[Test] MDE Damper 29 con Rider Tuned Geometry

[Test] MDE Damper 29 con Rider Tuned Geometry

03/06/2019
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03/06/2019

Autore:  Francesco Mazza


Lo scorso ottobre vi abbiamo presentato il telaio della MDE Damper 29 realizzato con geometrie custom grazie al programma Rider Tuned Geometry che MDE mette a disposizione di tutti i suoi clienti, tramite il quale si possono personalizzare le quote geometriche in fase d’ordine, cucendosi addosso quanto più possibile il telaio secondo le proprie esigenze. Le modifiche geometriche che ho richiesto a MDE si basano sui risultati del test della MDE Damper 29 standard, pubblicato a settembre 2017, nell’ottica di rendere ulteriormente performante una bici che già si era rivelata ottima. Ho messo alla prova la Damper 29 per più di 6 mesi, concentrando il test sui risultati ottenuti dalle modifiche delle geometrie in termini di guida, rispetto alla versione standard.

Dettagli

Materiale telaio:  lega di alluminio 7005 T6 idroformata
Formato ruote:  29”
Geometrie variabili:  no
Corsa ant/post:  160/160mm
Mozzo posteriore:  148×12 (142×12, 135×12 o 150×12 sostituendo i dropout)
Interasse ammortizzatore:  metrico 230x65mm (compatibile con ammo standard 216x63mm)
Tubo sella:  30.9mm
Attacco per deragliatore:  sì
Attacco portaborraccia:  no
Peso dichiarato:  taglia M senza ammortizzatore 3,0kg
Peso verificato:  taglia custom senza ammortizzatore, con serie sterzo, perni e accessori 3,52kg

Geometrie

Analizziamo sulla carta ciò che è stato variato rispetto alle geometrie standard e le motivazioni riconducibili a queste modifiche. L’obiettivo è stato quello di ottenere un telaio, partendo dalla base delle quote di una taglia M, fondamentalmente più lungo e più compatto in altezza pur mantenendo una posizione in pedalata molto simile alla versione standard, studiato per utilizzare componenti differenti rispetto a quelli proposti di serie da MDE, come l’attacco manubrio da 35mm invece di quello da 50mm e la forcella con offset da 46mm al posto di quella da 51mm. L’angolo di sterzo è stato quindi ridotto a 65° dai 65.5° della versione standard, per abbinarsi all’offset ridotto della forcella. Il reach è stato aumentato di 22mm avvicinandosi alla quota della taglia L, compensando d’altro canto i 15mm in meno dello stem. Il tubo sella mantiene lo stesso angolo ma è translato di 1mm in avanti e ciò ha consentito di ridurre di 1mm anche la lunghezza del carro, portandola al minimo possibile per questo telaio. Il tubo sella è 10mm più corto e consente di montare reggisella telescopici a lunga escursione senza interferenze e il tubo di sterzo è stato accorciato di 5mm per ridurre al minimo possibile l’altezza da terra del manubrio, permettendo un maggiore range di scelta per quanto riguarda il rise della piega.

La tabella precedente riporta le geometrie personalizzate Rider Tuned Geometry di questo telaio mentre, per un facile confronto, la tabella seguente mostra le geometrie standard di MDE per ciascuna delle quattro taglie disponibili.

Analisi statica

Per le caratteristiche tecniche del telaio vi rimando all’articolo di presentazione nel quale ho approfondito tutti i dettagli in modo più esaustivo di quanto potrei fare in questo articolo, dove preferisco concentrarmi su ciò che è emerso dalle prove sul campo della MDE Damper 29 con Rider Tuned Geometry. Allo stesso modo, per quanto concerne l’allestimento, tutti i componenti utilizzati per il montaggio sono illustrati e descritti nell’articolo di presentazione dedicato. Inoltre per gran parte dei componenti è già stato pubblicato il test specifico: trasmissione SRAM Eagle mista, forcella Formula Selva R, ruote FSA Gradient WideR, manopole Fabric Silicone e AM e i pedali Look X-Track EN-Rage, mentre gli altri sono in arrivo nelle prossime settimane. Per i più attenti al peso, ricordo che il display della bilancia Park Tool ha segnato la cifra di 13,97kg per la bici completa con questo allestimento, senza pedali, quindi un peso tutto sommato interessante se tenuto conto del telaio in alluminio, del formato ruota e dell’ammortizzatore a molla.

