MTB-MAG.COM - Mountain Bike Online Magazine | Visita a Mondraker
30/04/2014
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30/04/2014

Appena atterrati ad Alicante (Spagna), in occasione del product launch della Foxy Carbon che vi abbiamo presentato alcuni giorni fa, siamo stati accolti da Israel Romero, capo dell’ufficio comunicazione di Mondraker, che ci ha portato verso gli uffici del quartier generale del famoso marchio iberico, a pochi kilometri dall’aereoporto. Qui abbiamo incontrato Miguel Pina, Brand Manager di Mondraker, che insieme a Israel ci ha mostrato gli uffici aziendali, dove hanno sede gli uffici amministrativi, ma anche quelli dello staff di ingegneri e designer a cui fa capo Cesar Rojo, ex atleta di Downhill e responsabile delle innovazioni tecnologiche di Mondraker dal 2006 a oggi.

Mondraker è uno staff di biker, entusiasti e appassionati, che continuano a mettere questi sentimenti in ciò che creano. Nonostante Mondraker sia ormai un’azienda con numeri di produzione piuttosto elevati, negli occhi di tutti i ragazzi dello staff brilla una luce di orgoglio quando parlano e quando sono a contatto con i loro prodotti, che ricorda quella degli artigiani che creano con le proprie mani un prodotto unico.

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Israel Romero e Miguel Pina – Photo: Sebas Romero

Usciti dall’edificio dove hanno sede gli uffici, ci siamo recati nell’edificio dall’altro lato della strada, all’interno del quale abbiamo fatto una breve visita ai locali dove le bici Mondraker vengono allestite e spedite in tutto il mondo. Qui Miguel e Israel, mentre ci illustravano i locali e le varie procedure aziendali, ci hanno raccontato anche qualche passaggio della giovane ma gloriosa storia del marchio che gestiscono.

Innanzitutto il perchè del nome Mondraker. Come ogni progetto che guarda in primis ai contenuti, inizialmente le idee dei ragazzi che hanno dato vita al marchio erano concentrate sulle bici che sognavano di produrre. Quando il progetto partì definitivamente, servì un nome da dare al marchio, e così Miguel iniziò a sfogliare la sua collezione di Marvel comics, di cui è grande appassionato, alla ricerca di ispirazione. In un vecchio numero di Spiderman trovò la prima apparizione assoluta di Mandrake su di un fumetto Marvel. Mandrake è il mago che crea cose fantastiche dal nulla, proprio come si accingeva a fare Miguel con il suo brand. Così il nome fu volutamente storpiato con assonanza alla pronuncia spagnola e il marchio divenne Mondraker.

All’interno del piano terreno del capannone troviamo centinaia di scatoloni pronti per le spedizioni, contenenti telai e bici complete destinate ai veri mercati europei. La prima gamma messa in commercio da Mondraker nel 2002 era formata da 7 modelli di biciclette. L’attuale gamma vanta ben 57 modelli nei vari allestimenti.

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Photo: Sebas Romero

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Photo: Sebas Romero

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Photo: Sebas Romero

Qui sono stipati anche tutti i componenti di primo montaggio, con i quali vengono allestite tutte le versioni delle bici Mondraker.

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Photo: Sebas Romero

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Al piano superiore ci sono le postazioni di montaggio, dove gli addetti assemblano i mezzi da distribuire ai rivenditori.

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Photo: Sebas Romero

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Photo: Sebas Romero

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Photo: Sebas Romero

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Photo: Sebas Romero

Un disco Formula in colorazione dedicata alle livree Mondraker.

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Photo: Sebas Romero

La postazione dove vengono applicate le decals personalizzate delle forcelle Fox, con i riferimenti grafici affissi al muro.

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Photo: Sebas Romero

La postazione dedicata all’assemblaggio delle scatole che serviranno per le spedizioni.

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Photo: Sebas Romero

In un reparto del piano superiore dell’edificio troviamo le scaffalature dove sono conservati i telai che hanno segnato i vari passaggi evolutivi della storia di Mondraker.

