrisce" e tu rischi di venir disarcionato. Nel primo caso, proseguendo il moto tu ti sbilanci, e la bici ti ferma improvvisamente. Nel secondo, invece, la bici fa un saltino a vuoto e tornando a "mordere" la strada rischi di andare via di lato.
Nei tratti in salita in cui tendo a staccare spesso rischi di scivolare anche a piedi: pietre lisce, quelle nere, basaltiche, magari bagnate, per esempio. O fondo sconnesso con molte pietre mobili sul percorso. Lì proprio non riesco a star attaccato. Ho tentato anche di affrontare in velocità la cosa, ma l'unica conseguenza è stata quella di farmi ancora più male.

Danixele
Gianz

Tipo questi?
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Già meglio.

Gianz

I Funn Mamba postati da Steve mi sembrano quasi preferibili: il prezzo è equivalente, la piattaforma, però, sembra più larga, on pin più allargati (anche se mi sembrano pochetti, 4 per lato).

Rousou

Gianz Uhm… ma ti è mai capitato di "perdere la bici" nei tratti impegnativi? Oppure che si impunti la ruota davanti su un sasso o che la ruota dietro stacchi il sasso su cui stava facendo presa, facendolo saltare via. In entrambi i casi la bici si "imbizzarrisce" e tu rischi di venir disarcionato. Nel primo caso, proseguendo il moto tu ti sbilanci, e la bici ti ferma improvvisamente. Nel secondo, invece, la bici fa un saltino a vuoto e tornando a "mordere" la strada rischi di andare via di lato. Nei tratti in salita in cui tendo a staccare spesso rischi di scivolare anche a piedi: pietre lisce, quelle nere, basaltiche, magari bagnate, per esempio. O fondo sconnesso con molte pietre mobili sul percorso. Lì proprio non riesco a star attaccato. Ho tentato anche di affrontare in velocità la cosa, ma l'unica conseguenza è stata quella di farmi ancora più male. Rimanere agganciato ti conferisce più sensibilità alla ruota posteriore, più stabilità perché rimani in "tensione" con tutti e due i pedali in ogni momento. La spinta più rotonda oltretutto normalizza la coppia ed aiuta a slittare di meno. Certo che in alcune situazioni non si sale, ma io se sgancio salgo ancora di meno ;). Se ti sbilanci devi sganciare, ci mancherebbe!! Ma devi sganciare per mettere a terra il piede, non per pedalare! Più si pedala più si fa pratica e più si diventa disinvolti con il movimento di sgancio. Se può aiutare allenta le molle dei… Read more »

rad77

Gianz Prima ero convinto che bisognasse aggredire la salita, passare sopra tutto, ma quando sei su fondo scassato questo fa si che ti parta la ruota dietro e buonanotte al secchio: sei buttato giù. Rallentando, proseguendo non dico quasi da fermo, ma controllando continuamente la bici, riesco a stare attaccato anche sul brutto, ma non sul bruttissimo. Guarda, io non ho alcun titolo, né chissà quale esperienza per permettermi di voler insegnare a qualcuno ad "andare in bici", ma dissento sul fatto che ci sia un modo "giusto" (e quindi uno sbagliato) di affrontare una salita scassata in funzione dei pedali e contesto il fatto che quando si perde la trazione del posteriore sei per terra. Cioè, può certamente capitare, ma non ne farei una regola e nemmeno ne farei una questione di pedali. A parte il fatto che spesso e volentieri è sufficiente non farsi prendere dall'agitazione (rieccoci) e continuare a pedalare riposizionando il peso per trovare nuovamente la trazione sufficiente a superare l'empasse (ed in questo l'SPD e la possibilità di pedalata rotonda aiuta molto a superare i punti morti e ritrovare la cadenza dopo mezzo giro a vuoto), ma anche nel caso in cui la situazione fosse compromessa e richiedesse il piede a terra, in che modo un SPD, che richiede solo una rotazione orizzontale del tallone potrebbe complicare le cose rispetto ad un pedale flat per "sganciarsi" dal quale è necessario sollevare il piede per liberarsi dai pin? Nel primo caso la manovra si può fare… Read more »

Sincopato
Rousou

Secondo me sganciare nei pezzi più impegnativi è una fesseria, perché perdi quei benefici che proprio quando sei instabile fanno la differenza.
Per esperienza personale l'unico modo di cadere senza riuscire a sganciare i piedi è quando sei fermo, ma se sei fermo anche i danni sono limitati.

