[First Look] MDE Damper 29 custom

[First Look] MDE Damper 29 custom

05/11/2018
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05/11/2018

Autore:  Francesco Mazza

Recentemente vi abbiamo mostrato in ogni dettaglio il telaio della MDE Damper 29 con geometrie personalizzate grazie al programma Rider Tuned Geometry. Successivamente abbiamo pubblicato un’anteprima di alcuni dei componenti destinati all’allestimento del telaio MDE come le nuove ruote FSA Gradient WideR 29 e la trasmissione mista SRAM Eagle, frutto delle votazioni dei sondaggi. Ora che la bici è montata possiamo finalmente mostrarvela completa, presentandovi tutti i componenti di questo allestimento che, oltre al telaio stesso, vede in gran parte componenti di marchi italiani.

Abbiamo già approfondito ogni dettaglio del telaio MDE Damper 29 nell’articolo dedicato quindi ci concentriamo sui componenti scelti per questo allestimento, che saranno oggetto di test nei prossimi mesi. Iniziamo con la forcella, una Formula Selva R che ho già avuto il piacere di provare in anteprima a giugno, in versione 29 pollici con 160mm di escursione e 46mm di offset. Per iniziare ho installato la valvola CTS Special Medium sul lato idraulico e un Neopos nella cartuccia dell’aria, per replicare le ottime sensazioni apprezzate nel first ride di giugno. Ho gonfiato la camera positiva (Silver) a 65psi (peso 67kg) e la camera negativa (Bronze) a 88psi, mantenendo uno scarto di poco superiore ai 20psi tra le due camere per godere di ulteriore sensibilità iniziale.

Per incontrare l’estetica “black to black” della bici, la Selva R è dotata di decals in versione Stealth, ovvero nero lucido su nero opaco, poco appariscenti e decisamente eleganti. I freni sono la novità di casa Formula, i Cura 4, versione a quattro pistoncini dei Cura, che non ho mai nascosto essere i miei freni preferiti da quando sono usciti. Dalle sensazioni del first ride di giugno sembra che Formula sia riuscita a rendere ancora più valido un prodotto già eccellente, quindi sono curioso di scoprire come si comporteranno nelle diverse situazioni e condizioni del test. I rotori, entrambi da 180mm di diametro, sono il nuovo modello più massiccio e proporzionato alla maggiore potenza dei Cura 4, nonché più silenzioso.

L’ammortizzatore era già stato svelato nell’articolo di presentazione del telaio. Si tratta di un Extreme Racing Shox Storia LOK con idraulica regolata appositamente da EXT sulle specifiche della bici e del rider. Un servizio, compreso nel prezzo di acquisto dell’ammortizzatore, che viene offerto a ogni cliente, al quale viene fornito un form da compilare con diversi dati come il modello specifico del telaio e la taglia, il diametro ruota, il tipo di pedali che si utilizza abitualmente (flat o clipless) e il peso del rider. L’ammortizzatore è dotato di regolazione di compressione ed estensione e di una leva che interviene sull’idraulica per stabilizzare la sospensione in pedalata. Il peso del corpo dell’ammortizzatore è di soli 408 grammi e, con molla da 350lb arriva a pesare 730 grammi, quindi un peso che non fa pentire di aver preferito le performance di un sistema a molla invece di uno ad aria.

La trasmissione non è una novità per i nostri lettori più affezionati, dato che è stata presentata in un articolo dedicato ed è il frutto dei risultati di una serie di sondaggi in cui ciascun componente è stato scelto direttamente da voi. Parliamo di una trasmissione mista SRAM Eagle con guarnitura XX1, cassetta e cambio X01, comando GX e catena NX. Il peso complessivo della trasmissione è di 1.578 grammi compresi 52 grammi di guaina e con cordina e catena già accorciate a misura.

Anche le ruote sono state oggetto di un articolo dedicato nel quale abbiamo approfondito ogni dettaglio, dato che si tratta di un prodotto nuovo che FSA ha recentemente presentato al pubblico. Sono le Gradient WideR 29, ruote in carbonio dedicate all’enduro aggressivo ma indicate anche per il trail. I copertoni sono Maxxis Minion in versione Wide Trail, con carcassa EXO Tubeless Ready, un DHF da 2.5″ all’anteriore in mescola 3C e un DHR II da 2.4″ al posteriore.

Il reggisella telescopico è l’ultimo nato di YEP Components, ovvero la versione da 185mm di escursione dell’Uptimizer 2.0 HC. Collarino e comando al manubrio sono neri ma è possibile sceglierli in una vasta gamma di colori anodizzati. Il tubo sella dritto e ininterrotto, caratteristico dei telai MDE, consente di montare reggisella a lunga escursione senza interferenze. L’Uptimizer da 185mm infatti, con la sua notevole lunghezza complessiva di 515mm e l’inserimento massimo di 275mm, entra completamente in sede fino al collarino.

Nonostante la sella sia uno di quei componenti con cui l’Italia ha scritto una storia di eccellenze, per il momento metterò alla prova un prodotto britannico. Si tratta di una Fabric Scoop in versione Pro Team, quindi con carrello in carbonio e scafo in Nylon. Tra i tre profili di curvatura dello scafo proposti da Fabric ho scelto l’intermedio Shallow, indicato per bici con altezza sella superiore all’altezza manubrio. L’impatto estetico del logo nero lucido stampato sullo sfondo nero opaco del rivestimento in microfibra è di notevole effetto.

