Schurter torna a vincere e diventa campione del mondo per la nona volta

Schurter torna a vincere e diventa campione del mondo per la nona volta

Marco Toniolo, 28/08/2021

Terreno polveroso, temperature tardo estive e tanto pubblico (vaccinato): la Val di Sole si presenta con il suo lato migliore per le competizioni XC dei campionati del mondo di mountain bike 2021.

La partenza degli uomini è una battaglia come il solito ma, una volta che le gambe cominciano a bruciare, ecco i soliti noti in testa al gruppo: Nino Schurter e Mathias Flückiger. In assenze del campione olimpico Pidcock, impegnato alla Vuelta, e di MVDP, che deve combattere con problemi alla schiena, i mountain biker puri se la giocano fra di loro.

Il tracciato è un delirio di salte e discese molto ripide e tecniche, il più duro della stagione secondo Thomas Frischknecht, team manager del team Scott e commentatore per la TV svizzera.

Cink prova a mettersi davanti a Schurter ma paga la sua scarsa tecnica in discesa, tanto che prende la chicken line nel ripidone dell’immagine qui sopra.

Al termine del secondo giro il duo dei fuggitivi ha già 30 secondi di vantaggio sugli inseguitori, che diventano 40 nel giro successivo. Durante il penultimo giro Cink, in terza posizione, deve alzare bandiera bianca a causa di un problema al cambio Shimano XTR meccanico. La catena rimane sul pignone più piccolo, il 10T. Koretzky si porta così in zona medaglie.

La battaglia per la vittoria è tutta svizzera: Flückiger, che non ha mai vinto un mondiale, e Schurter, che ne ha vinti ben otto.

Finale al fulmicotone fra i due svizzeri, in cui Schurter supera Flückiger negli ultimi metri in curva. Manovra che ricorda quella di Kulhavy ai suoi danni alle Olimpiadi di Londra 2012. Pazzesco!

Gli italiani continuano la serie negativa di risultati: purtroppo non sono mai entrati veramente in gara.

Risultati completi.

Donne elite

Una partenza strepitosa della Ferrand Prevot lasciava presagire una gara noiosa e priva di colpi di scena. In verità la francese si è spenta come un fuoco di paglia, bruciandosi ogni possiblità di podio. Ricordo che si tratta della campionessa del mondo uscente, fresca di una cocente delusione ai giochi olimpici di Tokio.

Viene infatti ripresa prima dalla britannica Richards, poi dall’Olandese Terpstra ed infine dall’acerrima rivale Neff che si muoveva in gruppo con la connazionale Frei. Quest’ultima, durante il quinto e ultimo giro, accende il turbo per assicurarsi la medaglia di bronzo, trovandosi alla fine a combattere con la Neff in volata. Questa volta la campionessa olimpica si deve accontentare della medaglia di legno, mentre per Sina Frei si tratta della seconda medaglia ai mondiali, dopo quella d’oro in Short Track.

La Richards dimostra una potenza e costanza vincenti, che la portano sul gradino più alto del podio e dunque alla maglia iridata. Mesto l’arrivo al traguardo della Prevot in sesta posizione a due minuti dalla vincitrice.

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Commenti

  1. BOGIA NEN:

    Ecco cosi iniziamo a discutere… io reputo che si stia esagerando non che debba essere azzerato il livello tecnico per permettere ai più forti pedalatori di vincere e nel privato non apprezzo Gf o marathon MTB cui partecipo che poi si rivelano percorsi Gravel…poi ho fatto un discorso filosofico sul mio personale astio verso l’artificiale anche li portato all’estremo con quel pump track orrendo… questo ESAGERARE per me non porterà beneficio alla mtb pedalata anzi… ma non vuol dire che voglio vedere gente sputare sangue in un pratone con ruota lenticolare e corna manubrio…
    dai su, che "la pedalata" non frega niente a nessuno se non quando c'è qualche attacco, come in ogni gara di xc, anche quelle con percorsi tecnici.

    La "pedalata" stile Tour va bene per farsi l'abbiocco quando uno torna dal giro e si stravacca sul divano, per poi svegliarsi che è già finito tutto, cioé i 5 minuti finali in cui finalmente c'è bagarre. Roba da pensionati
  2. marco:

    dai su, che "la pedalata" non frega niente a nessuno se non quando c'è qualche attacco, come in ogni gara di xc, anche quelle con percorsi tecnici.

    La "pedalata" stile Tour va bene per farsi l'abbiocco quando uno torna dal giro e si stravacca sul divano, per poi svegliarsi che è già finito tutto, cioé i 5 minuti finali in cui finalmente c'è bagarre. Roba da pensionati
    In mtb però su percorsi belli ad esempio piattoni non ne vedi… ci sarebbero salite lunghe magari tecniche discese altrettanto e magari belle toste… non so per me non sarebbe male… il Raid Evolenard quest’anno mi hanno detto che era spettacolare ad esempio… vederlo trasmesso magari… è un mio sogno ;)
  3. dang67:

    Tra i 50 m di un rock-garden e la DH di ieri c'e' ovviamente un abisso rispecchiato innanzitutto dalle bici e poi dalla preparazione specifica degli atleti. L'enduro e' una cosa che sta nel mezzo, ma e' ben altra cosa rispetto all'XC anche a metterci questi rock garden. Quindi l'XC moderno ha passaggi che richiamano all'enduro, ma l'enduro e' tutta un'altra cosa.
    Ovviamente l'enduro è tutt'altra cosa, basta dire che il tempo si misura praticamente solo in discesa.

    Poi però quando Schurter e Fontana parteciparono all' EWS di Finale Ligure si misero dietro tanti specialisti di alto livello. Il che fa pensare che la questione non sia tanto di sostanza, quanto di proiezione delle nostre preferenze e/o capacità.