Downcountry: il vento del cambiamento soffia nel XC

189

Da diverse stagioni i pro del XC corrono su piste sempre più tecniche e spettacolari. Complici le dirette web di Red Bull, e atleti iconici come Nino Schurter, la tristesse del primo decennio di questo secolo è stata dimenticata, e con lei le piste autostradali in cui i frontini stitici la facevano da padrone.

Lo stesso Nino Schurter ha dichiarato, nella nostra intervista, che corre con una forcella da 120mm, un valore impensabile per tanti amatori che si mettono in griglia ogni domenica. Le front sono state relegate a mere comparse da argine ed in parte sostituite dalle gravel, anche se già mi vedo i commenti stizziti dei proprietari felici e contenti del proprio mezzo.



.

Quello che si vede nei campi di gara della coppa del mondo pian piano sta pervadendo anche il mercato destinato a noi umani, e sempre più aziende offrono un modello più aggressivo del proprio missile da XC gara. L’abbiamo visto qualche settimana fa con la nuova Cannondale Scalpel, e la sorellona SE, lo vedrete domani (ore 18:00) con una novità attesissima che sto provando da più di un mese.

Gli americani lo chiamano Downcountry, intendendo con questo mix fra downhill e crosscountry la vocazione discesistica di certe bici, fermo restando le loro ottime prestazioni in salita. Ci sono marchi come Yeti che non corrono neanche in coppa del mondo, eppure hanno a catalogo bici XC quasi sconosciute alle nostre latitudini, come la SB100. Cosa blocca l’acquirente da noi? Il peso!

Possibilmente sotto i 10kg deve pesare una bici da XC, questo è il dogma. La realtà dei fatti è che, se si vuole andare forte in discesa su sentieri tecnici con una 29 (diametro ruota di tutte le bici da XC oggigiorno), ci sarà bisogno di gomme un po’ più robuste e possibilmente di un reggisella telescopico. E con questo, si salutano i 10 e si vedono gli 11, chilogrammi si intende.

Per esperienza diretta posso dire che non è il kg in più ad inficiare le prestazioni in salita, se la geometria è quella giusta. E anche qui, molto è cambiato negli ultimi anni. Anche le XC stanno diventando lunghe e basse, con angoli sterzo che rendono del tutto ridicoli i 70° a cui ci eravamo abituati fino a poco tempo fa e con movimenti centrali che finalmente tengono in conto la stabilità in discesa e in curva. Serve poi parlare della sezione delle gomme in un segmento in cui si correva con le 1.9″ fino a non tanto tempo fa? Ci sono atleti XC che usano cerchi con canale interno da 30mm e gomme da 2.4″ perché, grazie alle pressioni più basse, scorrono meglio sullo sconnesso e offrono più trazione.

Per chi compra una bici anche per divertirsi, e non solo per allenarsi, il downcountry apre orizzonti inaspettati: giri con dislivelli mostruosi e con sentieri tecnici in discesa diventano realtà, se poi ci aggiungiamo i vari sistemi di fissaggio degli attrezzi e dell’acqua al telaio o nei bibshort, ecco che si lascia a casa lo zaino e si diventa delle saette in giro per i monti. Gli itinerari che prima richiedevano odissee di un giorno, diventano fattibili in poche, intense, ore di sano e divertente mountain biking.

Qual è la bici da downcountry che vi attizza di più?

 

Commenti

  1. Badorx:

    Al di la del discorso marketing, generi, sottogeneri etc.
    Sono bici con le quali ci si diverte e punto.
    Quando non vuoi andare in bike park o fare ps, ma "solo" una sana pedalata con qualche bel singletrack non particolarmente incazzato sono l'ideale.
    Inoltre cambiando pochi componenti le si può adattare alle varie esigenze. Certo, se non si hanno esperienze pregresse di discesa a poco serve una bici con tali caratteristiche.
    Detto ciò, io continuerei a chiamarle trail...
    View attachment

    Bella! Che bici è?
  2. Velocity:

