Sellaronda Hero Tour: il giro del gruppo del Sella con la MTB

Sellaronda Hero Tour: il giro del gruppo del Sella con la MTB


Lo scorso finesettimana, Leitner Ropeways e la Val Gardena ci hanno invitato a Selva di Val Gardena per conoscere la regione, assistere a partenza e arrivo della Sellaronda Hero e per provare il giro MTB Hero Tour (una delle sue versioni in verità).

Chi è Leitner ropeways?

Cominciamo da Leitner Ropeways, che non tutti conoscono. E’ una grossa azienda altoatesina specializzata in impianti a fune. Leitner costruisce funivie dal 1888, vale a dire da 126 anni, ed ha acquisito tanta esperienza da non fare più solo impianti di risalita in ambito alpino e sportivo, ma sviluppa anche soluzioni per il trasporto in città. Per fare un esempio, è di Leitner la più grande cabinovia urbana dell’eurasia, ad Ankara.

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Ha cinque stazioni e copre una distanza di 3.2 km con una portata di 2400 persone all’ora per senso di marcia. Collega i quartieri di Şentepe e Yenimahalle con la rete metropolitana.
Ma quello che interessa a noi è che sono gli impianti Leitner a portare i biker in cima alle salite del Hero Tour attorno al gruppo del Sella.

Il Sellaronda Hero Tour

La Sellaronda è nota da tempo ormai, principalmente per la possibilità di percorrerla d’inverno con gli sci in entrambi i sensi. Più recente è la promozione della zona anche per le mountainbike, con impianti aperti d’estate che permettono di trasportare le biciclette. Impianti che sono un grande aiuto perchè senza di essi ci sarebbe un dislivello da 3000 a oltre 3700 metri da coprire pedalando, chiudendo l’opportunità di fare il giro a biker senza un ottimo allenamento.

Prezzi e guide

Cominciamo dall’argomento spinoso e che per molti ancora non è chiarissimo: quello sulla necessità di farsi accompagnare da guide per fare il giro. Ho chiesto proprio ad una di esse come funzionasse la questione. Dunque, non è possibile fare il biglietto per il Sellaronda Hero Tour senza prendere anche una guida. Il costo per il tour accompagnato è di 75€ a testa e bisogna essere gruppi di almeno 4 persone. Oppure si può fare il giornaliero per 39€ ma bisogna arrangiarsi a trovare una guida e pagarla autonomamente. Per andare da soli si possono fare i biglietti singoli agli impianti (per un costo di 50€ circa), tranne a Campitello dove senza guida non si può prendere l’impianto, non vogliono assumersi la responsabilità di eventuali infortuni. L’ultima alternativa per fare il giro senza guida è la tessera BikingUp! che per 75€ consente di usare gli impianti ed ha una durata di 3 giorni utilizzabili su 4.

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Simon, una delle nostre de guide, chiude il gruppo. Ha fatto la scuola come guida in Italia ed un corso per freeride e downhill in Austria

Io devo dire di essermi un po’ ricreduto sul ruolo della guida, che vedevo solo come una spesa in più. Le guide conoscono bene i posti e ci risparmiano di controllare la cartina ad ogni incrocio, nei paesi ci portano dritti all’impianto di risalita giusto senza gironzolare e chiedere, risparmiando parecchio tempo. Nel nostro caso si trattava inoltre di ragazzi rilassati e di buona compagnia, perfetti trilingui (italiano, tedesco e ladino almeno). D’altra parte va detto che, almeno sul percorso fatto da noi, dal punto di vista tecnico le difficoltà erano poche ed anche un principiante può fare quasi tutte le discese senza bisogno di aiuto, smontando nei punti in cui non si sente sicuro.

 

Il giro

Abbiamo fatto il giro in senso orario. 58km e 3730 metri di dislivello che si riducono a 450 con gli impianti. Noi ne abbiamo fatti circa 900 perchè una seggiovia era chiusa. Per il nostro giro eravamo divisi in due gruppi, quello italiano e quello tedesco (io ero in quest’ultimo) ed avevamo due guide per gruppo. Partiti da Selva abbiamo preso la nuovissima cabinovia Dantercepies. Una cabina contiene 10 persone, oppure si può ribaltare una panca, lasciando spazio per 3 biker e 3 bici.

Dalla cima si prende prima uno sterrato e poi un sentiero che Lunedì era molto bagnato e rovinato dagli oltre 4000 biker che sono passati il giorno prima per la Sellaronda Hero. Si fa comunque tutto in sella con un po’ di equilibrio e porta al passo Gardena. Da li comincia il Singletrail Frara, che fa parte del Sellaronda Gravity Tour (ci sono anche altre versioni del tour, come quella per le e-bike e la versione gourmet). E’ un sentiero bellissimo, pieno di curve in appoggio e con qualche passerella sui ruscelli. 3km e 470 metri di dislivello (e di goduria). Non è un sentiero freeride però, non ci sono salti ed io l’ho fatto tranquillamente con una front xc 29″ regolata in tutta fretta al noleggio. Scendendo si arriva a Colfosco, da dove si raggiunge Corvara per bei sentierini pianeggianti percorsi anche da escursionisti a piedi.

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A Corvara abbiamo preso la cabinovia Col Alt (più piccola, due bici e due biker per cabina) per poi portarci al rifugio Pralongià per una sosta. Dalla stazione a monte fino al rifugio è tutto strada sterrata, un su e giù leggero con un panorama pazzesco su Marmolada, Boè, Civetta, Sas Ciapel e altre montange, tanto è inutile provare a descrivere a parole (e anche con le foto si fa un po’ fatica a rendere).

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Rinfrescati da un Apfelschorle da bravi tedeschi, ripartiamo. Dal rifugio comincia un po’ di discesa, prima su sentiero ghiaioso (che fastidio la ghiaia in curva!) e poi su pratone.

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Molto bello per essere un pratone, non troppo ripido e con appena una traccia di sentiero per seguire un pochino di curve e dare tenuta in frenata, oltre a permettere di vedere dove si mettono le ruote.

