Sospensioni: meglio semplici o regolabili?

Sospensioni: meglio semplici o regolabili?

08/10/2014
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08/10/2014

Sospensioni sempre più semplici e facili da usare? La direzione che sta prendendo il mercato delle sospensioni è quella della semplificazione: poche regolazioni, facili da utilizzare, semplici ed intuitive. E’ però questa la strada giusta?

Sospensioni semplici e sospensioni regolabili

Il mercato delle sospensioni si sta dividendo in due grandi famiglie: quello dei produttori che puntano alla semplificazione e quello dei marchi che puntano ad offrire il massimo in termini di possibilità di regolazione e personalizzazione della risposta degli ammortizzatori.

Sospensioni semplici

“Buona parte dei riders e dei rivenditori sa a malapena cosa sia il sag, figuriamoci se è in grado di regolare le compressioni alle alte e basse velocità. Per questo motivo abbiamo deciso di semplificare al massimo le regolazioni delle nostre sospensioni”

Che cosa si intende però con sospensione semplice? Il concetto di base è essenzialmente quello di cercare di offrire un prodotto che sia immediatamente pronto all’uso. Apri la scatola, regoli la pressione dell’aria, il ritorno e parti, non toccare nient’altro, al limite switchare tra le tre modalità salita-sterrato-discesa durante il giro.

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L’idraulica di una sospensione moderna consente in genere di regolare solo il ritorno. La regolazione della compressione è quasi sempre preimpostata di fabbrica su tre modalità: una di blocco quasi totale per le salite asfaltate, una di parzializzazione della compressione per i tratti di salita sterrata o su sentiero ed una modalità in cui la compressione è quasi del tutto aperta per la discesa. Qualche piccola possibilità di regolazione c’è in alcuni modelli (es Pike di Rock Shox con il registro della compressione low speed), ma nella maggior parte dei casi si tratta di setup preimpostati di fabbrica e non modificabili se non con tuning specifici.

Anche la parte aria delle sospensioni moderne ha subito delle semplificazioni. Le doppie camere sono completamente sparite e quasi tutte le forcelle ed ammortizzatori adottano ora sistemi a doppie camere autocompensanti. Gonfi la positiva ed automaticamente la negativa si assesta alla stessa pressione, assicurando il massimo della burrosità iniziale, ma non consentendo alcun tipo di personalizzazione.

Sospensioni regolabili

“Ogni riders ha un suo stile di guida, ha esigenze diverse ed ogni bici ha un assetto ed un’impostazione differente. Non esiste un’unica taratura che vada bene per tutti, ognuno dev’essere libero di trovare il proprio setup ottimale e di cucirsi le sospensioni addosso”. Ragionando in maniera diametralmente opposta, questa è la filosofia che sta dietro alle sospensioni regolabili.

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Rivolte con un occhio di riguardo ai rider più evoluti, le sospensioni regolabili offrono numerose possibilità di taratura.

Per quanto riguarda la parte aria non ci sono grosse differenze. In alcune forcelle ci possono essere le due camere, positiva e negativa, regolabili separatamente per impostare il carico di stacco iniziale, oppure delle camere supplementari di regolazione della progressività. Per quanto riguarda gli ammortizzatori posteriori non ci sono invece quasi mai differenze.

La vera differenza si ha però nell’idraulica. L’idraulica delle sospensioni di questo tipo permette di regolare non solo il ritorno, ma anche parametri come le compressioni alle alte e basse velocità, la progressività tramite il volume della camera d’espansione ed eventuali valvole supplementari come la Boost Valvole di Fox, che agisce sulla compressione.

Insomma queste sospensioni sono da un lato molto più difficili da regolare, ma dall’altro possono essere personalizzate come più ci piace.

Quel che non c’è non si rompe

Un’esigenza comune a tutti i riders che non hanno un meccanico sempre con se e non sono sponsorizzati è l’affidabilità: i componenti devono essere duraturi ed affidabili, quindi rompersi il meno possibile. Una forcella o un ammortizzatore che si guastano significano restare senza bici per 2-3 settimane, un bel problema durante la bella stagione. Ecco perchè l’affidabilità è un requisito fondamentale per le sospensioni.

