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Telaio: guida all’acquisto

Telaio: guida all’acquisto

05/03/2014
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05/03/2014

Con l’avvento dei nuovi formati ruota, con la sempre maggiore specializzazione dei telai e dei componenti da mountain bike, la scelta del telaio sta diventando sempre più complicata.

Montare una bici partendo dal telaio nudo e crudo è il sogno di molti bikers: poter scegliere uno per uno i componenti permette di ottenere la massima personalizzazione e di costruire pezzo per pezzo la bici dei propri desideri, senza dover incorrere nemmeno nel più piccolo compromesso.

Se già la scelta dei componenti richiede un certo studio ed un’attenta valutazione, ancor di più la scelta del telaio dovrà essere attenta e ponderata. Quest’oggi cercheremo di capire quali sono i parametri da prendere in considerazione nella scelta di un telaio adatto alle proprie esigenze, cercheremo di capire quali sono i dettagli e le caratteristiche che fanno un buon telaio, chiedendoci: è sempre vero che “chi più spende, meno spande?”.

Non seguire le mode

Oggi come oggi il mercato della mountain bike è fortemente influenzato dalle mode. Oramai se non hai la bici da enduro non sei nessuno, se non hai le ruote da 29″ in XC sei antiquato.

Per carità, le tendenze del mercato sono da un lato influenzate da fattori oggettivi: la bici da enduro è un mezzo estremamente polivalente, che ben si adatta alla maggior parte dei bikers “tuttofare”, le ruote da 29″ comportano oggettivi vantaggi sulle lunghe escursioni, ma non bisogna farsi influenzare più del dovuto dalle tendenze del momento.

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Come ho sempre sostenuto e continuo a ribadire, la scelta di una bicicletta, di un telaio o di un singolo componente dev’essere fatta basandosi sulle proprie esigenze, non sulle mode. Abito a Rimini ed ho poco tempo a disposizione per andare in bici, quindi non prendo la macchina per spostarmi. Cosa me ne faccio di una bici da enduro?

Insomma, le prime domande che dobbiamo porci nella scelta del telaio sono:

  • In che modo utilizzerò la bici? Ci girerò in montagna? Ci faro delle gare? La utilizzerò per brevi uscite di allenamento? Su che tipo di percorsi andrò a pedalare?
  • Quali sono le mie caratteristiche di rider? Mi piace di più la salita o la discesa? Sono uno a cui piace scendere a cannone o preferisco scendere conservativo? Mi piace andar forte in salita o punto solo ad arrivare in cima? Quanto sono allenato?
  • Che cosa cerco dalla bici? Divertimento in salita? In discesa? Un mezzo scattante e reattivo, o una bici stabile e sicura in discesa?

Sono tante le domande che bisogna porsi e solo rispondendo in maniera sincera si riescono a delineare la caratteristiche della propria bici ideale.

Le caratteristiche del telaio

Una volta che si è capito con precisione le nostre esigenze, dobbiamo cominciare a valutare quali sono le caratteristiche che il nostro telaio dovrà avere.

La scelta come detto è estremamente vasta, quindi bisogna cominciare a scremare e ridurre le opzioni.

Destinazione d’uso ed escursione

Il primo parametro da prendere in considerazione è sicuramente la destinazione d’uso del telaio e la relativa escursione posteriore.

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Destinazione d’uso ed escursione sono tra loro collegate, visto che in genere a determinate destinazioni d’uso coincide un range piuttosto limitato di escursione posteriore. Inutile dire che più aumenta l’escursione, più aumenta la performance discesistica della bici, a discapito della pedalata. Si possono individuare diverse famiglie di bici, adatte ad usi diversi: XC (80-100mm), marathon (100-120mm), trail (120-140mm), AM (140-150mm), enduro (150-170mm), freeride (170-190mm), DH (200-240mm).

Attenzione però che l’escursione da sola non ci dice tutto. Ci sono telai con escursione limitata ma adatti ad un uso più discesistico (la Commençal Meta Hip Hop, ad esempio) e telai dalle lunghe escursioni con un’impostazione più orientata alla pedalata (la BMC Trailfox, ad esempio). Contano infatti anche altre caratteristiche, prime tra tutte le geometrie, poi le dimensioni delle ruote ed ultimo ma non meno importante lo schema di sospensione.

Diametro ruote

Con l’introduzione dei nuovi formati di ruote, un nuovo parametro di scelta quando si acquista un telaio è il diametro ruote.

