Polygon presenta la Square One EX

Polygon presenta la Square One EX


Polygon presenta la nuova Square One EX, una bici che si prefigge di soddisfare le esigenze di “bici unica”, con le caratteristiche di una bici da All Mountain abbinate a escursioni importanti, con 180mm di corsa su entrambe le sospensioni.

Il cinematismo si chiama R3act ed è un particolare Virtual Pivot caratterizzato da un lungo forcellone che ruota su di un punto fisso come un normale Single Pivot, ma viene guidato da una biella corta che permette al forcellone di azionare uno slider contenuto al suo interno, estendendosi durante l’escursione. Questo comporta una modifica del punto di rotazione in un Instant Center, caratteristica appunto dei Virtual Pivot. Il sistema permette di ottenere un valore di anti-squat ottimale e costante lungo tutta l’escursione, per una valida efficienza in pedalata, gestendo inoltre il percorso ruota e di conseguenza il chain growth. L’ammortizzatore è compresso da una lunga biella di rinvio fissata al forcellone.

Altri dettagli ci fanno notare quanto, a dispetto di un’estetica generale non delle più aggraziate, la costruzione sia estremamente curata.

Mick Hannah e Kurt Sorge stanno utilizzando la Square One EX da diverso tempo.

Geometrie da All Mountain ed escursione generosa per la all around del brand indonesiano.

La Square One EX è offerta in due allestimenti e disponibile a partire da Giugno 2017.

Polygon Bikes

  1. Esteticamente è davvero strana e particolare, diciamo che ci sono bici molto più belle! (È un po’ come quei cani bruttini ma simpatici 😀 )
    Le geometrie le trovo davvero azzeccate.
    Anche se rimango della mia personalissima idea che è meglio una
    Bici da allmountain sui 140-145mm di escursione e una dh, questa sarei davvero curioso di provarla! Il forcellone a banana ancorato alle die biellettine supercorte è interessante, a una primissima occhiata al volo sembrava un monopivot…

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    1. Inoltre ho qualche dubbio sulla rigidità del carro guardandola cosi… poi magari dal vero è supermassiccio.
      Tengo d’occhio la bici da dh di polygon, la collosus, che è davvero bella e molto interessante!

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  2. Esteticamente è davvero strana e particolare, diciamo che ci sono bici molto più belle! (È un po' come quei cani bruttini ma simpatici 😀 )
    Le geometrie le trovo davvero azzeccate.
    Anche se rimango della mia personalissima idea che è meglio una
    Bici da allmountain sui 140-145mm di escursione e una dh, questa sarei davvero curioso di provarla! Il forcellone a banana ancorato alle die biellettine supercorte è interessante, a una primissima occhiata al volo sembrava un monopivot…

    Inoltre ho qualche dubbio sulla rigidità del carro guardandola cosi… poi magari dal vero è supermassiccio.
    Tengo d'occhio la bici da dh di polygon, la collosus, che è davvero bella e molto interessante!

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  3. @Francesco non fai menzione però dello slider inglobato ne forcellone che fa da ancoraggio inferiore allo stesso.
    Da quanto ho capito leggendo stamattina un test su BikeRumor, dovrebbe essere quella la novità che permette di pedalare una bici da 180mm come se ne avesse molti meno.
    Addirittura dicono che per evidenziare la cosa gliele hanno fatte provare senza la minima regolazione e con le gomme gonfiate oltremisura su una salita abbastanza bastarda come pendenze.
    Non ho idea se possa essere un qualcosa paragonabile all’Inifinity Switch di Yeti.

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    1. Sinceramente il comunicato che ci hanno inviato era a dir poco privo di informazioni. BikeRumor ha evidentemente avuto modo di approfondire i dettagli tecnici dato che a quanto scrivi l’hanno testata, ma per quanto mi riguarda avevo inserito tutte le info in mio possesso giunte con il comunicato di Polygon… e chi mi legge abitualmente sa bene che normalmente mi dilungo volentieri nei dettagli tecnici. In ogni caso ho raccolto ulteriori informazioni in rete e sto implementando l’articolo.

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  4. In realtà non è un virtual pivot ma è un monocross con punto di infulcro variabile. Il sistema è gestito da un sistema simile allo shapeshifter di canyon che permette di spostare il punto di infulcro e le curve di antisquat,compressione,anti-rise di conseguenza.. se fate caso il pistone è nascosto sopra al movimento centrale. Una volta “spostato” il punto di leva il carro si muoverà come un normale monocross.

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    1. Ho verificato in rete visto che, come già detto, il comunicato era esageratamente privo di informazioni e dettagli per poter comprendere il cinematismo. In effetti non si tratta di un Virtual Pivot basato su due bielle corte ma di un sistema di nuova concezione, con il carro infulcrato in un punto fisso che però varia la sua lunghezza durante l’escursione. Questo comunque porta ad avere un Instant Center invece di un centro di rotazione fisso come si dovrebbe avere su un Single Pivot, quindi di fatto è comunque un Virtual Pivot. Ora correggo anche l’articolo. Grazie della segnalazione che seppure inesatta mi ha portato comunque a informarmi meglio e a correggere le mie iniziali supposizioni altrettanto inesatte.

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  5. Molto molto interessante finalmente un progetto diverso…

    In realtà non è un virtual pivot ma è un monocross con punto di infulcro variabile. Il sistema è gestito da un sistema simile allo shapeshifter di canyon che permette di spostare il punto di infulcro e le curve di antisquat,compressione,anti-rise di conseguenza.. se fate caso il pistone è nascosto sopra al movimento centrale. Una volta "spostato" il punto di leva il carro si muoverà come un normale monocross.

    no è un virtual pivot, il pistone (slider) fa parte del cinematismo… su bikerumor c'è un video (e un bell'articolo con prova della bici) che mostra bene il movimento del carro

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  6. anche io sono del parere che dalle foto si capisce poco sul carro e i dettagli del telaio.
    la bici è particolare ma come si fa a dire che una freeride di 10 anni fa è la bici definitiva?
    forse è una battuta….

