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[Video] Viaggio nello Utah in fuga dall’inverno

[Video] Viaggio nello Utah in fuga dall’inverno

16/02/2018
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16/02/2018

Scott ci presenta il 18esimo episodio della serie Chasing Trail. In questa puntata si viaggia alla scoperta dei trail dello Utah, fuggendo dal clima invernale del nord ovest delle coste del pacifico.

[Comunicato stampa]

Il deserto dello Utah. Una meta di pellegrinaggio per ogni mountainbikers, sentieri infiniti, pietre rotolanti e divertimento puro alla vecchia maniera.

È inverno. Nel Nord-Ovest pacifico è freddo e piovoso. Vorresti andare in bici, e pensi che lo Utah potrebbe essere la destinazione perfetta. Scelta facile, facile, come vincere ad una slot machine. Ti dirigi verso il deserto con Kyle Jameson and Stan Jorgenson per un po’ di terreno polveroso e un’avventura unica.

Il ritmo costante della pioggia che cade è stato la Colonna Sonora del Nord-ovest pacific per ormai troppo tempo, ben esaltata dal sottile tetto di casa mia. L’incessante ‘tic toc’ un costante promemoria che i tracciati sono inzuppati, meglio darsi al kayak che alla bici in questo periodo dell’anno, un’occhiata un po’ triste fuori dalla finestra che rivela solo oscurità alle 3.20 del pomeriggio.

Esistono molti modi per restare in allenamento durante l’inverno; andare a sciare o a fare snowboard, tenersi in forma con la palestra,  tornare su qualche libro iniziato durante l’estate e poi lasciato in sospeso per colpa di qualche epica giornata di bike-riding, portare fuori il cane, organizzare cene di fortuna, costruire tracciati ecc..

Tutte queste cose sono divertenti, ma non bastano a saziare la voglia di lanciarsi in una giornata di pura mountain bike. L’unica soluzione per soddisfare questa anima è fare le valige, caricare il furgone e guidare in direzione deserto.

“Per me la Virginia, UT si associa alla Rampage, essere in grado di uscire la fuori e girare su alcuni degli incredibili trails e terreni della Virginia era solo ciò di cui avevo bisogno, a casa l’inverno si stava insidiando e io sentivo il bisogno di un po’di tempo che scacciasse via la comodità e l’abitudine delle vacanze.
-Kyle Jameson

Per noi nel Nord-Ovest Pacifico (essere canadese sarebbe essere del Sud-Ovest Pacifico ma divaghiamo) è il vero e proprio pellegrinaggio verso lo Utah. La destinazione normalmente è Moab, un viaggio che ho fatto talmente tante volte negli anni che non mi sforzo nemmeno di consultare la cartina. Infatti so che è all’incirca 15 ore di macchina da casa mia nello Squamish all’ In-N-Out burger appena fuori Salt Lake. Lo Utah è stata “la Mecca”  per i mountain bikers fin dai primi anni 80’, ma è stata anche parte della storia delle due ruote nel 1969 con una tempesta di Honda 90 riadattate per i sentieri e per i singolari panorami di rocce lisce.

“Prima di questo viaggio avevo visto la Virginia solo dai video dei bikers. Per poi arrivare finalmente a correre in bici su quei tracciati, è stata un esperienza surreale. La zona della Virginia Utah, è molto conosciuta come zona freeride per le bici da Downhill, ed aver avuto l’opportunità di poter spingere le nostre bici oltre il limite è stato fantastico!”

La storia di Kyle nello Utah scorre profonda, competitore alla Rampage, giudice alla Rampage, costruttore per i segmenti video di Brendog Deathgrip, costruttore per i segmenti video di Semenuk night time Revel.

Sono sempre andato in Virginia per correre con la mia bici lungo le sue creste infami, gobbe e salti.
Questa volta ci siamo portati dietro le trail bike, e volevamo capire quanto avremmo potuto spingerle, pericolo spoiler, alle trail bike è piaciuto!”
– Kyle Jameson

Scott Markewitz, un californiano trapiantato nello Utah nel 1980 per lo sci, rimase per le bici e non si voltò mai indietro. Non c’era nessuno meglio di lui per un viaggio nello Utah. Sapeva dove iniziavano i sentieri, dove ci sarebbe stata la luce e dove trovare gli orsi. Inizialmente si era trasferito nello Utah come un amatore magnate dello sci, ben presto divenne un professionista magnate e freeskier. Sfortunatamente le ginocchia di uno sciatore hanno vita breve, e Markewitz lentamente cambiò lato della medaglia.  Da allora definisce il termine  “fotografia degli action-sports”.

