21/08/2013
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21/08/2013

Quando sono partito per Whistler ero molto scettico… Ho sentito tante persone che ci sono andate, tutte ritornate entusiaste. “E’ una figata pazzesca” “E’ incredibile, finchè non ci vai non puoi capirlo” “Non esiste posto al mondo come Whistler” “Quando torni non sei più lo stesso”. Eppure io non ci credevo… Ho sempre pensato che Whistler fosse la classica località di cui tutti parlano strabene, il posto dove tutti vogliono andare ma che poi quando visiti di persona scopri essere una grossa delusione. Il classico posto su cui nascono leggende metropolitane che si gonfiano e rigonfiano di bocca in bocca.

Eppure, dopo 10 giorni di Crankworks  ho dovuto ricredermi. Whistler è Whistler, chi ci è stato sa cosa intendo: non c’è nessun altro posto nel mondo che sia come questo.

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La gente

Il bello di questa località della British Columbia è che tutto ruota intorno alla mountain bike. Non è come da noi in cui c’è il bike park e poi un paese pieno di villeggianti che si fanno i fatti loro, tutta Whistler è piena di bikers. Negozi dedicati ovunque forniti dei migliori prodotti all’ultimo grido, posteggi per biciclette pieni di mountain bike ancora sporchi dalla giornata di riding, riders ancora vestiti, con le ginocchiere alle caviglie ed il casco al braccio che mangiano un panino o bevono la birra di fine giornata.

Ma il bello di Whistler è anche la gente: persone cordiali ovunque, nessuno se la tira, tutti pronti a scambiare due parole ed a fare festa insieme. Non solo nel bike park, ma anche nelle strade e nei locali. E’ come una grande famiglia, anche se non ci si conosce, basta una birra per diventare subito amici.

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E’ un mondo diverso, la gente è diversa, tutto è diverso. Qui l’obiettivo di tutti è di divertirsi, specialmente ai crankworks. Migliaia di persone vanno a vedere le gare, a tifare i beniamini di casa o i propri atleti preferiti. Qui si parla di tifo vero, con tanto di cartelli e striscioni, cori come allo stadio.

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Tutti vogliono partecipare alle gare, fare casino e divertirsi. L’atmosfera che si respira è di festa!

Il pubblico alle gare è agitato, esuberante, forse troppo… Striscioni, campane, telai e cerchi usati come giganti campanacci, gente semi (o completamente) nuda che urla e corre lungo ai tracciati. Mai visto nulla di simile!

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Da vecchi bacchettoni del vecchio continente alcuni atteggiamenti possono sembrare eccessivi, eppure quando ci sei dentro c’è un’atmosfera familiare, di amicizia ti senti subito a tuo a tuo agio anche se non conosci nessuno. Questo è il bello, questo è quello che manca a noi italiani ed europei…

Il park

Il cuore di Whistler e quello che la rende “La Mecca della mounitain bike” è il suo bike park, nonchè i vari percorsi dedicati alle bici al di fuori di esso.

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Qui la mountain bike è di casa, come lo sci durante l’inverno nelle nostre località di montagna. Non mancano ad esempio i bar sulle piste, come la famosa Garibaldi Lift Company, con vista sull’omonimo drop che porta alla partenza degli impianti. In quanti posti al mondo puoi berti una birra guardando i trenini di riders che arrivano a tutta velocità giù dai drops?

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Il bello del bike park però lo si scopre solo girando, ed il bello è che è una sorpresa continua. Quando scopri di aver già girato sui percorsi migliori, ne scopri uno nuovo ancora più bello. Quando conosci i percorsi del bike park, scopri i percorsi al di fuori di esso. Non c’è fine, puoi girare mesi senza scoprire tutti i trails.

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Dopo aver provato e corso la gara, sono partito dai classici: A-Line, Dirt Merchant, Cranked Up. Percorsi la cui fama li fa conoscere in tutto il mondo, anche tra chi a Whistler non ci è mai stato. E devo ammettere che non sono assolutamente una delusione!

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L’A-Line, ad esempio è incredibile. Un percorso velocissimo, un’unica successione di salti, ben 39! E non parliamo di saltini, ci sono dei panettoni da 10 e più metri. Anche il Dirt Merchant è uno spettacolo, con una serie di salti simili all’A-Line ma più impegnativi. Anche il Freight Train è simile. E’ quello che manca veramente da noi: delle linee ritmiche, veloci e con dei bei saltoni.

Il bello dei percorsi è che sono veramente fatti bene! Si vede che ci lavorano mani esperte, non c’è un kick che spari male, non c’è landing che non sia nel punto giusto. Insomma, quando ci hai preso la mano ti ritrovi a fare cose che una settimana prima non ritenevi assolutamente alla tua portata. Qui puoi veramente progredire…

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E’ facile, basta farsi “tirare” da qualcuno più esperto, anche solo accodarsi a qualcuno nel park. Qui il livello è altissimo, non hai problemi a trovare riders più bravi di te. Anche i pro sono persone super alla mano, girano più che volentieri con i comuni mortali.

I percorsi sono molto vari e di ogni tipo di difficoltà. Si parte da quelli più facili, adatti ai riders alle prime armi, per arrivare alle “pro line”, dei tracciati con difficoltà estreme, come drop da 8 metri.

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E’ questo l’aspetto che rende Whistler tanto speciale per la mountain bike: la gente ed i percorsi. E’ questo che ti permette di progredire, il fatto di avere percorsi perfetti, di ogni livello di difficoltà e di poter procedere per gradi, il fatto di poter girare con riders molto più forti di te e di poter imparare da loro.

