[Test] Nuova Marzocchi Bomber Z1 Coil

[Test] Nuova Marzocchi Bomber Z1 Coil

14/01/2020
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14/01/2020

 

Lo scorso settembre Marzocchi è stata così gentile da mandarci da testare la loro nuova forcella Bomber Z1 Coil che presentano al pubblico proprio oggi. Se avete già una Z1 ad aria, potete passare al sistema a molla per 180 Euro, sapendo però che poi non potrete tornare indietro rimontando la cartuccia ad aria. Ho montato questa forcella sulla Yeti SB-165 che ho utilizzato intensamente in questi ultimi mesi grazie alle ottime condizioni qui a Santa Cruz. La nuova forcella si basa sulla struttura già esistente della Z1 e offre quattro molle di diversa durezza. Ecco cosa è emerso dal test.

Dettagli

  • Cartuccia idraulica: FIT Grip Sweep (compressione e ritorno)
  • Attacco pinza freno: PM 180mm
  • Escursione: 150, 160, 170 (29″) – 160, 170, 180 (27.5″)
  • Perno: Boost 15 x 110mm QR
  • Molla: acciaio temperato Silicon-Chromium
  • Cannotto: 1.5 Tapered in alluminio
  • Steli: Ø36mm nero anodizzato
  • Offset: 37, 44 (27.5″) – 44, 51 (29″)
  • Colori: Matte Black o Gloss Red
  • Peso dichiarato: a partire da 2.525g
  • Peso verificato: 2.452g con cannotto tagliato
  • Disponibilità: immediata
  • Prezzo forcella: €949
  • Prezzo kit di conversione senza molla: €180
  • Prezzo molla: €63

Il pomello del precarico è simile al tappo della valvola dell’aria dell’attuale Z1 e ciò mi ha consentito di andare in giro con la forcella non ancora presentata senza essere beccato. Il precarico ha un range che copre il gap tra la durezza delle quattro molle e aiuta nella regolazione del sag.

Parlando di durezza delle molle, questa è la tabella che mostra le quattro opzioni e come si comportano in base al peso del rider e all’escursione della forcella. Possiamo confermare che la tabella è accurata.

La molla è avvolta in un isolante plastico che la mantiene silenziosa. Ogni molla ha un isolante di un colore specifico in base alla durezza. La molla extra firm è gialla, quella firm è verde, quella medium è blu e la soft è viola. Con la forcella in azione la molla è ulta silenziosa quindi l’isolante funziona bene.

La cartuccia FIT Grip Sweep è semplice e comprende tutto ciò che serve con la regolazione della compressione che agisce sia alle alte che alle basse velocità e un range che va da aperta a completamente bloccata. Spesso ho utilizzato la compressione leggermente chiusa (pomello ruotato a ore 1) per fornire più supporto in discesa rispetto che tutta aperta.

Sul campo

Sono partito da una molla extra firm anche se la molla per il mio peso sarebbe stata la firm. Essendo chiaramente troppo rigida ho cambiato molla montando accidentalmente la medium che era troppo morbida anche con il precarico al massimo. Quando ho montato la firm l’ho trovata perfetta per me, quindi la cosa interessante che è derivata dai precedenti tentativi con le molle sbagliate è che ho potuto comprendere quanto i coefficienti di durezza delle varie molle siano effettivamente differenti. Quindi Marzocchi ha realmente coperto le diverse esigenze dei clienti con queste quattro opzioni. Ognuno può trovare la molla adatta al proprio peso e stile di guida e regolarla di fino tramite il precarico. Quindi il classico vantaggio della facilità di regolazione dell’elemento elastico di una forcella ad aria rispetto a una a molla, con questa forcella si riduce notevolmente.

