[Test] Evil Insurgent

[Test] Evil Insurgent

21/06/2016
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21/06/2016

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Ultimamente Evil Bikes sta facendo parlare molto di sè, grazie alle geometrie aggressive delle proprie bici ma anche grazie a quanto queste geometrie possano essere regolate su ogni modello, permettendo quindi di adattare il comportamento della bici al sentiero che si affronta di volta in volta. La Following l’anno scorso si è rivelata una 29er a corta escursione con delle potenzialità di tutto rispetto, forse è stata proprio la prima a riscuotere un tale successo anche tra gli amanti del gravity.

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La Insurgent è in assoluto la prima bici di Evil con ruote da 27.5″. Ha 150mm di escursione posteriore: lo schema di sospensione è il D.E.L.T.A. disegnato da Dave Weagle.  E poi tutta una serie di altre idee interessanti, tutte applicate ad un telaio molto molto rigido. Abbiamo provato a fondo questo telaio negli ultimi 10 mesi, usandolo con forcelle da 150, 160, 170mm sia con offset da 42mm che 44mm. Anche sugli ammortizzatori abbiamo spaziato provandone due a molla e due ad aria. Per quanto riguarda la serie sterzo, per il grosso del tempo ne abbiamo chiaramente usata una neutra, ma ne abbiamo anche provate con calotte da +/- 1°, sia nella posizione “Low” che “Extra Low”. Come vedete, abbiamo veramente messo alla prova questa bici: un mezzo così versatile va provato in tutti i suoi aspetti.

Dettagli

• Prezzo telaio: 3.399 Euro
• Perno posteriore a vite
• Passaggio cavi interno
• 3 anni di garanzia
• serie sterzo DW/FSA con angoli 0º, +/- 1º, e +/- 2º
• Protezione in gomma per il tubo obliquo
• Fibra di carbonio unidirezionale in un solo pezzo
• Sospensione D.E.L.T.A. per regolare le geometrie senza influenzare la cinematica della sospensione

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D.E.L.T.A. link, il cuore di questa bici. Due piastre fissate sul carro azionano l’ammortizzatore agendo su delle ulteriori biellette. Girando queste piastre, si possono modificare angolo sterzo ed altezza del movimento centrale senza influenzare il funzionamento della sospensione.

Geometrie

Come anticipavamo, le geometrie di questa bici sono scelte per attirare gli amanti del gravity. Evil, del resto, lo rende abbastanza chiaro col tipo di marketing che sta facendo. Detto questo, con un montaggio adeguato, si può tranquillamente moderare la bici. Nella posizione bassa, con forcella da 170mm ed un ammortizzatore a molla, questa bici si avvicina ad una vera bici da DH. Invece, montata con forcella da 150mm ed ammortizzatore ad aria in posizione alta, si trasforma in un mezzo più da trail.

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Se dovessimo parlare solo per numeri, bisogna dire che il reach di 451mm è abbastanza lungo considerando che la nostra bici era una L. È una bici che chiede di essere montata con una pipa molto corta per una sterzata veloce e diretta. L’angolo sterzo da 64.8° è il più aperto del mercato per la categoria “enduro”, ma ricordiamo che può essere verticalizzato un po’ o aperto ancora di più agendo sulla serie sterzo. Il movimento centrale è alto 334mm, il che aiuta a buttare la bici in curva. Il carro è lungo 430mm e rende la bici molto agile e veloce nei tornanti e nello stretto.

Prime impressioni

La bici è solida, ha tubi spessi, nodo sterzo massiccio e linee piacevoli. Tutte le viti e cuscinetti sono ben dimensionati e robusti, sono passati i problemi che Evil aveva all’hardware. La protezione per il telaio è posizionata molto bene e ci sono altri tocchi apprezzabili come un guidacatena integrato ed un indicatore di sag. Degli inserti in gomma aiutano a sigillare le aperture per il passaggi interni di tubi e guaine. Parlando di cavi, i passaggi sono ben fatti ed ordinati. Il passaggio per il reggisella stealth ha una guida che lo porta dal tubo obliquo, sopra il movimento centrale e dentro il tubo piantone, il che rende facile montare un reggisella con cavo interno al telaio. Per finire, la dimensione minima del disco è 180mm, attacco direct mount.

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Una critica però ce l’abbiamo: mancano gli attacchi per il porta borraccia, proprio non capiamo perchè Evil non ce li abbia messi, il posto c’era tutto. Abbiamo dovuto risolvere comprando questo prodotto.

Può darsi che questo aspetto sarà decisivo per alcuni biker, ma d’altro canto potrebbe anche essere trascurato se confrontato con tutti i pro di questa bici. Ah, quasi dimenticavamo… tanto di cappello ad Evil… questa bici ha movimento centrale filettato. Evil ha fatto proprio bene a fare un passo indietro in avanti.

