[Test] Cannondale Scalpel S-i custom

[Test] Cannondale Scalpel S-i custom

15/05/2019
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15/05/2019

Dopo la prova della FS-i Limited Edition, Cannondale ci ha mandato il telaio della sua biammortizzata da XC, la Scalpel S-i: dal 2016, anno della sua presentazione, ad oggi, il telaio è rimasto immutato, ma è cambiata la forcella Lefty, che dal 2018 è la Ocho, vale a dire una monopiastra al posto della iconica doppia piastra (qui i dettagli). La buona notizia: anche quest’anno rimarrà invariata.

Durante il lancio 3 anni fa avevo scritto che si trattava di una geometria moderna, ed infatti non sfigura neanche nel 2019, anche se non ci troviamo di fronte a delle misure rivoluzionarie (per il cross country) come la BMC Fourstroke.  Per ovviare al reach corto ho preso un telaio in taglia L, per me che sono alto 179cm ed ho un’altezza sella di 75cm dal movimento centrale, e vi ho messo un attacco manubrio di 5cm. Angolo sella di 73.5° e angolo sterzo di 69.5° sono piuttosto conservativi, come d’altronde un po’ tutto l’ambiente XC. Immagino già in quanti storcano il naso nel vedere un reggisella telescopico Yep Uptimizer da 125mm di escursione, ma considerate che la Scalpel ha il passaggio cavi interno predisposto.

Escursione anteriore e posteriore da 100mm, gestite da un ammortizzatore Fox Float Kashima e dalla forcella Lefty Ocho, entrambi con blocco a manubrio. Visto che, a causa del remoto del reggisella telescopico, mi trovavo con il comando delle sospensioni in mezzo al manubrio, ho optato per il Twistloc di Rock Shox, con il quale ho potuto fare pulizia sul manubrio e soprattutto ho reso più facile attivarle/bloccarle. Il manubrio in carbonio è un Truvativ Descendant da 760mm di larghezza.

La trasmissione è una SRAM Eagle 1×12, per i patiti della doppia c’è la possibilità di montare il deragliatore anteriore, anche se credo che sulla Scalpel fosse stato predisposto ai tempi per lo Shimano Di2. Il passaggio dei cavi è interno, non guidato. Malgrado ciò la bici è silenziosa e i cavi non sbatacchiano all’interno del telaio perché sono fissati bene dall’hardware. In fase di montaggio bisogna fare attenzione a non farlo cadere nel telaio, visto che bisogna spingerlo dentro per poi fissarlo con la vite presente all’esterno. Di base i dettagli sono ben curati, forse l’unica cosa migliorabile è il bumper per la Ocho sul tubo obliquo, la cui colla non ha tenuto molto con conseguente perdita del pezzo sui sentieri. Poco male, perché comunque la Ocho non va a sbatterci contro.

Il cavo del remoto che va all’ammortizzatore non è molto bello da vedere, ma non c’è altra soluzione che posizionarlo con quella curva.

Parlando della trasmissione bisogna ricordare che le due lettere S-i stanno per System Integration, il cui nocciolo sta proprio nell’offset della ruota posteriore e quindi della corona. Il carro viene di fatto decentrato di 6mm verso il lato drive consentendo la campanatura bilanciata della ruota e di conseguenza una maggiore rigidità complessiva. Anche la corona viene spinta in fuori di 6mm per mantenere la corretta linea catena. Per consentire ciò SRAM ha sviluppato una serie speciale di guarniture per Cannondale. L’obiettivo a dir degli ingegneri di Cannondale è di poter usare un carro più corto pur consentendo l’utilizzo di gomme di sezione relativamente generosa senza sacrificare il necessario spazio in zona movimento centrale, necessario in caso di fango.

