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[Tech Corner] Reach e stack

[Tech Corner] Reach e stack

01/12/2016
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01/12/2016

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La settimana scorsa ci siamo occupati della scelta della taglia della bici, andando ad analizzare le quote geometriche e le differenze pratiche che la scelta di una bici più grande o più piccola comporta nella guida. Abbiamo visto come l’orizzontale virtuale sia il parametro di riferimento per determinare l’effettiva lunghezza della bici, in quanto da questa misura dipende l’effettivo posizionamento in sella.

I limiti dell’orizzontale virtuale

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Nell’analisi della settimana scorsa abbiamo già visto che, da sola, la misura dell’orizzontale virtuale non basta a determinare l’effettiva distanza sella-manubrio, perchè bisogna tenere anche in considerazione l’angolo sella.
A parità di orizzontale virtuale infatti, ad un’angolo sella più inclinato corrisponerà una distanza sella-manubrio maggiore e di conseguenza la posizione in sella risulta più distesa.

Questa settimana andiamo oltre, facendo un’ulteriore considerazione: l’orizzontale virtuale ci dice con una buona approssimazione quale sarà la distanza sella manubrio, quindi se la nostra posizione in pedalata è più o meno distesa, ma nulla ci dice sulla posizione in discesa.

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Quando scendiamo infatti guidiamo sempre in piedi, che importanza ha quindi la posizione della sella? Per quanto ci riguarda la sella potrebbe anche essere due metri più indietro rispetto al nostro corpo, tanto non la usiamo in questa situazione. Ecco che quindi servono altri parametri per poter valutare la “lunghezza” di una bici in fase di discesa.

Reach e stack

Su di una mountain bike ci sono tre punti di contatto tra rider e bicicletta: i pedali, la sella ed il manubrio. Visto che in discesa si guida in piedi, la sella viene esclusa e rimangono solo pedalimanubrio.
Viene quindi da se che, se calcoliamo le distanze tra i nostri due punti di appoggio, avremo delle misure che ci danno degli ottimi parametri di riferimenti per valutare il comportamento della nostra bicicletta in discesa. Ecco perchè sono stati introdotti due nuovi parametri geometrici: il reach e lo stack.

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Partiamo con le definizioni:

  • Il reach è la misura, rilevata su di un piano orizzontale e quindi parallelo al terreno, della distanza tra l’asse del cannotto sterzo e la verticale del movimento centrale. La misura si prende prendendo come riferimento la calotta superiore della serie sterzo.
  • Lo stack è la misura della distanza tra l’asse del movimento centrale e la zona di appoggio della calotta superiore della serie sterzo.

A livello pratico insomma possiamo dire che il reach misura quanto è lunga la bici, ovvero quanto è avanzato lo sterzo rispetto ai pedali. Lo stack invece misura quanto è alto l’avantreno, ovvero quanto è alto lo sterzo rispetto ai pedali.

Effetti pratici

Ora che abbiamo capito che cosa sono, cerchiamo di capire anche quali sono gli effetti pratici che la variazione di questi parametri geometrici determina nella guida.

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L’effetto pratico di un reach maggiore, è quello di una bici più lunga. Il manubrio, a parità di stem, risulta traslato in avanti e quindi ci vincola ad una posizione più distesa. Il busto si porta in avanti e di conseguenza in basso poichè ci dobbiamo distendere maggiormente per raggiungere il manubrio.

Anche la ruota davanti si troverà per forza più avanzata e di conseguenza, a parità di altri parametri geometrici come angolo di sterzo, altezza forcella e lunghezza carro, la bici risulterà con un passo più lungo.

Il risultato? Tra un passo più lungo ed una posizione di guida più distesa, la bici con reach maggiore risulterà tendenzialmente più stabile sul veloce, ma meno maneggevole ed agile in curva. Gli stessi effetti dell’avere una bici con orizzontale virtuale più lungo.

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Se invece andiamo ad aumentare lo stack, l’effetto sarà quello di avere un manubrio più alto. Il busto, essendo il manubrio più in alto, risulterà più verticale e la posizione di guida sarà sempre più seduta mano a mano che lo stack aumenta.

L’effetto pratico sarà quello di avere un’avantreno più alto e di conseguenza una posizione più seduta e meno aggressiva. In curva dovremo caricare maggiormente la ruota anteriore schiacciandoci sul manubrio, sul ripido in compenso avremo meno tendenza a ribaltarci grazie ad un baricentro più arretrato.