La scelta della misura delle ruote è estremamente soggettiva e deve essere fatta in base al proprio stile di guida, ai propri gusti ed in base ai percorsi che si andranno a fare.

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Ruote più piccole sono più agili e maneggevoli, permettono di girare più rapidamente e di guidare attivamente tra gli ostacoli. Pesano inoltre meno e sono più robuste. Sono in genere adatte a riders a cui piace giocare con la bici, che amano la guida attiva, che cercano di pompare i vari ostacoli e le curve. Sono la soluzione ottimale per chi ricerca reattività e rapidità nei cambi di ritmo, sacrificando magari comfort e sicurezza sullo sconnesso.

Le ruote più grandi comportano invece netti vantaggi in salita. Se da un lato sono più pesanti da rilanciare, hanno più trazione e superano meglio gli ostacoli. La maggior facilità di superamento degli ostacoli è un vantaggio anche in discesa, specialmente alle basse velocità dove la bici tende a mantenere la fluidità di marcia senza impuntarsi o insaccarsi sulle asperità. Sono la soluzione ottimale per riders tranquilli, che cercano un mezzo sicuro in discesa e che mangi gli ostacoli, oppure per chi vuole un mezzo con poca escursione ma non troppo penalizzante in discesa.

Geometrie e taglia

Stabilita destinazione d’uso e dimensioni delle ruote, la nostra scelta si è già drasticamente ridotta. Tra i vari modelli che sono rimasti, dobbiamo ora valutare le geometrie.

Rider gigante su una bici piccola: non tutti i produttori realizzano biciclette nelle taglie più grandi e più piccoli, per cui rider particolarmente alti o bassi dovranno restringere la loro ricerca ai marchi che offrono la taglia adatta alla propria statura

Rider gigante su una bici piccola: non tutti i produttori realizzano biciclette nelle taglie più grandi e più piccole, per cui rider particolarmente alti o bassi dovranno restringere la loro ricerca ai marchi che offrono la taglia adatta alla propria statura

La prima cosa da valutare è la taglia: non tutti i produttori offrono tutte le taglie su tutta la gamma, quindi è facile che riders particolarmente alti o bassi possano non trovare la giusta taglia su un determinato modello. Che fare quindi? Poco da fare, quel dato modello andrà scartato a priori. La giusta taglia è infatti un parametro critico nella scelta del telaio: inutile prestare attenzione ai mille dettagli e sbagliare poi il parametro più importante.

Una volta che ci siamo assicurati la disponibilità della nostra taglia, possiamo valutare le geometrie. Angoli più aperto o più chiusi, lunghezza del carro e passo influiscono fortemente sulle caratteristiche di guida di una bici e vanno valutate attentamente. Un rider che ricerca prestazioni discesistiche e stabilità sul veloce dovrà orientarsi su telai con angolo sterzo più aperto, al contrario un rider che ricerca maneggevolezza e guidabilità in salita, dovrà cercare un telaio con angolo sterzo più chiuso.

Attenzione poi anche alla lunghezza del piantone sella! Se il piantone sella è troppo corto, si rischia di avere un eccessivo fuorisella, se il piantone è troppo lungo non si riuscirà ad abbassare la sella più di tanto con conseguenti problemi sulle discese tecniche.

Schema di sospensione

Ultimo ma non meno importante è poi lo schema di sospensione.

Ogni produttore ha i suoi sistemi ed i suoi brevetti ed ogni schema di sospensione ha i suoi pregi ed i suoi difetti. A parte qualche raro caso di sistemi che funzionano male, non c’è quasi mai un meglio ed un peggio. I diversi schemi hanno caratteristiche diverse e sarà il rider a dover scegliere quello più adatto alle proprie caratteristiche di guida e preferenze.

Schema di sospensione FSR, il cavallo di battaglia di Specialized

Schema di sospensione FSR, il cavallo di battaglia di Specialized

Cerchiamo un telaio che mangi bene gli ostacoli sul veloce e non rallenti sullo scassato? Un bel monocross ad infulcro alto può fare al caso nostro. Cerchiamo indipendenza in frenata? Un giunto Horst può essere una buona scelta. Ricerchiamo una buona pedalabilità ed efficienza in salita? Un 4 link a bracci corti può soddisfare le nostre esigenze.

Attenzione però a non generalizzare più del dovuto: se tendenzialmente una casa costruttrice ha una sua “filosofia” e tende a mantenere simili alcune caratteristiche su tutta la gamma, non è assolutamente detto che due telai con lo stesso schema di sospensione abbiano le stesse caratteristiche. Prendiamo ad esempio un telaio con giunto Horst: questo può essere realizzato per essere estremamente performante in pedalata o estremamente plush in discesa, dipende da come si posizionano i fulcri. Anche il semplice monocross può avere comportamenti diversi a seconda della posizione del fulcro principale.