Il lavoro di centratura sulle ruote è stato fatto da Cyp Wheels, marchio italiano che da quest’anno fornisce anche il team di coppa del mondo BMC.  Si tratta di cerchi in alluminio con canale interno di 24mm e mozzi Bitex. Si abbinano bene alle nuove Schwalbe Racing Ralph al posteriore e Racing Ray all’anteriore, entrambe da 2.25″. La mescola dietro è la Speed (rossa), vale a dire la più dura della gamma Addix, mentre davanti è la Speedgrip, quella blu. Si tratta di gomme da XC, con tassellatura abbastanza minimalista e dalla carcassa piuttosto debole. Non per niente sono riuscito a bucare l’anteriore con una roccia appuntita, foratura riparata velocemente con un vermicello.

Tornando sui dettagli, bello il link completamente in carbonio a vista, così come la vernice del top tube, piacevole al tatto.

La forcella Ocho non passa inosservata, ed è uno dei tratti distintivi della gamma da XC di Cannondale. Rispetto al passato, quando la Lefty aveva la doppia piastra, si è persa un po’ di rigidità, in compenso il funzionamento è migliorato, con una migliore gestione dell’affondamento a metà del travel e una bella progressività a fine corsa.

Così montata, senza pedali, la Scalpel pesa 10.50 kg.

Sul campo

L’ho usata per circa quattro mesi su sentieri a bassa quota prima, successivamente sempre più in alto, concludendo con la mitica traversata di San Lucio. Per essere una bici con 100mm di escursione anteriore e posteriore, si è rivelata piuttosto polivalente, anche se non la definirei una trailbike. Andiamo con ordine.

Salita

10 kg e mezzo, gomme scorrevoli e blocco completo delle sospensioni. Difficile non volare in salita con un mezzo del genere, sia su asfalto che sugli sterrati, una volta aperte le sospensioni. Il carro è molto “sportivo”, nel senso che è più improntato a trasmettere la potenza di pedalata sul terreno che non a copiarlo in ogni frangente, infatti mi sono trovato a combattere su alcune rampe tecniche per cercare la trazione che con bici da trail o da enduro non ho difficoltà a trovare. Complice la gommatura molto racing, certo, ma non ci si possono aspettare miracoli da un carro posteriore senza snodo all’altezza dell’incrocio fra foderi alti e bassi, dove quindi la flessione del fodero alto sopperisce a questa mancanza.

Bella la posizione in sella, molto centrale, che permette di gestire bene il peso del corpo quando la salita diventa ripida. Non ho mai avuto problemi a tenere la ruota anteriore attaccata al terreno, cosa che invece mi succedeva con la vecchia Lefty, alta di suo (chi si ricorda gli attachi manubrio negativi di Leonardi?). L’angolo sterzo piuttosto chiuso è utile quando si deve girare sullo stretto, coadiuvato dal carro corto.

Quando si rilancia la bici, alzandosi sui pedali, si nota la rigidità complessiva della Scalpel. Come dicevo prima, sembra che gli ingegneri abbiano speso molto tempo per trovare la migliore trasmissione di potenza possibile, e direi che ci sono riusciti bene. Il Twistloc è una manna per quando si vogliono bloccare le sospensioni, perché non bisogna staccare il pollice dalla manipola: il bottone è lì, molto vicino alla mano. Per sbloccarle bisogna invece girare la parte mobile della manopola.

Discesa

Mettiamola così: con gomme diverse, e soprattutto più robuste, avrei raggiunto velocità vicine a quelle di una trailbike. In gran parte il merito va alla Ocho, perché mi ha dato molto confidenza sia perché incassa bene i grandi colpi senza andare a fine corsa, sia perché sul veloce facile assorbe bene le piccole asperità. Non per niente l’ingegnere che l’ha sviluppata è Jeremiah Boobar, lo stesso che ha progettato la Pike. Da Rock Shox è passato a Cannondale e la Ocho è stato il suo primo grande progetto.

