MTB-MAG.COM - Mountain Bike Online Magazine | [Test] Nukeproof Scout 275 Comp

[Test] Nukeproof Scout 275 Comp

[Test] Nukeproof Scout 275 Comp

16/05/2016
Whatsapp
16/05/2016

[ad3]

IMG_9894_res

Dopo il recente test della Mega 275, abbiamo nuovamente attinto dal catalogo Nukeproof per parlarvi della Scout 275 Comp, front da trail proposta anche in un allestimento di livello inferiore denominato Race. Non manca una versione con ruote da 29”, a sua volta proposta in due allestimenti. Rispetto alle specifiche riportate sul sito Nukeproof, a livello di componenetistica troverete alcune differenze. Il motivo è che la consegna delle bici complete stava ritardando, per cui il distributore italiano Scout (sì, stesso nome della bici!) ha provveduto ad un montaggio custom. I componenti che differiscono rispetto a quanto si trova montato sulla bici in vendita sono forcella, pneumatici e freni. Qui la Scout Comp come effettivamente proposta al pubblico.

Quello delle front nel segmento che va dal trail all’enduro è un mondo numericamente piccolo rispetto a quello delle full, ma non per questo meno vivace. L’ormai storico thread dedicato a questa categoria su mtb-forum ne è testimonianza, e leggendolo traspare come spesso sia il biker già smaliziato nell’uso delle full a cercare nuove sensazioni di guida.

IMG_9882_res

Una premessa prima di passare al test vero e proprio: la mia esperienza con front di questo tipo è praticamente nulla, il che significa non avere termini di paragone con concorrenti dirette. Se per gli esperti di questo genere di bici ciò toglie qualcosa al test, chi è già conoscitore del mondo full e fosse tentato da questo mondo potrebbe invece trovare qualche spunto interessante.

Il telaio

Collage telaio

Il materiale utilizzato per il telaio è alluminio T6 6061 idroformato. Design basso e filante, dimensionamenti ed aree di giunzione generosi, movimento centrale basso ed angolo sterzo disteso rivelano l’intento di ottenere un telaio agile e reattivo, ma che allo stesso tempo permetta di aggredire le discese senza troppi timori. Nonostante tutto ciò evidenzi l’attenzione riservata alla discesa, i valori di orizzontale virtuale, lunghezza ed inclinazione del seat tube sono perfettamente adeguati per una bici che la cima se la deve guadagnare lasciandosi pedalare. Montando in sella ci si sente infatti ben centrati, la distribuzione dei pesi è molto equilibrata ed il posizionamento degli appoggi perfetto. Raramente sulle bici in test non si sente la necessità di qualche piccolo aggiustamento secondo i propri gusti, e la Scout è proprio uno di quei casi.

geo

Collage routing

Ad eccezione di quello del telescopico, il passaggio cavi è esterno. Anche a causa dell’eccessiva lunghezza, esteticamente si è visto di meglio. In compenso i meccanici ringraziano e ben venga qualche cavo a vista se ciò significa una cambiata fluida e leggera come riscontreremo sul campo! Il passaggio sotto il top tube evita che il fango si appiccichi, inconveniente che spesso si riscontra quando invece i cavi corrono sotto l’obliquo. Un ulteriore punto di fissaggio però non guasterebbe, visto che tendono a penzolare antiesteticamente fra i due presenti.

Collage routing telescpopico

Il cavo del telescopico entra nel telaio in prossimità della congiunzione fra top tube ed obliquo, fuoriesce da quest’ultimo in zona movimento centrale e rientra nel seat tube posteriormente. Il ponticello che si viene a creare sotto la scatola del movimento centrale è piuttosto esposto alle sassate, in particolare nel punto di uscita dall’obliquo, mentre dei passacavo ben realizzati evitano che entri sporcizia nel telaio. Nel caso si voglia cambiare l’altezza del reggisella, il cavo scorre facilmente accompagnandolo sotto il movimento centrale.

Collage passaggio ruota

Nukeproof viene dall’Irlanda, un posto dove la pioggia è quasi la norma. Il passaggio ruota particolarmente ampio non solo mette al riparo da problemi in caso di fango, ma permette di montare pneumatici di grossa sezione. Magari montati su un secondo set ruote con cerchi attorno ai 30 mm di canale, sempre più apprezzati anche in ambito trail.