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“Quello che non c’è non si rompe”, può sembrare un’ovvietà ma è verissimo. Quello che però non è assolutamente detto è che le sospensioni “semplici”, quelle con poche regolazioni e facili da usare, siano anche meno complesse e delicate al loro interno. Prendiamo ad esempio una forcella Fox, con cartuccia CTD Fit o la Pike con la sua Charger. Indipendentemente dall’affidabilità o meno di questi due prodotti (che particolari problemi non li hanno mai dati), tutto si può dire di queste due idrauliche tranne che siano semplici. E’ vero, il CTD ha esternamente un pomello e 3 posizioni, ma dentro la cartuccia e le valvole sono decisamente complessi e le parti che si possono rompere sono tantissime.

E’ quindi assolutamente falso il mito che una forcella con poche regolazioni sia anche internamente più semplice e quindi più affidabile, anzi spesso è proprio il contrario.

Se quindi il nostro obiettivo è l’affidabilità, non dobbiamo andare a cercare la sospensione con meno regolazioni, ma dobbiamo puntare su prodotti che si rivelano affidabili nel tempo, basandoci magari sui feedback dei possessori (e qui il Forum è una preziosissima fonte di informazioni!).

Quindi, alla fine, meglio la sospensione semplice o quella personalizzabile?

Non c’è una risposta univoca per tutti i riders. Come prima cosa bisogna valutare in maniera oggettiva il proprio livello tecnico, la propria esperienza e la propria sensibilità.

Se siamo dei riders alle prime armi, poco esperti e tecnici, che non abbiamo ancora particolare sensibilità nella guida e non abbiamo particolari velleità di prestazioni, sicuramente la semplicità può essere il nostro cavallo di battaglia. E’ vero, da un lato deleghiamo al produttore il compito di trovare una regolazione che faccia andar bene la nostra sospensione (sperando che faccia un buon lavoro e non tiri fuori setup sballati!), ma dall’altro possiamo avere un prodotto monta e dimentica, evitando inoltre il rischio di fare pasticci con le regolazioni e di ritrovarci setup sbagliati che compromettono il buon funzionamento della sospensione.

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Se invece siamo dei riders evoluti, il setup di fabbrica (che è un compromesso pensato per un ipotetico rider ideale, non per noi stessi) potrebbe non soddisfarci, anzi con buona probabilità non ci soddisferà. Ecco che quindi la possibilità di regolare in ogni dettaglio il funzionamento della nostra sospensione ci consente di adattare al meglio la risposta sulla base delle nostre esigenze. Il risultato è che non saremo noi a doverci adattare alla sospensione, ma è la sospensione che si adatterà a noi.

Un altro fattore che bisogna valutare è poi la disciplina praticata. A seconda della disciplina praticata l’importanza delle regolazioni delle sospensioni si fa più o meno sentire.

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Nell’XC e nel mondo marathon, vuoi per la limitata escursione, vuoi perchè la discesa è solo marginale in questa specialità, avere tante regolazioni non serve più di tanto. Su di una forcella da 100-120mm non si sente l’effetto della compressione alle alte e basse velocità. Meglio quindi un efficace sistema di blocco e di piattaforma stabile, magari attivabile dal manubrio in modo da poter adattare la risposta della sospensione rapidamente ai vari frangenti della gara.

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Nel mondo dell’all mountain ed enduro, l’utilità delle regolazioni si fa sentire, soprattutto per i riders più smaliziati. Per un’utilizzo più escursionistico probabilmente la semplicità può risultare la scelta vincente, ma più ci si sposta verso la discesa e soprattutto nell’enduro race (dove le prestazioni discesistiche sono fondamentali), la possibilità di ottenere il massimo dalle sospensioni è sicuramente più importante della facilità di utilizzo.

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Nelle discipline gravity, come la DH o il freeride, la presenza di regolazioni è invece estremamente importante. Al crescere dell’escursione, poter regolare le compressioni e la progressività della forcella permette di incrementare notevolmente le prestazioni discesistiche, fondamentale per discipline in cui l’obiettivo è andare forte in discesa.

Insomma, una risposta univoca alla nostra domanda non c’è, ma per fortuna il mercato offre moltissime alternative. A seconda delle proprie esigenze (livello tecnico e disciplina praticata, nonochè gusti personali) ci si dovrà orientare su un prodotto che punta più alla semplicità o più alla possibilità di personalizzazione. Per fortuna che la scelta è vasta!