[Video] Perché i bambini devono fare mountain bike

[Video] Perché i bambini devono fare mountain bike

Staff, 25/05/2020
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Staff, 25/05/2020

[Comunicato stampa] – La televisione, internet, i social media, i bambini passano veramente troppo tempo cavalcando l’onda digitale, a volte allontanandosi troppo da noi. Il miglior meccanismo per contrastare questo problema è farli uscire all’aria aperta, preferibilmente in sella a una mountain bike. La mountain bike significa libertà, avventura e soprattutto divertimento!

La mountain bike è lo strumento più veloce ed efficace per lasciare sfogare i bambini, e al tempo stesso per far loro conoscere se stessi in una modalità differente. Ed è anni luce meglio che qualsiasi sessione di videogiochi! L’essenza della mountain bike è stare all’aperto, non al chiuso, essere attivi ed autentici, non virtuali, ma ancora più importante, la mountain bike è tantissimo divertimento! I bambini amano giocare con i loro amici, provando cose assieme. Vogliono continuare a praticare fin quando il marciapiede non è più qualcosa da temere. Amano confrontarsi con i loro amici. Chi vincerà il doppio slalom all’entrata del cortile e chi otterrà “solamente” l’argento? In sé e per sé, giocare non ha alcun particolare scopo. Ma offre una possibilità di imparare, lontano da minacce e punizioni. Quando si gioca, il tempo e lo spazio perdono qualsiasi significato. Così quando sono fuori a giocare, i nostri bambini sono i vei maestri Zen del flusso. Ohmm!

Che cos’è una mountain bike oltre che essere il gioco più grandioso al mondo? I più giovani scoprono nuovi orizzonti, per davvero. E giocando, diventano migliori. Il meglio di tutto: il campo giochi della natura non applica una tariffa d’ingresso o chiude alle 5 di sera spaccate. All’aperto si imparano lezioni di vita, preferibilmente da una tenera età. Hai dimenticato il berretto? Allora ti ritroverai con le orecchie fredde. Temporali estivi all’orizzonte? Usciamo! Cambio piegato? Allora il viaggio di ritorno verso casa sarà un po’ più lungo. Le esperienze che i bambini fanno in sella alle loro bici all’aperto sono dirette e costanti. Ma soprattutto, loro sono le loro stesse esperienze, non come le esperienze di seconda mano che provengono dai videogiochi. Questo significa che anche se cadono, perdono una gara o camminano a lungo per tornare a casa con il cambio rotto, non c’è nulla come sperimentare le cose per conto proprio.

Su una bici con gomme tassellate il mondo non finisce più dietro casa, ma dall’altro lato del bosco. Presto sarà l’altro lato delle montagne (ma non l’altro lato di un’intera catena montuosa)! Con ogni uscita in bici, i giovanissimi aumentano la loro distanza dai genitori, e automaticamente espandono i loro orizzonti. La potenza della bici è uscire dalla propria zona di comfort e partire per l’ignoto, anche se questo significa solamente andare nel bosco dietro casa. Le conseguenze di queste avventure sono che con ogni uscita i bambini divengono più autosufficienti, più responsabili e più alti un centimetro invisibile!

Un bell’effetto collaterale che piace in particolar modo ai genitori, è che la mountain bike è salutare. Quasi nessun altro sport ha un impatto così positivo su resistenza, velocità ed equilibrio, e i bambini non lo vedono nemmeno come un allenamento, piuttosto come un gioco. I bambini hanno un desiderio innato di stare all’aria aperta, ma risparmiate loro la passeggiata noiosa attraverso una valle disperatamente monotona. Vogliono il divertimento, emozioni e single trail! Questo richiede allenamento e coordinazione in egual misura. “Le capacità apprese attraverso il ciclismo possono spesso essere applicate in altre aree della vita più avanti nel tempo”, spiega lo scienziato sportivo e mountain-biker Michael Kley di Garmisch. Così, chiunque voglia rimanere allenato per tutta la propria vita dovrebbe iniziare da giovane!

Quindi, quando i vostri bambini hanno gli occhi arrossati dalla televisione, dalle chat e dai videogiochi, mandateli fuori sulle loro mountain bike, giù dal divano e subito in sella, e via verso la prossima mini avventura!

Intervista ai genitori MTB, Karen e Holger

• Quando i vostri figli hanno iniziato ad appassionarsi alle bici e come?

“I nostri figli hanno iniziato con le bici senza pedali, successivamente si sono mossi gradualmente verso le bici per bambini con i pedali e nel frattempo li abbiamo portati in giro con il carrellino mono ruota e la bici semi tandem. Nostro figlio ha iniziato su una mountain bike vera con ruote da 20” all’età di 6 anni, e da allora si è appassionato. Entrambi i bambini amano saltare e scendere per i trail, ma non sono ancora molto amanti delle salite.”

• Quali sono i suggerimenti da professionista per motivare i bambini?

“La cosa più importante è quella di non mettere loro troppa pressione. Basta lasciarli giocare e presto scopriranno che una mountain bike significa libertà.”

• I vostri bambini come hanno beneficiato dalla mountain bike in termini di salute e per passare più tempo nella natura?

“Andare in bici è un ottimo allenamento, anche solo se si va a fare quattro salti nel pump track vicino casa. Li fa uscire e, certamente, su una mountain bike è facile esplorare la natura e posti grandiosi all’aria aperta, non è mai noioso e si può andare sempre più lontano.”

• Perché pensate che la pratica della mountain bike sia tra gli sport migliori per qualsiasi bambino?