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Dipende, cadere da fermo a volte può risultare più pericoloso e dannoso che cadere a 40 km/h in quanto da fermo cadi a peso morto e rischi di farti più male che in velocità quando il corpo ha una maggiore "elasticità" in caduta………. Poi dipende sempre da caduta e caduta, ed è fondamentale anche scegliere la giusta tensione di serraggio della molla del pedale, in quanto se la stringi alla morte hai voglia che si sganci la tacchetta…………

Gianz

rad77 Nel primo caso la manovra si può fare anche con il peso applicato sul pedale, nel secondo è solo il piede scarico che si può liberare facilmente. Ma prima ancora di tutto ciò, vorrei sottolineare il fatto che la difficoltà di gestione di uno stop forzato durante un passaggio tecnico in salita non risiede affatto nei pedali, ma nell'altezza della sella che, a prescindere da dove fosse appoggiato il piede fino al decimo di secondo prima, non consente (salvo presenza di gradini naturali a portata di gamba, ma la solita legge di Murphy ci farà trovare una depressione del terreno, piuttosto…) di appoggiare direttamente il piede a terra, ma costringe a scegliere al volo un piede d'equilibrio, dove appoggiare l'intero peso corporeo per permettere di sollevare il sedere e di scendere di sella e solo a quel punto cercare un appoggio. Anzi, ripeto, sulla carta c'è un vantaggio per gli SPD rappresentato nella possibilità di sganciare la scarpa anche con il peso applicato interamente sul pedale (quando per fatalità ci si sbilancia dalla parte sbagliata) con, al limite, un piccolo colpo di reni. Questa circostanza, a mio avviso, è proprio il simbolo delle criticità che vengono ingiustamente accollate ai pedali clipless e che invece sono da ricercarsi in tutta quella serie di concause transitorie che rendono di per sé delicata la situazione a cui poi si aggiungono le solite remore psicologiche non ancora/del tutto superate sull'uso dei pedali a sgancio. Riporto solo alcuni punti del tuo intervento che reputo… Read more »

rad77

Gianz Comunque ci sto lavorando… Voglio vedere se l'avranno vinta la paura e i flat, o il sottoscritto. Questo è lo spirito!! Per il resto: credo (non mi è neanche mai venuto in mente di provare…) che sganciare col tallone all'interno sia parte del problema, ancorché potenzialmente pericoloso, sia per il rischio di infilare il tallone tra i raggi o la trasmissione, sia per rischio di essere ostacolati nel movimento di sgancio dalla pedivella. Io uso le SH51 con le molle SPD ad una tacca dalla massima durezza fin dal primo giorno di ogni pedale SPD nuovo (penso che uno sgancio involontario possa essere enormemente più pericoloso di un non-sgancio, cosa che peraltro non ricordo mi sia mai capitato, se non per motivi non legati alla durezza della molla..) e non ho mai problemi, non mi capita mai di pensare ai pedali ed al fatto che sono agganciato o che devo sganciare. Proprio mai. Mi capita, invece, di essere in difficoltà nel ripartire in sicurezza se mi sono fermato lungo una discesa ripida, quando la bici non rimane ferma neanche coi freni tirati. Lì sì, se non c'è un albero o qualcosa che mi aiuti a prendere l'assetto prima di precipitare giù, mi capita di "rimpiangere" i flat, ma in nessun'altra occasione. È così adesso, naturalmente, ma non dimentico i periodi in cui solo l'idea di dovermi fermare mi spingeva a fare, durante la frenata, complessi calcoli trigonometrici ed equazioni spazio/tempo per stabilire il momento ed il lato giusto per… Read more »

Rousou
Sincopato

Dipende, cadere da fermo a volte può risultare più pericoloso e dannoso che cadere a 40 km/h in quanto da fermo cadi a peso morto

Adesso non iniziamo a dire cose strane, perché cadere a 40km/h non lo auguro a nessuno in fuori strada, ma nemmeno su asfalto che ti porti via la pelle fino alle ossa!!!

La cosa peggiore di cadere da fermo è prendere un colpo sui fianchi, che se sei 'anziano' rischi di rompere un'anca. Ma non c'è paragone con fare voli ad alta velocità.

