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Domani si va alla forcella di Covelano!

Domani si va alla forcella di Covelano!

15/04/2014
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15/04/2014

“Domani si va alla forcella di Covelano!”  Esordisce cosi, con una sicurezza assoluta, l’amico Robi quando mi telefona il venerdi sera per il classico appuntamento del sabato. “Alla forcella di Covelano?  -tento timidamente di controbattere-  ma sono quasi 2500 metri di quota e con tutta la neve che ha fatto questo inverno ce ne sarà sicuramente ancora molta! E con i tempi come siamo messi? Perché mi sembra che per arrivare in cima ci sia da mettersi la bici in spalla e perciò perderci un po’ di tempo, e io alle 12 e 30 devo essere assolutamente a Bolzano a prendere mio figlio.” Robi ha subito la risposta pronta, ormai lo conosco bene e so che quando vuole convincermi a fare un certo itinerario, non si riesce a fare niente per fargli cambiare idea, e del resto fino ad oggi ha sempre avuto ragione inventandosi dei percorsi sempre spettacolari. “Per la neve non c’è nessun problema, conosco bene il posto ed è tutto esposto a sud, a quest’ora si sarà già completamente sciolta. Per il fatto di portare la bici in spalla, invece, secondo me questa è la parte migliore del giro, sono già andato in esplorazione e il sentiero che sale verso la forcella ha una pedalabiltà molto alta, non rimarranno neanche 200 m di dislivello da fare a piedi! Per i tempi invece basta organizzarsi bene, ho già calcolato tutto alla perfezione e in 4 ore e mezza ce la facciamo sicuramente a tornare alla macchina. Ci basta partire in bici alle 7, mezz’ora scarsa di auto fino al parcheggio e perciò appuntamento alle 6.30 per la partenza, a domani allora.”

Sabato mattina alle 6.30 carichiamo le bici in auto e alle 7 puntualissimi siamo pronti a partire dal paese di Morter all’imbocco della val Martello, a 700 metri di quota. La prima parte di salita è su asfalto e all’ombra, ma vista l’ora di macchine se ne vedono poche e salendo ci scaldiamo. Arrivati al paese di Martello, la strada comincia a salire sul versante soleggiato e i primi raggi mattutini nel cielo completamente terso ci lasciano già pregustare la vista che avremo dall’alto. Ancora un tratto su asfalto e poi comincia la lunga e a tratti ripida forestale che ci porta fino a sotto la Croda Bianca. Ecco lassù possiamo scorgere per la prima volta la forcella di Covelano.

Questa forestale non  è segnata su molte carte perché è stata da poco realizzata dai Bacini Montani per la costruzione di opere di protezione ai masi e al paese sottostante. Terminata la forestale si continua sul sentiero.

Ormai siamo usciti dal bosco e il panorama comincia a diventare sempre più spettacolare. Dietro di noi troneggiano le alte e bianche cime che dividono con la val d’Ultimo come il Gioveretto e la cima di Fontana Bianca, oltre al gruppo di Cevedale che confina con il Trentino.

A tratti bisogna spingere, ma il sentiero è ben tracciato su terra battuta e si riesce a pedalare piuttosto bene.

Adesso passiamo su un grande prato con il sentiero appena segnato.

Un gregge di pecore continua a brucare beatamente infischiandosene della nostra presenza.

Siamo al bivio con l’alta via della val Martello che dovremo seguire fino alla forcella.

Il sentiero si impenna e raccogliamo le nostre forze per rimanere in sella, ormai abbiamo fatto 1500 m di dislivello e comincia ad affiorare un po’ di stanchezza. Siamo proprio sotto la forcella, adesso dobbiamo rassegnarci a fare gli ultimi minuti con la bici in spalla, ma con il panorama che ci circonda è un piacere.

Prima della forcella il sentiero è sempre ripido ma ridiventa pedalabile.

Ed eccoci alla forcella di Covelano, aveva proprio ragione Robi, qui la neve si è già sciolta.

