Bolivia, cosa porto con me

Bolivia, cosa porto con me

27/05/2011
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27/05/2011

Stasera finalmente si parte per la Bolivia! È quindi ora di fare i bagagli e, visto che so che poi mi chiedete cosa ci portiamo dietro, rispondo alle vostre future domande, facendo un po’ il preveggente. In questo articolo vi mostro l’hardware, cioè la bici e tutto quello che serve per cavalcarla sui sentieri boliviani.

1. Bike Travel Bag di Evoc. È da ormai quasi tre anni che ce l’ho ed è sempre stata affidabile, difendendo il mio equipaggiamento dai bruti che lanciano i bagagli in aeroporto tentando di fare canestro nella stiva dell’aereo.

2. Specialized Sx Trail: la bici per i lavori duri. Pesante ma massiccia e ben predisposta a shuttles, cadute, sassi volanti e quant’altro abbia già scalfitto il suo telaio. Montata con Shimano Saint, di cui adoro suprattutto i freni, non ha un tendicatena dato che la catena non cade grazie ad un semplice trucco: metto il deragliatore in posizione “corona grossa” (che non c’è) ed il gioco è fatto. Comunque è giá previsto il passaggio al monocorona con tendi al mio ritorno da questo viaggio. Ha 170mm di escursione posteriore e non è un divertimento pedalarla. Per fortuna Mr. Toyota ci aiuterá nelle risalite.

3. Schwalbe Muddy Mary 2.5″ montate su cerchi Spank Subrosa. La gomma è un buon compromesso fra peso, grip su ogni terreno e resistenza agli snakebite. Temo verrá martoriata dalle temibile spine di cactus boliviane, l’ideale sarebbe stato latticizzarla ma non ho voglia di impastrugnarmi se mai dovessi togliere la camer d’aria. I cerchi sono abbastanza massacrati, soprattutto il posteriore, a causa delle loro spalle troppo alte, ma finchè tengono rimangono lì.

4. Schwalbe Wicked Will 2.5″. Gommone molto scorrevole, guai a metterlo sul bagnato perchè non tiene niente, ma in Bolivia dovrebbe esserci bel tempo stabile e asciutto polveroso. Dopo le 2 settimane di riding la gomma sará da buttare via, dato che la mescola è piuttosto morbida.

5. Rock Shox Totem Coil: la mia assicurazione sulla vita! Forcellone granitico da 180mm di escursione, un vero mangiasassi con un magico comando per la compressione alle alte e basse velocità che non me la fa affondare nei passaggi ripidi. Più plush e performante in discesa di così non si può per una single crown. Non ho mai guardato il peso ma non mi interessa, la bici non è comunque fatta per essere pedalata in salita.

6. Manubrione Spank 777. Come dice il nome, è largo 77 cm. e se avete seguito il tech corner di Danybiker88 saprete anche che su una bici così è quasi d’obbligo per riuscire  schiacciare giù l’anteriore in curva.

7. 5.10 Impact. Suola bella gripposa sui pedali flat e allo stesso tempo solida a sufficienza per non piegarsi facilmente come le cugine 5.10 da freeride che infatti non mi porto dietro. Il loro svantaggio è che il piede in estate cuoce, ma la Bolivia si trova nell’altro emisfero, quindi è inverno!

8. Zaino Lezyne Great Divide. Se avete letto il test di questo zaino sapete che mi piace molto la sua calzata, molto vicino alla schiena. Infatti il Great Divide si sviluppa più verticalmente che orizzontalmente, un po’ come gli zaini da arrampicata, ed è quindi molto comodo durante le discese. Inoltre ci sta dentro la Canon 5D con un 70-200mm e un 16-35mm, la mia attrezzatura fotografica da combattimento per rimanere leggero (non è l’unica macchina che ho dietro, ci sono anche una 1D mark3 e una 7D).

9. Pedali Flat Strailine il cui modello non mi viene in mente. Granitici anche loro, con un occhio al colore! Hanno una marea di pins, forse troppi, ma non me ne lamento fin quando non mi colpiscono la gamba.

10. Essenziali: pastiglie di ricambio per i Saint. Dato che andremo quasi solo in discesa, è proprio l’ultima cosa da farsi trovarsi in un Paese senza bike shops con le pastiglie dei freni a zero.

11. Casco Giro Xen: comodo, non troppo caldo e ben avvolgente per il mio crapone. Occhiali Oakley Nonmiricordoilnome con lenti di ricambio, importanti per quando si è in giro sopra i 4000 metri con sole e cielo blu.

12. Guanti Dakine con dita lunge, ben areati, leggeri e veloci da indossare (cosa importante per chi fa le foto e se li toglie spesso)

Nella foto mancano le protezioni, che sono delle classiche ginocchiere dalla 661. Tutto il materiale che vedete elencato è stato provato e riprovato, non c’è nulla di nuovo, proprio per evitare sorprese.

Insomma, stasera si parte e per domenica è prevista la prima raidata sul mitico Ima trail, quello del video della tv giapponese per intenderci.

State sintonizzati e a presto!