Anche se il sistema di sospensione è rimasto invariato rispetto al modello standard, vale comunque la pena spendere qualche parola su quello che è uno dei punti di forza dei telai del brand torinese. Il sistema virtual pivot i-Link della Damper 29 è senza dubbio la versione meglio riuscita della storia di questo cinematismo, con una curva di compressione davvero ben calibrata, molto sensibile nella parte iniziale della corsa, sostenuta e reattiva nella parte centrale e adeguatamente progressiva nella parte conclusiva, adatta a montare sia ammortizzatori ad aria che a molla, come nel caso del telaio in prova. Il posizionamento degli infulcri inoltre determina sia un anti-rise che un anti-squat dalle quote efficaci, con un buon comportamento della sospensione in frenata, che resta libera di assorbire gli urti pur comprimendosi leggermente per mantenere stabili le geometrie, e un ottima stabilità in pedalata.

Come spiegato nell’articolo di presentazione del telaio, anche la vernice non è esattamente di serie ma si tratta di un prodotto particolare, ricercato proprio per il caratteristico effetto translucido che lascia filtrare la luce ed evidenzia le saldature e le caratteristiche dell’alluminio spazzolato sottostante. Pur trattandosi di una robusta vernice a polvere, ha rappresentato comunque una sorta di sperimentazione dato che questo è stato il primo telaio verniciato con questo prodotto e per questo motivo temevo che potesse dare qualche problema di robustezza una volta messa alla prova tra le pietre dei trail, ma fortunatamente ha retto benissimo i numerosi colpi che ha dovuto sopportare. Solo un paio di pietrate più importanti sono riuscite a scalfirla, segnando anche l’alluminio stesso.

Invece di un batticatena, MDE è solita utilizzare semplicemente una pellicola di Crystal a protezione del fodero basso dagli urti della catena, ma anche dall’eventuale sfregamento delle scarpe, infatti è collocato su entrambi i foderi bassi. Questa soluzione, che si è sempre rivelata efficace per la durata di circa un mese dei test che ho effettuato in passato sui vari modelli di MDE, mi ha invece sempre lasciato qualche dubbio in merito alla sua longevità con l’uso prolungato. Dopo oltre 6 mesi di test posso confermare che la pellicola batticatena di Crystal è tuttora in ottime condizioni e pronta a fare il suo dovere ancora a lungo, proteggendo il fodero basso del carro e smorzando in parte anche il rumore degli urti della catena.

Salita

Veniamo al dunque: come si comporta la MDE Damper 29 con Rider Tuned Geometry in azione? Come hanno influito le modifiche geometriche sulle prestazioni? Avevo già apprezzato le doti di scalatrice della Damper 29 standard che, nonostante la destinazione d’uso enduro e le geometrie aggressive, nel precedente test ha saputo farsi valere in salita con caratteristiche riconducibili a una buona trail bike. Le nuove quote geometriche, per quanto ragionate in funzione di migliori prestazioni in discesa, hanno influito positivamente anche in salita, con una posizione di guida più avanzata ma comunque comoda, che non pone il rider troppo verticale e fornisce una maggiore impronta sull’avantreno, una spiccata maneggevolezza e precisione dell’anteriore, anche grazie all’offset ridotto della forcella e allo stem più corto e un baricentro leggermente più basso. Sulle salite scorrevoli si comporta molto bene e la posizione di guida non stanca, ma è nei tratti molto tecnici che tira fuori il meglio di sé, con una sicurezza sull’anteriore, una precisione e un controllo eccezionali che uniti all’efficace trazione fornita dalla sospensione posteriore, permettono di scalare con relativa semplicità anche i percorsi più sconnessi e tortuosi. La ruota anteriore resta sempre attaccata a terra anche nei tratti molto ripidi e la lunghezza importante dell’interasse non inficia la guida nello stretto, che anzi risulta sempre agile e divertente.

