[Test] Lupine Piko R 4 SC

[Test] Lupine Piko R 4 SC

12/04/2017
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12/04/2017

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1500 lumen per 55 grammi di lampada. I tedeschi di Lupine hanno destato il nostro interesse con questi numeri e, dopo aver testato la Wilma R7, eravamo molto curiosi di provare una luce da mettere sul casco come la Piko. La prima cosa che abbiamo fatto è stata metterla sulla bilancia, dove la Piko, insieme alla batteria SmatCore da 3.3 Ah ha fermato l’ago sui 198 grammi esatti, addirittura 35 grammi in meno del dichiarato (58 grammi per la lampada, 140 gr. per la batteria).

Specifiche

Livelli di luce: 6. Da 0.3W (40 lumen) a 15W (1500 lumen). Si può scegliere di avere da 2 a 4 livelli attivi alla volta, settabili con l’apposita app.
Tecnologia: LED, 2 Cree XM-L2 U4
Materiale lampada: alluminio 6061-T6 lavorato con il CNC.
Omologazioni: IP 68 (resistenza all’acqua ), IK 09 (resistenza agli impatti).
Temperatura del colore: 6000K
Temperatura d’utilizzo: -25° fino a +70° C.
Batteria in test: SmartCore 3.3 Ah. Disponibili anche una Hardcase da 3.3 Ah (senza led che segnalano la carica rimanente) ed una più piccola SmartCore da 2.0 Ah.
Prezzo: 350 Euro (acquistabile online qui).
Ulteriori dettagli a questo link.

Analisi statica

Come nel caso della Wilma R7, anche con la Piko salta subito all’occhio la cura dei dettagli maniacale di Lupine. La struttura della lampada è interamente in metallo, lavorato con grande precisione, così come i vari accessori per fissarla al casco o al manubrio, con tanto di chiave esagonale nella confezione.

Visto che numerosi caschi sono dotati di un attacco per la GoPro, Lupine sfrutta questa possibilità per un attacco direttamente sul supporto della telecamera, evitando così di dover usare la fascia in velcro da passare attraverso i fori di aerazione. Per la batteria invece, oltre all’opzione di metterla nello zaino usando la prolunga in confezione, è necessario usare il velcro. La fascia è larga e assicura una presa decisa, di modo che niente si muova quando si pedala.

Un dettaglio molto pratico è il comando remoto a manubrio, identico a quello della Wilma 7, che si collega alla Piko tramite Bluetooth. Infatti lo si può usare per comandare entrambe le lampade allo stesso momento, avendo avuto l’accortezza di stabilire lo stesso numero di livelli di luce (3, nel nostro caso), cosicché la potenza delle due lampade sia sincronizzata. Un remoto può comandare un massimo di 5 lampade alla volta, ed è alimentato da una batteria CR 2032 non ricaricabile.

La batteria ha 5 LED che, se accesi tramite il tasto apposito, mostrano la carica della batteria in incrementi del 20%. Questi stessi LED hanno anche la funzione di luce posteriore, se vengono accesi in maniera duratura o lampeggiante.

Durata

La durata di una batteria risente di diversi fattori, quali temperatura e numero di ricariche già effettuate, in ogni caso Lupine è piuttosto precisa con i riferimenti, che trovate qui sotto. Se girate in montagna, sappiate che in salita sono sufficienti 0.3 W, mentre in discesa sono necessari tutti i 15 W disponibili. Considerando che si passa più tempo in salita che in discesa, difficilmente la Piko con una batteria da 3.3 Ah vi lascerà al buio. Quando la batteria sta per scaricarsi, la lampada lo segnala cambiando il colore del tasto da blu o verde a rosso. Quando il rosso comincia a lampeggiare, siete agli sgoccioli. Infine entra in gioco una riserva, che assicura ancora qualche minuto di luce al livello più basso. Dopodiché, potrete continuare a tastoni.

La App

Grazie alla app gratuita, disponibile per iOS e Android, è possibile settare le impostazioni della Piko molto rapidamente ed in maniera intuitiva. Abbiamo scelto 3 livelli di luce: 0.3 W (ideali per la salita), 5 W (pianura, sentiero da pedalare) e 15 W (discesa).