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Photo: Sebas Romero

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Photo: Sebas Romero

Il primo prototipo della Summum con sistema Zero, datato 2008. Un prototipo di telaio identico a questo, al suo esordio in Coppa del Mondo, vinse la tappa di Maribor del 2009 con Fabien Barel alla guida.

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Photo: Sebas Romero

La prima applicazione del sistema Forward Geometry su un prototipo di telaio Summum del 2011.

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Photo: Sebas Romero

La realizzazione a CNC in materiale plastico del primo telaio Foxy con sistema Zero Suspension, nel 2009.

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Photo: Sebas Romero

Un recente prototipo di Foxy in alluminio con sistema Forward Geometry.

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Photo: Sebas Romero

Il magazzino del piano superiore dove vengono gestiti arrivi e spedizioni del materiale in assistenza e garanzia.

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Photo: Sebas Romero

Mondraker si occupa direttamente della distribuzione dei suoi prodotti sui mercati di Spagna, Portogallo e Francia. Per la Spagna, oltre al marchio Mondraker e al suo marchio di componentistica Onoff,  si occupa della distribuzione di diversi brand famosi in ambito MTB. Un’azienda di dimensioni relativamente modeste, nata con il sogno ampiamente realizzato di costruire bici proprie, che prosegue con lo stesso spirito verso traguardi sempre più ambiziosi.

 

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MrSelfDestruct
MrSelfDestruct

Ritiro la mia Dune giusto oggi

Alessandromtb80

Bici veramente belle con soluzioni originali (che funzionano…!), ad un prezzo buono per essere un brand conosciuto.
Ma i tedeschi sulla rete sono altra cosa…!

Domingosh
Domingosh

appunto! sulla rete
ma esiste, e spero continui ad esistere, un mercato “tradizionale”, fatto da personale competente a cui poter chiedere de visu qualsiasi cosa in qualsiasi momento della settimana

Nikophorus188
Nikophorus188

Io ho comprato una zenith (che ora hanno tolto dal catalogo) nel 2011. Soldi spesi male. viti dell’ammortizzatore che si svitano, giunti del carro che si sboccolano, ammortizzatore fox dhx la cui vaschetta toccava dentro nel telaio in fase di compressione… Certo è la mia esperienza personale, altri saranno stati più fortunati nell’acquisto

pipporacing
pipporacing

Ciao
Io sono alla terza mondraker….e sono bici fantastiche!

Benedetti Gianluigi
Benedetti Gianluigi

Ma lo zero suspension system è tipo il full floater di trek o sbagio?

gabrireghe
gabrireghe

i telai dove li fanno? in oriente anche loro? giusto per sapere, non c’è niente di male..

bikerciuc
bikerciuc

Il sistema ZERO è un 4links a bracci corti tipo Maestro di Giant, o DW-Link… a differenza di questi però l’ammortizzatore è compresso sia dal bilanciere superiore che dal braccetto inferiore ed è quindi di tipo full floater, però come sistema nulla a che vedere (a parte l’ammortizzatore flottante=full floater) con quello di Trek che invece è un monopivot con leveraggio. quanto alle viti che si mollano… be’ basta richiuderle con un goccio di frenafiletti magari… il piggyback che tocca invece può essere un difetto di progettazione anche se ho conosciuto gente che con la zenith ci girava e non ha mai lamentato questo problema. da possessore di Dune posso dire che la bici è ben progettata e molto facile da guidare in ogni condizione…si pedala anche abbastanza bene in salita e il sistema zero funziona egregiamente sia in salita che in discesa…. di contro NON è una bicicletta “granitica” da un punto di vista della rigidità laterale… anzi la zona del movimento centrale, scavatissima per far posto ad ammo e leveraggi, risulta abbastanza “flessibile” sopratutto se sollecitata da una pedalata fuori sella (di qui è facile sentire la catena toccare nel deragliatore anteriore). La cura costruttiva del telaio, a parte delle saldature pregevoli da un punto di vista estetico, è poi discutibile. I punti che trovo maggiormente deboli da un punto di vista della risposta strutturale sono i “biscottini” filettati che fanno da ancoraggio ai bulloni di infulcro dei leveraggi… e che contribuiscono a diminuire la rigidità complessiva. Rimango… Read more »