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Si raggiunge poi un sentiero nel bosco che in leggera pendenza porta giù al passo Campolongo. Dal Campolongo portroppo non abbiamo potuto prendere la funivia per provare il nuovo sentiero Bec de Roces, anch’esso parte del Gravity tour. Siamo quindi scesi ad Arabba per un altro sentiero a tratti molto ripido e scassato, ma di nuovo fattibile anche con una front da xc, quindi sella giù ed attenti ai sassi smossi.
Arabba. Da qui di nuovo funivia Leitner, che porta a Portavescovo. Un saluto alla Marmolada, vicina dall’altra parte della valle e partiamo in direzione passo Pordoi, purtroppo perdendo di nuovo quota lungo uno sterratone neanche troppo liscio. Pizzicatura per me, passato troppo pesantemente su una roccia sporgente. Una delle guide mi ha aiutato a cambiare la camera, così poco dopo ci siamo messi alla rincorsa degli altri. Con sollievo siamo presto entrati in un sentiero stretto e con un bel fondo che dava aderenza, principalmente pianeggiante e flow ma con dei tratti tecnici, abbastanza facili ma divertenti e – diciamolo – danno sempre un po’ di soddisfazione.

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Una pedalata dopo l’altra, una curva dopo l’altra siamo a metà della strada per il Pordoi. Per un altro breve sentiero creato apposta per le MTB e con le sue belle curve in appoggio arriviamo alla seggiovia di Pont de Vauz. Durante la salita vediamo sotto di noi il bellissimo singletrail Pordoi con le sue curve e le sue passerelle, che però va in direzione opposta alla nostra: mannaggia!

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Abbiamo superato la metà (e la parte più bella, secondo me). Dal passo Pordoi ci si dirige a Canazei tra sterrati e sentieri preesistenti e poi in piano fino a Campitello per prendere la funivia di Col Rodella.

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Da li sterratone in forte discesa e poi tranquilli fino al passo Sella da dove, attraverso la bellissima “città dei sassi” ed un sentiero più stretto si arriva al rifugio Comici. Quando abbiamo fatto il giro, avevamo 2 ore e mezza di ritardo, quindi abbiamo trovato il sentierino abbastanza libero. All’ora di pranzo è un po’ affollato di escursionisti.
Pranzo (si fa per dire, erano le quattro e mezza!) al bello e futuristico rifugio Comici e poi giù di nuovo verso Selva lungo il tracciato della gara.

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Tiriamo le somme

In due parole un giro bellissimo, in particolare il sentiero Frara dedicato alle MTB che mi ha lasciato una gran voglia di provare gli altri come Bec de Roces e Pordoi (per i più gravity ci sono poi il Freeride Park Belvedere a Canazei ed il Freeride Ciampinoi sopra Selva). Si potrebbe desiderare più singletrack e meno sterrato, ma ricordo che il Sellaronda Hero Tour è un progetto giovane (i sentieri del gravity tour sono tutti nuovi).
Come dicevo sopra, qualunque bici va bene per un giro come questo, dalla front da xc alla full da enduro. Potendo scegliere però, penso che il massimo del divertimento si abbia con una trailbike.
Noi siamo stati fortunati e l’abbiamo fatto nel sellaronda bike day, in cui i passi sono chiusi al traffico e pieni di stradisti. Io sono tornato sul passo Sella il giorno dopo con degli amici a rifare una parte del giro: il rumore delle moto in posti così belli dà fastidio. Per fortuna i punti più panoramici sono anche abbastanza lontani dalle strade.

La Val Gardena ha altro da offrire

Il giorno precedente il giro, mentre gli atleti facevano la gara, noi siamo stati accompagnati da due guide alpine alla cima del grande Cir partendo dalla stazione a monte di Dantercepies. Un sentiero attrezzato molto bello che in breve tempo (in una mattina si fa) porta alla cima, con vista sulla famosa ferrata tridentina, sul Pelmo e sul Civetta, oltre chiaramente al gruppo Sella. Qui metto solo qualche foto perchè non è esattamente un giro da fare in bicicletta. Se però andate in Val Gardena per le ferie, vale la pena portare gli scarponi oltre alla bici.

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  1. 75€ per il giro, vedo che hanno alzato la cresta, l’ho fatto due volte, due anni fa partendo da Selva pagai 25€ con lo sconto, l’hanno scorso partendo da Canazei ben 65€(! ).
    Quest’anno costa ancora di più. 🙁
    Ps. A Campitello si può salire anche senza guide, solo che ti fanno firmare una liberatoria, sono stato su nei giorni prima della Hero e ho chiesto info.

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  2. @David roilo: sì l’ho fatto entrambe le volte con la guida.
    Comunque merita davvero, l’avrei fatto un’altra volta ma è aumentato troppo imho, ormai il business è grosso, ho letto che c’è anche il tour dedicato esclusivamente alle e-mtb, non che abbia qualcosa contro loro era solo per far capire che piega ha preso la cosa.

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  3. “ormai il business è grosso” penso che questa frase riassuma davvero tutta la questione… Ci manca solo che tra poco facciano pagare anche il SellaRonda Bike Day, quando questo accadrà vorrà dire che cambierò posto, per me è il 3° anno che ci vado.

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  4. Anche io ho fatto il giro con guida nel 2011 a 25€, visto che avevo uno sconto del 50% perché alloggiavo in un albergo convenzionato. 75€ sono troppi, però magari c’è ancora la convenzione con gli alberghi. Giro fantastico, non difficile. Io ho fatto la gara e poi la settimana dopo ho voluto rifare il giro con le guide per potermelo godere e fare le foto

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  5. giro fantastico , fatto nel 2013 e già in programma per quest’anno, le guide le ritengo necessarie, ti permettono di fare il giro in giornata con tranquillità, altrimenti vedo qualche rischio di concluderlo, vista la quantità di bivi e impianti da prendere, anche io ho speso meno in quanto ho dormito a Selva; in definitiva mi hanno scontato il costo del pernottamento 30/35 € lo consiglio almeno una volta dai

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  6. Questo articolo capita a fagiolo; il giro l’ho in programma con qualche amico per questo we pioggia permettendo.
    A sentire le guide le bike adatte per il giro sono le AM/Enduro, nel leggere l’articolo le più consigliate sono le trailbike.
    Potendo scegliere di fare il giro o con una Strive o con una Nerve da 27.5 con quale lo faresti ?