Tornando alle cose serie. Secondo me non devi pensare di sganciare il tallone verso l'interno o l'esterno. Io mi metterei nell'ordine mentale di allontanare tutta la gamba dalla bici, senza voler tirare il piede in su. Non devi pensare al movimento, è molto più facile di così, devi automatizzare!!
Prova a metterti in sella appoggiato al muro di casa, e stai lì a sganciare da fermo finché non viene fluido: approccia in modo diverso gli sganci, pensa che sia normale perché se pensi sia difficile non ci riuscirai mai!! 😉

valium64

Che cadere da fermi sia sempre e comunque meno pericoloso lo vorrei vedere dimostrato scientificamente.
Certo una mina a 40 km/h quasi sicuramente fa male, ma spesso le fratture o i traumi più rognosi si presentano proprio quando meno c'è lo aspettiamo, proprio perché non essendo fisicamente reattivi e concentrati a sufficienza al perdere del equilibrio anzi che reagire prontamente si viene presi contropiede e si fa il movimento peggiore o ci si appoggia nel modo sbagliato.
Esempio classico la caduta da fermo dove perdendo l'equilibrio cerchiamo di rallentare l'impatto mettendo mano o braccio a terra e andiamo a soffrire traumi alla spalla e al polso gravandovi sopra a peso morto, mentre nello stesso punto cadendo in movimenro probabilmente tenderemo a rannicchiarci e magari otterremo più ematomi ma meno traumi.
Il "problema" degli SPD per chi non vi si sente tranquillo è proprio quello che si rischia per pensare a sganciare o ancor peggio che non ci si riuscirà a sganciare di fare i movimenti peggiori se non addirittura andare noi stessi a determinare la caduta pensando a come prevenire una eventuale.

Gianz

Rousou Adesso non iniziamo a dire cose strane, perché cadere a 40km/h non lo auguro a nessuno in fuori strada, ma nemmeno su asfalto che ti porti via la pelle fino alle ossa!!! La cosa peggiore di cadere da fermo è prendere un colpo sui fianchi, che se sei 'anziano' rischi di rompere un'anca. Ma non c'è paragone con fare voli ad alta velocità. Tornando alle cose serie. Secondo me non devi pensare di sganciare il tallone verso l'interno o l'esterno. Io mi metterei nell'ordine mentale di allontanare tutta la gamba dalla bici, senza voler tirare il piede in su. Non devi pensare al movimento, è molto più facile di così, devi automatizzare!! Prova a metterti in sella appoggiato al muro di casa, e stai lì a sganciare da fermo finché non viene fluido: approccia in modo diverso gli sganci, pensa che sia normale perché se pensi sia difficile non ci riuscirai mai!! 😉 Più che altro: cadere a 40 km/h nel fuori strada… ti ammazzi direttamente se ti va di lusso. SPD o Flat che siano, se cadi a quella velocità sei finito. Quando cado di fianco, sempre verso le pietre, naturalmente (la legge di Murphy…), vero, rischi il colpo sull'anca, ma pure la frattura di polso, capitello radiale, qualche altro osso della mano, lussazione della spalla. Tutte le ossa, insomma, relative alle braccia. Questo vale per me che quando cado e rimango attaccato in automatico, vado a metter "le mani avanti". Sul movimento di sgancio, purtroppo non riesco… Read more »

Gianz

Rousou Adesso non iniziamo a dire cose strane, perché cadere a 40km/h non lo auguro a nessuno in fuori strada, ma nemmeno su asfalto che ti porti via la pelle fino alle ossa!!! La cosa peggiore di cadere da fermo è prendere un colpo sui fianchi, che se sei 'anziano' rischi di rompere un'anca. Ma non c'è paragone con fare voli ad alta velocità. Tornando alle cose serie. Secondo me non devi pensare di sganciare il tallone verso l'interno o l'esterno. Io mi metterei nell'ordine mentale di allontanare tutta la gamba dalla bici, senza voler tirare il piede in su. Non devi pensare al movimento, è molto più facile di così, devi automatizzare!! Prova a metterti in sella appoggiato al muro di casa, e stai lì a sganciare da fermo finché non viene fluido: approccia in modo diverso gli sganci, pensa che sia normale perché se pensi sia difficile non ci riuscirai mai!! 😉 Più che altro: cadere a 40 km/h nel fuori strada… ti ammazzi direttamente se ti va di lusso. SPD o Flat che siano, se cadi a quella velocità sei finito. Quando cado di fianco, sempre verso le pietre, naturalmente (la legge di Murphy…), vero, rischi il colpo sull'anca, ma pure la frattura di polso, capitello radiale, qualche altro osso della mano, lussazione della spalla. Tutte le ossa, insomma, relative alle braccia. Questo vale per me che quando cado e rimango attaccato in automatico, vado a metter "le mani avanti". Sul movimento di sgancio, purtroppo non riesco… Read more »