La tassellatura, ma soprattutto la carcassa leggera delle due Schwalbe, mi hanno frenato nei tratti rocciosi, più che altro perché avevo paura di sfasciare tutto. Sul bagnato, un po’ come tutte le gomme da XC, diventano difficili da gestire, in particolare il posteriore con la sua mescola Speed tende a scappare via in fretta. Robuste invece le ruote, perfettamente centrate anche alla fine del test, malgrado una foratura all’anteriore che mi ha portato a sbattere il cerchio su un paio di rocce. Si adattano bene al discorso “compliance” di cui ho parlato molto ultimamente, vale a dire non avere ruote troppo rigide che trasmettono tutte le vibrazioni al rider e che, sulle lunghe distanze, diventano molto scomode. La tensionatura identica sui due lati, al posteriore, aiuta a rendere la ruota più rigida e robusta, d’altro canto però diventa complicato trovare un set di ricambio con questa campanatura, e con il mozzo della Lefty all’anteriore.

Questo è un discorso che vale anche per la guarnitura, e che invece ha smesso di valere per la Lefty (mozzo a parte), che ora presenta un cannotto conico al posto di quello da 1 pollice e 1/2 della versione a doppia piastra. L’integrazione del sistema è una caratteristica a cui Cannondale ha sempre puntato molto, e che può piacere o meno. Posso dire però che l’insieme della bici è molto robusto e preciso, dato dalla somma di tanti dettagli quali il sistema interno a cuscinetti della Ocho, la campanatura simmetrica delle ruote e la scatola del movimento centrale massiccia. Alla fine ci si sente in sella ad un mezzo agile, al tempo stesso preciso in curva e reattivo.

Viste queste premesse, un reggisella telescopico è la famosa ciliegina sulla torta per tirare fuori tutto dall’anima di questa bici, in discesa, potendosi muovere liberamente avanti e indietro senza venire impediti da una sella alta. Non è un caso se, già nel 2016, Cannondale aveva previsto un passaggio interno proprio per il telescopico.

Conclusioni

La Cannondale S-i è una biammortizzata da XC che ben si presta alle lunghe distanze tipiche di una marathon ma che ben si fa apprezzare anche su percorsi tecnici e pieni di scatti e rilanci. Il fatto che rimanga immutata anche nel 2019 la dice lunga sulla bontà del progetto, presentato nel 2016, e la prova sul campo non fa altro che confermarlo.

Cannondale.com

Se siete interessati alla prova della front da XC di casa Cannondale, la FS-i, eccovelo qui, con lo stesso montaggio:

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Riodda
Riodda

Una domanda, il link dell’ammortizzatore posteriore l’hai descritto come carbonio a vista, ma dalle fotografie mi sembra un termoplastico caricato cabonio, ho visto male ?
Bell’articolo e gran bella biga !

Reynold
Reynold

Caso mai (e lo spero vivamente dato le temperature estive medie italiane!) che quello sia un termoindurente e non un termoplastico che hanno già di suo scarse proprietà meccaniche!.. detto ciò quella sarà sicuramente una classica resina epossidica, ovvero un termo indurente 😉

p84
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Ciao Marco, posso chiederti che sag avevi impostato sulla Ocho ?
Complimenti per la recensione

R
R I E L

Per quanto mi riguarda ho potuto provarla bene 2 volte, una vera belva, specialmente in discesa, l’unico lato nagativo della versione che provai io era l’ammo rockshox che presentava le uniche funzioni aperte e chiuse senza un propedal centrale.
Costringendo o a tenere l’ammo pompato duro per fare i pezzi smossi in aperto, o bloccarlo per evitare bobbing ma perdendo i vantaggi di una full.

C
R I E L

Per quanto mi riguarda ho potuto provarla bene 2 volte, una vera belva, specialmente in discesa, l'unico lato nagativo della versione che provai io era l'ammo rockshox che presentava le uniche funzioni aperte e chiuse senza un propedal centrale.
Costringendo o a tenere l'ammo pompato duro per fare i pezzi smossi in aperto, o bloccarlo per evitare bobbing ma perdendo i vantaggi di una full.