Canyon Torque, Specialized Enduro, Lapierre Spicy: tre bici con schema di sospensione simile, ma comportamento differente

Canyon Torque, Specialized Enduro, Lapierre Spicy: tre bici con schema di sospensione simile, ma comportamento differente

Insomma, valutare le caratteristiche di uno schema di sospensione non è affatto facile a meno di non avere ottime conoscenze sull’argomento. Il modo migliore per capire come si comporta un certo telaio e quali sono le sue caratteristiche cinematiche sono i test (se ben fatti) o la prova diretta sul campo.

Materiale: carbonio o alluminio?

Si potrebbe scrivere un libro sull’argomento, ma ne abbiamo già parlato più volte, illustrando i pregi ed i difetti di entrambi i materiali.

La scelta del materiale del telaio comunque, volenti o nolenti, è un aspetto critico che influenza pesantemente le caratteristiche di guida della bici.

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Senza scendere in un’infinita diatriba, direi che oggi come oggi i telai in carbonio offrono sicuramente di più in termini di prestazioni: pesano meno, sono rigidi dove e come serve, hanno insomma caratteristiche migliori dell’alluminio.

Purtroppo però c’è il problema del prezzo: un telaio in carbonio è molto più costoso di uno in alluminio, senza contare che è più delicato. Per rivolgersi ad un telaio in carbonio bisogna insomma avere un budget molto elevato, soprattutto se si intende montare la bici pezzo per pezzo. Su budget più bassi conviene puntare sull’alluminio, dedicando invece maggiore cura nella scelta dei componenti.

Meglio un telaio in alluminio montato bene di uno in carbonio montato male. Come già detto la settimana scorsa, il telaio è importante, ma anche la componentistica gioca un ruolo fondamentale in una bicicletta. Un buon telaio non può assicurare elevate prestazioni se non montato a dovere. Tutto lavora in sinergia.

Qualità e cura costruttiva

Molto spesso, una volta delineate le caratteristiche del nostro telaio ideale, ci troviamo davanti a diverse opzioni, alcune più economiche, altre più care.

Perchè una Giant costa quasi la metà di una Intense? Ci sono delle oggettive differenze tra un telaio di un marchio “d’elite” ed uno più economico? Vale la pena spendere di più o tutti i telai sono uguali?

Sono tutte domande interessanti, non è però facile rispondere. In genere ad una differenza di prezzo corrisponde una differente cura e qualità costruttiva. I dettagli che fanno la differenza sono molti e spesso influiscono anche sulla durabilità e sull’affidabilità della bici, non sono solo finezze estetiche.

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Una delle principali differenze riguarda spesso la verniciatura ed i trattamenti di finitura. Un telaio buono ha una verniciatura in genere robusta, più duratura ed più curata nelle grafiche e nei dettagli. Oltre ad un miglior impatto estetico, patirà anche meno i segni del tempo, resisterà meglio ai graffi ed alle cadute.

Per mantenere bassi i costi, molte aziende vanno a risparmiare sulle lavorazioni. Elementi e parti del telaio forgiati costano meno di quelli ricavati dal pieno al CNC. L’utilizzo di bielle e parti in carbonio è poi un costo aggiuntivo che un’azienda cerca di evitare se vuole mantenere basso il prezzo. Insomma su un telaio più economico si cerca quasi sempre di risparmiare sulle lavorazioni, puntando a soluzioni meno costose invece che concentrandosi solo sull’aspetto funzionale e prestazionevole.

09Un’altro elemento che differisce tra telai di diverse fasce di prezzo sono poi i giunti ed i cuscinetti. C’è poco da fare, realizzare un perno che funzioni bene e sia ben schermato dagli agenti esterni è un costo extra per il produttore. Se si vuole mantenere basso il prezzo finale si deve insomma risparmiare anche su questo, adottando soluzioni più semplici e cuscinetti più economici.

La scelta del passaggio guaine e tubi, la predisposizione per il reggisella telescopico integrato, l’eventuale presenza di passaggi cavi e tubi interni, la presenza o meno di protezioni integrate sul telaio sono poi dei valori aggiunti non da poco. Sui telai in carbonio ad esempio la protezione integrata del tubo obliquo è molto importante, così come un buon passaggio guaina più fare la differenza in termini di funzionamento della trasmissione rispetto ad un cablaggio realizzato in maniera approssimativa.