Singlespeed74

Dal lato della mia ignoranza ,
io provato SPD decathlon+ scapette xlc serie prima e … pedali flat seri( quelli con pin a vite intercambiabili +scapette tipo skate) i flat + scarpette + economici degli SPD+ scarpette primo .
Poi infine per portarmi ai flat, e' stata la comodita' e la praticita',
1°"osare un po di piu' "insomma si inchiodano le suole delle scarpe a seconda dei pin come le spd … ma danno sicurezza come base larga e stacco immediato" , nonche' se uno fa salite e' comodo con scarpe passeggio nei tratti camminati.
Insomma da ignorante credo spd per xc su lunghi percorsi, ma flat per tutto il resto .

Sincopato

valium64 Che cadere da fermi sia sempre e comunque meno pericoloso lo vorrei vedere dimostrato scientificamente. Certo una mina a 40 km/h quasi sicuramente fa male, ma spesso le fratture o i traumi più rognosi si presentano proprio quando meno c'è lo aspettiamo, proprio perché non essendo fisicamente reattivi e concentrati a sufficienza al perdere del equilibrio anzi che reagire prontamente si viene presi contropiede e si fa il movimento peggiore o ci si appoggia nel modo sbagliato. Esempio classico la caduta da fermo dove perdendo l'equilibrio cerchiamo di rallentare l'impatto mettendo mano o braccio a terra e andiamo a soffrire traumi alla spalla e al polso gravandovi sopra a peso morto, mentre nello stesso punto cadendo in movimenro probabilmente tenderemo a rannicchiarci e magari otterremo più ematomi ma meno traumi. Il "problema" degli SPD per chi non vi si sente tranquillo è proprio quello che si rischia per pensare a sganciare o ancor peggio che non ci si riuscirà a sganciare di fare i movimenti peggiori se non addirittura andare noi stessi a determinare la caduta pensando a come prevenire una eventuale. Esattamente, ma anche perchè sostanzialmente da fermo si cade "a peso morto" su se stessi quindi si carica tutto il proprio peso addosso, se poi si aggiunge anche quello della bici che magari ci vine addosso perchè gli spd chiaramente non si sganciano si fa il resto del danno………. Poi come ho scritto dipende sempre da caduta a caduta e "dall'eventuale sfiga"………. Infatti anche per quanto riguarda… Read more »

Sincopato

Gianz Più che altro: cadere a 40 km/h nel fuori strada… ti ammazzi direttamente se ti va di lusso. SPD o Flat che siano, se cadi a quella velocità sei finito. Quando cado di fianco, sempre verso le pietre, naturalmente (la legge di Murphy…), vero, rischi il colpo sull'anca, ma pure la frattura di polso, capitello radiale, qualche altro osso della mano, lussazione della spalla. Tutte le ossa, insomma, relative alle braccia. Questo vale per me che quando cado e rimango attaccato in automatico, vado a metter "le mani avanti". Sul movimento di sgancio, purtroppo non riesco a tirare il tallone verso l'esterno. Il piede non ha spazio. Probabilmente è una magagna mia a livello di ginocchio, scarsa mobilità… boh. Ho provato anch'io il movimento fino alla nausea, e funziona nel 90% dei casi: nella gran parte delle situazioni sgancio il piede quale sia la sua posizione nel corso del movimento di pedalata. Non rischi mai, sganciando all'interno, che vada su raggi o ruota… al massimo sbatti su borraccia e tubo verticale del telaio… non è che mi stia simpatico, ma almeno ci riesco. Il problema, appunto, arriva nell'incerto. Tipo ieri sera: bellissimo sentierino in salita, pendenze tra il 22 e il 24%, fondo un po' scassatino, ma non troppo, e qualche radice di traverso. Niente… appena si è ristretta la pista diventando una traccia in salita sul bosco, senza pensarci più di troppo ho sganciato. E il bello è che dopo sono riuscito a percorrerlo lo stesso senza mai… Read more »

Gianz

SPD completamente (o quasi) aperti. Il primo giorno staccavano così facilmente che rischiavi nelle discese che partisse il piede. Ho fissato di un quarto di giro, ma sono sempre su valori ben al di sopra di quelli standard.