MTB-MAG.COM - Mountain Bike Online Magazine | Stairway to heaven – Giro “romantico” sul Monte delle Scale

Stairway to heaven – Giro “romantico” sul Monte delle Scale

Stairway to heaven – Giro “romantico” sul Monte delle Scale

08/09/2014
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08/09/2014

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-Ti porto il tè caldo.

Avvolta nel setoso intorpidimento del sonno, in cui al passare dei secondi si insinua la tarma del sospetto, mi sento come Anna Karenina sdraiata sul letto di una camera lussuosa di San Pietroburgo in attesa del conte Vronskij e della colazione.

Il sangue blu si ricolora presto di rosso, quando Mauro mi riporta alla realtà e ai propositi del giorno:

-Beh?! Cosa fai ancora a letto? Prepariamo tutto e andiamo!

Realizzo quindi anche che Mauro ha un gran caldo, che ho bisogno di una visita dall’otorino e che la colazione non è pronta.

Inizia così la nostra conquista dei 2500 m, con vento che soffia forte da Nord e lo zero termico a quota 2000, in una “tiepida” giornata di fine Agosto. Davvero un bel caldo, mentre tiriamo fuori le bici e le mani congelano chiudendo e aprendo diaframmi nei primi scatti del mattino.

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Salgo pensando al puntino sul Monte delle Scale che la proprietaria dell’appartamento di Valdidentro descrive come una croce enorme in attesa di restauro e immaginando che tra qualche ora, contando quella che porto, le croci saranno due.

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Le rampe infatti mettono a dura prova il mio allenamento giornaliero davanti al PC aziendale, mentre Mauro, che preferisce allenarsi in MTB, divora salite sconnesse come se fossero discese asfaltate.

Trova anche il coraggio di dirmi che sto andando forte appena lo raggiungo dopo chissà quanta attesa, mentre polpacci, cosce e chiappe stanno per appiccare un incendio.

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Per fortuna qualche volta la natura mi è complice e un camoscio abbandona il sentiero con quattro balzi giù nel dirupo portando lontano, dove non sappiamo arrivare, i confini della vita.

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Mauro invano torna indietro, perché l’elegante animale è scomparso come scompare lui con me in salita e in discesa.

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Il sentiero diventa sempre più impegnativo: passaggi con le catene e bici in spalla si impongono sulle pedalate.

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Fotografa in sofferenza

Fotografa in sofferenza

E’ il prezzo da pagare per un breve viaggio nel passato, perché il trail scava un tunnel all’interno di un forte della prima guerra mondiale. Avverto un freddo diverso dal mattino, è quello degli uomini costretti ad essere qui, lontano dalla famiglia, a sopravvivere o morire nelle stagioni di un tempo senza colore.

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La luce si riaccende su uno scenario completamente diverso.

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Poco manca ormai alla vetta e al panino di grano saraceno straripante di gorgonzola che divoriamo prima di fotografarlo.

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Benvenuti in paradiso!

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Immagino Mauro in uno slancio romantico dedicarmi i paesi che sembrano essere caduti da quassù, nati dalla montagna, e la costellazione valtellinese di pizzi, punte, passi, monti, cime e piz che ci circondano, come la Cima Piazzi, l’Ortler, i ghiacciai dei Forni o quelli più lontani del Bernina.

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E invece constato che la parentesi della prima guerra mondiale non si è ancora chiusa:

-E’ tardi! Andiamo! Pochi scatti ed essenziali!

Penso che le ali di Icaro non fossero di cera (sarebbe stata una fine troppo soft) che la storia del sole è una balla e qualcuno, forse Apollo, gliele avesse tagliate con l’accetta.

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Comincia la prima discesa, meravigliosa! Immagino di sorgere dalla cima e di scendere torrenziale e curvando lungo i pendii, lambendo gli argini e rovesciando su rocce e ghiaia.

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Voglio essere acqua e sfociare in quell’acqua verde e azzurra laggiù.