“La mountain bike è divertente e, svolgendosi all’aria aperta, permette di dimenticare le console per i videogiochi.”

• Che suggerimento vi piacerebbe dare ai genitori che vogliono che il loro bambino inizi a praticare la mountain bike?

“Iniziare lentamente, tentando di prendere l’equipaggiamento giusto: i bambini si divertiranno molto di più con i freni e la bici giusta.”

Scott

 

Commenti

  1. Proprio in questi giorni ho regalato una mtb seria al mio nipotino di 7 anni, una 24 un po' grande per lui, ma è l'unica mtb seria che abbiamo trovato in catalogo col negoziane (causa incentivi le bici stanno sparendo dal mercato), dopo le prime cadute sta diventando bravo, è incredibile come impara in fretta dai propri sbagli. Quando non mi da ascolto, impara lo stesso. Ha preso un angolo a 90° di un piazzale un po' troppo veloce (pensavo si schiantasse) ed invece, magari è stato fortunato, ha chiuso la curva in contro sterzo con la ruota di dietro in sgommata, come dice lui, da figo! Credo che presto seguirò il consiglio che in un altro topic mi diede @marco e gli costruirò una mini rampa per i salti, ormai li scalini li fa in corsa, dopo 3 giorni di bici nuova.
    P.S. Con la sua voglia di mtb ha fatto si che anche la sorella di 10 anni si scrostasse dal divano! Ma lei ha veramente troppa paura e sono a mala pena riuscito a farle fare le rampe di un mini skate park che abbiamo in paese!

    Piccoli bikers crescono!
  2. belle parole... ma mia figlia non ne vuole sapere perché si fa troppa fatica! (tutta suo padre...)
    come faccio a convincerla?
  3. La MTB è sicuramente uno strumento eccezionale con giovani e bambini, ho potuto constatarlo personalmente… qualche anno fa una mia amica che opera nel sociale si è trovata a dover buttar giù una serie di progetti rivolti ai ragazzini delle medie (erano progetti contro la dispersione scolastica con lo strumento del Auto Mutuo Aiuto AMA) e complice il fatto di averla fatta appassionare alla MTB già da diversi anni, avergli parlato e fatto vedere alcuni progetti in atto negli USA è riuscita (tra mille difficoltà e ritardi delle istituzioni) a portare avanti un progetto comprendente la MTB (dopo un corso di guida base e educazione stradale), la scoperta della natura (con naturalista entomologo al seguito durante le uscite), l’utilizzo di nuove tecnologie come il drone, la stampa 3D (il finanziamento, per ragioni tutte da discutere, passava attraverso un polo pubblico di ricerca tecnologica), la realizzazione di un video (fatto dai ragazzi con la collaborazione di un professionista del settore) e la parte di discussione ed elaborazione AMA (con educatore e psicologo). Vi era anche una parte di creatività artistica (ed educazione al riciclo) con parti raccattate in cantina e dai vari negozi di bici della zona (ruote, raggi, catene, pedivelle e corone, pignoni etc).
    Tutte queste attività integrate organicamente (ed interconnesse) tra loro con un senso logico e precisi obiettivi.
    Il progetto doveva durare poco meno dell’anno scolastico ma per i problemi (i soliti problemi) istituzionali prima accennati alla fine (per due anni di seguito) si è tenuto solo per tre mesi primaverili.
    Un successo scandaloso, malgrado le succitate difficoltà… con risultati davvero strabilianti e commoventi… ed era rivolto a ragazzi che le istituzioni scolastiche consideravano come difficili o problematici e per un periodo (purtroppo) limitato, non oso immaginare se si potessero portare avanti in pianta stabile…
    Operatori, ragazzi, scuole e genitori entusiasti… per due anni, poi quelle ripetute problematiche hanno reso la cosa ingestibile e frustrante e ciao a tutti… (le istituzioni non finanziano i progetti per conseguire obiettivi ma per incamerare e gestire fondi, quote di potere e per farci “il figurone” a spese altrui. Dal mio punto di vista aprire simili “finestre” sul mondo (e su se stessi) ai ragazzi per poi richiudergliele in faccia è un crimine, letteralmente un crimine.

    Perché ve l’ho raccontato? Semplice, primo perché la MTB (la pratica, i progressi, la socializzazione e condivisione dell’esperienza, la scoperta della natura) si è (ancora una volta) rivelata un potentissimo strumento ed una pratica con benefici e ricadute positive che vanno molto (ma molto molto!) oltre le questioni “salutistiche” o prettamente “sportive”...
    Secondo perché a fronte di quei brillanti risultati è emerso chiaramente ed inequivocabilmente come l’anello debole della catena fossero proprio gli adulti, i genitori in primis e poi gli insegnanti… carenze culturali (sensu latu) agghiaccianti e a pagarle sono proprio i bambini e i ragazzi.
    Se stanno sul divano attaccati a qualche device, se sono “svogliati” o pigri la responsabilità è degli adulti, inequivocabilmente e senza appello… esattamente come se non leggono o se mangiano “di merda”… è l’abitudine, è la quotidianità, è l’esempio (pratico, concreto, reale, non a chiacchiere) che fa la differenza, non è che da un giorno all’altro gli si compra la bici (o quello che volete voi) e facciamo finta che anni ed anni di abitudini consolidate, radicate, evaporino di colpo (mediamente parlando, obviously).
    Possiamo parlarne ma il dato di base è quello e conviene farci i conti.
 

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