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    1. Non ho mai provato nè la strive nè la nerve 27.5, quindi non saprei bene cosa dirti. Già la differenza tra le due è piccola (nel senso che non è quella che intercorre tra una xc e una enduro).
      Delle nostre guide uno aveva una genius 740 e l’altro credo una bianchi methanol FS.
      Dovendo scegliere ad occhi chiusi prenderei la Nerve, ma comunque scegli non sbagli tanto.

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  7. ho sentito il consorzio per la traccia del giro orario\antiorario ed il giro enduro, dicono che sarà pubblicata a breve ma non la trovo….
    dove si può reperire? intendo quella che sul sito della hero è riportata sulla mappa.

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    1. Ne ho creata una che corrisponde, metro per metro, al percorso in senso orario pubblicato sul sito ufficiale (però con partenza da Arabba, perchè a me serve così).

      Se mi mandi un MP con il tuo indirizzo e-mail te la spedisco stasera.

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  8. Secondo me, chi arriva in questi posti, le prime volte “deve” farsi aiutare da una guida, sono bravi, preparati, gentili ecc.ecc., ma io che quei sentieri li ho fatti decine e decine di volte sia a piedi che in mtb, ho la traccia sul gps, per 21 anni ho fatto le vacanze, estate inverno, in quei luoghi, perchè se voglio fare questo giro con uno o due amici devo incontrare impedimenti agli impianti?. Io il problema l’ho risolto andando nelle Alpi Carniche e Giulie, sono più vicine, non hanno nulla da invidiare alle Dolomiti, inoltre, difficile trovare qualche tedesco che ti apostrofa con un “italienisch” perchè sei in mtb.

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    1. Vista la discussione in merito, mi sono informato e posso dirti che (almeno per il giro in senso orario) l’unica “difficoltà” sussiste per la funivia di Campitello di Fassa: lo ha scritto anche AlfreDoss… per salire con la MTB devi sottoscrivere l’accettazione del regolamento, che ti obbliga a percorrere unicamente la carrabile sterrata in quota.
      C’è scritto anche nel loro sito:

      Impianti sui quali è possibile il trasporto di biciclette:

      cabinovia Belvedere + funivia Col dei Rossi, Canazei
      seggiovia Saletei-Pordoi (Maria), Arabba/Passo Pordoi
      funivia Col Rodella Campitello di Fassa (con l’obbligo – dichiarazione da sottoscrivere – di seguire solo la strada carrabile nel tratto dal Col Rodella al Rifugio Passo Sella)
      cabinovia Lusia-Valbona-Le Cune, Moena
      seggiovie Castelir e La Morea, Bellamonte/Alpe di Lusia
      funivia Col Margherita, Passo San Pellegrino
      seggiovia Costabella, Passo San Pellegrino
      seggiovie Molino-Le Buse e Le Buse-Laresei, Falcade/Col Margherita
      cabinovia Laurin I, Carezza/Passo Costalunga

      In tutti gli altri impianti corrispondenti al giro in senso orario è espressamente consentito il trasporto di biciclette.
      Quindi, direi che anche senza guida non ci sono problemi.

      Resta da capire, semmai, il costo del pass, dato che i 75€ richiesti dalle guide coprono anche i 39€ di risalita, ma secondo alcune testimonianze senza guida ci si deve pagare gli impianti uno a uno, con costo superiore.

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  9. Da quando hanno iniziato a fare questo giro io l’ ho sempre fatto e lo farò anche quest’ anno. Il giro è bellissimo, non troppo difficile e adatto a quasi tutte le MTB. Sul fatto di farlo senza guida è vero…non sarebbe male, ma visto che i ragazzi li sono sempre alla mano, simpatici e soprattutto come si dice nell’ articolo conoscono la zona benissimo quindi non perdi tempo e non ti perdi.
    Poi con la guida (se il gruppo è composto solo di amici) si puo’ chiedere di fare qualche deviazione e fare percorsi alternativi più facili o difficili a seconda della richiesta.
    Io lo consiglio a tutti. L’ unica cosa è sperare che ci sia il sole, perchè l’ anno scorso abbiamo fatto più di metà giro sulla neve e con un freddo cane!! Ma mi sono divertito tantissimo!! 🙂

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  10. Mi piacerebbe farlo con il presepe, almeno con il figlio 12enne, e trovo buona l’idea della guida a maggior ragione se fatto con la prole (…anche in francia molti giri am/escursionismo in zone nuove li faccio prima accompagnato dalla guida)… ma caspita 150 euri…eventuale sconto-rabatt “famiglia”?

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    1. gentile giobiker
      vada pure in tranquillità. ci sono riuscito io con alcuni amici. certo che se prende un guida/maestro di fiducia potrebbe anche chiedere un po di perfezionamento di tecnica di guida

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  11. bello ne ho fatto una parte e quest’anno lo volevo fare con altri 2 amici, il problema è che bisogna essere in 4 grrrrr un pò complicato no? per 75€ a testa potrebbero anche partire da gruppi di 3 ….. mica ci rimettono credo, una cosa non mi è chiara, quindi la guida più è numeroso il gruppo più guadagna? non è molto fair IMHO sarebbe meglio dire la guida costa €200 + il costo a persona per il pass delle risalite, poi se vai da solo o in 5 si divide la spesa boh.

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    1. Non so quanto guadagni la guida (non mi riguarda).
      Comunque facendo come suggerisci tu, la cosa diventerebbe ancora più costosa, soprattutto se si facessero gruppi da 3 persone.