Potete vedere qui sotto la diversa potenza e come il fascio di luce cambi.

Sul campo

Girare di notte su un sentiero che si conosce a memoria è un’esperienza che lo fa vedere sotto un’altra luce, anche letteralmente parlando. Venendo a mancare la luce diffusa del sole, si creano ombre su ostacoli che la nostra mente di solito neanche registra, e il solito tracciato diventa una nuova esperienza. Esperienza che sarà positiva, se le vostre luci vi permetteranno di girare ad una certa velocità, cioè sono abbastanza potenti. La Lupine Piko, pur essendo piuttosto piccola, è una di quelle lampade che vi danno confidenza. Se la usate sul casco, come ho fatto io, e la unite ad una luce attaccata al manubrio, le vostre velocità in notturna saranno del tutto simili a quelle diurne.

In foto potete vedere l’abbinamento Lupine Wilma 7 / Piko, ora però concentriamoci sulla luce da casco, e spegniamo la potentissima Wilma. Innanzitutto il peso piuma è un bel vantaggio, perché si possono percorrere anche giri molto lunghi senza farsi venire il mal di testa. Ricordo comunque che la batteria si potrebbe anche mettere nello zaino o nella tasca della maglietta, se il casco non ha le feritoie adatte per poterla fissare con il velcro. La prolunga è abbastanza lunga per poterlo fare senza problemi. Il comando a manubrio è un accessorio che definirei indispensabile per non dover fare l’equilibrista e l’indovino per trovare il bottone posto sulla lampada. In particolare con i guanti invernali, è molto più semplice pigiare un bottone situato di fianco al manettino del cambio o del reggisella telescopico.

I tre livelli di potenza sono ben pensati, in particolare quello da 0.3 W, perfetto per le lunghe salite in cui si può risparmiare energia. Quello da 5 W l’ho trovato utile quando si prende velocità in piano, mentre la potenza coompleta dei 1500 Lumen, anche senza Wilma 7 accesa, permette di girare su sentieri tecnici senza grandi patemi. Il fascio di luce è più lungo che largo, nel senso che non si disperde ai lati del rider, ma va ad illuminare quello che sta davanti a noi con una temperatura piuttosto neutra (6000K) che non risulta né troppo fredda ed innaturale né troppo calda da tramonto sulla spiaggia.

Poter porre la luce sul casco ha il grande vantaggio di riuscire ad illuminare le curve ancora prima di entrarci, perché la luce segue il movimento della testa e non quello del manubrio. Fattore, questo, importante quando il sentiero diventa impegnativo, per poter impostare bene le curve, in particolare in velocità. Se potessi portare solo una lampada con me, sceglierei la Piko alla Wilma, proprio per questo motivo. Chiaro, anche la Wilma si può mettere sul casco, ma il sottoscritto è uno che soffre i pesi sulla testa, alla lunga.

Sulla batteria non posso dire di averla portata al limite, anche perché su due ore di giro, 1 ora e mezza sono spesso solo salita, il che vuol dire che uso il livello minimo di luce. Prendendo come riferimento i valori che Lupine dichiara per la Wilma, mi sento di dire che sono piuttosto attendibili, e credo che lo stesso valga per la Piko. Probabilmente per svuotare completamente la batteria della Piko bisognerebbe partecipare ad una 24 ore. La ricarica, da vuota, dura un paio d’ore

Non ho mai avuto problemi di surriscaldamento.

Conclusioni

Leggera, robusta, curatissima nei dettagli. La Lupine Piko è un prodotto ben pensato e ben riuscito, ideale per le notturne in mountain bike, sentieri impegnativi compresi. Con la batteria in prova difficilmente resterete a secco, anche perché i consumi sono contenuti e i livelli di luce disponibili permettono una customizzazione per ogni tipo di percorso.

Pre-commento

No, non potete paragonare la Piko alla cinesata da 30 Euro.

Lupine.de

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