La protezione del fodero basso lato trasmissione è affidata alla classica guaina in neoprene. L’efficacia è garantita, ma sui moderni telai di un certo livello le protezioni integrate sono ormai la norma. Stesso discorso per la parte inferiore dell’obliquo, uno dei punto più esposti alle sassate e privo di un’efficace protezione. Anche in questo caso si può provvedere facilmente e con poca spesa, ma vale quanto detto poco sopra.

Il montaggio

Collage trasmissione

Una front è per sua natura esteticamente più pulita di una full, se poi monta una trasmissione singola lo è ancora di più. Il gruppo SRAM GX con guarnitura della serie 1000, corona da 32 denti e pacco pignoni XG-1150 10-42T ha sempre funzionato con una precisione e fluidità di cambiata eccellenti. Oltre alla bontà intrinseca del prodotto, il merito è da attribuire al percorso particolarmente lineare del cavo ottenibile grazie dall’assenza di snodi o di labirintici routing interni. Nessun problema anche a livello di stabilità della catena, ma chi volesse mettersi totalmente al riparo montando un guidacatena può contare sulla presenza dell’attacco ISCG 05.

Collage ruote pp

Le Roam 30, montate tubeless, ci hanno fatto un’ottima impressione sia in termini di reattività che di affidabilità. Nonostante non sia stato effettuato alcun intervento di manutenzione, la posteriore a fine test era ancora ben centrata ed i raggi uniformemente tensionati. Su una front di questo tipo la cosa non è affatto scontata, soprattutto se si pensa che l’Ardent non ha permesso di scendere troppo con la pressione. Il perno passante posteriore da 12 mm con battuta da 142 mm è il perfetto suggello in ottica rigidità.

Collage pneumatici

Le Maxxis Ardent offrono più tenuta di quanto si potrebbe pensare. All’anteriore sarebbe però preferibile una copertura dal battistrada più aggressivo, soprattutto in condizioni di terreno allentato. Al posteriore se ne apprezza la scorrevolezza, ma con una copertura dalla struttura più sostenuta si potrebbe utilizzare una pressione più bassa guadagnando qualcosa sul fronte del confort e del grip sul tecnico, sia in salita che in discesa. Il montaggio ufficiale prevede in ogni caso delle coperture WTB, con un ben tassellato Vigilante all’anteriore ed un più scorrevole Riddler al posteriore.

Collage OKLO

Il reggisella telescopico OKLO, della stessa Nukeproof, è di tipo stealth e consente un abbassamento di 125 mm. Una cartuccia ad aria fornisce la spinta necessaria, ed il movimento è controllato idraulicamente. L’attuatore è invece di tipo meccanico, quindi nessuna scocciatura in caso di rimozione, spurghi e compagnia bella. Il comando può essere posizionato indifferentemente a destra o sinistra. Per il periodo del test il reggi ha sempre funzionato a dovere, ma la qualità del funzionamento è leggermente inferiore rispetto ai modelli più noti. L’aspetto più fastidioso è l’energia richiesta per essere abbassato, ma soprattutto la lentezza con cui risale. Salendo così lentamente si fatica inoltre a percepire il classico “tloc” di finecorsa, quindi bisogna abituarsi a lasciare il tempo necessario. La situazione migliora leggermente se si tiene ben lubrificato lo stelo. Un’altro piccolo fastidio è che, se caricato pesantemente, tende a rientrare di qualche mm per poi “rimbalzare”. Per biker dal peso non eccessivo l’effetto è percepibile solamente impattando ostacoli o buche ad alta velocità, cosa che all’atto pratico può avvenire solamente in pianura. Si tratta quindi di una pecca trascurabile, così come è perdonabile il gioco laterale un po’ eccessivo, visto che una volta in sella non lo si nota.

Collage componeneti nuke

Altra componenetistica Nukeproof sono la sella, le manopole, stem e piega. Nulla da ridire su nessuno di questi componenti: comode le prime due, azzeccati per la tipologia lo stem da 50 mm e la piega da 760 mm. L’assenza del comando deragliatore e le dimensioni contenute del comando dell’OKLO conferiscono al cockpit un aspetto pulito e “minimale”, ma soprattutto non costringono a compromessi nel posizionamento di comandi e freni.