Andando al sodo, non c’è molto di cui parlare per quanto riguarda il setup. Con una regolazione della compressione singola ma molto efficace e con un’altrettanto semplice regolazione del ritorno, non ho avuto molto su cui cimentarmi. Sui trail, dato che utilizzo la versione da 180mm di escursione, ho usato parecchio il lockout. Spesso l’ho usato al 80% così da migliorare l’efficienza mantenendo in parte grip e assorbimento. Devo dirlo, la semplicità di questa forcella è stata piuttosto rinfrancante. La largamente utilizzata idraulica con quattro registri come la Grip2 è un prodotto eccellente ma una sua versione semplificata ha comunque i suoi vantaggi. In generale, si può definire la Bomber Z1 Coil una forcella molto pratica.

Una cosa che non mi aspettavo ma che ho certamente apprezzato è la progressività della Z1 Coil. Normalmente, le forcelle a molla non godono di molta resistenza al fondocorsa e si può andare a pacco piuttosto facilmente. Secondo l’ingegnere Bill Brown: Abbiamo un volume d’aria e olio intrappolato nei foderi che aumenta la pressione quando la forcella si comprime. Usiamo questa pressione nei foderi per generare un elemento elastico e controlliamo quanta pressione viene generata gestendo il volume del bagno d’olio. Quindi l’olio nel lato molla serve a due scopi: lubrifica gli interni e controlla la progressività. Sui trail, ho riscontrato che questo fornisce prestazioni incredibili. Logicamente la sensibilità sui piccoli urti è superiore a quella di una forcella ad aria. Comunque ciò che mi ha sorpreso è il sostegno nella parte centrale della corsa e il fatto che non importa quanto ci si vada pesanti, non si riesce a dare dei fondocorsa violenti, anche quando ho utilizzato la molla medium. Un altro aspetto interessante è che fornisce tanta vivacità e un comportamento reattivo. In definitiva, il feeling intrinseco della molla è celestiale.

Infine alcuni dettagli. Con step di 7mm tra le versioni da 37, da 44 e da 51mm, la differenza di offset è ben distribuita in base al formato ruota. Nel caso della SB-165 del test la più indicata era la 37mm. Per quanto riguarda l’influenza della struttura nella precisione di sterzo, questa forca è eccellente. Ciò non sorprende dato che condivide una struttura molto simile alla FOX 36, eccetto per l’archetto a forma di M, che è un riferimento alla storia di Marzocchi. Un commento riguardo il quick release di serie, che resta comunque una cosa di poco conto considerando il rapporto prestazioni/prezzo: la semplicità e la leggerezza del perno Kabolt sarebbe un’ottima opzione al posto del più macchinoso QR di serie.

Conclusioni

Nonostante il fatto che il materiale delle molle SLS sia più leggero della tradizionale lega di acciaio, la molla pone la Z1 a un peso di circa 220 grammi maggiore rispetto alla sua controparte ad aria, che è già di per sé piuttosto massiccia. A parte ciò, penso che entrambe le Z1 siano brillanti e ottime nell’offrire il giusto numero di regolazioni in una struttra massiccia con un’idraulica prevedibile. Probabilmente ciò che più colpisce è il prezzo. Marzocchi ha decisamente massacrato gli altri grandi nomi in gioco. Ignorando il peso e parlando puramente dal punto di vista delle prestazioni e della qualità del riding, la Bomber Z1 Coil è senza ombra di dubbio la miglior forcella che io abbia provato da tempo. Personalmente la sceglierei rispetto a una FOX 36, senza battere ciglio. Comunque è piuttosto chiaro che sia un po’ più pesante, quindi dovete capire quanto questo incida nella vostra scelta. Ritengo che possa essere LA forcella per i maniaci dei bike park e per gli enduristi che sono disposti a passare sopra al peso per avere il miglior grip possibile.

www.marzocchi.com

Commenti

  1. superskinny:

    Il tester scrive “Ignorando il peso e parlando puramente dal punto di vista delle prestazioni e della qualità del riding, la Bomber Z1 Coil è senza ombra di dubbio la miglior forcella che io abbia provato da tempo.”

