[Test] Cockpit e*thirteen Race Carbon 35 e Plus 35

[Test] Cockpit e*thirteen Race Carbon 35 e Plus 35

28/10/2019
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28/10/2019

Autore: Francesco Mazza

Il marchio statunitense e*thirteen venne fondato quasi 20 anni or sono dal famoso designer di sospensioni Dave Weagle, producendo per diversi anni guidacatena innovativi. Nel 2010, in seguito alla fusione con il marchio The Hive, e*thirteen iniziò ad ampliare la sua gamma di prodotti includendo inizialmente ruote e guarniture per poi spaziare fino a cassette, pedali, reggisella telescopici e infine copertoni. Lo scorso agosto e*thirteen ha aggiornato il suo catalogo con le ultime novità, una serie di manubri e di attacchi manubrio dedicati a enduro e trail.

Tra questi nuovi prodotti ho messo alla prova negli ultimi due mesi il manubrio Race Carbon 35 abbinato all’attacco Plus 35, entrambi montati sulla MDE Damper 29.

Manubrio Race Carbon 35

La gamma di manubri prevede tre modelli assolutamente identici tra loro come quote geometriche ma differenti per quanto concerne il materiale di costruzione. Due sono in lega di alluminio, 7050 il Plus e 6061 il Base, mentre il Race Carbon 35 oggetto del test conta su di una costruzione in fibra di carbonio. La disposizione degli strati di fibre è ottimizzata per offrire un bilanciamento adeguato tra robustezza e leggerezza ma soprattutto tra rigidezza e comfort. Le grafiche, di dimensioni generose ma comunque poco appariscenti e nel complesso piuttosto eleganti, sono realizzate con decals ad acqua.

Per quanto riguarda il diametro centrale dei suoi manubri e*thirteen ha optato per il più recente standard da 35mm che assicura maggiore rigidezza e consente risparmio di peso. Il diametro del manubrio è un dettaglio molto importante che influisce sulla sua intera struttura e sulle sue prestazioni dato che spesso la rigidezza dei manubri da 35mm risulta eccessiva, andando a sollecitare maggiormente le mani e le articolazioni delle braccia ma e*13, almeno per quanto concerne la versione in carbonio, è riuscita a gestire l’assorbimento delle vibrazioni e garantire adeguato comfort, come approfondiremo in seguito

La larghezza dei manubri e*thirteen è di 800mm mentre per quanto riguarda la quota di rise sono disponibili due versioni, una da 20mm che è quella oggetto del test e una da 35mm. Gli angoli sono piuttosto classici con 9° di backsweep e 5° di upsweep (i più attenti noteranno che la grafica sul manubrio riporta i dati degli angoli invertiti). Queste quote sono state scelte da e*13 per offrire una posizione intuitiva e confortevole ai polsi.

Per coloro che non si trovano a proprio agio con manubri da 800mm di larghezza e preferiscono utilizzare una misura inferiore, e*thirteen ha messo a disposizione su ciascun lato del manubrio dei segni di riferimento per il taglio, ciascuno a 5mm di distanza, così da avere una linea guida per portare il manubrio a 790, 780, 770 o 760mm di larghezza.

Le grafiche del manubrio dedicate al posizionamento in termini di centratura e inclinazione si interfacciano con quelle dell’attacco manubrio su un’ampio range di riferimenti che consentono una regolazione chiara e precisa, molto semplice da impostare stando comodamente seduti in sella dato che sono collocate nella metà posteriore della parte superiore di entrambi i componenti del cockpit.

Attacco manubrio Plus 35

La gamma di attacchi manubrio è formata da due prodotti molto simili nella forma ma differenti come materiali e finiture. Il più leggero e curato Plus 35, oggetto del test, è realizzato in lega di alluminio 7075 mentre per il Base 35 la lega di alluminio adottata è la 6061. Il Plus 35 prevede una maggiore cura nella lavorazione con una doppia lavorazione a CNC dopo la forgiatura e una finitura lucida dell’anodizzazione sulla faccia anteriore dei morsetti a contrasto con l’anodizzazione opaca del resto dell’attacco manubrio. Le grafiche sono formate da decals ad acqua mentre i riferimenti tecnici sono laserati.