Siamo a 2400 metri e possiamo ammirare il fantastico panorama, da qui si vede tutta l’alta val Venosta con le alpi svizzere e quelle austriache.

Ci cambiamo, mangiamo qualcosa, i tempi sono un po’ stretti perché ci aspetta una discesa da 1800 metri di dislivello, ma facciamo fatica a ripartire da questo meraviglioso posto. Alla fine ci decidiamo e rimontiamo in sella. Ma c’è una sorpresa, il sentiero inizia a scendere 50 metri più in alto, dobbiamo perciò salire ancora un po’ e la cosa non è proprio semplice.

Per fortuna dopo il breve tratto esposto il sentiero torna pedalabile.

Continuiamo a seguire l’alta via della val Martello in leggera salita.

In breve arriviamo al punto più alto del tour, circa 2500 metri.

Appena aggirate un gruppo di rocce, ci troviamo immersi in un fantastico panorama.

Siamo proprio sulla cresta che divide la val Martello dalla val Venosta.

Lo sfondo formato dalle eterne vedrette del Gioveretto è formidabile.

Ci fermiamo un attimo per raccogliere le emozioni: siamo a 2500 metri, la giornata è fantastica, il panorama incredibile, la neve si è sciolta, il sentiero è ciclabile e ci aspetta una discesa di 1800 metri di dislivello! Cosa volere di più?

Ah si, ecco, forse mancava un’ultima cosa per chiudere il cerchio! Non facciamo neanche in tempo a ripartire, che sbuca improvvisamente una solitaria bionda coda di cavallo, e pure simpatica e carina! Mentre Robi non fa nessuna fatica a socializzare (e te credo!) io guardo l’ora e mi accorgo che è tardissimo, sono già passate le 11 e al massimo fra 45 minuti dobbiamo essere alla macchina!

Salutiamo la coda di cavallo e ci gettiamo sul sentiero, qualche tratto tecnico ma sempre piuttosto scorrevole.

Fino a pochi giorni fa qui c’erano metri di neve, non per niente ci sono questi enormi paravalanghe.

Giù verso l’ignoto.

Questo si sta rivelando uno dei più divertenti sentieri mai percorsi.

Sempre sulla cresta e sempre con bei panorami che si aprono su tutta la val Venosta.

Siamo sui 2200 metri e cominciamo ad entrare nel bosco.

Anche qui il sentiero è divertentissimo, una sorta di slalom fra i larici.

Seguiamo adesso il sentiero 17 fra prati e boschi.

Arrivati alla strada forestale prendiamo il sentiero 8 che taglia verso il paese, ma non è in discesa ma in falsopiano con qualche piccola risalita. Adesso si ricomincia a scendere, la discesa è veramente infinita, il sentiero qui in basso è completamente liscio, flow, con continui tornanti, fantastico! Una ultima foto e poi via, non c’è più tempo.

Si scende, si scende nel bosco con il sentiero sempre più secco, siamo in ritardo ma lo stesso ci stiamo godendo la discesa al massimo. Eccoci al paese ed ecco la macchina. Per fortuna le bici ci stanno senza doverle smontare, buttiamo dentro tutto e in un minuto si parte. Mentre torniamo verso casa ripensiamo, con ancora il sorriso sulla bocca, a questo concentrato di emozioni che abbiamo appena vissuto: la forcella di Covelano, il sentiero in quota, la discesa sulla cresta e poi quella infinita nel bosco, tutto in mezzo a panorami favolosi. In assoluto uno dei migliori giri mai fatti e ci ripromettiamo di tornarci insieme a Mirko, che oggi non è potuto venire, e magari farci la discesa con un po’ più di calma per potercela godere ancora di più!

Foto di Roberto e Maurizio

Qui l’itinerario http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/8993

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Bike.man
Bike.man

Bella Nonno as usual !
Ma quando ci siete andati ?

Maurizio Deflorian
Maurizio Deflorian

maggio scorso, fra un mesetto si riscioglie la neve e ho già pronta una variante per la salita senza asfalto!