      Vero che la regola dei 4 partecipanti minimi è limitante, tocca andare da soli o procurarsi una guida privata

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  12. l’anno scorso in 6 bikers abbiamo fatto il giro orario partendo da Selva senza alcuna guida. Quattro impianti, Ciampinoi (era chiuso il Dantercepies), Piz La Villa, Porta Vescovo e Col Rodella). Il resto tutto pedalato. Totale spesa per impianti circa 45 Euro complessivi (tickets + bike). Ogni impianto va pagato singolarmente. Sconsiglio le tessere a punti family perché non sono accettate ovunque (in Badia no, per esempio) e rischiate di buttare via soldi.
    Abbiamo rifiutato l’idea della guida perché 450 Euro in 6 per un’escursione di una giornata è strozzinaggio.
    Un neurochirurgo costa molto meno!
    Il vantaggio della guida è quello di essere garantito in caso di danni meccanici importanti, anche se il pickup si paga!
    Abbiamo seguito quasi fedelmente il giro segnalato (a parte un paio di deviazioni utili a saltare il pedaggio di 2 seggiovie) ma non abbiamo avuto alcun impedimento di carattere sicurezza.

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  13. 75 euro comprendono i 39 per il bike-pass. il prezzo di 75 è riferito solo nelle giornate in cui è programmata l’uscita di gruppo a patto che ci sia almeno il numero minimo di 4 partecipanti.
    uscire con la guida non è solo “farsi guidare” ma anche “farsi assistere” in caso di incidenti piccoli e grossi oppure da guasti meccanici, davanti a voi c’è sempre una figura professionale in grado di soccombere ad ogni problema: anche ad organizzare un rientro forzato per cause maggiori oppure conoscere la zona anche “logisticamente” parlando.
    Sono tutti aspetti da tenere in considerazione.
    La guida comunque è sempre aggiornata anche in cambi di percorso: capita che spesso i sentieri sono posti a manutenzione o anche un impianto chiuso che impone un forzato cambio di rotta…. con una traccia gps non fai tanto.
    quest’anno come ogni anno ci sono sempre delle novità nel percorso cosa che una traccia gps non sa specie se è stata registrata negli anni precedenti.
    quindi per la vostra sicurezza e il vostro divertimento consiglio sempre di prendere una guida locale per fare il tour e godervi il giro nel migliore dei modi! se invece volete fare da soli.. beh liberissimi di farlo.

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    1. Il bike-pass è un’invenzione per vendere il pacchetto completo di 75 euro. Il solo bike-pass a 39 euro senza guida non esiste, non è in vendita, non cercatelo. Bisogna prendere i singoli tickets dei singoli impianti, a meno di una lunga permanenza. In questo caso da quest’anno è disponibile il pacchetto 4 giorni senza guida che sono invece molto convenienti.

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    2. grazie per le precisazioni, per quanto mi riguarda non sono i 75€ il problema, quanto piuttosto essere condizionati ad essere almeno in 4 o doversi aggregare ad un altro gruppo o appunto vedere quando sono le giornate in cui ci sono uscite programmate.
      non so se è previsto ma vedrei anche sensato mettere a disposizione delle guide diciamo ‘private’ con un costo a giornata indipendentemente dai partecipanti (magari con un limite superiore tipo gruppi massimo di 6), in questo modo ognuno può organizzarsi come meglio riesce e decidere se pagare da solo la guida o magari dividere l’avventura (e la spesa) con qualche amico.
      sia chiaro sono un sostenitore delle guide, per me il valore di avere un che sa le strade, che ti racconta magari il territorio e che ti da anche qualche dritta tecnica sulla guida vale tutti i 75€, solo cercherei se possibile di rendere ancora più accessibile (leggi flessibile) il servizio.

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      1. Sono d’accordo con Deroma. Il problema non è il 75 Euro in sé, ma il fatto che la guida dovrebbe avere un costo fisso, con eventuale quota fissa per ogni partecipante in più nel gruppo. Come fanno i maestri (40 Euro all’ora per una persona + 10 Euro per ogni partecipante oltre il primo).
        Io vado con un gruppo di 9 persone a luglio e pagare 675 Euro per una pedalata è folle !!! Senza guida pagando solo gli impianti risparmiamo quasi 300 Euro che volentieri mi gioco con le gambe sotto al tavolo….

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        1. @Obiwan1975 Non riesco bene a seguirti, Prima dici che 75€ a testa non sono un problema e poi che 675€ per 9 persone sono una follia.
          Magari sono io che non ho capito, eh. Se il problema non sono i 75€, qual’è?
          Cosa cambia al biker se la guida ha o meno un costo fisso?

          L’idea di Deroma (costo fisso di 200€ a guida per giro con 6 persone massimo) avrebbe senso, ma con meno di 6 partecipanti diventa più costoso di come sia adesso (per 5 persone 395€ invece dei 375€ che pagherseti con 75€ a testa, poi più è piccolo il gruppo più caro diventa).

          Che poi uno voglia poter fare il giro senza guida pagando solo i 39€ del giornaliero è comprensibilissimo

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          1. @David Roilo sto dicendo che con l’aumentare del numero dei partecipanti aumenta esponenzialmente e non proporzionalmente il costo. Non è una babysitter, è una guida. Lui va e tu gli vai dietro. Perché non c’è un numero massimo ma solo uno minimo?
            Poi: ribadisco che non esiste alcun giornaliero da 39 Euro!