Discesa

La maneggevolezza che si apprezza in salita diventa una delle caratteristiche più gratificanti nella guida in discesa, dove la Damper 29 con geometrie custom risponde in modo immediato e intuitivo agli spostamenti di peso del rider. La posizione di guida è assolutamente centrale e non occorre spostarsi marcatamente sull’anteriore per ottenere grip dall’avantreno, grazie allo stem più corto abbinato al reach più lungo. In questo modo i cambi di direzione sono sempre fluidi e veloci, mantenendo sempre aderenza su entrambe le ruote per la massima stabilità e precisione in curva, mentre se si vuole sovrasterzare per correggere le traiettorie in curva è sufficiente un minimo spostamento verso l’avantreno per gestire con facilità e controllo il drift della ruota posteriore. Aumentando la stabilità dell’avantreno con un reach più lungo e un angolo di sterzo più disteso e migliorando al contempo la risposta con una forcella con offset ridotto che rende lo sterzo più leggero e preciso, la confidenza che trasmette è veramente impagabile, in assoluto tra le migliori che abbia mai sperimentato.

Non solo in curva e nel guidato ma anche quando si affrontano tratti molto tecnici e sconnessi le nuove geometrie rendono la Damper 29 ulteriormente performante. La posizione di guida centrale e dominante è determinante anche in questi frangenti nell’infondere sicurezza al rider. Anche nei tratti molto ripidi si riesce a conservare una posizione piuttosto neutra, senza necessità di arretrare eccessivamente. L’angolo di sterzo più disteso e il maggiore interasse garantiscono molta stabilità senza tuttavia limitare la manegevolezza e la reattività del telaio che rendono la bici ben bilanciata, aggressiva ma al contempo facile e prevedibile, molto vivace ma mai nervosa. A questo contribuisce il sistema di sospensione con una curva di compressione efficace nella parte centrale della corsa e quote di anti-rise e anti-squat ben calibrate che nel complesso tendono a mantenere la bici stabile e le geometrie neutrali anche nelle condizioni di riding più estreme come appunto i tratti sconnessi veloci oppure molto ripidi.

Conclusioni

Partendo dalla base di un telaio artigianale performante e adeguatamente rigido, con geometrie già molto valide, un sistema di sospensione veramente efficace e un prezzo oggettivamente contenuto rispetto alla concorrenza, l’opportunità di personalizzare ogni singolo dettaglio delle geometrie per cucirsi addosso un telaio su misura come un abito di sartoria, è qualcosa già di per sé affascinante. Se poi si considera quanto questa opportunità sia estremamente rara nel mondo della MTB, dove i telai sono per la quasi totalità prodotti in massa con quote standard, sempre più simili tra loro, il programma Rider Tuned Geometry acquisisce ancora più valore. Se avete le idee chiare su come impostare le quote geometriche ideali che vorreste sulla vostra bici o se invece vorreste essere seguiti da un esperto che vi aiuti a decifrare quali siano le misure perfette per voi e il vostro stile di guida, tenete in considerazione la possibilità di farvi confezionare un telaio su misura con il programma Rider Tuned Geometry di MDE.

Prezzi

Telaio: €1.599
Serie sterzo: €60
Vernice custom: €60
Rider Tuned Geometry: €150

MDE Bikes

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fafnir

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p84
p84

Quello che non riesco a capire è perchè fino a qualche anno fa ci veniva detto che l’algolo sterzo più aperto abbisognasse di rake forcella maggiori per compensare la perdita di manovrabilità nel guidato, ora invece è l’esatto opposto: ad angoli sterzo aperti si accompagnano off-set ridotti

cianci
cianci

Perche le bici prima erano corte. Con un reach e interasse maggiore rimane stabile ma allo stesso tempo veloce nei cambi di traiettorie

Pitaro
Pitaro

Maggior interasse
Angolo di sterzo più aperto
Offset ridotto

Sono tre cose che se prese singolarmete danno tutte e tre l’effetto di aumentare la stabilità a scapito della maneggevolezza… Come sia possibile che mettendole assieme tutte e tre si abbia più maneggevolezza rimane un grande mistero anche per me.
Di sicuro c’è il trucco da qualche parte perchè altrimenti a confrontare le geometrie moderne con quelle di qualche anno fa le bici di adesso dovrebbero andare bene solo in autostrada!
Comunque mi piacerebbe provare back to back una 29″ moderna con la mia vecchia 26″ del 2015

tirrolo
tirrolo

Figata.