la maggior parte delle full XC non ha le tre posizioni…

E
CarlCarl

la maggior parte delle full XC non ha le tre posizioni…

Tutte le bici allestite Fox performance e factory si. . E non sono poche

andry-96
Emilio1981

Tutte le bici allestite Fox performance e factory si. . E non sono poche

No, anche fox sono spesso a 2 posizioni
Anche se a dirla tutta su un carro virtual pivot possono bastare due posizioni, ad esempio su giant anthem la terza posizione la vorrei solo su salite abbastanza lisce e lunghe
Ho provato anche la trek top fuel e pure lei col sistema reaktiv era molto ferma, chiaramente un carro monopivot soffre di più il bobbing

p84
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Il cinematismo Trek è famoso per il bobbing, eppure non è monopivot. Il suo punto di forza resta il mozzo coassiale al fulcro, al fine di svincolare l’azione della sospensione da quella del freno

Geep
Geep

Trek è monopivot

C
Emilio1981

Tutte le bici allestite Fox performance e factory si. . E non sono poche

non mi risulta, anzi…

andry-96
p84

Il cinematismo Trek è famoso per il bobbing, eppure non è monopivot. Il suo punto di forza resta il mozzo coassiale al fulcro, al fine di svincolare l'azione della sospensione da quella del freno

Il cinematismo sì infatti ho parlato di Reaktiv, che è il funzionamento regressivo dell’ammortizzatore, l’ho provata solo in un bike test ma anche con le sospensioni aperte bobbava veramente poco
Aveva altre pecche tipo il blocco non totale( in piedi sui pedali da fastidio ) di forcella e ammortizzatore e i cerchi troppo larghi per i miei gusti, però 0 bobbing

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Non so che dirti, quando l’ho provata io (sempre ad un bike test) bobbava molto, sono andato a cercare info sul web e avevo trovato che era cosa nota

E
CarlCarl

non mi risulta, anzi… solo Scott e qualche altra…

Io ho ktm Scarp 29 ed ho blocco su manubrio x 3 posizioni ad esempio. Un mio amico idem olympia f1x, ed infine ho provato orbea oiz allestita come la. Mia ed aveva 3 pos. Proprio poche non sono. .. Dopo ad onor del vero io non uso mai la posizione firm, la trovo inutile. Sempre propedal e desce t in discesa. Se il sag è ben fatto, anche con monopivot ben fatto non hai fenomeni di bobbing fastidiosi

E
andry-96

No, anche fox sono spesso a 2 posizioni
Anche se a dirla tutta su un carro virtual pivot possono bastare due posizioni, ad esempio su giant anthem la terza posizione la vorrei solo su salite abbastanza lisce e lunghe
Ho provato anche la trek top fuel e pure lei col sistema reaktiv era molto ferma, chiaramente un carro monopivot soffre di più il bobbing

Dipende dal comando remoto del lockout. Magari hai forcella fit 4 o fitgrip e comando a sole 2 pos.

C
Emilio1981

Io ho ktm Scarp 29 ed ho blocco su manubrio x 3 posizioni ad esempio. Un mio amico idem olympia f1x, ed infine ho provato orbea oiz allestita come la. Mia ed aveva 3 pos. Proprio poche non sono. .. Dopo ad onor del vero io non uso mai la posizione firm, la trovo inutile. Sempre propedal e desce t in discesa. Se il sag è ben fatto, anche con monopivot ben fatto non hai fenomeni di bobbing fastidiosi

Orbea OIZ (2019), se non modificata, non mi risulta KTM ed Olympia non so…

windbike

diciamo che per un agonista le 3 posizioni possono essere motivo di incasinamento anche se il buon n1no…..
tanto l'agonista gonfia a manetta e quindi da aperto si muove poco e niente…..differente il discorso per un escursionista, cui trovo che le 3 posizioni siano utili in quanto ti permettono di sfruttare tutta l'escursione regolando la giusta pressione/sag, e di avere un ammo piu sostenuto in posizione intermedia, con 2 posizioni devi per forza trovare un compromesso che sicuramente non ti permettera di sfruttare per intero il potenziale a disposizione

E
CarlCarl

Orbea OIZ (2019), se non modificata, non mi risulta…

Oiz assemblata con questo comando a 3 posizioni.. Perché contestare scusa? Ti pare che mi. Dovrei inventare una cosa del genere col solo gusto di creare flame?