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          2. @Obiwan
            No, se pagano tutti uguale il costo è proporzionale al numero di partecipanti, garantito. Fidati, di esponenziali e proporzioni qualcosina ne so, e nel 99% o più dei casi, quando la gente dice “cresce esponenzialmente” sbaglia (si accetta perchè è solo un modo di dire).
            C’è anche un numero massimo, 8 persone.
            Il giornaliero con 39€ esiste, a quanto mi hanno detto proprio dall’Associazione sportiva Sellaronda Hero (cioè quelli che vendono il biglietto). Sul sito sellarondahero. com c’è scritto: Prezzo: € 75,00
            Escursione guidata HERO TOUR con guida a persona, compresa la tessera per l’utilizzo degli impianti i risalita, min. 4 persone (Prezzo tessera giornaliera per utilizzo impianti di risalita € 39,00). Guida privata su richiesta.
            Però bisogna comunque avere una guida privata, per questo probabilmente non lo fa nessuno perchè è sconveniente.

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  14. Il percorso è tutto segnalato con tacche e segnaletica o invece bisogna orientarsi con la cartina con rischio di passar più tempo a guardare la cartina che a pedalare?

    Mi piacerebbe fare il giro quest’estate, ma non vorrei usare gli impianti e con la guida mi sembra non sia possibile…

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  15. Se non vuoi o non puoi andare con una guida, mi sa che dalla cartina non c’è scampo. Quando l’ho fatto io, in alcuni punti era segnalato con i cartelli della gara, ma già il giorno seguente alcuni non erano più li.
    Cartelli tipo “se fate l’Hero Tour andate in questa direzione) non ne ho visti.
    C’è di buono che i sentieri sono ben segnalati (almeno in Alto Adige, in Veneto e Trentino non ci ho fatto molto caso ma dubito sia tanto peggio) e seguirli dalla cartina è fattibile.

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    1. David, senza fare troppe polemiche, (che tanto sono inutili):
      a me mette solo un pò tristezza che un consorzio organizzi un iniziativa così interessante e poi, per una mera mancanza comunicativa, lasci i possibili fruitori (e dunque clienti) incerti perchè non fornisce informazioni chiare per poterla svolgere.
      mi spiace citare l’esempio estero, ma quando ho fatto il Big5 a Saalbach o il 10kin1day a Davos non ho riscontrato tutte queste problematiche per capire come\dove\cosa fare (nonostante la teorica barriera linguistica), anzi mi hanno persin fornito le tracce gps assieme alle informazioni necessarie.
      detto questo, a me (chiedendo per il Gravity tour) hanno dato questa risposta:

      “si può percorrerlo da soli. Si può acquistare la biking up che costa 75 Euro e a una durata di 3 giorni o si può effettuarla per lo stesso prezzo guidata.
      Le tracce gps per il gravity non sono ancora online ma lo saranno fra poco.
      Pagando le corse singole agli impianti si pagherebbe 55,00 Euro.
      Saluti
      Südtirol Sellaronda HERO”

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  16. Grazie David. Con le guide mi sembra sia possibile fare il giro solo con l’utilizzo degli impianti, quindi sono costretto a fare il giro autonomamente.
    Mi era venuto il dubbio perchè leggendo l’articolo siete passati per “prati” e non capivo se sono sentieri segnalati o invece deviazioni conosciute solo dai locals.
    Quanto alla cartina, ovvio è necessaria, ma un conto è scegliere tra due sentieri segnalati, un altro è trovarsi di fronte ad un bivio senza alcuna indicazione…

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    1. Ah, cavolo, scusa, ho letto male. Quella di fare il giro con guida e senza impianti è una richiesta inusuale. secondo me potresti chiedere direttamente a quelli dal Hero Tour o – se alloggerai in un albergo convenzionato con qualche guida – sentire loro.
      Una ragazza che ha partecipato alla gara mi ha detto che anche in gara lei ha avuto qualche difficoltà a capire quale fosse la strada giusta da prendere.

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  17. Allego la risposta dell’Ufficio preposto di Selva alla quale ho chiesto dieci giorni fa informazioni sugli impianti…. la risposta mi pare inequivocabile e nega l’esistenza di tessere giornaliere per gli impianti di risalita.

    “Buongiorno Signor xxxxx,

    la ringrazio per la Sua cortese richiesta e per il Suo interesse!

    Con piacere La informo che il prezzo della cabinovia del Ciampinoi comprende 10,00 € per la sola andata ed 16,00 € per l’andata e ritorno. Se Lei vuole trasportare la Mountainbike, ci sarà un’aumento di ca. 5,00 €.

    Inoltre la informo che quest’anno esiste una tessera con la quale si può fare il giro del Sellaronda, peró non è una tessera giornaliera:
    Biking Up
    “BIKING UP!” è la nuova tessera a tempo per vivere l’emozione delle Dolomiti in MTB!
    Il comprensorio offre percorsi spettacolari adatti ad ogni tipo di ciclista.
    Se cercate l’adrenalina di una discesa mozzafiato o semplicemente una pedalata panoramica gustandovi baite e paesaggi, BIKING UP non può mancare nel vostro taschino!

    I due tagli proposti (incluso trasporto bici):
    3 su 4 giorni € 75,00
    5 su 7 giorni € 100,00
    La invito inoltre a farci visita sul nostro sito ufficiale della Val Gardena http://www.valgardena.it.
    Per ulteriori informazioni resto sempre a Sua completa disposizione!

    Cordiali saluti,

    xxxx xxxxx
    Val Gardena Gröden Marketing “

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  18. Ciò detto, mi sembra che tutta questa discussione sia un grosso spot alle guide MTB che fanno il loro onesto lavoro, ma che non sono – a differenza di come si vuol far credere – necessarie per fare il giro….
    Non chiedete mai all’oste se il vino è buono!

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  19. 1) Mi confermate quindi che con il BikeUp da 75€ NON ci vuole la guida? Abitando nei pressi potrei farmi orario e antiorario in 2 giorni (con un giorno di pausa)

    2) Supponendo che il famoso bikepass giornaliero da 39€ esista e che sia obbligato a prendermi la “guida”; esiste un albo o qualcosa di ufficiale per fare di una persona una guida? Avevo sentito che basta essere maestro AMI e ti lasciano andare (anzi se si è 4+maestro quest’ultimo con pagava).

