[Test] La nuova Transition Sentinel

[Test] La nuova Transition Sentinel

Ian Collins, 28/04/2020
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Ian Collins, 28/04/2020

Qualche anno fa, quando la Transition Sentinel arrivò sul mercato ambiò le carte in tavola. È stata proprio la “Speed ​​Balanced Geometry” della Sentinel, che ha cambiato tanto da spingere una grande quantità di produttori di mountain bike ad adottare lo stesso approccio:

• Angolo sella più verticale
• Reach più lungo abbinato a stem più corto
• Angolo sterzo più disteso abbinato a forcelle con offset più corto

La combinazione di questi tre concetti ha fatto molto per migliorare le moderne mountain bike in due direzioni. Allo stesso tempo, la SBG le ha rese migliori sia in salita, grazie al posizionamento più verticale e più avanzato, che in discesa, grazie alla maggiore stabilità di una avantreno più lungo e all’angolo di sterzo più disteso. Comunque, pochi anni dopo, innumerevoli marchi sia grandi che piccoli stanno implementando concetti simili con la loro geometria. Quindi, ora che l’introduzione alla vecchia Sentinel è fatta, è tempo di parlare della nuova Sentinel.

Qualche mese fa, Transition è stata così gentile da inviarci la Sentinel in allestimento GX da €5.599 per iniziare i test. Innanzitutto, esteticamente si nota che la bici ha assunto un design totalmente nuovo, con linee molto più spigolose. Di recente, Transition ha cambiato fabbrica il carbonio e i nuovi telai sono realizzati con fibre giapponese Toray e con stampaggio EPS in lattice. Le modifiche alle geometrie sono impercettibili ma la corsa è passata da 140 mm a 150 mm, sempre con forcella da 160 mm.

Dettagli

  • Ruote da 29″
  • Escursione 160mm anteriore / 150mm posteriore
  • Possibile escursione posteriore di 140mm con ammortizzatore da 57.5mm di corsa
  • Ammortizzatore metrico con attacco trunnion
  • Cinematismo aggiornato più progressivo e compatibile con ammo a molla
  • Passaggio della guaina del cambio interna e guidata
  • Tubo sella più corto e maggiore inserimento del reggisella
  • Nuova taglia XXL
  • Passaggio copertone fino a 2.6″
  • Garanzia a vita
  • 14.14kg in taglia Large, tubeless

Transition allestisce la Sentinel con manubrio e attacco del suo marchio ANVL. La combo upweep/backsweep del manubrio è confortevole e la larghezza di 800mm è giusta, così come i 30mm di rise. Lo stem di serie è lungo 40mm ma ne ho provato anche uno 50mm e non sono ancora sicuro di cosa sceglierei, quindi forse 45 mm.

L’allestimento GX ha una RockShox Lyrik RC2 e un Super Deluxe RCT Ultimate. La forcella ha una corsa di 160mm e un offset di 42mm, compressione ad alte e bassa velocità e ritorno. L’ammortizzatore ha un blocco a 3 posizioni, compressione alle basse velocità regolabile esternamente e ritorno. Coloro che vogliono limitare l’escursione e impostare la bici per essere più tuttofare possono farlo cambiando la lunghezza della corsa dell’ammortizzatore da 62.5 a 57.5mm. Transition ha progettato la bici con un rapporto di leva medio di 2.4:1, piacevolmente basso, che permette di tenere una pressione bassa, solo 175psi per il mio peso di 81kg. Minore pressione = più prestazioni e meno stress per l’ammortizzatore.

In senso orario da sinistra in alto: come la Scout, anche la Sentinel adotta un sistema che si abbina al sistema B-Rad di Wolf Tooth per riporre gli accessori sulla bici. In tutta la bici viene utilizzata viteria di grandi dimensioni e di alta qualità. Una fermacavi in plastica mantiene il cavo del cambio in linea sul perno principale. Il passaggio del cavo del deragliatore è super diretto per ridurre la resistenza nella cambiata. In generale ottimo lavoro di Transitions sul passaggio dei cavi: il cavo del cambio e del telescopico sono interni, mentre il freno posteriore rimane esterno per motivi di praticità.