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  7. Io non vedo il perché di una bici con tanta escursione ma con le geometrie al limite della bici da am, non riusciresti ad andare comunque veloce come con una bici da 180mm ma i problemi in pedalata e in fatto di reattività in minima parte ci saranno (quantomeno sulla forcella da 180) oltre all’altezza dell’anteriore

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    1. Da quanto si legge, quel “pistone” (lo chiamano slider) in realtà ha solo il compito di aumentare la rigidità del carro. Lo schema della sospensione potrebbe tranquillamente farne a meno, ma in molte situazioni la biella sarebbe sottoposta a maggiore forza torsionale e da qui l’esigenza di aggiungere quell’ulteriore elemento. In esso c’é anche un po’ di olio per garantire la lubrificazione, ma nessuna funzione ammortizzante. Insomma, niente a che vedere con l’Infinity di Yeti.

      Osservando la traiettoria che compie la ruota durante la compressione, si nota come la curva sia piuttosto accentuata e come ciò modifichi la lunghezza della catena….. ma le impressioni di riding (soprattutto in salita) sono così entusiastiche….. boh!

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  8. Ho qualche dubbio in merito alla rigidità del carro posteriore, poiché con una leva così lunga deve per forza flettere un po’ quando sottoposto a certe condizioni, ma potrebbe anche essere una caratteristica voluta dai progettisti.
    Per il resto, dopo aver letto le considerazioni di chi l’ha provata, sono colpito soprattutto dall’efficienza che sembra avere in salita.
    Spero proprio che anche voi di MTB MAG riusciate ad averne presto una per le mani, perché se ciò che si legge dovesse rivelarsi veritiero ci farei più di un pensierino 😉

    In ogni caso é bello vedere che c’è ancora spazio per l’innovazione e che la “coperta” può essere allungata in qualche modo.

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  9. Da quanto si legge, quel "pistone" (lo chiamano slider) in realtà ha solo il compito di aumentare la rigidità del carro. Lo schema della sospensione potrebbe tranquillamente farne a meno, ma in molte situazioni la biella sarebbe sottoposta a maggiore forza torsionale e da qui l'esigenza di aggiungere quell'ulteriore elemento. In esso c'é anche un po' di olio per garantire la lubrificazione, ma nessuna funzione ammortizzante. Insomma, niente a che vedere con l'Infinity di Yeti.

    no non direi, lo slider è uno dei punti di vincolo della cinematica del carro, si vede bene nei video… direi proprio che è lontano parente del sistema Yeti.
    è la biella superiore che non ha alcuna funzione nella cinematica del carro ma serve semplicemente a collegare l'ammortizzatore.
    guarda il video su bikerumor senza ammortizzatore e relativo link.

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    1. Boh….. l’avevo dedotto da qui: “the main purpose of the slider was for stiffness of the frame. Darrell says that the frame could have worked without it, but it wouldn’t provide the proper balance of stiffness, and the slider is a fairly light weight way to go about it. In spite of how long the tapered slider is, it has only a 35mm stroke with a unique pressure relief valve built into the pivot point.”

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  10. Da quanto si legge, quel "pistone" (lo chiamano slider) in realtà ha solo il compito di aumentare la rigidità del carro. Lo schema della sospensione potrebbe tranquillamente farne a meno, ma in molte situazioni la biella sarebbe sottoposta a maggiore forza torsionale e da qui l'esigenza di aggiungere quell'ulteriore elemento. In esso c'é anche un po' di olio per garantire la lubrificazione, ma nessuna funzione ammortizzante. Insomma, niente a che vedere con l'Infinity di Yeti.

    Assolutamente no, visto che come già detto serve a variare la geometria della sospensione.
    Hai interpretato male.

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  11. Boh….. l'avevo dedotto da qui: "the main purpose of the slider was for stiffness of the frame. Darrell says that the frame could have worked without it, but it wouldn’t provide the proper balance of stiffness, and the slider is a fairly light weight way to go about it. In spite of how long the tapered slider is, it has only a 35mm stroke with a unique pressure relief valve built into the pivot point."

    non so cosa intendesse dire ma se vedi il video che citavo prima è evidente che se togli lo slider non funziona più nulla… il carro resta disarticolato.

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  12. Personalmente in discesa mi mette più sicurezza un angolo di sterzo aperto piuttosto che tanta escursione.
    Con i 180mm della forca tutti compressi ho paura che l’angolo sterzo si chiuda molto (stile freeride anni 2000)

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    1. Diciamo che una “buona” forcella dovrebbe evitare di affondare solo in virtù del maggior carico all’avantreno dovuto alla pendenza, per cui il rischio di cui parli dovrebbe essere meno presente oggi rispetto al passato.
      In ogni caso, la tua considerazione é giusta, ma se ci avessero messo un un angolo sterzo degno di una (quasi) DH, pari a 62/64 gradi o giù di lì, la “pedalabilita” in salita si sarebbe ridotta di parecchio…. forse troppo rispetto agli obiettivi del progetto.

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  13. Personalmente in discesa mi mette più sicurezza un angolo di sterzo aperto piuttosto che tanta escursione.
    Con  i 180mm della forca tutti compressi ho paura che l'angolo sterzo si chiuda molto (stile freeride anni 2000)

    siamo d'accordo, meglio 64-65 gradi magari riducendo un po' il top tube

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