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  20. Chi non vuole le guide può prendere senza problemi la funivia a arabba-portavescovo e pedalare il resto (60km 2000mt) volendo si può saltare il dantercepies ma quando l’ho fatto io l’impianto era chiuso

    questo sito è pieno di tracce del sellaronda…la guida a cosa serve? forse a qualcuno che non sa usare internet e nemmeno un GPS, ma esistono ancora?

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  21. Per me la MTB è libertà quindi non la vedo una cosa positiva. Non vado allo stadio o al palasport, vado in mezzo ai boschi e sinceramente vorrei poter scegliere se andarci da solo o farmi guidare

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  22. Oggi ho fatto il giro in compagnia di @samcooper.
    Purtroppo la giornata non era delle migliori: nuvole basse e pioggia ad intermittenza.
    Abbiamo fatto giro orario con partenza da Arabba per cui prima salita con la funivia di Porta Vescovo e poi verso il Pordoi.
    Fortunatamente il mio compagno di merende ( 🙂 ) si era costruito l’intera traccia del giro e, tranne in due punti dove abbiamo sbagliato dovendo tornare indietro, la traccia era fedele.
    Come primo consiglio, per chi non vuole prendere una guida, è quello di avere la traccia gps. In caso contrario fare il giro è impossibile anche per chi lo fa normalmente d’inverno con gli sci.
    A differenza del Sellaronda invernale quello per mtb NON è segnalato lungo il percorso: senza traccia sul gps staremo ancora vagando per i boschi 🙂
    E qui purtroppo anche noi siamo arrivati alla conclusione che la mancanza di segnalazioni sia voluto per facilitare le guide: non si spiega altrimenti la mancanza di poche decine di cartelli
    Il giro ha dei tratti molto belli: sentierini e qualche single che sono una goduria.
    Putroppo il fondo era bagnato e scivoloso per cui bisognava fare molta attenzione
    Viceversa i lunghi tratti sterrati in particolare scendendo dal Sella verso Selva non li ho trovati entusiasmanti. Si trattava solo di correre usando i freni con accortezza.
    Il tratto che mi è piaciuto di più ? la discesa dal passo Gardena a Corvara. Il sentierino è uno sballo 🙂
    Personalmente, ma faccio poco testo perchè da ottobre è la terza uscita che faccio, il tratto peggiore l’ho trovato dopo Corvara dall’arrivo della seggiovia Braida Fraida fino a Pralongia. Il panorama è superbo ma i saliscendi sulla cresta li ho trovati micidiali per le mie gambe e per il mio fiato ( ormai ero senza energie ).
    Siamo arrivati al Passo Campolongo con l’ultima seggiovia già chiusa. Però con poche pedalate si arriva sulla cima del passo e a fianco della strada scende un sentiero che porta direttamente ad Arabba. E’ un’ottima alternativa alla salita in seggiovia.
    Nonostante la giornata balorda ( dal passo gardena in poi pioviginava ) in giro c’erano molti escursionisti per cui possibilmente evitare di farlo in piena stagione estiva.
    Ultimo accenno alla bike da usare: io ero indeciso su quale full usare: se la Strive ( escursione 160 ) o la Nerve ( escursione 120). Alla fine ho optato per la Strive e sono certo di aver fatto la scelta giusta. Nei lunghi tratti sterrati veloci e ripidi la stabilità era maggiore cosi come era sicuramente migliore nei pochi tratti tecnici trovati lungo il percorso.
    Di sicuro i freni devono essere in perfetta efficienza e, visto il percorso, il reverb è più che consigliato
    Mi sembra di non aver tralasciato nulla 🙂

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  23. Aggiungo qualche info: il bike pass da 39€ può essere venduto solo a ciclisti accompagnati da una guida.
    La ragazza alla cassa della funivia di Porta Vescovo ce l’ha fatto vedere, ma ci ha chiarito che non poteva vendercelo.
    Ci ha proposto la tessera “3×4” (3 giorni su 4), ma essendo noi di passaggio abbiamo optato per pagare impianto per impianto.
    Il conto finale é piuttosto salato, perché alla fine ci si attesa su oltre 10€ per ogni impianto (con bike al seguito) per persona.

    Nessuna difficoltà a caricare le bici su alcuno degli impianti previsti per il giro in senso orario.
    Anche la famosa funivia di Campitello di Fassa non ci ha chiesto di firmare alcunché…. Ed in in cabina con noi c’erano diversi ragazzi stranieri con bici da freeride e downhill, nessuno dei quali sembrava intenzionato a fare percorsi “ordinari”….

    I tempi sono piuttosto tirati, e anche se noi ce la siamo presa con un minimo di comodità (abbiamo pranzato al rifugio Emilio Comici), siamo rientrati ad Arabba circa 9 ore e mezza dopo la partenza: abbiamo fatto un paio di errori che ci potrebbero essere costati circa 3 quarti d’ora di ritardo (complessivamente) e nelle salite siamo andati veramente piano, ma va considerato che in tutti gli impianti non abbiamo fatto un minimo di coda (causa meteo poco gradevole).

    A Sten non é piaciuto il tratto da Corvara al passo Campolongo (più che altro per la stanchezza): é uno sterratone in quota con un po’ di saliscendi, ma il panorama (nelle belle giornate) é stupendo e per quanto mi riguarda questo é sufficiente per renderlo favoloso. Oltretutto l’ultimo tratto é in pieno bosco e (fango a parte) può risultare anche molto divertente.

    Il tratto più sgradevole, a mio personale avviso, é quello che da Porta Vescovo conduce alla seggiovia poco sotto al Pordoi: c’erano diverse nuvole e quindi ci siamo persi il paesaggio, ma il disgelo della neve residua crea un’infinità di rivoli con moltissimo fango (di colore nero!) che mescolato alla rocce nei sentieri esposti rende il tragitto più fastidioso che divertente.