Nikophorus188
Nikophorus188

preciso che era la levetta del propedal a grattare il telaio. me ne sono accorto perché iniziavo la discesa con il propedal spento e arrivavo in fondo col propedal acceso. il problema l’ho risolto mettendo un ammo senza vaschetta, che non è proprio il massimo per una bici quasi freeride, ma che per le mie esigenze puó bastare. notare che il problema non si presenta sui telai L, il mio è M, non oso pensare sulla taglia S. Un vizio di progettazione macroscopico che mi viene difficile perdonare su una bici da 3600 euro!

schiaccio84
schiaccio84

Io ho una dune del 2012.
Il carro non è dei più rigidi ma lavora bene, lo zero comprimendo l’ammo da entrambi i lati fornisce un buon sostegno nella zona sag per poi copiare bene le asperità più forti. Consiglio però un ammo progressivo, un High Volume non si sposa bene.
Il telaio è piuttosto leggero e si pedala bene anche se non si dispone di un blocco dell’ammortizzatore. Nella guida ci ho messo un po ad adattarmi ma quando ci prendi la mano è una buona bici.
Unico difetto il tubo orizzontale un po’ alto (L e XL) che nei nuovi modelli è stato corretto, e la mancanza di spazio per ammortizzatori con la vaschetta separata, anche questo corretto nei nuovi modelli.

Il nuovo fordward geometry non ho avuto modo di provarlo ma non mi entusiasma molto come valori geometrici. Ovviamente è solo la mia opinione.

markxxx79
markxxx79

dà neo possessore di una vantage , una front da am , chi mi ha fatto apprezzare il marcho , spece appunto per la forward geometry…che trovo utile spece nello scassato veloce , e nella capacità di non far mai impuntare l’anteriore e nell’ottima stabilità nel veloce …

…sono bike con telai particolari che richiedono di essere capite , e necessitano secondo mè di ” riimparare ” a guidare , bisogna insomma farci il callo ad usarle….

…inoltrer dal punto di vista estetico , le trovo fantastiche le mondraker…la podium carbon , nelle front da xc ha una linea stupenda…e anche la nuova foxy è bellissima !

rajo
rajo

vantage? com’è? io ho la foxy ma sono curioso di sapere come va il Vantage. Sono stato indeciso per un po’ sui 2 modelli poi sono stato sul biammo. ( e con il foxy sono super felice!)

Adri26
Adri26

madonna non avevo mai visto la Vantage….per un pò ero andato in fissa colle front cottivone e se l avessi vista forse a quest ora l avrei avuta….troooppo troppo bella….complimentoni per l acquisto…

Canna_94.
Canna_94.

Avuto una dune tra 2011 e 2012 e data via dalla disperazione dopo 10 mesi. Il carro si smontava ad ogni uscita,e non c’era frena filetto che potesse tenere. Dopo un anno ne ha presa una un mio amico e si è piegata nel tubo superiore vicino allo sterzo senza cadere. Inoltre assistenza zero (come il sistema del carro) sia da parte del venditore (lecchinaggio spudorato nei confronti del distributore) che da parte del distributore,che mi ha pure accusato di non aver messo il frena filetto prima dell’utilizzo….per loro fortuna fanno delle bici belle esteticamente,altrimenti non ne venderebbero nemmeno una

P4b1t0
P4b1t0

Salve io ho una Summum del 2011 e va una bomba mai avuto problemi strutturali di nessun genere……..però ,è si c’è un però ,la soluzione dei cavi interni freno e cambio ,bella da vedere,ma fanno un casino della madonna dentro il tubo obliquo quando si scende .Mi sono dovuto ingegnare e ho dovuto risolvere il problema smontando il tutto e tirando fuori i cavi per poi ricoprirli di gomma piuma (tipo quelli usato per i tubi dei termosifoni) la sezione che va dentro il tubo obliquo e rinfilarli ,dopo aver speso € 3.800,00 per la bici…. potevano pensarci loro .

ENDURO X
ENDURO X

Per me la Forward Geometry e’ un idea fanatica, veramente “avanti”.