Fabric anche le manopole, dalla forma semplice e veramente curate nei dettagli. Il modello in foto si chiama AM Lock-on, realizzato in gomma Kraton con un diametro di 31mm e collarino singolo. Lo metterò a confronto con un altro modello di Fabric a collarino singolo, il Silicone Lock-on da 32mm di diametro e, come intuibile, realizzato in morbido silicone.

La combo di manubrio e attacco manubrio è formata da due componenti marchiati Switch, brand di proprietà di Gist Italia, che ho già testato lo scorso inverno e dei quali ho apprezzato le quote geometriche. Il manubrio in carbonio ha 25mm di rise e 780mm di lunghezza, con 5° di upsweep e soli 6° di backsweep. L’attacco manubrio è lungo 35mm. Il peso complessivo di questa combo è di soli 322 grammi.

In test anche i pedali X-Track EN-Rage, il nuovo modello di Look dedicato al trail e all’enduro, presentato lo scorso aprile. Invece della versione Plus, più massiccia e aggressiva, ho scelto di mettere alla prova il modello base, di poco più leggero e dalla piattaforma di dimensioni leggermente ridotte e priva di pin, ma dal prezzo nettamente inferiore. Il peso verificato è di 420 grammi e coincide esattamente con il peso dichiarato.

Dall’insieme di questi componenti in test, nasce un allestimento in grado di esaltare ulteriormente le doti discesistiche della MDE Damper 29 nonché di migliorarne le prestazioni in salita grazie a un peso inferiore rispetto a quello della bici di serie testata lo scorso anno. Il peso finale della bici, così montata, è infatti di 13,97kg misurati con bilancia Park Tool. Non un peso da record ma decisamente interessante considerando il materiale del telaio, il formato ruota e l’adozione di un ammortizzatore a molla e in generale di componenti destinati al gravity. Ora è il momento di maltrattarla sui trail, quindi se volete che durante il test venga posta attenzione a qualche aspetto in particolare di uno di questi componenti, scrivetelo nei commenti.

Commenti

  1. klasse:
    Ma guarda io sulla mia Ancillotti monto mozzi dt240S anelli ex471 e 32 raggi da 2 mm in acciaio. peso ruote ant e post nastrate con valvole 2010 gr, da 29 ovvio. Ruote da DH. oltre 6K km in un anno di cui praticamente tutta l'estate park, giornate da 13k mt D-, ho tirato una volta i raggi della ruota ant e una quella post, mai bozzato e mai storto il cerchio. Peso 95 Kg e giro perennemente con copertoni DH casing da 1.3 kg e oltre, Maxiss Maxgrip DH per intenderci. Per me la ruota è così, robusta, duratura e allo stesso tempo leggera. Con ruote da 28 raggi più leggere le avrei già sostituite dopo mezza stagione come sulla vecchia 26, cambiai le Mavic, Fulcrum, Ztr, ma alla fine ruota seria e via i problemi.
    Il fatto che tu pesi 95kg però ti pone in una situazione differente dalla media dei biker e quindi implica esigenze differenti, sicuramente diverse da quelle di un biker che come me pesa 67kg. Inoltre l'utilizzo intensivo in park legittima la scelta di ruote più pesanti in quanto destinazione d'uso differente da quella specifica da enduro. In ogni caso queste ruote di FSA non hanno limitazioni in termini di peso del rider e sono indicate anche per uso gravity, quindi non voglio dare per scontato che siano a prova di bomba, ma non mi sembra nemmeno il caso di dare per scontato che siano fragili. Comunque tra cerchi, raggi e nippli, di danni più o meno gravi alle ruote ne ho provocati spesso quindi staremo a vedere come si comporteranno nel test.
  2. Claudiop77:
    Bellissimo mezzo unica cosa no allineata alla destinazione d'uso della bike è il manubrio l'ho preso in mano dal negoziante e l'ho scartato subito troppo leggero, sarei in pensiero dopo ogni caduta. Poi magari è una mia sensazione ma io i manubri in carbonio li adoro ma ho modelli molto più pesanti, danno il confort del carbonio senza il mio patema sulla robustezza.
    In realtà si tratta proprio di un manubrio da enduro, quindi esattamente allineato alla destinazione d'uso della bici. Sicuramente è leggero ma merito di questa leggerezza è la costruzione con sezione interna diversificata. Ovviamente a me che peso meno di 70kg non da preoccupazioni in merito all'affidabilità ma posso capire che un rider molto più pesante, verosimilmente sopra i 90kg, possa non fidarsi di un manubrio particolarmente leggero. Comunque per quanto mi riguarda l'ho montato lo scorso inverno per il suo test sulla Recluse e lo sto usando (e ne sto abusando) tuttora molto spesso su quella bici che è quella che uso per i test dei componenti: https://www.mtb-mag.com/test-switch-riser-carbon-e-stem-cnc/
    a me la combinazione Prezzo Peso Marchio mi ha insospettito e ho preso un robusto Chromag BZA e un Riser Nukeproof Horizon Carbonio ben più pesante ed economico. Per il resto Gran Bike