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  24. Io sono guida e potrei accompagnarvi a fare il giro ad un buon prezzo. Però dico questo: ma pedalare sembra brutto? Adesso non dico che tutti siano in grado di fare 3000 md in un giorno, però 2000 scarsi fatti con calma in tutto il giorno credo che molti lo possano fare, e alla fine la soddisfazione è sicuramente maggiore. Anche perchè molti sentieri sono belli anche in salita. Basta prendere un paio di funivie, invece che tutte, si risparmia il giusto dislivello, si spendono 20 € e il divertimento è assicurato senza ammazzarsi di fatica. Oppure si fa il giro completo pedalandolo tutto diviso in due giorni dormendo in un rifugio, esperienza bellissima. Oppure vi allenate un pò di più e fate come e come gli amici che l’hAnno fatto con me, doppio sella ronda in un giorno, naturalmente senza impianti 😉 E vi assicuro che uno dei miei soci era un normalissimo padalatore, che però, motivato a dovere, alla fine ce l’ha fatta!

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    1. Maurizio il problema di fondo non è il costo della guida; alla fine la differenza sono 25 euro che li recuperi in un attimo: due panini da casa anzichè mangiare al rifugio e sei alla pari 😉
      Il fatto è che il giornaliero abbinato alla guida sembra una “forzatura” fatta ad uso ed a beneficio di poche guide.
      Poi è vero: nessuno ti obbliga ad utilizzare gli impianti ma questo varrebbe anche se il giornaliero costasse solo 10 euro 😉

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    2. A parte il fatto che mica tutti possono essere Nonnocarb…
      Potrà sembrare strano, ma per molte persone non esiste solo la bicicletta e nell’arco di una stagione (estiva, poiché d’inverno alle ruote si possono prediligere i mezzi da neve) riuscire a fare una pedalata a settimana potrebbe già essere una media importante.
      Esistono (per fortuna, dico io) anche altri sport, altri interessi e molti altre cose da fare nel proprio (poco) tempo libero…
      Andare in bici é bello e divertente, quasi un modo per tornare bambini, ma pedalare per almeno 1000 metri di dislivello positivo, per il mio personalissimo parere, non solo non mi diverte, ma rischia pesantemente di rovinarmi la discesa, facendomici arrivare con meno energia e più propenso agli errori, e quindi a farmi male.
      Perciò, ben venga la possibilità di ricorrere agli impianti di risalita o di ogni altro mezzo che possa aiutare a ridurre il dislivello positivo!
      Lascio volentieri ad altri il piacere di pedalare per migliaia di metri in salita e non sono per nulla invidioso…. Anzi….

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    3. Ma fai la guida sul sellaronda? Se sì, il giro senza impianti (o anche il doppio giro:-)) io sarei felicissimo di farlo…
      Una guida o qualcuno che sappia la traccia a menadito vorrei averla insieme, per non perdere troppo tempo. Purtroppo la scuolamtb mi ha proposto un prezzo abbastanza alto per il giro senza impianti e non ho capito se è comunque necessario essere almeno in 4.

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  25. secondo me .. poi tutto rispetto di Maurizio (nonnocarb, il nostro fat-man) che non lo conosco ancora.. ma affidarsi alle guide locali e non quelle di altre valli è meglio anche perchè le guide della val gardena non si permetterebbero di fare tour organizzati nelle zone di merano e dintorni. in ogni caso non c’è bisogno di svendere una sellaronda si cerca di mantenere una linea tutti uguale qua tra le valli con i prezzi proprio per non favorire / sfavorire ne una ne altra guida… non penso che sia vietato trattare con le guide locali magari vi potete accordare certamente anche con loro.
    Davide Roilo .. ci vediamo presto! –

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    1. Enrico gia adesso ci sono guide non locali che organizzano tour guidati sul sella ronda, se si conosce bene il territorio non serve abitare proprio li. Io conosco alla perfezione tutto (o quasi) l’alto adige e organizzo tour in tutta la provincia senza problemi. E agli utenti del forum applico sempre dei buoni prezzi 😉

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    1. @Enrico Perlini: per evitare di irritare le guide locali con domande ad ogni bivio sul dove passare e per evitare altresì che semplici appassionati di montagna possano perdersi, non sarebbe opportuno mettere qualche cartello in più allora?
      Io penso che tracciare i sentieri con paline e tacche colorate sia indice della volontà di permettere a tutti di vedere posti meravigliosi che – fino a prova contraria – sono di tutti. L’assenza di indicazioni, invece, me la spiego soltanto come “protezione indiretta” di interessi economici.

      Permettimi anche un commento sulla tua affermazione “in ogni caso non c’è bisogno di svendere una sellaronda si cerca di mantenere una linea tutti uguale qua tra le valli con i prezzi proprio per non favorire / sfavorire ne una ne altra guida…”. A me pare che questo atteggiamento corporativistico e di cartello – ripeto, atteggiamento, non so nulla circa la realtà – non sia così meritevole e, inoltre, denota la chiara concezione che il Sellaronda è diventato ormai un prodotto da vendere e non una bella montagna – come tante altre – di tutti.

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      1. business o no vedrai che questa “anarchia” durerà poco… il concetto di guida è nato solo per fare rispettare i sentieri e la gente che li percorre anche a piedi. questa “anarchia” porterà ad una chiusura totale di tante strade e sentieri ora facenti parte della sellaronda. ti faccio un esempio giù da passo gardena a Corvara sono stati chiusi due tratti fondamentali del giro proprio per la mancanza del rispetto delle cose altrui e delle persone.
        c’è una grossa differenza tra trail dedicato o sentiero comune e nella sellaronda ci sono tanti sentieri comuni da dividere con le persone: figura della guida cercare di mantenere una linea di rispetto da trasmettere ai clienti.
        in più prendere una guida locale legata ad un bike hotel o ad una azienda turistica o shop è fondamentale al fine di garantire anche un futuro alla sellaronda tour. Gli esercenti, hotel , shop pagano quote annuali alle aziende turistiche e queste con questi finanziamenti possono pagare chi fa manutenzione ai sentieri.. è tutto un insieme. tu fai la sellaronda per conto tuo sei libero di farla ma tu non contribuisci al futuro. Svendere una Sellaronda da parte di chi non contribuisce a tutto il sistema è la stessa cosa. Poi siete liberi di fare quello che volete! .. ma non ci seguite! perchè se si limitasse al solo chiedere non sarebbe un problema ma ultimamente ci sono veri e propri schieramenti che si appiccicano ai gruppi organizzati, ti superano poi aspettano al bivio, ripartono e così via…. successo anche di dargli soccorso (non mi tirerei mai indietro a questo) e pure ausilio a guasti meccanici……. poi allora capiscono: beh! la prossima volta prendo la guida! … auguri Bikers!