Come suggerisce il nome, entrambe le opzioni di attacco manubrio adottano lo standard da 35mm di diametro, con due morsetti anteriori che serrano in posizione il manubrio, stretti ciascuno da due viti a testa bombata con incasso T25. I due morsetti formano una presa sul manubrio di ben 55mm di larghezza che determina una notevole rigidezza e robustezza e ciò ha consentito a e*13 di ridurre il peso del Plus 35 asportando a CNC il materiale superfluo.

Altre due viti Torx identiche a quelle dei morsetti fissano l’attacco manubrio al cannotto della forcella, posizionate in direzione convergente tra loro sui due lati opposti del cannotto. Lo stack complessivo è di 39mm e l’inclinazione è nulla, ovvero rise di 0 gradi. Entrambi gli attacchi manubrio di e*13 sono disponibili in due versioni di lunghezza, da 40mm come quello in test o da 50mm.

Come già illustrato per il manubrio, il quarto di circonferenza da ore 9 a ore 12 del lato destro dell’attacco manubrio riporta una serie di tacche laserate che servono come riferimento per regolare l’inclinazione del manubrio, interfacciandosi con lo schema a linee presente sul manubrio stesso. La chiusura dei morsetti anteriori, come indica la scritta laserata sul lato, va effettuata serrando inizialmente le due viti in alto fino a mandare in battuta i morsetti sull’attacco manubrio e in seguito si stringono le due inferiori, ottenendo così una chiusura simmetrica.

In azione

Ho montato la nuova combo di manubrio e attacco di e*thirteen sulla MDE Damper 29 posizionandola in modo da replicare la stessa altezza da terra del cockpit di Switch che ho utilizzato per quasi un anno su questa bici e con il quale avevo trovato un buon feeling in termini di regolazioni. A confronto del Riser Carbon di Switch, il Race Carbon 35 di e*13 ha un rise minore ma soprattutto ha ben 3° in più di backsweep, allineandosi al ritorno del trend di manubri più curvi verso il rider per una posizione leggermente meno aggressiva ma più confortevole per le mani e per le articolazioni delle braccia. Indipendentemente dalle tendenze del mercato, normalmente preferisco manubri piuttosto dritti, tuttavia con il Race Carbon 35 mi sono trovato immediatamente a mio agio, trovando subito l’inclinazione ottimale dopo una sola leggera correzione durante il primo giro di prova. Nei successivi due mesi di test ho avuto la conferma della sensazione di confidenza, la posizione di mani e braccia è naturale e istintiva e risulta assolutamente confortevole.

In questo senso anche la qualità costruttiva del carbonio gioca un ruolo importante, dato che il manubrio risulta robusto e solido ma al contempo assorbe bene gli urti e filtra le vibrazioni senza affaticare le mani. A dispetto dello standard da 35mm, normalmente molto rigido, spesso anche troppo, il Race Carbon 35 ha infatti un ottimo compromesso tra rigidezza e flex che richiama quello di un buon manubrio da 31.8mm, ma con il teorico vantaggio del 35mm di maggiore robustezza con minore peso. Questo considerando inoltre il monolitico attacco manubrio Plus 35, rigido sia come struttura che come accoppiamento grazie alla presa sul manubrio da 55mm di larghezza. Oltre alle prestazioni anche la qualità generale dei prodotti è molto curata, con una finitura del manubrio e delle grafiche robusta e resistente a graffi e sfregamenti e con degli accoppiamenti delle parti e delle viti dell’attacco manubrio solidi e precisi.

Pesi

Race Carbon 35:
225g dichiarati  /  235g verificati

Plus 35:
145g dichiarati  /  144g verificati

Prezzi

Race Carbon 35:  €139
Plus 35:  €96,90

e*thirteen

Commenti

  1. lollo72:

    Come altri prodotti di e*thirteen sembrano di ottima fattura e concreti nell'utilizzo. Non capisco però questa esaltazione dei prodotti a lavorazione CNC come se fossero realizzati con tecnologie pregiate ultra soffisticate , alla fine sono macchinari (fresatrici per la maggiore) compiuterizzate a controllo numerico (verificano le quote e contano i pezzi ) presenti in gran quantità in molteplici aziende ; trovo più pregiato l'utilizzo di tecnologie ricercate nella composizione dei materiali grezzi ( leghe o carbonio che sia) piuttosto che la lavorazione CNC ( anche se la produzione fatta da macchinari CNC di alcuni componenti come pacchi pignoni è qualcosa di "raffinato"da vedere) .
    P.S. Perchè sono stati rimossi alcuni commenti da questa discussione ? (forse perchè non centravano nulla con i prodotti in test , ma criticavano le variazioni della"struttura" di interlocuzione del forum ! )
    Provo a risponderti io..
    Lavoro in una fabbrica proprio sulle CNC.. e anche da noi è un reparto dove puntano parecchio..
    Semplicemente sono macchine che lavorano al centesimo di millimetro.. pensa che un foglio di carta e spesso "solo"un decimo di mm.. questo ti fa capire quanto siano precise..
    Certo.. anno il loro costo iniziale quando compri la macchina (ma neanche poi così tanto) ma sono velocissime.. adesso non ricordo quanto metri al secondo percorrono.. ma fidati che fanno paura.. addirittura una volta c'erano dei tipi che erano lì che guardavano come lavoriamo.. bene.. inizio a fare il cambio provo i programmi piano e poi restava da controllare il refrigerante.. quindi visto che era tutto ok ho messo i programmi al massimo.. i tipi hanno preso paura (letteralmente).. quindi alla fine i costi di produzione sono "bassi" anche perché eventuali cambi fresa o modelli si fanno in breve tempo e hai dei prodotti di precisione..
    E per chi investe non è cosa da poco..
    Quindi è un ottima pubblicità.. sia al cliente finale che sa di avere un prodotto che difficilmente avrà imperfezioni, sia per chi investe nell'azienda..
  2. Avo.23:

    Provo a risponderti io..
    Lavoro in una fabbrica proprio sulle CNC.. e anche da noi è un reparto dove puntano parecchio..
    Semplicemente sono macchine che lavorano al centesimo di millimetro.. pensa che un foglio di carta e spesso "solo"un decimo di mm.. questo ti fa capire quanto siano precise..
    Certo.. anno il loro costo iniziale quando compri la macchina (ma neanche poi così tanto) ma sono velocissime.. adesso non ricordo quanto metri al secondo percorrono.. ma fidati che fanno paura.. addirittura una volta c'erano dei tipi che erano lì che guardavano come lavoriamo.. bene.. inizio a fare il cambio provo i programmi piano e poi restava da controllare il refrigerante.. quindi visto che era tutto ok ho messo i programmi al massimo.. i tipi hanno preso paura (letteralmente).. quindi alla fine i costi di produzione sono "bassi" anche perché eventuali cambi fresa o modelli si fanno in breve tempo e hai dei prodotti di precisione..
    E per chi investe non è cosa da poco..
    Quindi è un ottima pubblicità.. sia al cliente finale che sa di avere un prodotto che difficilmente avrà imperfezioni, sia per chi investe nell'azienda..
    Ok avrai un prodotto con finiture impeccabili , ma è altrettanto fondamentale avere un'ottima qualità a livello di materiale grezzo da lavorare , se c'è un difetto in una lega o in qualche "chimica" , potrai avere la migliore lavorazione CNC ma rimarrà sempre un prodotto difettoso . Immagino che dite come e*therteen abbiano un ottimo processo produttivo con controlli qualità efficienti, ma la sola lavorazione CNC non è sinonimo di prodotto perfetto .
  3. frenk:

    Mi sfugge dove tu abbia letto queste cose nel mio articolo...
    Non è scritto chiaramente , ma è ciò che si percepisce (perlomeno che io ho percepito) ; l'articolo è comunque ben fatto e le descrizioni-specifiche sono giustamente riportate ; la mia osservazione sulla lavorazione CNC era principalmente per dire che è una pratica comune a molti produttori e pur rimanendo una lavorazione molto precisa da sola non basta per determinare la qualità del prodotto.
    Purtroppo il nuovo metodo di interloquire sugli articoli del MAG non ti permette di ritornare a rileggere l'articolo (e visionare le immagini) mentre si sta scrivendo il commento ; quindi si va a memoria od interpretazione ed alcune frasi possono venire mal riportate ; mi scuso quindi se ho mal riportato e compreso quanto esposto nell'articolo originario .