Quello che rende i sentieri così unici è che sono creati apposta per le bici. Non si tratta di sentieri pre-esistenti adattati all’uso della mountain bike, qui i sentieri sono tracciati e realizzati ad hoc, anche quelli che non fanno parte del bike park. Per questo motivo hanno un flow ed un ritmo pazzesco, passaggi tecnici al limite ma comunque fattibili, salite ripidissime ma pedalabili. Sarò sincero, ho girato e giro tantissimo dalle nostre parti, ma percorsi del genere in Europa non esistono.

Gli italiani e la nostra realtà

A Whistler ho avuto modo di conoscere alcuni ragazzi italiani, alcuni dei quali iscritti al forum (colgo l’occasione per salutarli, visto che sicuramente stanno leggendo!) ed abbiamo avuto modo di girare insieme, di bere in compagnia e di divertirci.

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Abbiamo avuto anche modo di parlare insieme e di discutere su quella che è la situazione della mountain bike qui in italia.

La prima cosa che ci siamo chiesti è: perchè siamo solo 8 italiani qui a Whistler? Perchè gli italiani che hanno corso a Mont Saint Anne non sono venuti qui ai Crankworks?

Qui è un contesto unico. Hai la possibilità di girare con pro riders di livello internazionale, su percorsi ben costruiti e di un livello che in europa è quasi impossibile da trovare. Quale posto migliore per progredire tecnicamente? Hai la gente giusta che ti tira e percorsi sicuri su cui osare di più in sicurezza. Una settimana qui ti insegna più di un anno di riding in italia…

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Ma non parliamo solo dei top riders, che dovrebbero essere i primi ad investire per il proprio futuro ed a cominciare a capire che esiste un mondo diverso dalla piccola e provinciale realtà italiana, che se vuoi competere a livello internazionale dovresti passare qui quanto più tempo possibile, magari trovandoti un lavoro per mantenerti e girando al pomeriggio sera (gli impianti sono aperti fino alle 2o!).

Parliamo dei riders comuni… Perchè eravamo solo 8 italiani mentre c’erano decine e decine di spagnoli, centinaia di tedeschi, francesi, austriaci, sloveni, sudamericani. Perchè abbiamo così paura di andare all’estero? Siamo d’accordo, andare a Whistler costa tanto: il viaggio è caro, gli appartamenti sono cari, gli impianti costano uno sproposito per noi europeri (61$ al giorno, poi hai sconti se fai più giornate).

Non credo però sia una questione economica, visto quello che spendiamo per delle stupidaggini, per avere l’ultimo modello di bici o il componente all’ultimo grido, credo sia proprio una questione culturale… Non siamo più poveri di spagnoli e sudamericani, ci lamentiamo tanto ma alla fine i soldi ci sono. Ci manca la voglia di metterci alla prova, di visitare posti nuovi, abbiamo paura della novità e del diverso.

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Eppure da posti come Whistler abbiamo solo da imparare perchè sono avanti anni luce! Cominciamo dalle piste: quando giri qui capisci che da noi c’è qualcosa che non va…

Da noi non c’è nulla che di permetta di progredire, il livello di tutti i park nostrani è basso, poco da fare. La paura dalle nostre parti è solo quella che qualcuno si faccia male: chi costruisce i park ha paura di prendersi la responsabilità di costruire strutture troppo difficili (anche perchè la nostra legislazione e la nostra mentalità dell”è sempre colpa di qualcun altro se mi faccio male” non aiuta di certo), ma anche i riders hanno paura di mettersi alla prova su percorsi più difficili.

Con questo ragionamento si tende a mantenere i percorsi naturali, non si costruiscono salti, almeno non si rischia più di tanto se qualcuno si fa male. Non si fanno strutture difficili perchè poi i principianti si buttano e si schiantano, ma così si abbassa il livello e gli stranieri alle gare ci distruggono…

In British Columbia è diverso: ci sono tutti i cartelli e gli avvisi, i salti sono segnalati bene, la classificazione delle difficoltà dei percorsi è completa e chiara (se sai che sei in grado di affrontare una black diamond, puoi andare tranquillo che non troverai mai niente di troppo difficile per te) e se ti fai male è colpa tua. Se ti butti su una pro-line senza averne le capacità e ti fai male sono affari tuoi. Non è colpa di chi ha fatto i salti troppo grossi, è colpa tua che vuoi strafare.

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E poi c’è da dire una cosa: girare sui salti da 10 metri di Whistler è spesso meno pericoloso di alcuni drop da 1 metro che si trovano dalle nostre parti… La sicurezza di un salto molto dipende da come è costruito: se è fatto bene anche un doppio da 10 metri è sicuro, se è fatto male anche un saltino ridicolo da 50 centimetri può mietere vittime.

Il bello di Whistler è infatti che i percorsi sono perfetti e sicuri, puoi insomma spingere e osare di più contando sul fatto che qui tutto è fatto bene. Questo è il segreto per cui da Whistler nascono tanti campioni , questo è il motivo per cui a Whistler tutti girano grosso e fortissimo.

Insomma, immagino l’abbiate capito. Vale veramente la pena di venire a girare fino a qua! Costa tanto, sono tante ore di volo, si devono fare dei sacrifici e risparmiare durante l’anno, ma una volta che sei qui vieni ripagato ampiamente delle fatiche e dei sacrifici!  Whistler ti permette di progredire, sia come rider che come persona…