[Test] Evil Bicycles The Calling

[Test] Evil Bicycles The Calling

16/07/2017
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16/07/2017

Ammetto che quando Evil ha presentato la Calling, ci sono rimasto un po’ male. Insomma, la casa di Seattle è nota per le sue bici innovative ed aggressive: perché allora fare una bici così convenzionale? Perché non una nuova bici da DH o una enduro 29″? Qualcosa ad esempio che riempisse un po’ il vuoto tra la Following e la Wreckoning. Perché una trailbike da 131mm di escursione e ruote da 27.5″?

Ciononostante restavo curioso sulla Calling: aveva le potenzialità per prendersi cure delle mancanzi dei modelli più vecchi. Battuta boost, spazio per il portaborraccia, ammortizzatore metrico trunnion, nuova processo costruttivo del telaio in carbonio… Detto questo, ad essere del tutto sincero, ammetto che c’è voluto un po’ perché il proprietario Kevin Walsh mi convincesse a mettermi a testare sul serio la bici ed a spenderci il tempo necessario. Con sua grande sorpresa (e gioia), negli scorsi 6 mesi ho dovuto completamente ricredermi. Ecco perché.

Dettagli

• Escursione posteriore: 131mm
• Escursione forcella consigliata: 140mm
• Movimento centrale filettato 73mm
• Dimensioni massime gomma posteriore: 27.5 x 2.4 o 26+ x 2.8
• Solo per monocorona
• Battuta posteriore: 148mm x 12mm
• Freno posteriore Post Mount /160mm standard (disco massimo 203mm)
• Spazio per corone da 30T-36T
• Angolo sterzo regolabile
• Guida catena in carbonio integrato

Il cuore del sistema sta nella sospensione DELTA e la sua curva progressiva. L’uniformità del feeling delle sospensioni delle bici Evil è impressionante, ma non come quello della sospensione stessa. Sensibile ad inizio corsa, plush senza mancare di supporto a metà escursione, e con una buona rampa verso il finecorsa. Il DELTA è uno dei migliori schemi di sospensione sul mercato della MTB. Una caratteristica unica del DELTA è la possibilità di cambiare la geometria della bici senza toccare il comportamento della sospensione. Si fa facilmente girando due componenti che sono fissati a delle biellette che a loro volta azionano la leva fissata all’ammortizzatore.

L’angolo sterzo può essere regolato di +/- 1° e +/- 2° grazie alla serie sterzo variabile di FSA. Per quanto mi riguarda, mi sono trovato bene con l’angolo sterzo standard, non ho quindi giocato molto con questa regolazione. Resta però una regolazione interessante da poter fare, a seconda dei sentieri che si frequentano più spesso.

L’ingresso per il passaggio interno dei cavi è stato rivisto sulla Calling. Il passaggio del cavo per il reggisella telescopico è completamente interno al telaio, mentre il cavo del cambio ed il tubo del freno posteriore sono principalmente esterni: il cavo del cambio passa per il tubo sella.

Tutte le bici Evil hanno un guidacatena integrato in fibra di carbonio. Il movimento centrale filettato ha un montaggio ISCG personalizzato con solo due dei tre filetti per le viti. Volendo, si può montare un guidacatena E.13 custom per Evil oppure armarsi di seghetto, fare un po’ di bricolage ed arrangiarsi per adattare uno qualunque degli altri ISCG05 che si trovano in vendita.

Come su altre bici Evil, ci sono fogli protettivi in gomma sul carro e sul tubo obliquo per proteggere il telaio dalla catena e da urti con le rocce, oltre a renderlo più silenzioso. Come potete vedere sopra, io ho voluto eliminare i rumori ancora di più e ho aggiunto del velcro sul fodero orizzontale.

Il RockShox Super Deluxe è uno dei migliori ammortizzatori ad aria che abbia mai usato. Una delle critiche che muovevo alla Following era il suo piccolo ammortizzatore inline, che faceva fatica a sopportare l’uso pesante che si fa di una bici come quella. La Calling invece usa un rapporto di leva più basso, volume d’aria maggiore e maggiori dimensioni in generale grazie allo standard metrico. Inoltre ha un piggyback, che trovo un’ottima scelta su tutte le bici su cui fare del riding un po’ aggressivo. Anche la Calling, come le altre Evil, ha un indicatore di sag che facilita la regolazione dell’affondamento iniziale al 30%. L’ammortizzatore trunnion è montato su cuscinetti sigillati anziché su boccole, per una sensibilità ancora maggiore della sospensione.