E
windbike

diciamo che per un agonista le 3 posizioni possono essere motivo di incasinamento anche se il buon n1no…..
tanto l'agonista gonfia a manetta e quindi da aperto si muove poco e niente…..differente il discorso per un escursionista, cui trovo che le 3 posizioni siano utili in quanto ti permettono di sfruttare tutta l'escursione regolando la giusta pressione/sag, e di avere un ammo piu sostenuto in posizione intermedia, con 2 posizioni devi per forza trovare un compromesso che sicuramente non ti permettera di sfruttare per intero il potenziale a disposizione, questo chiaramente con comandi al manubrio altrimenti se devi smanettare su ammo e forka meglio non averlo

Esattamente come penso io

C
Emilio1981

Oiz assemblata con questo comando a 3 posizioni.. Perché contestare scusa? Ti pare che mi. Dovrei inventare una cosa del genere col solo gusto di creare flame?

figurati, nessuna polemica, ma leggendo il thread dedicato sembra serva modificare…

fitzcarraldo358
p84

Il cinematismo Trek è famoso per il bobbing, eppure non è monopivot. Il suo punto di forza resta il mozzo coassiale al fulcro, al fine di svincolare l'azione della sospensione da quella del freno

comunque il trek ABP è un monopivot.

p84
p84

Sapevo che era una variante dell’Horst, per il fatto di avere più punti d’infulcro rispetto ai tradizionali monopivot

Gio63
Gio63

L’ABP Trek sembra ma non è un monopivot. I foderi alti e bassi si sovrappongono e articolano nella zona perno post.

E
p84

Sapevo che era una variante dell'Horst, per il fatto di avere più punti d'infulcro rispetto ai tradizionali monopivot

Esatto, anche io la conosco come variante del giunto horst, quindi un carro a quadrilatero, piu che monopivot come la mia ktm

Geep
Geep

ABP è un monopivot, infatti non ci sono snodi supplementari nel fodero inferiore.
L’Horst è più assimilabile a un VPP o a un DW-link, dove cambia “solo” la lunghezza della bielletta rispetto al fodero. Infatti sono tutti sistemi virtual pivot, ossia dove il centro della circonferenza descritto dal centro della ruota varia durante la corsa, mentre nei monopivot rimane fisso.

andry-96
Emilio1981

Dipende dal comando remoto del lockout. Magari hai forcella fit 4 o fitgrip e comando a sole 2 pos.

No cambia tutta l’idraulica
Comunque sono tante con blocco a due posizioni, quelle da te citate sono quasi le uniche con 3 posizioni oltre a scott

andry-96
Emilio1981

Esatto, anche io la conosco come variante del giunto horst, quindi un carro a quadrilatero, piu che monopivot come la mia ktm

Anche ktm alcune escono due altre tre posizioni

MD_CORPORATION

Da felice possessore della Scalpel carbon 2 del 2018 non posso che confermare quanto scritto nell'articolo.

E sottolineo che è veramente una gran bella biga.. ci faccio giri di oltre 100Km e 3-4 K di dislivello e mi trovo divinamente… tolto questo, la nuova lefty (provata a Riva) è ancora un passettino in avanti rispetto alla 2.0…
Un pelo più precisa nell scorrimento trovo.