Mentre il montaggio ufficiale prevede una Manitou Mattoc da 140 mm di corsa, sulla bici in test era montata una forcella Rock Shox Revelation da 150 mm. Differentemente da quanto si potrebbe pensare, la differenza di altezza (axle to crown) fra le due forcelle è di soli 4 mm, quindi la variazione delle quote geometriche generali è abbastanza trascurabile. Da parecchio tempo non utilizzavo una Revelation, ma il ricordo era di una buona forcella. Sono quindi rimasto sorpreso nel riscontrare un funzionamento piuttosto ruvido e conseguentemente scarsa sensibilità sui piccoli urti. Un po’ di olio lubrificante sotto i parapolvere ha migliorato la fluidità, non arrivando però ai livelli che ricordavo. In ogni caso nessuna paura: la Mattoc la sto usando da un paio di settimane in versione da 160 mm e le impressioni sono al momento ottime.

L’impianto frenante è un altro componente che sulla bici in test era diverso rispetto a quello ufficiale. Al posto degli SRAM DB5 erano infatti montati dei Formula CR3 con una coppia di dischi da 180 mm. Sia la Revelation che il telaio sono dotati di attacco post mount per dischi da 160 mm con relativo adattatore. Adattatore che invece non dovrebbe essere presente sulla Manitou Mattoc, nativa per dischi da 180 mm. L’impianto della casa toscana si è rivelato potente e ben resistente alla fatica. La modulabilità invece non è il top, e la leva dell’anteriore tendeva a ridurre la corsa durante la discesa risultando un po’ affaticante per le dita sulle discese molto lunghe.

[ad12]

IMG_9782_res

Salita

Per quanto su una full un ammortizzatore possa essere bloccabile ed un carro rigido, sui fondi scorrevoli le front sono un’altra storia. La Scout non fa eccezione, e pur non trasmettendo il feeling di un modello da xc, pedalare sui fondi lisci è un piacere. La totale assenza di dispersioni di potenza imputabili alla sospensione posteriore non è comunque la sola chiave di lettura, visto che troviamo anche una posizione in sella comoda e ben bilanciata, un peso contenuto e coperture scorrevoli. Abbiamo già elogiato le ruote ROAM30, ma vale la pena menzionarle nuovamente per le ottime doti di rigidità laterale ad un peso tutto sommato più che accettabile per un set di media gamma.
Sul ripido al limite della pedalabilità la Scout se la cava dignitosamente, ma anche qui bisogna ricordare che la distribuzione dei pesi non è quella di un modello da xc. E’ quindi naturale doversi spostare con decisione in punta di sella per evitare che la ruota anteriore si alleggerisca perdendo direzionalità.
I 66° di angolo sterzo potrebbero sembrare un valore critico per destreggiarsi sui tornantini più stretti, ma in compenso quelli rimangono in ogni condizione, non essendovi una sospensione posteriore che si chiude all’aumentare della pendenza. Morale della favola: sulla salita tecnica normalmente utilizzata per valutare l’agilità delle bici in test la Scout non ha affatto sfigurato, ponendosi da questo punto di vista al livello di una buona trailbike full.
Dove invece è richiesto più impegno è nel superamento dei tratti dissestati: comfort e motricità non sono quelli di una full, per cui bisogna lavorare maggiormente con il corpo e gestire con attenzione i rilanci. E’ però un piacere sentire la ruota posteriore che scavalca l’ostacolo rispondendo fedelmente ad ogni input, senza problemi di pedal kickback, insaccamenti del carro o sospensioni che fanno da filtro. Un po’ penalizzante
la Ardent sui fondi dalla scarsa aderenza.