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Arrivati al Lago delle Scale esprimo tutto il mio entusiasmo:

-Che discesa! E che posto! Come sono scesa?

-Pensa al dopo e a dove metti piedi e gomme se non vuoi volare di qualche centinaio di metri…

Mmh.. Parentesi prima guerra mondiale ancora aperta?

Consulto mentalmente il dizionario mauromuldoxese-cristiani per tradurre la sua risposta che potrebbe essere:

“Sei andata bene, ma ora fa’ attenzione” o “Se scendi solo per effetto della forza di gravità, ti fai male”.

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Fate voi, sicuramente capisco solo che ora il gioco si fa duro.

Si sale lungo altre rampe ammazza-tendini per fare ingresso in una gola che tanto mi ricorda una delle città invisibili di Calvino, sospesa sul nulla e destinata ad esserne inghiottita, con una differenza: qui ad essere sospeso è un buio sentiero.

Mi rendo conto che il mio moroso (così li chiamano in Valtellina) è completamente matto. Come sotto ipnosi, in sfida aperta col camoscio di stamattina, che evidentemente non gli è andato giù, non sente i miei “non te l’ha ordinato il medico!” e si lancia in nose-press e trialismi su stretti lembi franosi di ghiaia affacciati su poco rassicuranti strapiombi.

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Dopo questa folle sezione il sentiero cambia umore, si espone poco e ci riporta dolce e sinuoso al fondovalle.

Nel torpore del sole che piace tanto a me, il sole che dora ed impreziosisce ogni cosa poche ore prima di andarsene, Mauro ritiene che l’unica cosa che ci manca in questo prato è una bella birra fresca. Io invece penso che, per contrappasso, l’unica cosa che mi manca è una teiera, per portargli il tè caldo di stamattina.

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Poi chiudo gli occhi e la mente vola già al prossimo giro che abbiamo in programma e sogno un’altra giornata così.

Alessandra

Per la descrizione dell’itinerario e traccia GPS cliccare qui

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Mix1
Mix1

Uahu!!! Stupende foto e fantastico racconto… Averne di morose cosi!!!

grazynaruth89
grazynaruth89

Bellissimo vedere in foto luoghi che conosco a memoria, ci ho passato anni e anni di infanzia e gioventù e ancora passo bellissimi weekend in questi luoghi!
Ma da che parte siete saliti al monte? Dal percorso che da sulla vallata di Isolaccia (che dovrebbe essere quello più esposto dei due sentieri che salgono)?

spiri
spiri

maaaa … ha riso?? 🙂
complimenti per l’avventura! bravissimi!

Bike.man
Bike.man

Ah la Ferrarola…non sono ancora riuscito a metterci le ruote. Dev’ essere bello bastardo il tratto centrale.
Complimenti per report e foto, certo che Lo Sceriffo poteva anche fartene qualcuna in più …o fa il gelosone ?
:o)

Fabrizio Castelli
Fabrizio Castelli

Bellissimo! e bellissime foto…

Daniela Albanese

Non sono una biker, ma leggere una descrizione fatta con così tanto cuore ed entusiasmo, corredata con delle foto così belle e autentiche, fa venire voglia di inforcare la bici, percorrere sentieri e visitare questi luoghi anche a me! Bravissimi!

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@patrik Esatto, saliti dal versante sud e scesi lungo il versante nord. A fine report comunque c’è il link alla descrizione dell’itinerario.

@yura La parte centrale di Ferrarola in effetti non è semplice, ma soprattutto ci sono un paio di tratti veramente esposti e pericolosi.

fitzcarraldo358
fitzcarraldo358

Bel racconto, ottime foto, splendidi posti… complimenti!

qazed
qazed

non so se è più bello il racconto o le foto, complimenti.

ale-b
ale-b

Ferrarola fatta quest’estate come discesa finale della quarta tappa di un lungo giro in alta Rezia, dopo aver parlato con Mauro a Livigno.
Davvero pericolosi alcuni tratti, da fare a piedi più per il rischio che per la difficoltà tecnica.
Ma la parte finale e il bagno alla pozza sono una vera goduria!

andreasia610
andreasia610

brava Ale!!!

barbasma
barbasma

luoghi di casa…. una gita sempre bellissima a piedi con panorami stupendi… in bici direi che è da livello ALTO di capacità perchè i tratti esposti sono molti.. è cicloalpinismo puro!

