[Test] Freni Formula RO Racing

[Test] Freni Formula RO Racing

Alex Boyce, 28/01/2016

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Durante la nostra visita alla fabbrica di Formula ci sono stati dati i nuovi freni RO Racing per una prova di durata.

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Specifiche

Master Cylinder Forged Radial Pull Style
M/C Body Finish Anodized Titanium
M/C Clamp Color Forged Glossy Black
M/C Screws Titanium
Lever Blade Forged Aluminum, anodized glossy black
Caliper PM6 forged one-piece body with Oval pistons (Ø25.4mm equivalent)
Caliper Body Finish Anodized Titanium
Pastiglie Sintetiche
Lunghezza tubo freno 100cm front/165cm rear
Feeling Control System –FCS Compatible
SpeedLock Compatible
MixMaster Compatible
Brake Pads All Compatible
Dischi 6H e Center Lock
Peso 340 grammi l’uno
Prezzo € 580

La cosa interessante, guardando le specifiche, è l’uso abbondante delle parole titanio e forgiato. Questo per sottolineare che si tratta del prodotto di punta della casa di Prato, in termini di qualità e potenza. Formula non è scesa a compromessi ed ogni pezzo è studiato e perfezionato per minimizzare gli attriti e massimizzare robustezza e prestazioni usando trattamenti superficiali, cuscinetti, tenute e cavi scelti con cura.

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A prima vista, le pinze sembrano piccole ed essenziali, ma sotto quel grosso tappo nero c’è un pistoncino ovale da 25mm.

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Il pistoncino RO Racing è sulla destra, con forma ovale. La superficie a contatto con la pastiglia è strutturata per migliorare la dissipazione del calore.

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La pompa, di tipo pull. Le finiture sono curate, l’apertura per lo spurgo è sporgente e facilmente raggiungibile.

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I dischi nel dettaglio.

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Le pastiglie sono tenute in posizione da una semplice vite con un seeger.

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Per la linea racing, Formula usa un approccio piuttosto essenziale. La regolazione dellla distanza della leva richiede una brugola. A noi una regolazione tool-less non è mancata troppo, visto che tutto sommato non la usiamo così spesso.

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Il cavo è collegato alla pompa tramite una classica ogiva + dado: questi freni non adottano il sistema Speedlock.

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Il disco anteriore da 180mm.

In prova

Quasi tutti i freni funzionano abbastanza bene quando sono nuovi, ma quando si usano per un po’ e si scaldano, vengono portati ai limiti, e le cose cominciano a cambiare. È sul lungo periodo e con l’uso intenso che i freni veramente validi cominciano ad emergere. Nel nostro caso, siamo rimasti colpiti da come le prestazioni degli RO Racing siano rimaste costanti durante il test.

Abbiamo montato un impianto con due dischi da 180mm sulla nostra Cannondale Jekyll e regolato la distanza delle leve dal manubrio secondo le nostre preferenze, per poi non toccare più quella regolazione in tutto il corso del test. Infatti il punto di contatto tra pastigila e disco è sempre rimasto lo stesso. Abbiamo tenuto le leve piuttosto vicine al manubrio ed il rapporto di leva è restato buono. Le pastiglie usate erano quelle sinterizzate e le abbiamo sostituite una volta sia davanti che dietro.

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A Punta Ala abbiamo trovato percorsi da 20 minuti (come il 301) per provare come si deve l’impianto.

Le leve sono molto curate: ogni superficie ed ogni parte in movimento è trattata e lucidata, la leva è forgiata ed è comoda. La risposta della leva quando la si tira è molto buona e rende facile capire quando le pastiglie entrano in contatto col disco. Non tutti i freni danno questo feeling ed alcuni possono sembrare un po’ difficili da capire, risultando spugnosi. Dopo un po’ di rodaggio, la potenza comincia a farsi notare, è veramente tanta e fattori come le gomme e le condizioni del sentiero diventano più determinanti per definire quanto si rallenta.

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Se da un lato è necessario rodare un po’ i freni e scaldarli prima di ottenere il massimo della potenza, dall’altro questa rimane costante anche se i freni di scaldano tanto ed il fading, ammesso che si manifesti, è minimo. Anche una deriva del punto di frenata, altro effetto collaterale del surriscaldamento, non si è manifestata con i RO. La modulabilità ed il feeling della leva restano costanti, più che con tutti gli altri freni provati finora. Anche in condizioni di bagnato, la frenata è molto buona.

Ma ciò che più ci è piaciuto degli RO è stata la possibilità di usare dischi da 180mm. Di solito il tester usa dischi da 200mm davanti e 180mm dietro. Formula ha insistito nel farci provare un disco da 180mm anche davanti. Eravamo piuttosto scettici, ma ci sbagliavamo. La leva in più che un disco da 200mm ci avrebbe dato semplicemente non era necessaria. Dietro, inutile dirlo, 180mm sono stati più che sufficienti e anzi forse anche 160mm sarebbero bastati. I vantaggi nell’usare dischi più piccoli sono chiari: il peso inferiore ed il minor rischio di urtare oggetti sul sentiero.

I dischi sono rimasti dritti e silenziosi per tutto il test, e non si sono “cotti”, grazie ad una valilda gestione del calore da parte di pinza e pistone. Nel nostro test abbiamo usato solo un tipo di pastiglie (quelle sinterizzate), un buon compromesso tra durata e potenza.

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Conclusioni

Gli RO Racing sono freni precisi e che lavorano bene sotto stress. Sono costosi, ma quanto a qualità non sono secondi a nessuno e l’affidabilità nei mesi in cui li abbiamo usati si è dimostrata perfetta. Se potete permetterveli, vale sicuramente la pena di montarli sulla vostra bici.

Con questi freni, Formula ha tracciato una strada nuova: se con due pistoncini ovali si ottengono queste prestazioni, si può cominciare a chiedersi se veramente siano indispensabili quattro pistoncini quando serve tanta potenza.

Formula Italy
Test Center: Punta Ala

Formula RO su CRC

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