Quello che volevo chiedere è questo:
Il rock shox monarch XX del modello 2018 ed il FOX Float Kashima del 2019 sono intercambiabili? Tenendo in considerazione di dover mantenere il vecchio Xloc della Rock shox…

Gio63
Gio63

Anche io ho la Scalpel SI e confermo, gran biga. Per montare il Fox devi cambiare il remote perché l’XLoc del Monarch è idraulico mentre il Fox è a cavo.
Il Fox cambia parecchio in meglio la bici, da quello che leggo.
Io ho montato un DT Swiss X313 Carbon remote ed è un’altro mondo rispetto alla pigrizia del Monarch.
Il bobbing è veramente ridotto da tutto aperto rispetto al Monarch, tanto che uso raramente la posizione climb e quelli mai il blocco totale.
Tutto questo con un miglioramento sensibile del comportamento dinamico al posteriore.

fitzcarraldo358
p84

Sapevo che era una variante dell'Horst, per il fatto di avere più punti d'infulcro rispetto ai tradizionali monopivot

Emilio1981

Esatto, anche io la conosco come variante del giunto horst, quindi un carro a quadrilatero, piu che monopivot come la mia ktm

è monopivot.

se volete chiamarla variante del Horst… boh fate pure, ma è monopivot mentre Horst è virtual pivot… non c'è molto da discutere.
https://www.mtb-mag.com/riconoscere-i-sistemi-single-pivot/

C_dale
C_dale

Bella mi piace molto e spero un giorno di riuscire a comperarla, magari di 3a mano. Amici che la hanno avuta e che ce l’hanno tuttora mi hanno parlato di un fattore Q alto rispetto ad altre bici della stessa categoria (Es. Epic, Spark…) che gli ha provocato qualche disagio, qualcuno si è trovato costretto a compensare cambiando pedali a favore di perni più stretti, ed uno in particolare ha cambiato bici… Hai avuto qualche impressione particolare?

Gio63
Gio63

Anche io nessun problema. Credo che il problema sia inversamente proporzionale all’altezza del pilota.

M
maxmu

fattore Q conta sulle bdc su MTB quella differenza non si sente

fafnir
fitzcarraldo358

è monopivot.

se volete chiamarla variante del Horst… boh fate pure, ma è monopivot mentre Horst è virtual pivot… non c'è molto da discutere.
https://www.mtb-mag.com/riconoscere-i-sistemi-single-pivot/

Resta il fatto che dire che un generico sistema di sospensione bobba o no è un errore che si continua a fare ancora dopo tutti questi anni.
Praticamente ogni sistema di sospensione è in grado di raggiungere elevati valori di antisquat, quindi di non avere oscillazioni in pedalata, dipende solo da quello che vogliono fare i progettisti.

ABP per me è un monopivot (secondo la descrizione ormai accertata da tutti) con i vantaggi di un pivot virtuale, soprattutto per la frenata.
Quindi non è sbagliato neanche considerarlo un virtual pivot… sempre che a qualcuno interessino per forza le etichette

p84
p84
fafnir

Resta il fatto che dire che un generico sistema di sospensione bobba o no è un errore che si continua a fare ancora dopo tutti questi anni.
Praticamente ogni sistema di sospensione è in grado di raggiungere elevati valori di antisquat, quindi di non avere oscillazioni in pedalata, dipende solo da quello che vogliono fare i progettisti.

ABP per me è un monopivot (secondo la descrizione ormai accettata da tutti) con i vantaggi di un pivot virtuale, soprattutto per la frenata.
Quindi non è sbagliato neanche considerarlo un virtual pivot… sempre che a qualcuno interessino per forza le etichette

Infatti il vero limite del monopivot teoricamente non sarebbe tanto quello del bobbing, caratteristica che dipende in gran parte dalla taratura dell'ammortizzatore, ma dal fatto che la frenata inibisce il lavoro di ammortizzazione. Trek l'ha risolto con il fulcro coassiale al mozzo che svincola le due istanze l'una dall'altra, tuttavia l'ABP mantiene un'elevata sensibilità alle risposte del terreno. Questa sensibilità (che è un fattore positivo) si pu rivelarsi una sorta di bobbing quando ci sia alza sui pedali. Paradossalmente il cosiddetto bobbing risente anche della fluidità dell'ammortizzatore, da tutti ricercata. Maggiore è la fluidità, maggiormente si corre il rischio di "bobbare" (frenature idrauliche a parte)

M
mauriziolippa

Confermo tutto.
Confrontando l’ABP di Trek con l’APS di BMC (le uniche due bici su cui ho una certa esperienza), è evidente che entrambi i sistemi non bloccano il carro in frenata, entrambi sono decisamente fluidi, ma l’ABP risulta praticamente impedalabile con la posizione aperta (oltre a bobbare anche con l’ammortizzatore tutto chiuso). Sulla BMC invece a volte mi dimenticavo l’ammo aperto e me ne accorgevo solo dopo qualche km su asfalto. C’è da dire che la fluidità Trek, a mio avviso, è anche dovuta al montaggio totalmente flottante dell’ammortizzatore.