Giobg1907
Giobg1907

Bellissimo!!! Mi fate venire voglia di prendermi una full.
Veramente complimenti!!

alex_bodom
alex_bodom

Alla faccia del nonno, sveglia con il buio e scalata di una montagna appena sceso dal letto!

Mi sa che devi cambiarti l’user name in “SuperNonnoCarb”!

Paschilli
Paschilli

Complimenti: per me siete dei “marziani” … ma come si arriva a fare tutti quei metri di dislivello?

RickyDabomb
RickyDabomb

non ho capito
quanti metri di ascesa???

alexbit
alexbit

la traccia che hanno caricato (linkata in fondo all’articolo) dice 1750…

surftrader
surftrader

Ehi ehi quanti domande inutili…..veniamo all’unica domanda veramente importante:
“come cavolo è possibile trovare una bella bionda codata in solitaria a 2500 m?” 🙂

Maurizio Deflorian
Maurizio Deflorian

in Alto Adige questo ed altro 😉

scylla
scylla

stesso pensiero….pareva un miraggio…..oppure una pubblicità del sito Radon dove ci sono sempre belle biondine….:-)

menollix
menollix

La bionda da sola a 2500mt vale il giro 😉

Saverio s
Saverio s

COMPLIMENTI!!!, per le foto, ma soprattutto per la stupenda pedalata.

La Iena
La Iena

Ciao Nonno, io ai Bacini montani ci lavoro, ma non ci avevo mai pensato a utilizzare la nuova strada. Secondo te il giro é concatenabile con la discesa dal passo del Madriccio passando Per Stallwies?

Maurizio Deflorian
Maurizio Deflorian

si ma è molto lunga, quando arrivi al rif genziana puoi prendere tutta l’alta via della val martello e ricollegarti al giro, oppure salire a stallwies e prenderlo da li.

La Iena
La Iena

é lunga ma pensala su piú giorni……

marco2073
marco2073

dal 9 al 19 agosto sarò in ferie proprio in Val Venosta 🙂
mi segnerò anche questo tra i giri da fare …. l’altro che andrò sicuramente a fare è l’alta via della Val d’Ultimo 😉

Deroma
Deroma

taaaaaaanta invidia

filbike
filbike

Nonno,tu e Robi siete dei veri draghi.
Incredibile come riuscite a calcolare i tempi di percorrenza e considerare anche il tempo per fare le foto e comunque essere puntuali.
Certo, spesso io esco in gruppo e ne succede sempre una, i tempi previsti non si rispettano mai.

Per andare a prendere mia figlia a scuola mi prendo ampi margini di sicurezza.

Tanta sana invidia per i luoghi fantastici che avete la possibilità di pedalare.

Angui Alfonso
Angui Alfonso

l’ho già segnato nei giri da fare…certo che dalle vostre parti posti brutti = 0
Foto magnifiche! Complimenti

modoloale
modoloale

Non so chi sia sto Mirko, ma se viene lui voglio venirci anch’io…. Veramente posti incredibili!

lonebiker
lonebiker

Alessandro, Mirko è un Simpaticissimo armadio a 2 ante 🙂 che va su come un treno scende come un treno e cerca di stroncarti offrendoti Bombardini ai rifugi 🙂 troppo forte. Ah naturalmente mi aggrego volentieri molto molto bello come trail complessivo @nonnocarb

fratelltwo
fratelltwo

Pensate che la cosa che invidio di più a Nonnocarb è il fatto che sa fare delle foto magnifiche a me vengono sempre una me…

Nailos64
Nailos64

Niente da fare, l’Alto Adige è un posto meraviglioso.
Certo che se a metà era stanco nonnocarb… ciao io non ce la farò mai!

andreabonalda
andreabonalda

Bellissimo giro: peccato i troppi pietroni che rendono per me troppo difficile rimanere in sella dove inizia la vegetazione. Qui (http://www.andreabonalda.blogspot.it/2015/09/passo-di-covelano.html) qualche foto e le mie impressioni su un giro che merita di diventare un classico.
Grazie 1000 per l’idea!