Personalmente ritengo che la misura di stack abbia un’importanza piuttosto secondaria: al pari dell’altezza piantone sella, lo stack conta fino ad un certo punto perchè, aggiungendo o togliendo spessori sotto lo stem oppure cambiando il rise del manubrio, è estremamente facile modificare l’altezza dell’avantreno.

Orizzontale virtuale o reach?

Quindi alla fine, che cosa dobbiamo considerare quando dobbiamo valutare la taglia di una bici? Dobbiamo basarci sulla lunghezza del’orizzontale o sulla lunghezza del reach?

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La risoposta è: entrambe. La lunghezza dell’orizzontale virtuale ci fornisce un’idea della posizione in pedalata, la misura del reach ci fornisce un’idea più precisa della posizione che andremo ad assumere durante la guida in discesa. Le due misure non sono per forza correlate, ma se si prende in considerazione l’angolo sella, si comprende bene che tra orizzontale virtuale, angolo sella e reach c’è una stretta correlazione.

Come già anticipato settimana scorsa non è quindi sbagliato valutare l’orizzontale virtuale come misura della bici, soprattutto tenendo in considerazione l’angolo sella. Il reach fornisce un valore più “fruibile”, di immediata lettura, ma non ci dice nulla sulla posizione in pedalata. Alla fine insomma, quando si valutano le quote geometriche di un telaio non si può far riferimento ad un solo parametro, ma bisogna fare una valutazione delle geometrie nel complesso, in modo da considerare le varie interconnessioni tra i diversi parametri. Solo in questo modo si riesce ad avere un’idea precisa delle caratteristiche di una bici, solo in questo modo si riesce a capire qual’è la bici più adatta alle proprie esigenze.

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Notificami di
M
Mariossin

Sempre utilissimo ed esaustivo!

L
LucaGareggioli

Leggo sempre con molto interesse i vostri articoli ottenendo informazioni chiare e precise
…grazie

1
1979gabriele1979

Sembrano due poliziotti am(m)ericani…
🙂

D
Daniele0608

Rifaccio presente che a parità di OV , con angolo sella maggiore (più verticale) la posizione risulterà più distesa, e non viceversa. Va considerato l’arretramento sella, non si può pedalare sopra il m.c. !
Guardate la distanza tra le due linee a livello del m.c. e a livello sella: la prima è maggiore e va recuperata arretrando la sella di quel tot, che è superiore all’avanzamento dovuto all’angolo maggiore.
Lo abbiamo fatto presente in molti nel precedente articolo.

F
fablesss

A parer mio, mantenendo fisso l’OV aumentando l’angolo sella, ovvero tubo sella più verticale, la sella si avvicina al manubrio, perciò ls posizione è meno distesa e più raccolta……..

paolo.c
paolo.c

Leggi meglio:
“va recuperata arretrando la sella di quel tot, che è superiore all’avanzamento dovuto all’angolo maggiore.”

D
Daniele0608

Se NON consideri l’arretramento sella e prendi il tuo reggi e la tua sella così come stanno e sposti il tutto da una bici con angolo minore ad una con angolo maggiore allora hai ragione tu e anche chi ha scritto l’articolo. Se invece consideri che così facendo ti troverai a pedalare sopra il m.c. (si fa per dire), e quindi va arretrata la sella per tornare alla giusta distanza il discorso si capovolge.
Se per voi pedalare con un arretramento di 10cm o di 5cm è uguale allora è inutile disquisire su reach OV e angoli vari e pedaliamo alla caxxo che va bene.
La mia non è un opinione, fatevi un disegnino e ragionatevi su.

L
lucal82l

Aggiungerei che la tendenza ad avere reach più lunghi viene compensata dall’accorciamento dei carri, riequilibrando la bici in termini di maneggevolezza e agilità, vedi i più recenti progetti 29″.

L
lucal82l

E anche dall’utilizzo di stem più corti.

D
Doiz70

Grazie!

pk71
pk71

Fondamentale prima capire cosa ci si vuol fare con la bici, fatto questo viene da se la scelta della forma del telaio e poi la misura adatta alla persona.

D
desavi

molto utile…

R
rimirkus1975

Spiegazioni corrette ed ineccepibili come al solito , ma ad inizio articolo dire che in discesa la sella non serve e si sta sempre in piedi personalmente mi sembra una forzatura , ci sono casi in cui si usa la sella anche in discesa; poi che per determinare parametri di reach e stack non venga presa in considerazione siamo d’accordo .