Etien

In effetti, la possibilità di venire guidati nella variazione delle quote geometriche, da la possibilità di personalizzare la bici anche a persone che, come me, non saprebbero neanche da dove iniziare. Penso che sarebbe niente male se si potesse avere anche in carbonio. Le linee di questo telaio mi ricordano un po' Transition.

lumerennù
lumerennù

Mi fa molto piacere costatare che un’azienda italiana sia in grado di produrre ottime bici senza mettersi a 90 gradi di fronte alle mode del mercato, sia per quanto riguarda l’uso dell’alluminio, ma in particolare con riferimento al mantenimento dell’attacco per il deragliatore. Questo test dimostra come i presunti vantaggi di tale deprecabile eliminazione siano solo seghe mentali, mentre è impagabile la libertà di scegliere se mettere il monocorona o la doppia.

wally73
wally73

sì e no…
credo che uno soprattutto su 29 voglia dei carri corti sia quasi obbligato a eliminare il deragliatore perchè necessita del suo spazio per muoversi. infatti adesso i CS si aggirano sui 435. questa è 445. da capire se la misura è tale anche per questo motivo…

lumerennù
lumerennù

capisco, però Francesco Mazza dice che il Damper va molto bene, non mi sembra abbia mosso critiche al riguardo. Allora, servono carri così corti? Chi è che ha una sensibilità così grande da percepirlo? Capiamoci bene, non ho niente contro il monocorona, solo mi piacerebbe poter scegliere.

fafnir
frenk

Sì direi di sì. Abbiamo provato diversi set up del pacco lamellare, soprattutto per quanto riguarda il ritorno, per farlo rendere al meglio sulla Damper e ho provato diverse molle con coefficiente differente. Nei giorni scorsi mi è stato finalmente consegnato il V3 con le specifiche replicate quindi a breve (appena finisco il test della bici che sto utilizzando ora) lo monterò per iniziare il test del nuovo modello.

Io non mi sto trovando per niente purtroppo. Tarato per il mio peso e per la sospensione della mia bici, mi è arrivato con una molla troppo dura che però mi hanno sostituito gratuitamente con una più morbida, fortuna che abito a 20 minuti.

Il mio vero problema è l'idraulica, è troppo frenato sia in compressione che in estensione.
Sto girando con tutti i registri completamente aperti, sia i due in compressione che il rebound a uno da tutto aperto, ed è comunque lentissimo a muoversi. Usa poca corsa ed è tutt'altro che comodo.
La prova di questo è che la mia bici ha completamente smesso di bobbare in salita, nonostante la mia abbia un carro tutt'altro che fermo, non devo neanche usare il blocco.

Purtroppo se io da privato voglio modificare le tarature devo tirare fuori altri 70 euro più i giorni di attesa, così come mi è arrivato è forse buono per uno da podio in ews… forse.
Vedrò cosa fare più avanti

F
Feddy

Nulla di nuovo, anche io ho avuto dei disguidi riguardo il settaggio dell’ammortizzatore, oltre ad essere lontano dall’azienda…credo di essere stato il primo in Italia ad aver montato questo ammo sul Damper…. quindi purtroppo ad aver fatto da ” cavia “. Il mio unico errore è stato la valutazione della capacità di bloccaggio, che sembrava non funzionare, invece poi era più che perfetto, per il resto invece ho dovuto spedire due volte indietro l’ammo perché con Federico abbiamo riscontrato la misura totale oltre di 216 x 63,5 e questo mi faceva battere le bielle di ritorno sul telaio, seconda cosa, il primo settaggio era totalmente inutilizzabile, con registro del ritorno completamente chiuso l’ammortizzatore tornava alla velocità della luce, soprattutto nella parte finale della corsa. Dopo varie email un po’ di insistenza ed essere stato anche trattato come il primo scemo che passava per strada sono riuscito ad ottenere un settaggio adeguato. Dopo un anno di utilizzo mi ci trovo da Dio. Essendo un comune mortale e non avendo meccanici esperti di sospensione che mi potessero aiutare, mi sono messo con pazienza a fare prove su prove scrivendomi tutti settaggi e le sensazioni provate ogni uscita. Funzionamento e affidabilità ottime.