Anche la sella Forge è del marchio ANVL Forge. Non sembra comoda ma invece lo è, a dispetto del mio scetticismo iniziale. Mi è piaciuta la scelta della versione da 180mm del reggisella telescopico di OneUp che reputo uno dei migliori sul mercato.

Ovviamente la versione GX di Sentinel è dotata della trasmissione SRAM GX Eagle. Pedivelle in alluminio Truvativ Stylo da 170mm con corona da 30 denti e movimento centrale DUB. La scatola del movimento centrale del telaio è filettata per una facile manutenzione.

Transition ha scelto i freni SRAM Code RSC per questo allestimento con rotori Centerline da 200mm e pastiglie metalliche, quindi la bici non ha avuto problemi a rallentare.

La Sentinel ha ruote Stans ZTR Flow S1, non esattamente un set da sbavo ma abbastanza robusto e leggero e aiuta la bici a mantenere un prezzo ragionevole. I cerchi da 29mm di larghezza interna ospitano una combo Maxxis Assegai da 2,5″ e DHR2 da 2,4″ entrambi con carcassa EXO+.

Alcuni dettagli del telaio: il fodero posteriore è dotato di una protezione in gomma integrata alettata per ridurre il rumore. È degno di nota il passaggio dei cavi inserito nel fodero basso. Dietro c’è ampio spazio per pneumatici larghi fino a 2,6 “. Infine, una protezione in gomma del tubo obliquo protegge dagli urti.

Sul campo

Inizialmente pensavo che la Sentinel fosse sovradimensionata per l’area di Santa Cruz, ma sono passati alcuni anni da quando è stata rilasciata la prima Sentinel che aveva la reputazione di essere una “biciona” aggressiva, mentre al giorno d’oggi è piuttosto nella media. Quando è arrivata, ho sbavato sulle splendide linee del nuovo design, l’ho montata e mi sono buttato sui percorsi.

Con poco più di 14 chili per la versione GX, il peso della Sentinel è buono in relazione all’allestimento. Il passaggio a una nuova fabbrica, l’utilizzo di materiali di qualità superiore e un processo di stampaggio migliorato hanno consentito a Transition di eliminare del materiale, pur mantenendo una garanzia a vita. Per una bici di queste dimensioni, senza componenti in carbonio al di fuori del telaio, è un peso ottimo. Un altro aspetto aggiornato è il sistema di sospensione con una progressione al 24% si colloca in un punto adatto a ospitare ammortizzatori sia a molla che ad aria. Sono riuscito a utilizzare quasi sempre tutta l’escursione senza fondo corsa violenti. Tra le bici con giunto Horst che ho provato negli ultimi anni, nessuna mi ha impressionato come la Sentinel, sia in salita che come equilibrio tra sostegno e permissività. La sospensione è reattiva e risponde bene senza affondare ma senza indurirsi negli impatti di medie dimensioni, un equilibrio non facile da ottenere in progettazione.

Ho provato la nuova Sentinel anche con corsa ridotta con ammortizzatore da 57.5mm abbinato a una forcella da 150mm. L’angolo di sterzo leggermente più verticale e un tocco in meno di escursione rendono la Sentinel meglio predisposta ai giri lunghi tutto il giorno migliorando la salita senza perdere troppo in discesa.

Fondamentalmente le geometrie, già valide, non hanno visto cambiamenti drastici. Il carro da 440mm non è considerabile “corto”, ma la maneggevolezza del posteriore è ottima. Per quanto riguarda la maneggevolezza in generale non ho altro che elogi. Durante il primo giro mi sono ritrovato ad andare lungo sui salti che prima facevo fatica a chiudere, grazie alla grande reattività della sospensione. Le curve erano altrettanto impressionanti, con un talento per aggrapparsi al terreno anche quando si oltrepassa il limite. Dal punto di vista dell’efficienza in pedalata, la Sentinel regge bene su alcune salite piuttosto cattive grazie all’angolo sella verticale e alla sospensione neutra. Ho usato il blocco solo su strade asfaltate e tagliafuoco.