A
AlanVerita4

Non mi sono mai seduto in discesa….e non lo consiglierei a nessuno

R
rockarolla

No però in curva la sella può essere un utile riferimento per impostare la traiettoria “sentendo” la bici con la cavità poplitea (l’interno del ginocchio). In questo modo si ha un’informazione più completa riguardo alla posizione del retrotreno che non basandosi sulle sole sensazioni provenienti dai pedali.

O
Ott87

gioia e gloria ai gioielli di famiglia mentre sei sui pezzi tecnici ..seduto

S
Skatafossy

Sono un principiante assoluto e le mie discese fanno ridere, ma non mi siedo mai in discesa e anzi vorrei un telescopico con più escursione perchè la sella mi da fastidio anche abbassata 10 cm.

G
gaios73

Articolo che capita a fagiolo: giusto stamattina sono stato in negozio per vedere una bici che mi interessava e che sembrava perfetta per piantone e orizzontale, solo per sentirmi spiegare dal negoziante che in realtà mi era piccola, valutati reach e stack, e che oramai sono queste le misure che dobbiamo tenere presente quando si sceglie un telaio.

Detto questo, all’atto pratico, come raffrontare adeguatamente le nostre misure (altezza e cavallo) con la misure di reach e stack?

pk71
pk71

Se mi posso permettere i due valori sono interessanti se presi di riferimento per l’utilizzo della bici in discesa perché mettono in relazione la posizione del movimento centrale con il canotto dello sterzo. Questi valori determinano, come si vede bene negli schemi, la posizione in bici durante una discesa quando tendenzialmente (se non sempre) si sta sui pedali. In alternativa se la bici si utilizza prevalente mente in salita, o per semplificare per xc, i valori più interessanti da tenere in considerazione sono altri, come ad esempio l’orizzontale virtuale, la distanza tra sella a movimento centrale, ecc. dati che rendono l’idea di come si sta seduti, come si muovono le gambe e se assumiamo (per assurdo) una posizione aerodinamica o più distesa stando sulla sella (vedi bc).
Se il negoziante ti ha detto che era piccola dovrebbe anche averti detto che era piccola perché……troppo corta per uso xc e quindi stai troppo seduto?? oppure, la butto lì, te avevi scelto una bici da dh (di solito particolarmente “corte”) e il negoziante non ha capito una sega?

G
gaios73

Era una tranquilla bici da trail, nello specifico una Trek Fuel EX.

Pietro.68
Pietro.68

cit. “….la misura dell’orizzontale virtuale non basta a determinare l’effettiva distanza sella-manubrio, perchè bisogna tenere anche in considerazione l’angolo sella. A parità di orizzontale virtuale infatti, ad un’angolo sella più inclinato corrisponerà una distanza sella-manubrio maggiore e di conseguenza la posizione in sella risulta più distesa.

Questa settimana andiamo oltre, facendo un’ulteriore considerazione: l’orizzontale virtuale ci dice con una buona approssimazione quale sarà la distanza sella manubrio…”

Ma scusate queste due frasi non sono in contrasto una all’altra? la prima dice che per determinare la distanza sella-manubrio l’OV non basta e che bisogna considerare l’angolo sella. La seconda dice che l’OV ci da una buona approssimazione per determinare proprio la distanza sella-manubrio.
Quale delle due è buona?

D
Daniel Naftali

Mettiamola così: l’orizzontale virtuale è il parametro principale nel determinare l’effettiva distanza sella manubrio, ma se vogliamo essere più precisi però dobbiamo però considerare anche l’angolo sella che, seppur in maniera più limitata, ha anche lui un suo effetto.

Pietro.68
Pietro.68

Grazie Daniel.
Quindi se ho capito bene l’angolo sella modifica solo di qualche mm la distanza sella-manubrio rispetto all’OV.
Giusto?

R
rockarolla

No. L’angolo sella, a parità di reach, può cambiare la misura dell’OV anche di diversi cm (o, viceversa, a parità di OV l’angolo sella può modificare notevolmente la misura del reach).
C’è però da tenere presente che, a meno che non si usi la bici solo in discesa, per evitare problemi articolari (e per ottenere una buona efficienza) l’arretramento della sella rispetto al m.c. non può discostarsi più di qualche mm da quella ideale e diversa per ciascuno di noi. L’angolo sella ci dà un’idea di quanto la bici sia adatta di default alla nostra configurazione fisica (in questo caso, cavallo e rapporto femore/lunghezza tot. della gamba) o se dovremo intervenire con reggisella più o meno arretrati ecc. Solo una volta sistemata la sella con l’arretramento corretto sapremo quanto OV ci “rimane”.
Il reach invece rimane sempre costante, e raffrontato all’OV (per sottrazione, non per rapporto) può quindi essere usato come indicatore di che arretramento sella presenti la bici di default, esattamente come l’angolo sella, essendo questi quattro valori (OV, angolo sella, reach, arretramento sella) interdipendenti esattamente allo stesso modo in cui lo sono in un triangolo un lato, l’angolo opposto e le due parti in cui l’altezza ad esso relativa (stack) divide il lato in questione.