RUZZAMIRKO
RUZZAMIRKO

da pazzi…

😉

Terminal_Dogma
Terminal_Dogma

Sembra un’idea un po “particolare” di romanticismo, dico bene? 😀

Bottecchia74
Bottecchia74

Ferrarola….sogno e incubo!!!!

izanola76
izanola76

sbaglio o il giro era stato già postato tempo fa e nella descrizione apparivano vari “disclaimer” che ora sono stati tolti? lo chiedo perchè lo volevo fare qualche settimana fa, ma essendo da solo e in una giornata non eccellente (che estate!!!) non mi sono fidato

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@izanola76 Ricordi bene. Pochi giorni fa ho corretto la descrizione perché il sentiero di salita ha ricevuto una bella sistemata ed ora è molto più agevole portare su la bici. Ferrarola in compenso è un pelo più rovinata.

biker 69
biker 69

Complimenti per il giro,e per le foto, la prima è stupenda

mattia palazzoni
mattia palazzoni

Forse il solo caso di una lettura di un resoconto del genere che mi ha fatto sentire l’esigenza di fare il bis per assaporare ogni singolo nose press d’inchiistro

Mario128
Mario128

Io credo che le parole e le immagini possano ridare vita ai momenti, possano emozionare anche chi non li ha vissuti… grazie a chi pubblicamente e privatamente mi ha dato conferma di ciò. Vi dò appuntamento al prossimo giro ‘romantico’! @Mauro Letto cosa ha scritto yura? Non sempre e solo foto a te! 🙂

Bike.man
Bike.man

Ale non dirmi che ti ha anche fatto portare la refelx per tutto il tempo eh…perché altrimenti oltre che poser e gelosone è anche un gran parac…lo !!!

Ahahahahah

petronilla
petronilla

È un articolo meraviglioso, una poesia il testo, bellissime le foto! Sei una persona straordinaria

Mario128
Mario128

Sarebbe bello esserlo davvero, anche per un giorno… Grazie per le tue parole

pallinaprecisina
pallinaprecisina

amica mia…e’ bello vivere attraverso le tue parole e i tuoi occhi…momenti cosi’!!!Grazie e non solo per questo…

gotto
gotto

Imho, non esiste pratica più bella della mountainbike. Complimenti ragazzi.

Gian Luigi Rimini
Gian Luigi Rimini

ottimo racconto e bellissime foto che portano dentro ad un originale idea di romanticismo, grande ale!!

SashaBerbesi
SashaBerbesi

Complimenti per il giro, le foto e la passione che ci mettete.
Al prossimo giro….

ciA’

Mario128
Mario128

@yura Mauro geloso??! è più facile che in Valtellina ci sia il sole tutti i giorni dell’anno.. semplicemente c’è una gran differenza in sella, purtroppo.. e quindi sto dietro l’obiettivo e con la penna in mano, laddove penso di ‘fare’ meglio..

Adri26
Adri26

che bell’articolo….e non c’è niente da fare, le donne c’hanno un’altra sensibilità!

Alessio-7791
Alessio-7791

Questo non è un post, è poesia. Sono quasi invidioso dello sceriffo…!

Mario128
Mario128

Grazie di cuore

andrebos
andrebos

Sono commosso, invidioso, stupefatto, poesia pura! Sia la storia che la fotografia! brava!

Mario128
Mario128

Che gioia mi dona il tuo commento! Grazie! Scusa il ritardo ma non avevo più letto! Spero che anche il prossimo articolo sia di vostro gradimento!!!

 

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