M
maxmu
Nikefox

Yes, esattamente.
Lefty 2.0 poteva essere usata con remoto, ma doveva essere idraulico (il solito RS che ben conosciamo).
Sulla Scalpel con Lefty 2.0, avendo ammo e Lefty sullo stesso remoto, anche l' RS Monarch era comandato idraulicamente.

Ora con Lefty Ocho e FOX e' tutto meccanico attuato via cavo.

confermo tutto

R
R I E L
CarlCarl

la maggior parte delle full XC non ha le tre posizioni…

invece come ti hanno detto le bici montate fox spesso hanno 3 posizioni.

marco

sulla scalpel il float factory aveva 2 posizioni.
Nel xc 2 posizioni bastano e avanzano, altrimenti rischi di incasinarti nella foga della gara.

per xc concordo, a patto di essere molto attivo alla guida e con i remoti, ovvero blocchi e sblocchi a seconda di come ti serve, ma per quanto riguarda marathon no, come detto la pecca della scalpel sta nel fatto che da chiusa è una front e da aperta o bobba o la tieni tarata dura perdendo parte della funzione di una full. tarata come da valori cannondale su una salita a media pendenza in pietraia senti che bobba.
paulissen infatti la prima cosa che fece 2/3 anni fa con la scalpel fu cambiare l'ammo. mentre il team di coppa del mondo usava tarature MOLTO più dure di quelle consigliate.

C
R I E L

invece come ti hanno detto le bici montate fox spesso hanno 3 posizioni.

dipende, "spesso si" ma anche "spesso no"…

R
R I E L

marco mah, anche qui dipende da che percorsi fai. Se sono sterrati lisci puoi tenere tutto chiuso. Se invece diventano dissestati non capisco questa mania di volere l'ammo duro, perché ti perde trazione. Il Fox Float è molto sensibile, copia bene, è un bel crimine chiuderlo. Inoltre non riesco a capire come cit: su una salita a media pendenza in pietraia si riesca a notare che un carro bobbi. In pietraia ogni mm di trazione in più viene comodo. Però poi torniamo al discorso di sempre: tolti un paio di percorsi, le marathon sono tecnicamente insignificanti. Diciamo che non serve neanche una full. bhe è semplicemente esperienza.. alla prima prova a riva, tarato l'ammo dal meccanico cannondale partito con un'entusiasmo a palla mi trovai con una bici spettacolare su asflato da bloccata, una bici mostruosa in discesa ma gran parte della felicità venne segata dalle salite smosse dove correre con l'ammo chiuso sarebbe stato inutile e correre con l'ammo aperto sentivi un bel bobbing in spinta… e diciamo essendo un mezzo racing non è proprio ottimale.. ecco il perchè i rider di coppa hanno tarature ben più dure dei normali umani. avendo avuto poi la possibilità di provarne una per più tempo e con mi tarature ho notato che la bici diventava molto più performante nelle salite da ammo aperto proprio se tarato più duro… ed è proprio il motivo per cui sarebbe servito dal giorno 1 una posizione intermedia sull'ammo… almeno per le persone comuni. poi ovviamente stiamo parlando… Read more »

Gio63
Gio63

Hai ragione, RIEL. Le due posizioni blocco la limitano, e la limita ancora di più un’ammo come il Monarch XX.
Fox (da varie recensioni utenti lette) e DT Swiss X313 (per esperienza personale) la fanno diventare ancora più performante soprattutto in salita ma migliorano il posteriore a 360gradi.