La prova sul campo

Abbiamo cominciato con un’impostazione intermedia: forcella da 160mm e sterzo con angolo neutro, posizione “low”. Kevin Walsh, il proprietario di Evil, ha un certo senso dell’umorismo e, visto come i biker hanno reagito alle posizioni “high” e “low” della Following, sui link del D.E.L.T.A. si trovano le scritte “Low” e “Ex-Low”. Il nostro tester alto 183cm si è trovato subito bene sulla bici, ma le bici lunghe e con sterzi aperti come la Insurgent sono le sue preferite.

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Sulla bici che ci è arrivata non c’erano riduttori di volume nel RockShox Monarch Plus Debonair. Noi ne abbiamo aggiunti 3 per trovare il perfetto equilibrio tra sensibilità, supporto e resistenza ai finecorsa. Dobbiamo dire che Evil e RockShox hanno lavorato bene per trovare le impostazioni corrette per questa bici: il telaio lavora molto bene con l’ammortizzatore. Man mano che si prende confidenza con la bici, questa chiede di andare sempre più forte: così siamo andati da PUSH per chiedere in prova uno ammortizzatore ElevenSix. Potrete leggerne il test separatamente a breve, ma per il momento diremo che con un ammortizzatore a molla la Insurgent diventa proprio un mostro, quasi una bici da DH.

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Ma torniamo al telaio ed al suo schema di sospensione: in questa bici è di altissimo livello. La pedalata è neutra, cosa del tutto di rilievo per una bici con questa escursione, ma ricordiamo che le prestazioni in salita dipendono anche dal montaggio. Se la si montasse con un Vivid Air ed una forcella da 170mm, per poi settare la bici in posizione “Ex-low”, in salita non ci si potrebbe più aspettare granché. Noi ci siamo trovati al meglio con la forcella da 150mm/posizione ex-low o forcella 160mm/posizione low. Entrambi questi setting ci sembrano ragionevoli per chi preferisce guadagnarsi le discese. Se invece fate solo bikepark o salite meccanizzate, o magari qualche lunga salita su strade sterrate, allora potete mettere la bici nella sua posizione più aggressiva con una forcella lunga ed un ammortizzatore a molla. Il bello di questa bici è che può essere adattata all’uso che se ne vuole fare.

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Veniamo al comportamento in discesa: fin da subito questa bici ci ha impressionato sotto ogni punto di vista. Il telaio è rigidissimo e la curva di compressione della sospensione tiene la ruota bene attaccata a terra nelle curve più sconnesse, mentre grazie al buon supporto nella parte centrale della corsa, non affonda e non oscilla nelle curve strette. Il centro di massa basso aiuta la Insurgent anche in volo e l’aggressiva altezza del movimento centrale aiuta a spingere.

Entrando un po’ nel merito dell’altezza del movimento centrale, noi abbiamo usato la posizione ex-low per la maggior parte del tempo, ma per farlo abbiamo preferito usare la forcella da 170mm, che permettesse di avere un po’ di spazio sotto il mc, soprattutto sulle sezioni rocciose. Sui tratti tecnici o sassosi la bici non si scompone, ma considerando che la catena passa vicino al fodero basso, queste sezioni si rivelano piuttosto rumorose. Abbiamo messo un po’ di velcro sopra la protezione del telaio, il che ha ridotto sostanzialmente il rumore. È un problema di cui soffriranno al massimo i rider che preferiranno usare una corona da 30d, mentre chi monta una 34d quasi non sentirà niente. Per noi, con una 32d, è stata una distrazione minore e tutto sommato poco frequente.

Conclusioni

Ci siamo innamorati di questa bici: secondo il nostro tester è la migliore mai provata nella sua categoria. È un’affermazione importante, ma facile da motivare. Negli ultimi 10 mesi abbiamo fatto di tutto, dai giri da 50km alle DH furgonate. Abbiamo fatto regolarmente la manutenzione e non abbiamo mai avuto nessun problema. La Insurgent è molto agile e ripaga particolarmente se guidata in modo aggressivo. Arriva in cima alle salite con sufficiente facilità ed è una goduria in discesa.

Uno dei principali punti di forza è la possibilità di personalizzare le geometrie. La nostra unica critica riguarda il porta borraccia, ma si può perdonare questa mancanza se si pensa al comportamento altrimenti perfetto. Sopratutto se state pensando ad un montaggio custom, questo telaio va preso in considerazione. Tanto di cappello ad Evil per il lavoro eccellente fatto con questa bici, è difficile dire a parole quanto vada bene.

www.evil-bikes.com

Trovare qui e qui alcuni video del nostro test.

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