    Io ho sentito e visto un ex campione di Dh e di Bmx italiano (dopo aver fatto da apripista in una gara di Xc con una ebike full finche' la batteria ha retto) dire queste parole: ma quanto vanno forte sti ragazzi in discesa non gli si sta dietro.... Ed erano tutti con front da 80-100mm su un percorso che conosco bene e che io facevo con una full da 140mm
    Giusto alcune info che giustamente i non addetti al lavoro non sanno :
    -Personalmente la categoria che fa più "impressione" è quella degli juniores dove vedi ragazzini di 17 anni, già fisicati e che partecipano a gare internazionali. E' anche la 1a categoria che ha la coppa del mondo.
    Gli allievi hanno solo 1-2 anni meno ma c'è differenza.
    Hanno il fisico, sono molto allenati, cominciano a farlo quasi "di lavoro" e soprattutto sono già una generazione new school cresciuti con le 29 e certe impostazioni.
    Bene, andate a vedere un xc in Liguria, in Costa Azzura (tipo a Cassis), in Svizzera o semplicemente alla Gf de Muretto di Alassio, di cui ho fatto un edizione sotto l'acqua e vi lascio immaginare cosa erano le pietre piene i fango e acqua.
    Loro andavano giù come missili insieme agli elite. I tempi migliori in discesa li fanno loro.
    -Hanno una reattività neuro-muscolare che le persone normali si sognano. In tempo zero saltano come cavallette e hanno un tempo di reazione pari a zero, per cui il loro limite, e soprattutto la capacità di recupero dell' errore è bassissima.
    Le persone normali si sono stampate senza accorgesene mentre loro hanno recuperato l'errore e stanno già attaccando la curva dopo.
    Orsi impacciati contro gatti.
    -Hanno un approccio nell' allenamento new school, fatto di tanta palestra, core training, forza e tutto quello che ne consegue. Non pedalano e basta, il che fa la differenza e pure tanta.
    Fatevi un giro nei paddock di coppa o in qualche xc e vedete che fisici hanno.
    A questo aggiungi un cuore che gira mediamente 15-20bpm più alto senza fatica ed un' elasticità cardiaca incredibile.
    -Non si sono adattati ma sono cresciuti con le bici moderne.
    -Non hanno subito infortuni che ne pregiudicano il gesto atletico.
    -Problemi di schiena, articolazioni, ecc... non sanno cosa siano.
    A tutto questo aggiungi una cosa fondamentale : con la mtb ci giocano per davvero e hanno quell' incoscienza tipica che ti fa affrontare un passaggio tecnico col cervello scollegato.
    Hanno mediamente oltre i 5W/Kg nelle gambe facili facili su un telaio da formula 1
  3. Il Down country...bellissimo,ma contemporaneamente l'All country...:maremmac:
    Il mondo del marketing legato alle bici è qualcosa di assolutamente imbattibile, tale da fare impallidare quello dell'elettronica.
    Allora, dal 2012 più o meno mi ricordo che Kona sponsorizzava la Tanuki per il Back country. Ma nel frattempo avevamo Cross country, All Mountain , Enduro, Freeride, Downhill. Poi abbiamo avuto le Fat bike, ma sono sparite quasi subito. Sono sbucate poi le gravel, una diramazione stradistica ma non troppo per i biker in low season. Per non parlare di tripla corona, doppia corona, singola. Telescopico con escursioni via via sempre maggiori. Gomme da 26, da 27,5 e poi da 29...manubri in via di sviluppo come adolescenti in metallo alla ricerca del maggior controllo garantatito da una vita adulta. Stem via via più corti, fino allo zero della forward geometry di Mondraker. Mozzi da 142 in via di sviluppo fino al 148 Boost e con un tentativo di colpo di stato con il 157 x12 di Pivot, al momento in attesa alla griglia di partenza. Poi il concetto di longer, lower slacker con angoli di sterzo al limite del chopper. Dimenticavo dai telai in alluminio all'irrinunciabile telaio in carbonio, simbolo del biker superultra...
    Poi arrivano le e-mtb, una rivoluzione vera e propria, un'altra classe di mtb. Escursioni in costante crescita finoal limite dei 180mm di una monopiastra. Poi dietro front si torna indietro con angoli aperti ma escursioni minori che ci si diverte lo stesso se ci hai il manico con il vantaggio della leggerezza in salita. Prima ci hanno provato con le enduro: la bici definitiva, ma a causa della eccessiva escursione e della necessita di affrontare discese degne del downhill, il peso cresceva. Ora, però, con le down country o le all country diminuisce l'escursione aumenta la leggerezza e con angoli sterzo più aperti la discesa è davvero fun, ecco queste sono le bici totali. Sì certo...fino a quando???:adore!:

    Mi chiedo ma i ciclisti da strada sempre con le solite bici alle quali al massimo abbiamo concesso un cambio del materiale del telaio, non si annoieranno...
    Il Marchettamento è così esagerato ed invasivo che anche i più ostinati seguaci della moda della mountain bike si sono arresi in attesa che l'offerta si stabilizzi e non sognano più un nuovo modello con l'ultima novità, ma un modello anche un po' attempato che non gli svuoti il portafoglio con il lancio del model year. Insomma andare in bici è diventato collezionare bici, una gara senza sosta con la salita del salvadanaio che si riempie con mille sforzi e con le mogli furiose all'inverosimile e con la discesa dell'acquisto e l'uscita con il gruppo per il turno di goduria da sbavo...

    Non è che state esagerando un pochino? Ma proprio un pelino pelino...
Storia precedente

Con una bici da XC al bike park? Si può fare!

Storia successiva

Ranger: una nuova trail bike da Revel

Gli ultimi articoli in Report e interviste