G
gaios73

Ottima spiegazione 😉 .

R
rockarolla

Grazie! Queste tematiche mi hanno sempre affascinato, e purtroppo spesso non vedo nei miei colleghi (sono meccanico) una preparazione adeguata (o la disponibilità ad aiutare i clienti nel comprenderle così da poter fare acquisti oculati.
Trovare il giusto compromesso tra efficienza e guidabilita attraverso i giusti rapporti tra i valori geometrici di un telaio è un’arte semplice ma raffinatissima, soprattutto dopo decenni di predominio di idee preconcette basate su di un’enfasi esasperata della prestazione a tutti i costi, anche in ambiti come quello della mtb in cui anche la pura prestazione alla fine dipende da molti più fattori che non la semplice efficienza in pedalata (e infatti finalmente negli ultimi anni le cose si sono mosse, e di molto, assumendo quasi i contorni di un’esasperata reazione a volte a sua volta dogmatica).
Il mio sogno sarebbe prima o poi di cimentarmi in questa arte, producendo telai su mie specifiche, e chissà che un giorno non riesca a realizzarlo..
Intanto, scusate per la lunga divagazione..!

P
pollonico

Complimenti per l’articolo
Piccola curiosità OT : nel disegno tecnico cinese del telaio , il simbolo della vista del cono nel cartiglio indica lo standard statunitense, mentre le viste sono rappresentate nello standard europeo

S
sunrider88

Tutto corretto ma per una corretta posizione come mi dovrei regolare?Mi spiego previlegio uno stack più ridotto e compenso con la lunghezza e inclinazione dello stem e rise del manubrio o telaio più grande con le due misure maggiori e quindi stem corto e rise minimo?

R
rockarolla

Sono due scuole di pensiero differenti… Quando ho iniziato ad andare in mtb una ventina di anni fa, si diceva che una bici più corta in discesa fosse preferibile, mentre adesso -giustamente- l’idea è grossomodo ribaltata.
Per rispondere alla domanda, dando per scontata una identica posizione finale degli appoggi, con un reach maggiore avrai un interasse maggiore IN FUNZIONE DI UNA MAGGIOR LUNGHEZZA DEL TRIANGOLO ANT., e quindi non solo maggior stabilità ma anche una distribuzione dei pesi più arretrata. Questo può essere in parte compensato da un abbassamento del manubrio, cosa che ha tendenzialmente riscontri positivi, oltre che su salite ripide, in pedalata in generale e nella conduzione in curva della bici.

F
frankie56

Ciao a tutti, chiedo un consiglio a proposito di taglia bici. Vorrei acquistare la nuova Scott Spark 29, avendo attualmente la vecchia sempre da 29. Attualmente utilizzo una taglia M ma effettivamente al sarei al limite tra S e M essendo alto 1,73 cm; devo dire però che mi sono sempre trovato bene. Leggendo della nuova Spark ho però visto che avrà un reach più lungo di 17mm un angolo di sella di 1° più verticale, per cui mi domandavo se forse non valga la pena passare ad una taglia S. Premetto che sono abbastanza scarso in discesa, dunque è quella l’area in cui ho maggiormente bisogno di aiuto da una full, soprattutto nel tecnico, mentre me la cavo in salita….. Grazie a chi volesse darmi una opinione!

M
MaurizioAndreolli2

Complimenti per la spiegazione.
Ora pongo il mio dilemma: vengo da una bici xc taglia S e ruote 27.5 essendo alto 1,69mt e per i miei giri Trail è abbastanza limitata. Ora vorrei passare ad un full 140mm di escursione (tipo la Canyon Spectral) sempre rimanendo sul formato 27.5 ma il dilemma rimane la taglia. Alcuni biker mi consigliano la taglia M perchè queste bici hanno geometrie diverse dalla attuale bici e sono molto raccolte. Se però vado a misurare il reach e lo stack della mia front e guardo le specifiche simili alla Spectral mi da la taglia S (cosi come inserendo i dati sul configuratore on-line).
Quindi??