Attenzione però ad una cosa: il prezzo non è sempre un fattore discriminante. Ci sono telai costosissimi realizzati in maniera economica, così come ci sono telai economici realizzati con una cura degna dei brand più blasonati. Insomma, se da un lato è quasi sempre vero che i telai costosi offrono qualcosina in più nella cura dei dettagli, dall’altro questa regola non ha validità assoluta, soprattutto oggi che molte grandi case delocalizzano la produzione in oriente accontentandosi di standard qualitativi inferiori.

Contano veramente questi dettagli?

Qualcuno potrà obiettare che più che come è verniciato un telaio, se le bielle sono ricavate al cnc o sono forgiate, se i cuscinetti sono SKF o cinesate, quello che è veramente importante è come funziona il telaio sul campo.

Spendo 1000€ in meno per un telaio economico ed utilizzo quello che ho risparmiato per un miglior allestimento. Il ragionamento non fa una grinza, valutando il rapporto spesa-prestazioni, non c’è nulla da eccepire.

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La cura costruttiva e nella realizzazione dei dettagli è effettivamente un valore aggiunto al telaio, non possiamo considerarlo un aspetto sostanziale o che influisce in maniera drastica sulle prestazioni. Non è che il fodero del carro in carbonio mi fa andare più forte di quello in alluminio, così come non è la biella al cnc che mi fa vincere una gara.

E’ comunque oggettivo che un telaio curato e ben realizzato ha sempre un qualcosa in più, non solo in termini di bellezza ed appagamento (utilizzare un telaio curato e studiato in ogni singolo dettaglio è sicuramente piacevole), ma anche in quanto a durabilità e facilità di manutenzione.

Senza contare che quando si tratta di componenti di alto livello, sono i dettagli a far la differenza. Basta spesso un piccolo dettaglio fuori posto, un passaggio guaina mal studiato ad esempio, per creare poi dei gravi problemi o malfunzionamenti ad altri componenti.

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spflipper
spflipper

bell’ articolo
il mio sogno e’ una full in carbonio 140mm, 27,5, bicorona, dischi da 160/180mm…
cmq ripeto bell’ articolo: io mi sarei soffermato un po’ di piu’ sugli schemi di sospensione per chi (parlo del sottoscritto 🙂 ) e’ totalmente ignorante in materia
cmq bello continuate cosi’

Balzy
Balzy

Recentemente hanno fatto un bell’articolo in più puntate su tutti gli schemi di sospensioni. Dacci una letta, è molto interessante!

belvis
belvis
luca.gatta
luca.gatta

IMHO l’articolo è ben scritto e nelle linee generali riporta argomenti esatti, ma mi permetto di obbiettare su una cosa, non è assolutamente vera la frase: “A parte qualche raro caso di sistemi che funzionano male, non c’è quasi mai un meglio ed un peggio”… io parlo nel segmento della mtb che ora viene chimato enduro… beh esistono pochi telai ben fatti, sui quali puoi montare quello che vuoi ma le cui geometrie ti permettono di ottimizzare pedalata e andare forte in discesa pur non avendo BLOCCAGGI agli ammortizzatori, tutti quelli che sostengono che nelle bi-ammortizzate si debba per forza bloccare ammo posteriore e forcella posteriore vuol dire che non hanno mai provato Turner Intense e compagnia bella… quindi non è assolutamente vero che i telai sono quasi tutti uguali…
OPINIONE MIA PERSONALE E COME OGNI OPINIONE OPINABILE…

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Provando diverse bici, sono arrivato alla conclusione che non ci sia lo schema di sospensione o la bici perfetta. Alcuni sistemi sono migliori in certi ambiti, alcuni in altri. Dipende da cosa si cerca: in genere i telai che vanno bene in salita poi pagano in discesa e viceversa.
Ci sono sistemi che complessivamente funzionano meglio, quello si, ma è facile che quelli che per una certa persona sono dei difetti, per un’altra possano essere dei pregi.

francescoMTB1
francescoMTB1

Mi ritengo di essere sempre stato fortunato nel potermi assemblare personalmente le proprie bici partendo sempre dal solo telaio .
Indubbiamente concordo in pieno su quanto hai descritto minuziosamente che nulla e’ perfetto per tutto ……..
Se hai le idee ben chiare gia’ da prima di prendere il telaio puoi orientarti verso un risultato voluto di polivalenza della bici personalizzandola anche se dettato da esigenze economiche .
Io in tutta sincerita’ ho sempre mirato alla robustezza ,il resto non lo considero facendomi forte di non doverci fare delle gare ma solo pieno divertimento e massima soddisfazione nella realizzazione.
Complimenti per l’articolo ,ottimo ed utile a chi si avventura come orientamento.