“Una delle cose veramente uniche della Virginia è la sua incredibile varietà di paesaggi e di climi che si possono scoprire attraverso tutto lo stato. Puoi letteralmente sciare nella neve fresca e polverosa al mattino, saltare in macchina e guidare verso sud per qualche ora, ed essere sulla tua bici nel deserto nel pomeriggio. Quando ho ricevuto la chiamata per affiancare la SCOTT crew durante questo shooting, ci sono saltato dentro all’istante.  I percorsi intorno alla Virginia e St George sono meno conosciuti di Moab, ma è comunque una delle mie zone preferite per raidare. Per quanto possa amare lo sci, è bello uscire per un viaggio in bici una volta ogni tanto, e questo viaggio è capitato proprio nel momento perfetto, come il tempo, e la crew.

Sotto raccomandazione di Markewitz abbiamo prenotato due alberghi di Gooseberry Yurts. Arroccato sul bordo di Gooseberry Mesa, ed affacciato su diverse iterazioni della Red Bull Rampage, non poteva andarci meglio. Raccomanderei al 100% di fermarsi in una delle yurte situate tra i famosi trail di Gooseberry Mesa da un lato, e il bordo del canyon dall’altro. La location potrebbe essere definita sia scenica che ride-in, ride-out.

“Girare con Stan è stato una bomba, il suo stile e background è molto diverso dal mio ma condividiamo comunque la stessa gioia, è stato in grado di influenzarmi a spingere e pompare duro ovunque!”
-Kyle Jameson

Questo terreno misto ha creato l’arena perfetta per affondare l’enduro di Stan contro lo stile freeride di KJ. Cercando di evitare “la guerra al cibo” che era in corso tra i due, osservando il loro stile individuale che li influenzava a vicenda, era abbastanza d’ispirazione. KJ pedalava con un’incredibile precisione, mentre Stan con abbandonata spericolarità si mangiava qualsiasi cosa gli capitasse a tiro, dritti e curve a gomito. Non so se vedremo presto Kyle nel circuito EWS, ma abbiamo assistito alla nascita di ‘big mountain Stan’ quando ha incitato Kyle a buttarsi dall’insidioso King Kong Trail in Virginia.

“Girare con Kyle è stato pazzesco, se c’è una persona che vorresti seguire giù dai pendii, quella sarebbe KJ”
-Stan Jorgenson mentre seguiva KJ lungo lo storico King Kong trail.

Non ci  volle tanto per realizzare che eravamo finiti in un posto speciale. Pensando che saremmo stati solo in grado di scoprire i famosi consigli del proverbiale iceberg Utah, è stato proprio quello che il dottore ci aveva ordinato per l’inverno. Ci sono ancora un bel po’ di posti da spuntare dalla lista, il ché vuol dire molte altre ragioni per tornare alla leggendaria terra di campagna.

Foto: Scott Markewitz
Video: Max Berkowitz
Testo: Kevin Landry

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Fbf
Fbf

Wow! Ogni volta che vedo questi luoghi mi cade la mascella!!!

marpa
marpa

Posti veramente belli , farci un giro sarebbe una vacanza che non ha prezzo

AlBike72

Bel video e foto, trail e paesaggi mozzafiati, ciclisti con manico da vendere che con i loro salti mettono in depressione anche un canguro,

Cmq sono curioso e volevo chiedere su questa bellissima foto, che e successo dopo lo scatto? Sara un passaggio sotterraneo che non si vede nella foto?:nunsacci:

😐

RUOTALPINA
RUOTALPINA

visto l’abbigliamento dei riders sicuramente il filmato non è stato girato in inverno.Conosco abbastanza bene la zona ed in inverno molte strade sono chiuse per neve,le temperatura arrivano spesso a -18 e non giri in maniche corte.Vogliono farci credere quello che vogliono

D-Lock

[QUOTE="RUOTALPINA, post: 8325532, member: 52237"]visto l'abbigliamento dei riders sicuramente il filmato non è stato girato in inverno.Conosco abbastanza bene la zona ed in inverno molte strade sono chiuse per neve,le temperatura arrivano spesso a -18 e non giri in maniche corte.Vogliono farci credere quello che vogliono[/QUOTE]

Assolutamente d'accordo, io sono stato anni fa nel North Rim del Grand Canyon in MTB e tenda, e si trova poco a sud dello Utah. Era settembre, e mi vestivo come i ragazzi del video di giorno in pieno sole, ma al'alba e appena calava c'era da coprirsi e alla sera da accendere il fuoco e infilarsi nei sacchi a pelo, altro che calura anche di inverno…

 

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