Inizialmente, ho erroneamente interpretato la Sentinel come una qualsiasi bici. Non lo è. In passato, sono stato titubante verso le bici da 29″ con più di 130-140mm di corsa in quanto spesso ingombranti e goffe. Nonostante ciò la Sentinel ha un carattere giocoso. Ci stiamo avvicinando a un punto in cui le dimensioni delle ruote semplicemente non contano: le geometrie di questa bici sono così raffinate da competere con una 27.5″, ma con l’ovvio vantaggio di una maggiore trazione e maggiore facilità nel superamento degli ostacoli.

Per quanto riguarda l’allestimento, i componenti come i freni, la trasmissione, le sospensioni e il telescopico sono ben conosciuti e non c’è molto da aggiungere. Come accennato in precedenza, le ruote Stans sono senza fronzoli ma hanno una qualità di guida sorprendentemente buona e hanno svolto bene il loro lavoro, aiutati dagli ottimi pneumatici. I componenti ANVL si sono rivelati confortevoli e con tutti gli angoli giusti. Spesso sento la necessità di cambiare i componenti del cockpit ma non questa volta.

Conclusioni

Molti aspetti di questa bici sono davvero ottimi ma è soprattutto il rapporto qualità prezzo che è sorprendente. Transition si sta battendo con i grandi marchi e i marchi “boutique” e l’unico modo per trovare un prodotto così buono a questo prezzo è rivolgendosi ai marchi di vendita diretta, ma non avrai un telaio così bene progettato e con garanzia a vita. Al centro di tutto c’è un telaio brillante: geometrie, sospensione, design e dettagli sono da 10/10. Normalmente cercherei almeno un difetto, come il fatto che il telaio non ha geometrie regolabili, ma Transition ha progettato la bici in modo che possa funzionare bene con una ammortizzatore a corsa inferiore, con ammortizzatori sia a molla che ad aria, offrendo un range di utilizzo che va dal giro epico alle gare EWS. Quindi alla fine non riesco a trovare una sola cosa di cui potermi lamentare sulla nuova Sentinel: è semplicemente uno schianto.

Prezzi

Telaio: 3299€
NX: 4599€
GX: 5599€
X01: 6799€

In Italia Tribe Distribution ha le Sentinel in pronta consegna.

www.transitionbikes.com

 

Commenti

  1. TRIBE Distribution:

    Se lo stesso modello di bici te la propongono come bici completa a 4000€ e poi c'è anche solo una versione di quel telaio a 3500 c'è qualcosa che non torna. Se una bici full carbon enduro costa 3000, anche montata male diciamo (se montata bene ancora peggio!!!), mentre un qualunque telaio di qualunque marchio ti alta gamma non costa meno di 3000 solo il telaio, voglio pensare che ci sia un motivo.
    Premesso che apprezzo molto le Transition, ed in particolare la Smuggler e secondariamente la Sentinel, e che non mi frenerebbe più di tanto il prezzo (anzi, dovessi sostituire la mia Optic oggi sarei indeciso fra la nuova Optic e una di queste), ciò che disturba è proprio il tuo "voglio sperare che ci sia un motivo". E grazie a razzo, lo voglio sperare anche io, ma sarebbe bello che almeno chi vende queste bellissime MTB fosse in grado di spiegare perchè costano tanto...
    La spiegazione al cliente dovrebbe essere, banalizzando, "costa tanto perchè è bella", non "è bella perchè costa tanto"!
    In subordine, il discorso dovrebbe avere qualche elemento quantitativo. Limitarsi a dire che pesano di più perchè sono più robuste, è un po' poco come spiegazione tecnica.
    Se poi vuoi sostenere che commercialmente un approccio razionale non paga, in quanto alla massa degli acquirenti non interessano le reali caratteristiche tecniche che potrebbero essere di non facile comprensione, ma è meglio sparare pochi parametri di facile pomprensione (una volta era il peso, ora potrebbe essere l'angolo sterzo) che ogni anno si cerca di migliore, posso anche concordare. Ma è un discorso puramente commerciale, e non è bello trovarsi dalla parte dell'acquirente e vedersi trattato come un essere limitato.
    Un paio di anni fa un venditore mi ha spiegato che le full con ammo orizzontale sono per andare in salita, e quelle con l'ammo verticale sono per andare in discesa. Non ho capito se mi stesse semplicemente prendendo per il c... o fosse veramente cretino, ma di sicuro non mi vederà mai una bici.
  2. ChristianR:

    Tutto vero, però permettimi anche di aggiungere che non è che fino a ieri i telai si rompevano in continuazione e nemmeno prima quando il materiale più diffuso era l'alluminio.
    Purtroppo con l'evoluzione dell'enduro che è diventato una DH a varie manche, era inevitabile che le endurone diventassero mini DH come spesso vengono chiamate, tant'è che ormai molte sono praticamente bici da park.
    Da porsi qualche domanda sul segmento trail, forse a volte troppo vitaminizzato al punto che gli stessi pro ci corrono le gare, e quindi carrozzate di conseguenza, tant'è vero che adesso ritornano bici con escursione ridotta, pedalabili e comunque ottime in discesa, inventando di fatto l'acqua calda.

    Comunque per riallacciarmi al tuo discorso, mi piacerebbe sapere qual'é la durata media di una bici/telaio in mano allo stesso proprietario, e si astengano quelli che "con la mia ho fatto 10 anni" non si parla di voi.
    No no, è vero che non si rompevano in continuazione (io però un telaio front in acciaio d'alta gamma son riuscito a romperlo, e non una crepettina eh...proprio rotto rotto), però devi anche pensare che era tutto più piccolo, a cominciare dalle ruote (26"), dal passo più corto ecc.ecc. Poi hai sicuramente ragione ad affermare che quelle che fino a pochi anni fa erano catalogate come enduro ora sono definite Trail ed è anche vero che ci sono "XC full" da 12 kg...si chiama evoluzione e tutti ci stiamo evolvendo.

    P.s. Io sono uno di quelli di quelli che non deve parlare: con la GT Force Carbon Pro ci ho fatto 9 anni...

  3. Golstein:

    Ahahahah mi viene da sorridere perché l'ho sentita anche io quella della posizione dell' ammortizzatore, come se fosse quello il dato rilevante nel complesso cinematismo di una sospensione.

    Comunque sono pienamente d' accordo con te, non ha senso dire c'è carbonio e carbonio se poi gli unici dati reali alla mano sono il peso. Può essere anche veritiera come affermazione ma per lo meno va giustificata con risultati di test empirici svolti a verificarne l' effettiva robustezza in confronto a telai meno costosi (ma ahimè anche più leggeri!) di altre case concorrenti, o tutt'al più ad altri prodotti della stessa casa produttrice.

    C'è un video su YouTube, un po' vecchiotto ma esplicativo, da Santacruz cycle che testa la resistenza alla rottura di un telaio Nomad Alu e di uno carbon, allora lì si che può parlare con dati concreti alla mano, le sensazioni o certezze personali non supportate dai dati di test svolti (sicuramente effettuati ma non divulgati al pubblico) lasciano solamente un forte dubbio nell' acquirente, che si trova "costretto" ad acquistare esclusivamente in base alla fiducia riposta in qual si voglia marchio.
    La differenza dei telai in carbonio, a livello produttivo, non è il motivo per cui vedete prezzi così diversi fra vari marchi. Ricordiamoci che Yeti produce in Vietnam, neanche a Taiwan o in Cina, e ha i telai più cari sul mercato. Cube ha quei prezzi perché lavora sui grandi numeri, motivo per cui riesce ad avere dei prezzi stracciati dai fornitori quali Fox, Shimano, Sram, ecc, Transition si trova nella posizione diametralmente opposta. Diverso è il target, diversa è anche la comunicazione (quanti video avete mai visto prodotti da Cube?), e diversa è la politica aziendale per portare a casa la pagnotta.