Tondo66

Un fattore molto importante nel determinare il prezzo di una bici, ancor piu´della qualita´costuttiva o della cura dei particolari e´la “quantita´”: questo fa la differenza. Un minor prezzo non significa che la bici sia qualitativamente inferiore, idem il contrario. I numeri produttivi che riesce a generare CUBE (pur non amando io quel brand) rispetto ad esempio Intense, permettono un prezzo inferiore anche nella´acquisto di stock di componenti da Shimano, SRAM….etc. Non ultimo la tecnologia usata per la produzione, che deriva ovviamente dalla quantita´. Forgiato o CNC? il CNC e´meglio? no e´solo la tecnologia migliore per i piccoli numeri, ma ammortizzi di conseguenza meno il prezzo.

salluzzi72
salluzzi72

In questo articolo si parla di me….. abito a Rimini posseggo una bike da enduro.
Tra l’altro mooolto soddsfatto dell’acquisto.

Tondo66

Aggiungo….e sovente una azienda e´vittima/schiava delle tecnologie che ha in casa. Se ho il capannone pieno di frese a 5 assi produrro´ sempre pezzi CNC, difficilmente utilizzero´ la forgiatura magari hollow, perche´ a conti fatti, nell´immediato per piccoli numeri mi conviene. Ma…se produco forgiando mi serve turnover…o vado in bancarotta: e´ il cane che si morde la coda. Ma la qualita´ della bici non ne risente.

Carlettorusso
Carlettorusso

@Daniel Naftali articolo interessante, ma a questo punto rilancio:
Non sarebbe possibile per ogni bici che vi passa per le mani in redazione smontarla ed indicare qualità (stimata, percepita o altro) di tutte le varie parti del telaio, cuscinetti, snodi, viteria, verniciatura, saldature ecc….
Sarebbe impegnativo e farebbe scontenti la maggioranza dei produttori, ma per noi sarebbe un plus non da poco!

Daniel Naftali
Daniel Naftali

E’ un parametro sempre tenuto in considerazione nei test. Anche nella classificazione con le stelline c’è sempre la voce “Cura costruttiva”, che va proprio a valutare la qualità del telaio, la cura e l’attenzione ai dettagli. In questa voce includiamo la finitura, la qualità della verniciatura, la qualità e la cura con cui sono realizzati snodi e forcellini, i materiali, i passaggi cavo se sono ben studiati o meno.

Chiaro che la buona qualità di un telaio la si vede solo col tempo, quindi andrebbe valutata con un test di durata, ma già ad un’attenta analisi della bici si possono valutare molti dettagli.

xzy
xzy

Articolo molto interessante e ben fatto!! Non mi trovo daccordo però con l’affermazione secondo cui le bici da enduro sarebbero “tuttofare”, secondo me quest’aggettivo è maggiormente pertinente con le trail bike

KATARRUSO
KATARRUSO

Dany se posso permettermi.
Le bici sceglievo in base a cosa mi piaceva
E seguiva un lungo confronto delle geometrie.
Importante Stampare fisicamente su un foglio le geometrie.
Di varie bici varie marche. Appendere i fogli in garage o camera.
E star li a ragionarci.
Poi come molti che si affidano all usato … Si prende cosa si trova. Complici i portafogli non super.

Aggiungo alla lista misure custom.
Per quelli più smaliziati e la soluzione totale.
Ci sono aziende italiane capaci di produrti un arma totale cucita per le tue esigenze. Cambiando tubi geometrie e facendo mix di telai molto interessanti.
Ciau

alexbit
alexbit

A me piacerebbe molto che, magari a margine dell’articolo o in uno nuovo, venisse proposta una tabella che aggreghi in funzione del target/disciplina, telai di diversi produttori fra loro comparabili per geometrie, escursione, formato ruote etc.
Non so se ho reso l’idea…
Di sicuro sarebbe un riferimento molto attendibile e comunque un’ottima base di partenza per noi amanti del confronto che magari non acquistiamo ma sogniamo tanto su questi mezzi…
😉

jhonny.job
jhonny.job

gran bell’articolo, concordo con alebit, anche considerando che la distinzione AM – Enduro stà diventando molto sottile