IMG_9770_res

Discesa

Partiamo come di consueto dal comportamento nel guidato: la bici schizza via che è un piacere, trasformando ogni curva che offra un minimo di appoggio e le uscite di curva in un sorriso. Dove con altre bici verrebbe da lasciare correre, la Scout invoglia a sfruttare ogni metro per rilanciare, tanto è efficace la risposta e pronta l’accelerazione. Il sottobosco con cambi di pendenza, appoggi e sezioni tortuose è la situazione dove il divertimento è massimo. La bici è rigida e risponde con precisione al minimo comando, chiedendo solamente di essere guidata sfruttando al meglio la conformazione del terreno. Le ottime geometrie e le corrette dimensioni di stem e piega permettono di mantenere una posizione di guida sufficientemente aggressiva anche sul ripido o al salire della velocità. Il classico giretto sui sentieri attorno a casa rispecchia abbastanza fedelmente il tracciato ideale, e con una bici come la Scout sotto il sedere viene da chiedersi perchè mai uno si debba complicare la vita con una full.

IMG_9850_res

Il discorso cambia quando ci si sposta su fondi più rocciosi e sconnessi: finchè si parla di lento e tecnico tutto ok, l’angolo sterzo ben aperto e lo standover basso danno sicurezza sul ripido e permettono di giostrare la bici fra le gambe come fosse un giocattolo. Quando la velocità sale esce invece il rovescio della medaglia, e tutto ciò che non è ollabile, o quantomeno superabile alleggerendo sull’ostacolo, deve essere assorbito con un lavoro molto attivo da parte del biker. La soperta dell’acqua calda in un certo senso, ma pur non avendo chi scrive grandi termini di paragone in questo segmento, l’impressione è che la Scout non scenda a compromessi su questo fronte, con un telaio estremamente rigido che trasmette senza filtri ogni piccola asperità che passa sotto la ruota posteriore. Se in presenza di grossi ostacoli la scelta della linea più morbida possibile ed un buon lavoro di gambe permettono di mettere una pezza, sul mediamente sconnesso e “continuo” (immaginate la classica mulattiera a fondo roccioso) il gioco si fa veramente duro. Fatto salvo che si tratta probabilmente della peggior situazione possibile per una bici di questo tipo, devo ammettere che in questi frangenti ho spesso desiderato che la discesa terminasse presto. Non vorrei con questo suscitare le ire dei possessori di questo genere di bici, ma per l’appunto bisogna veramente essere dei cultori del genere per apprezzarle anche su fondi di questo tipo. Va in ogni caso rimarcato che è principalmente sul fronte del comfort, e quindi della fatica nella conduzione, che si paga maggiormente pegno, mentre le valide geometrie riescono a garantire una stabilità superiore alle attese anche in queste situazioni. E’ già stato detto ma vale la pena ripeterlo: una copertura posteriore utilizzabile a pressioni più basse darebbe un pizzico di confort in più e renderebbe il retrotreno meno nervoso, in fin dei conti anche sulle salite tecniche. Una soluzione più radicale, ma da valutare seriamente se spesso si incontrano fondi di questo tipo, è quella di rivolgersi alla versione con ruote da 29”. Molto probabilmente si perderà qualcosa sul fronte dell’agilità e della reattività, ma come al solito si tratta di capire da che parte si vuole tirare la coperta.

Conclusioni

La Nukeproof Scout 275 è una proposta molto interessante non solamente per gli amanti delle front, ma anche per chi, magari non volendo spendere grosse cifre, è alla ricerca di una bici dal peso relativamente contenuto, affidabile ed in grado di cavarsela un po’ in tutte le situazioni. Il che, a ben vedere, è esattamente ciò che si chiede ad una trailbike.

Pesi e prezzo

Peso bici completa tg.L: 12,180 kg
Peso ruota anteriore completa*: 1755 g
Peso ruota posteriore completa*: 2350 g
* Ruote complete di pneumatici, dischi e pacco pignoni.