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        1. Non basterebbe prevedere una distinzione tra percorsi mtb e percorsi per escursionisti, differentemente segnalati (come avviene in molte altre parti d’italia)?
          Io non contribuisco al futuro perchè non prendo una guida?? A parte il fatto che, proprio per la mancanza di opportuna segnaletica, ne ho già contattata una, io contribuisco all’economia trentina andando in hotel, mangiando in ristoranti e rifugi e magari comprando qualcosa nei negozi.
          Anzi, permettimi la provocazione (come l’hai fatta anche tu), forse un ostacolo per il futuro dell’economia trentina sono proprio le guide! Fate fare il sellaronda gratis a tutti e magari più bikers ed escursionisti saranno invogliati a far le vacanze in trentino!
          Non è questo – piaccia o no – la ratio dei “musei gratis” di tante città italiane?
          Chissà a chi darà ragione il futuro.
          Ultima cosa: il fatto che ti sei fermato a prestare soccorso a biker indipendenti ti fa onore, ma è un comportamento civile che ti appartiene quale persona e non necessariamente come guida.

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  26. domenica – sperando nella clemenza del meteo – farò il giro in senso antiorario, partenza da Selva, con altri 7 bikers. Dovremmo percorrerlo rispettando il giro proposto, ad eccezione del passo Gardena che vorremmo pedalare, prendendo quindi 2 soli impianti a salire (Ciampinoi e Belvedere/Col Dei Rossi) spendendo un totale di Euro 27,70 a testa comprese bici….

    C’è qualcuno che ha voglia di darmi un consiglio qualsiasi che ritiene utile?

    p.s. non prendiamo la guida, non ce ne vogliano le guide… 🙂

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  27. Premetto che fino a qualche giorno fa, non avrei mai accettato di dovermi prendere una guida per fare un percorso in MTB. Pedalo dal lontano 1986, ho attraversato tutta l’evoluzione della MTB fino ai giorni nostri, ho attraversato in lungo e in largo la mia regione e quelle limitrofe, per cui penso di non essere un inesperto, sono un cicloescursionista, mi piace pedalare con tutta calma, fotografare, non avere fretta e godermi il paesaggio oltre che ai prodotti locali che offrono le malghe e i rifugi, insomma la montagna me la voglio gustare tutta.
    Dopo questa premessa, torniamo alla discussione che ho letto, sul fatto delle guide per il SellaRonda.
    Come già detto, fino all’altro giorno non avrei mai pensato di prendere una guida per fare un percorso in MTB. E’ capitato che qualcuno del mio gruppo volesse fare il SELLARONDA, dopo esserci informati, leggiamo che per farlo in “senso orario”, ossia prendendo le 5 funivie, bisogna avere una guida, se no avremo avuto problemi nel prendere una funivia, per poter completare il giro in modo “leggero”. Va bohhh, per una volta si può fare, però c’erano notizie contrastanti sul fatto che era obbligatorio o no avere la guida al seguito. Fortuna vuole che faccio amicizia con una guida gardenese, al quale chiedo se è disposto a portarci a “spasso”, affare fatto si decide la data e si fa il SellaRonda.
    Devo ammettere che la spesa fatta per pagare la guida è tutta ripagata, vi dico il perchè:
    – una volta pagata la guida, voi non devete pensare più a niente, se non salire sulle funive/seggiovie;
    – essenso un giro molto lungo attraversando varie valli, mai perso un solo minuto perchè si è persa la strada o si è saltata una deviazione;
    – se nell’itinerario ci sono dei problemi come frane, resti di valenghe, tratti di sentiero impercorribili per vari motivi, la deviazione è assicurata senza doversi ammattire per trovare una strada alternativa;
    – la guida riesce a gestire i tempi di percorrenza a secondo del gruppo che accompagna, cosi da permettere la sosta pranzo in orari umani;
    – con la guida al seguito, qualsiasi problema meccanico può essere risolto sul posto, per chi non ha dimestichezza. Stessa cosa se dovesse essere una questione di primo soccorso;
    – con la guida, il gruppo mantiene un comportamento idoneo ed educato nel percorrere tutto l’itinerario dove si incontrano escursionisti a piedi. Il più delle volte i divieti arrivano solamente per colpa nostra, perchè un comportamento non corretto, non rispettando l’escursionista, porta quest’ultimi a lamentarsi, finchè il comune o la provincia non mette in atto divieti su tratti di sentiero;
    – la guida durante lo spostamento tra una valle e l’altra, vi informerà dei gruppi montuosi che si andranno ad attraversare o che si vedono nei punti panoramici.

    Questi sono alcuni dei punti che mi vengono in mente, che però fanno si che i soldi siano spesi bene.

    Questo è solamente il mio pensiero, il pensiero di uno che non ha mai pensato di farsi “accompagnare” da qualcuno, mi sono sempre arrangiato, perchè mi piace l’avventura, però devo ammettere che fare il SellaRonda in questo modo, ti lascia libero da tutti i pensieri e il giro lo fai con uno spirito più tranquillo e naturale. Penso che tornerò a farlo almeno una volta all’anno, perchè voglio che almeno per un giorno, venga lasciato libero da tracce GPS, cartine e tutto il resto.

    Ringrazio Enrico Perlini per come ci ha accompagnato ieri, facendoci divertire e diventare parte integrante del nostro gruppo.

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