R
RideEXT

Buongiorno Feddy,

Ci dispiace per le vicissitudini avute, siamo qui anche e soprattutto per migliorarci e migliorare il servizio che offriamo.
Molto lieti riguardo le impressioni avute una volta sistemato il settaggio.
Per qualsiasi cosa rimaniamo comunque a disposizione.
Grazie

R
RideEXT

Buongiorno,

Ci dispiace per l’accaduto, ci farebbe molto piacere capire il perchè di questo problema e risolverlo.
Questo torna molto utile anche a noi per capire e implementare ulteriormente le nostre conoscenze ed il nostro servizio.
Ci contatti pure alla mail [email protected] , in modo da poter vedere assieme in che modo poter intervenire al meglio.
Grazie.

shrubber83
shrubber83

@frenk una curiosità. vedo che nell’assemblaggio del BB DUB hai messo lo spacer destro nella parte interna, tra il telaio e la calotta da avvitare e se non erro infatti quello è da 2,5mm.
Guardando il manuale del BB in caso di un telaio BSA 73mm prevederebbe di installare il distanziale da 4,5mm, ma nella parte terna, tra la calotta filettata e la guarnitura e infatti sul mio telaio (un Dartmoor Primal, che è sembre BSA da 73mm) ho fatto così ma qualche perplessità ce l’ho avuto.

c’è qualche motivo per cui tu l’hai installato così?

fafnir
Feddy

Nulla di nuovo, anche io ho avuto dei disguidi riguardo il settaggio dell'ammortizzatore, oltre ad essere lontano dall'azienda…credo di essere stato il primo in Italia ad aver montato questo ammo sul Damper…. quindi purtroppo ad aver fatto da " cavia ". Il mio unico errore è stato la valutazione della capacità di bloccaggio, che sembrava non funzionare, invece poi era più che perfetto, per il resto invece ho dovuto spedire due volte indietro l'ammo perché con Federico abbiamo riscontrato la misura totale oltre di 216 x 63,5 e questo mi faceva battere le bielle di ritorno sul telaio, seconda cosa, il primo settaggio era totalmente inutilizzabile, con registro del ritorno completamente chiuso l'ammortizzatore tornava alla velocità della luce, soprattutto nella parte finale della corsa. Dopo varie email un po' di insistenza ed essere stato anche trattato come il primo scemo che passava per strada sono riuscito ad ottenere un settaggio adeguato. Dopo un anno di utilizzo mi ci trovo da Dio. Essendo un comune mortale e non avendo meccanici esperti di sospensione che mi potessero aiutare, mi sono messo con pazienza a fare prove su prove scrivendomi tutti settaggi e le sensazioni provate ogni uscita. Funzionamento e affidabilità ottime.

Grazie, adesso devo decidere se spendere altri soldi senza tra l'altro essere certo del risultato o aspettare il Manitou Mara e venderlo

shrubber83
shrubber83
frenk

Quello spessore che vedi non fa parte del BB DUB ma del telaio. Sostituisce l'adattatore ISCG quando non viene utilizzato e serve per coprire la calettatura dell'adattatore e ottenere i 73mm di larghezza della scatola del BB. Trovi una spiegazione più completa e la foto del dettaglio nell'articolo di presentazione del telaio che ho linkato nell'intro di questo articolo: https://www.mtb-mag.com/first-look-telaio-mde-damper-29-custom/

[​IMG]

ah ok ottimo! grazie. si mi ricordo di quello spessore quando lessi l'articolo

fafnir
cianci

Perche le bici prima erano corte. Con un reach e interasse maggiore rimane stabile ma allo stesso tempo veloce nei cambi di traiettorie

Quando sono uscite le 29 corte le forcelle da 29 avevano offset 46.
Poi dopo qualche anno, e nel frattempo si erano allungate, è uscito il 51 mm spinto mi pare da trek.
L'anno scorso sono uscite quelle ancora più corte di 46mm, non ricordo il numero.

Quindi c'è un po' di confusione sulle linee di pensiero, secondo me conta principalmente avere una buona forcella, il resto almeno per me passa in secondo piano, anzi in terzo piano.

cianci
cianci
fafnir

Quando sono uscite le 29 corte le forcelle da 29 avevano offset 46.
Poi dopo qualche anno, e nel frattempo si erano allungate, è uscito il 51 mm spinto mi pare da trek.
L'anno scorso sono uscite quelle ancora più corte di 46mm.