    Quindi dobbiamo dedurre che la recensione non sia una recensione obiettiva oppure che l’idraulica poco innovativa non è male?
    Non ho motivo di dubitare che quello che ha detto sia vero, per lui.
    Quello che è vero per me sono innanzitutto i 2.5 kg su cui lui è passato sopra ad esempio
  2. 30x26:

    tipo quali motivi?
    Regolazione di fino invece di sperare di andare bene per le poche molle a disposizione, possibilità di regolazioni diverse in base all'uscita, maggior reattività, comportamento piu simile fra posteriore e anteriore. Ti ricordo che o per l'ammortizzatore o per lo schema dietro abbiamo sempre una sospensione progressiva.
    Se a questo ci aggiungo IRT sulla manitou i vantaggi sono anche di più.
    Ovviamente parlo per me e capisco benissimo chi preferisce la semplicità e prevedibilità della molla, chi preferisce una forcella mangia tutto per spararsi i drittoni a tutta e/o non ha voglia di applicarsi a fare le regolazioni certamente la molla è probabilmente la via da seguire, ed abbinata ad una idraulica semplice come in questo caso ha perfettamente senso.
    Per forcelle con poco sostegno idraulico, idrauliche base, la molla sopperisce a quei difetti abbondantemente, il sostegno a metà corsa lo da lei.
  3. 30x26:

    partiamo dai dati di fatto: il forum e' pieno di post su inutilita' spaziali mentre il piu' importante per la performance di una bici (peraltro discutibile in alcuni passaggi), quello sulla regolazione dell'estensione, ha 0 risposte.
    ulteriore conferma del fatto che la personalizzazione di fino potrebbe servire allo 0.5% degli utenti, per la quasi totalita' di "non tecnici" e' solo incitazione a tarature accazzum spacciate per "cuciture su misura".
    per il casalingo di voghera molto meglio una molla sul suo peso che gli garantisce una taratura perfetta al 95% per 365gg/anno di una pompetta con cui esercitarsi in pressioni improbabili , dimenticabile per mesi in officina quando magari la temp esterna e' cambiata di 20°C.

    poi sull'elemento elastico non c'e' molto da sperimentare. le sospensioni esistono da mille anni, si sa perfettamenrte qual e' il sag corretto. su qualsiasi mezzo si scelgono le molle in base alla massa totale e poi si fanno le personalizzazioni sull'idrauilica, funziona perfettamente anche sulle bici.

    per me quel che viene scambiato per reattivita' e' il maggior attrito del sistema ad aria che ti fa partire dopo, come se ci fosse una specie di piattaformina, ma quella e' minore capacita' di copiare non reattivita'.

    il discorso progressivita' dell'ultimo terzo puo' essere facilmente risolto con i livelli dell'olio ( dal lato cartuccia cosi' ne devi usare meno e risparmi peso) o , per i ricconi, con molle progressive che esistono da una vita (es: hyperpro sulle moto o adesso valt/canecreek).
    sulla prima parte di corsa il problema non esiste perche' e' gia' coil , non l'imitazione "coil like" che richiede tenute- compensazioni tra camere- fori di compensazione ostruiti - tocken a volume variabile - variazioni di proporzione tra camere che ovviamente migliorano ogni anno perche' l'anno prima si sono sbagliati i calcoli......
    La reattività è data dalla curva di progressione che la molla non ha, hai qualcosa contro cui pompare mentre con la molla puoi mettere quanto olio vuoi ma quel guizzo non lo avrai mai.
    Su questione regolazioni sono d'accordo, la molla è ignorante e va perfettamente per gli ignoranti (in senso buono ovviamente) sia a livello di regolazioni che di manutenzione.
    Come ho gia detto io parlavo per me, il perché preferisco l'aria, non era un discorso a livello generale.

    Tutto questo ovviamente facendo finta che non pesa 2 kg e mezzo, ma li pesa purtoppo.