Geometrie

La Calling è una bici dalle geometrie aggressive. Non sono niente di estremo rispetto ad altre bici da 160mm, ma occorre ricordare che questa bici ha escursioni da allmountain o trail. Descritta in breve, è una bici lunga davanti, corta dietro, estremamente bassa e con angoli aperti.

Prova sul campo

Ho settato la forcella (una Pike 140mm) al 20% di sag e l’ammortizzatore Super Deluxe al 30%. La bici è arrivata con un bottomless token nell’ammortizzatore e io sono passato spesso da 1 a 2 token a seconda del terreno su cui giravo. È veramente un’ottima cosa poter passare da una sospensione un po’ più morbida e lineare sui sentieri scassati (1 token) ad una più rigida e progressiva per i sentieri più flow (2 token).

La prima cosa che ho notato è la rigidità del telaio. Probabilmente è addirittura più rigida della Insurgent, la sorella maggiore con 151mm di corsa. Può darsi che sia dovuto alla battuta boost, oppure al nuovo metodo usato per la stesura delle fibre di carbonio, o entrambe le cose. Comunque sia, la morale è che il telaio così rigido, unito alle geometrie azzeccate fanno della Calling una bici che curva come se fosse sui binari.

La Calling ha un reach un po’ più lungo rispetto alla Following e alla Insurgent, e la trovo un’ottima scelta. Con la mia statura di 183cm, sulla taglia L ho dovuto scegliere uno stem da 40mm. Sono sceso per la prima volta sotto i 50 e mi sono trovato benissimo. Anche se uno sterzo di 66.4° è sicuramente aperto su una bici tra trail/allmountain, la Calling si è rivelata una bici agile, vivace. Mettiamola così, non ho mai sentito il bisogno, durante il test, di uno sterzo più verticale e anche l’offset della forcella a 42mm è giusto così com’è.

Come dicevo più su, sulla Calling le geometrie possono essere variate tra due posizioni, che chiameremo bassa e bassissima. Con la prima delle due e 140mm alla forcella mi sono sempre trovato alla perfezione, e ritengo che non ci siano grossi vantaggi nell’abbassare ancora la bici. Anzi, forse Evil ha addirittura esagerato un po’. Se lo sterzo a 65.8° non rappresenta un problema con la bici in questa configurazione, il movimento centrale è veramente bassissimo, o almeno lo è se si usano pedivelle da 175mm. Forse la geometria “bassissima” della bici può andar bene in alcune occasioni se si usano pedivelle da 165 o 170mm.

Se da un lato è apprezzabile la scelta di Evil di fare una bici con geometrie variabili, dall’altro si sarebbe forse potuto accontentare un maggior numero di biker dando la possibilità di alzare un pochino il movimento centrale. Ad ogni modo ripeto che la posizione bassa è ottima, ed è difficile criticare Evil per aver dato una scelta in più al biker. Si tratta di scelte che mi piacerebbe vedere in più marchi in generale… coff coff… Giant, Specialized … coff coff…

Entriamo in temi un po’ più specifici come pedalata e frenata. In entrambe le situazioni, la Calling è estremamente neutra. La sospensione rimane del tutto attiva anche quando si frena violentemente. In termini di cinematica, non ho avvertito bobbing nè feedback. Per la maggior parte delle salite, ho usato la modalità “trail” tra i tre livelli di frenatura dell’ammortizzatore: è la modalità che dà il miglior compromesso tra una sospensione un po’ più rigida ed una sensibilità comunque buona al fondo.

Per quanto riguarda la posizione in sella, l’angolo del tubo piantone è 0.5° rispetto a quello della Insurgent e della Following. Il reach è 18mm più lungo che sulla Following ed entrambe queste misure mettono il biker in una posizione migliore per pedalare in salita, e questo sul campo si nota molto.

Conclusioni

Non posso affermare di aver provato tutte le bici da trail/allmountain in commercio, ma senza esagerare la Calling è tra le migliori. Per questa bici è in effetti difficile parlare di categorie perchè la Calling non si fa catalogare facilmente e supera alcuni confini. Lo schema di sospensione è incredibile, con tutto il supporto che dà sui sentieri flow tutti curve ma gestendo i fondi tecnici come se avesse un’escursione molto maggiore.

Se si aggiunge che in salita la Calling se la cava molto meglio di tutte le altre bici di Evil, ne risulta una bici polivalente con una natura aggressiva. Gli aggiornamenti che ha rispetto ad altre bici (Boost/Metrico/Trunnion) sono sicuramente notevoli ma penso che la geometria evoluta sia il motivo principale delle prestazioni e della polivalenza di questa bici. È d’obbligo restare oggettivi quando si provano le bici, ma questa è stata di gran lunga la più divertente bici a media escursione che abbia mai provato.

Prezzowww.evil-bikes.com