Quindi c'è un po' di confusione sulle linee di pensiero, secondo me conta principalmente avere una buona forcella, il resto almeno per me passa in secondo piano, anzi in terzo piano.

Ah guarda con me sfondi una porta aperta. Il mio era il discorso teorico che adesso spingono le varie case, vedi transition. X me una bici vale l'altra, ormai vanno tutte bene. La volta che in discesa è sufficientemente stabile e aperta e della abbastanza dritta, tutto il resto passa altro che in secondo piano.

p84
p84
fafnir

Quando sono uscite le 29 corte le forcelle da 29 avevano offset 46.
Poi dopo qualche anno, e nel frattempo si erano allungate, è uscito il 51 mm spinto mi pare da trek.
L'anno scorso sono uscite quelle ancora più corte di 46mm.

Quindi c'è un po' di confusione sulle linee di pensiero, secondo me conta principalmente avere una buona forcella, il resto almeno per me passa in secondo piano, anzi in terzo piano.

Cannondale su alcune bici come Scalpel e Fsi adotta un rake da 55 mm

fafnir
frenk

La confusione c'era fino a un annetto fa… ora direi che il ruolo dell'offset delle forcelle da 29 sulle geometrie dei telai da enduro sia piuttosto chiaro e anche i big ancora votati all'offset lungo ci arriveranno nell'arco di un paio di anni al massimo. Puoi avere una forcella ottima, ma se le geometrie non sono adeguate, la maneggevolezza della bici cambia drasticamente in peggio, e per quanto riguarda l'avantreno la quota di offset gioca il suo ruolo importante. Il fatto è che per avere una bici che funzioni veramente bene in ogni frangente, occorrono geometrie ottime e dopo, solo dopo, delle sospensioni efficaci.

Ci sono troppe variabili in gioco secondo me, ad esempio una lyrik non si guiderà mai alta come una Fox. Quindi gli angoli e le geometrie cambiano anche su forcelle con stesso offset.

Io comunque ho avuto 46 e 51 mm sulla stessa bici e da amatore della domenica non ho notato differenze importanti, non riguardanti l'offset perlomeno.

fafnir
frenk

Che discorsi… allora anche ogni singola regolazione della forcella, dalla pressione, ai volume spacer o alla compressione, si riflette su delle modifiche di comportamento che influiscono di qualche decimo di grado sull'angolo di sterzo. Per questo le quote geometriche, per essere confrontate, si misurano a bici statica. Altrimenti per lo stesso motivo una pressione o una sezione differente tra copertone anteriore e copertone posteriore, un sag differente dell'ammortizzatore, una curva di compressione più o meno sostenuta del cinematismo, un anti-rise superiore o inferiore al 100% o tanti altri dettagli vanno a influire sulle geometrie durante il riding allo stesso modo e in alcuni casi molto di più di quanto possa fare un differente comportamento della forcella. Poi, che tu non abbia la sensibilità per accorgerti di 5mm di differenza sull'offset della forcella ci può stare, non entro in merito e mi baso su quanto tu mi stia dicendo, ma fidati che questi 5mm creano una macro differenza, non una micro differenza.

La guida è dinamica non statica, per questo rimango perplesso quando si insiste troppo su 5 mm di differenza.
Per me le macro differenza, quelle di cui mi rendo conto da amatore, sono i 4-5 cm di reach fra una L pinco pallino e una mondraker, oppure 2 cm di altezza movimento centrale, o 2 gradi di sterzo.
5 mm no, non li sento in nessuna parte della bici e non li ho sentiti nel mio caso su offset forcella.

Forse uno che sta sulla bici molte ore ha una sensibilità diversa

robydr
robydr

Come è che sul loro sito i telai damper sia 27.5 che 29 sono out of stock? Sta per uscire qualcosa di nuovo o hanno finito?!

I
Idraulicociclista

Qualcosa non mi torna: come mai lo stack aumenta con un tubo sterzo più corto? Per il resto la possibilità di personalizzare alcune quote fa sì che anche i rider come me che sono a cavallo di due taglie possano avere un telaio che non sia un compromesso, adattandolo alle proprie misure antropometriche. Basta avere la pazienza necessaria per farselo fare😁.