Prezzo bici: 2.199,99 Euro
Prezzo telaio: 450 Euro

nukeproof.com
scoutbike.com

[ad45]

Devi fare il Login per commentare
  Sottoscriviti  
Più nuovo più vecchio più votato
Notificami
Riki174
Riki174

Non esprimo giudizi sulla bici dato che è di una tipologia che non conosco affatto.
Mi fa comunque piacere notare che a differenza di “qualche” sua diretta concorrente (che ha fatto molto discutere in un altro articolo) questa sia presentata a un prezzo ragionevole e sostanzialmente adeguato alla tecnologia e componentistica utilizzata.
Per fortuna qua e là il mercato offre ad ogni richiesta diverse opzioni a fasce di prezzo differenti…

ilpit
ilpit

Io sono un felice possessore della versione comp però senza il montaggio custom… la mattoc base è proprio una forcella che mortifica le prestazioni della bici, l’ha anche un amico su di una Cube in versione da 160 e ha le mie medesime sensazioni.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@ilpit Io in effetti della Mattoc sto provando la versione Pro che credo sia parecchio diversa dalla base.

ilpit
ilpit

Peccato che la versione standard sulla Scout Comp non sia la pro…

Paulento
Paulento

@muldox ci dobbiamo aspettare anche il test delle scarpe, le northwave enduro?;-)

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@stilgar Sì, ci sarà anche il test delle scarpe.

MN_avatar
MN_avatar

che bella bici.
Volevo porre una domanda, e cioè se secondo voi è possibile montarla con una forcella da 120 e renderla meno enduristica, ma dopo aver visto la quota del BBdrop mi sa che non conviene affatto, sarebbe un continuo sfondar pietre…

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Makkio Io una forcella da 120mm non ce la monterei. In primis per il motivo che hai detto tu, ma anche perché con la forcella da 140/150mm la bici è molto equilibrata.

MN_avatar
MN_avatar

e immagino, ma per il mio uso sarebbe veramente eccessiva con tutta quella escursione li. Semplicemente devo cercare un altro modello di telaio allora, mi serve qualcosa che sia relativamente efficace sulle marathon, anche se pesante.
Grazie

thiphino
thiphino

Production Privee OKA, accetta forcella da 120 a 140.

vecchiocatrame
vecchiocatrame

Con escursione da 120 puoi anche risparmiare dei soldi andando su telai progettati appositamente come Vitus Sentier o Dartmoor Primal. Chi le possiede le adora.

MN_avatar
MN_avatar

si infatti rientrano fra le altre che sto valutando, soprattutto la primal

filbike
filbike

@Mauro
spazio laterale nel carro per plus da 3″ secondo te ce n’è? (ovviamente sulla versione da 29)

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@filbike Ho chiesto a Scout, sentiamo cosa ci dice. Io posso misurare quanta luce c’è sul telaio da 27.5″ del test, ma non è detto che su quello da 29″ sia la stessa cosa.

filbike
filbike

Ok grazie Mauro, teoricamente non dovrebbe cambiare.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@filbike La luce è di circa 84 mm nei foderi bassi, 83 mm in quelli alti. Ho preso la isura nel punto doi maggiore ingombro della copertura, quindi dove sporgono i tasselli. Prendendola a livello della carcassa non cambia molto per quanto concerne i foderi bassi, mentre su quelli alti hai ovviamente un filo in più di luce. Io però attenderei la risposta di Scout prima di dare per scontato che il telaio 29″ sia uguale da questo punto di vista.

filbike
filbike

ok grazie, se rimane così una 3″ passa tranquillamente.

Lucky86
Lucky86

@mauro, adesso prova una bici della stessa categoria in acciaio.
Vedrai che differenza! In discesa è molto più divertente!

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Lucky86 Vedremo, mai dire mai… 🙂

dde
dde

Da possessore di similScout indeciso se orientarmi su un full, però apprezzando molto ciò che poi di fatto ha rilevato anche @mauro (in definitiva trail divertenti senza troppe complicazioni soprattutto per il giretto intorno casa che posso permettermi) si “sente” così tanto la differenza tra acciaio e alluminio? Grazie

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@dde Come ho scritto nel test io non ho molta esperienza con questo genere di bici. Sulla carta l’acciaio dovrebbe essere un po’ più confortevole, ma credo che molto dipenda anche dal design del telaio. Quello della Scout, con i foderi dritti che sono praticamente la prosecuzione del top tube ed i dimensionamenti gnerosi, è evidentemente pensato per essere reattivo, più che confortevole.

Jack Bisi
Jack Bisi

Io front di questo tipo ne ho provate un pò (sia acciaio che alu, 26-27.5-29).
La differenza tra acciaio e alluminio tendenzialmente si sente anche se un ruolo importantissimo è giocato dalla dimensione/spessore e soprattutto forma dei foderi posteriori.
Foderi idroformati o con sezioni specifiche per essere flessibili in una direzione danno la possibilità di avere un comfort decisamente maggiore di un fodero tondo o rettangolare e costante dall’inizio alla fine (ovviamente a parità di rigidità in fase di spinta/pedalata). Cambia però il costo di produzione perché prendere un fodero quadrato e saldarlo costa X, prendere un fodero quadrato, piegarlo a modo e “schiacciarlo” prima di saldarlo costa 2x, far fare un fodero ad hoc idroformato o simili costa 3x (a spanne). La differenza si sente, nella guida e nel portafoglio.

PS questo non giustifica alcuni prezzi in giro a mio avviso, altri sì. Olaaaa

Jack Bisi
Jack Bisi

aggiungo che non ho mai provato questa in test quindi non avrei idea del funzionamento e non posso fare un confronto.

struciapanza
struciapanza

intanto ,mi dispiace moltissimo per l’infortunio e spero in una repentina e proficua “ripresa” GRANDE JACK!
fermo restando chò che hai detto sui telai e tubature che è sacrosanto, aggiungerei materiali,montaggio dello stesso,come dice mauro nella FRONT o salita o discesa è mooolto difficile trovare una quadra,personalmente penso che “l’utente medio” difficilmente sentirà “differenze” sia prestazionali che di puro “confort”
a riguardo al telaio direi che nuke si inserisce nel segmento front con un telaio molto “carino” e “flessibile” nell’uso,in una “nicchia” dove ci sono dei veri “colossi”

bompao
bompao

Negli ultimi anni ho usato diverse bici front in acciaio e in alluminio (con escusione anteriore da 140 a 160 mm) e la differenza si sente parecchio. Il disegno/forma dei foderi influisce ovviamente ma in linea di massima l’acciaio è più “comodo” e richiede meno fisico, l’alluminio più nervoso e scattante ma molto più impegnativo a livello fisico.
In gare enduro per andare (relativamente)forte meglio l’alu, per divertirsi meglio l’acciaio.

struciapanza
struciapanza

si mauro prova una front in acciaio vedrai che differenza.

biker 69
biker 69

Ottimo test,Muldox,bella bici ad un prezzo accettabile; piccolo O.T. a proposito delle 29 plus avete in prova una front trail- all mountain con questo formato di ruote? Tipo la Trek Stache per intenderci.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@biker 69 Non mi risulta, ma sentiamo @marco per conferma.

Marco Toniolo
biker 69
biker 69

Oppss mi era sfuggita. thanks

scnia
scnia

Posseggo una Vantage RR da quando è uscita la prima serie, e confermo tali sensazioni specie del divertimento sul liscio e la fatica pagata sullo sconnesso. Concordo anche sulle gomme (uso le stesse) ok al posteriore per terreni compatti o poco fangosi ma per ghiaia o altri piu sconnessi all’anteriore lascia desiderare.

andryxz75@

@mauro (o @possesori di bici di questo tipo), prima di tutto complimenti per l’articolo.

Guardando la tabella delle geometrie si nota che il top tube effettivo è più lungo rispetto ad altre bici di questo tipo. Come influisce questa cosa sulla guida?
A cavallo di due taglie preferiresti una dal TTe più lungo ed uno stem corto o l’opposto?Grazie

dde
dde

rispetto alla Dartmoore e questa la paragonerei alla Hornet mi sembra che la differenza maggiore sia nella scalatura delle taglie, comunque secondo me per questo tipo di bici lo stem sta corto, devi controllora le taglie del produttore; cmq guardando il reach non mi sembra che ci sia tutta questa differenza; se posso esprimere la mia esperienza la forcella “lungha” tiene altino lo stack sulle taglie piccole con un po’ di perdita di efficienza in salita (mio parere personale possessore di una primal).

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@sgue Il discorso sulla lunghezza del TT è un po’ lungo. Semplificando TT lungo significa triangolo principale più lungo, quindi guida più distesa. In realtà si tratta però di una misura influenzata dall’angolo sella, quindi sarebbe più corretto valutare il reach per capire come sarà la posizione una volta in piedi sui pedali (quindi in discesa). Anche per quanto riguarda la posizione in salita la quota di TT non dice proprio tutto, perchè l’angolo sella andrebbe poi valutato in funzione di quanto fuorisella hai (più ne hai, più un tubo sella con inclinazione “strana” potrebbe determinare una posizione diversa da quanto la quota di TT farebbe supporre). La tendenza negli ultimi anni è comunque stata quella di allungare il triangolo principale cercando di contenere la lunghezza del carro (chainstay) ed adottando stem corti. In questo modo si hanno delle geometrie che garantiscono stabilità grazie all’interasse abbastanza lungo ed allo stem corto, ed allo stesso tempo agilità grazie al carro corto. Questo è anche il motivo per cui, personalmente, in caso di dubbio starei sulla misura maggiore con stem corto, piuttosto che il contrario.

Pitaro
Pitaro

Gran bel test!
Lo trovo molto interessante anche per chi (come me) ha già “una bici di questo tipo” e sta pensando ad una seconda bici, magari full, per i lunghi giri pedalati. Per me che non ho mai avuto una full seria è molto utile leggere le sensazioni di chi fa il passo inverso a quello che sto meditando io…

PS a proposito di full da pedalare, a che punto sono i test singoli delle bici della comparativa trail bike?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Pitaro A breve (spero) quello della Orbea Occam.

Pitaro
Pitaro

Grazie!

turkishweb
turkishweb

chi mi sa dire qualche marca/modello di telai in acciaio da montare 27.5 con forca 130-150?

denghiuuuu!

ps: con geometrie e soluzioni moderne, niente roba con i baffi, grazie!!

Pitaro
Pitaro

Ragley
On One
Cotic
Stanton
Production Privee

E per chiudere in bellezza: Elk Clog!

PS http://www.mtb-forum.it/community/forum/showthread.php?t=312547&page=1

vecchiocatrame
vecchiocatrame

Aggiungo NS Surge Evo.
Ma senza neanche un pezzo di baffo però con l’acciaio è dura, hanno tutte qualche traccia old school, forse solo Elk Clog adotta esclusivamente soluzioni moderne. Tutte le altre qualcosina fuori moda lo mantengono, vuoi lo sterzo non tapered o il perno posteriore qr o 135×12 o l’assenza della predisposizione per i reggisella stealth…

capocchione
capocchione

Commencal meta HT CrMo.
Acciao, perno passante 142×12, passaggio cavi interno, predisposizione (con passaggio interno) per reggisella telescopici a filo interno.

turkishweb
turkishweb

grazie mille a tutti e 3!!!

giocezar
giocezar

Bel test, completo e molto chiaro.
E’ un tipo di mtb che mi piace.

emiz
emiz

Bella bici, ottimi prezzi e test ben fatto. Mi interessa molto la versione da 29″. Rispetto al Primal (che costa meno), questa presenta lavorazioni più particolari al telaio, soprattutto al carro, una geometria differente (più in linea con le tendenze attuali) e perno passante 12×142 dietro. Il telaio sarebbe un ottimo candidato per assemblarmi un bel muletto con componenti residui in cantina ed altri di casa Nukeproof, visti gli ottimi prezzi.

dde
dde

io ci vedo più una hornet

maziv
maziv

Finalmente un test di una front da trail! A quando altri? Sogno il test della Liteville H-3
http://www.liteville.com/en/61/bikes/h-3-mk1/assembly-examples/

struciapanza
struciapanza

molto interessante la h-3.
a me piacerebbe vedere un test sul canefield epo.
io vi ho fatto solo una discesa,pur essendo una 29 mi è piaciuta MOOOOLTO.

dde
dde

almeno che non sbagli qualcosa nel configuratore viene degli angoli decisamente discesistici (tagli s ruote 27,5 forcella 140mm mi da decimo in più/meno angoli sella/ruota 74°/65,5° con forcella 160mm 72°/63,7°)…telaio interessante, per me soprattutto con 140mm!!!.

marc.nocera
marc.nocera

Bici affascinante, penso diventera’ un segmento in crescita. Se fosse posssibile sarebbe bello vedere altri test di queste front, magari nel formato 29 o 27.5 plus o con telai in acciaio.