[First Ride] Devinci presenta la Django

[First Ride] Devinci presenta la Django

Francesco Mazza, 15/03/2016
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Francesco Mazza, 15/03/2016

Autore: Francesco Mazza

Alcune settimane fa siamo stati sull’isola di São Miguel, nelle Azzorre, su invito di Devinci che ci ha presentato la nuova Django, una Trail bike da 120mm di escursione che discende direttamente dalla Troy, come si può notare dalle sue linee. Un press camp molto intimo, con solo un altro giornalista inglese oltre a noi, e tre simpatici e disponibili ragazzi dello staff di Devinci: David Regnier-Bourque (Marketing Manager), Julien Boulais (Marketing Coordinator) e Jeff Hunter, il nuovo meccanico del team Devinci Global Racing. Con loro abbiamo passato delle fantastiche giornate di riding e di divertimento, in un ambiente molto friendly che ci ha permesso di chiacchierare a lungo e conoscere meglio l’indole di questa azienda, relativamente giovane, che sta conquistando rapidamente e concretamente consensi e per la quale l’Italia rappresenta un mercato tra i più importanti al mondo per le loro vendite.

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Prima di presentarvi la Django, nuova nata di casa Devinci, vogliamo riportarvi alcune informazioni che abbiamo raccolto sui processi produttivi della casa canadese. Devinci Cycles è nata oltre 25 anni fa a Chicoutimi, nel Quebec, regione orientale del Canada. La posizione della fabbrica è stata scelta in modo strategico poichè quella è la principale area del Canada in cui ha luogo la lavorazione dell’alluminio, dato che è una zona ricca di centrali idroelettriche e quindi la corrente, necessaria in quantità elevata per la produzione delle leghe di alluminio, ha costi e accessibilità ottimali. La materia grezza arriva dal Brasile via nave, attraverso il golfo di Saint Lawrence e poi per via fluviale.

I telai in alluminio e le parti in alluminio dei telai in carbonio vengono infatti ancora lavorati interamente nella sede canadese di Devinci, a eccezione dell’idroformatura che viene effettuata da un’azienda esterna. Il carbonio invece viene prodotto a Taiwan, ormai sede globale della produzione del carbonio, ma le varie parti in carbonio del telaio vengono inviate a Devinci che effettua nella sua sede canadese la finitura e il montaggio completo, compresi i cuscinetti. La produzione domestica è uno dei motivi per i quali Devinci è in grado di offrire una garanzia a vita sui propri telai, ma anche una delle ragioni che consente al reparto ricerca e sviluppo di realizzare in tempi brevi dei prototipi da dare ai tester e agli atleti per migliorare i prodotti sia in ottica race che successivamente per i telai definitivi che saranno commercializzati.

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Analisi statica

Passiamo a scoprire nei dettagli la Django, nuovissima Trail bike di casa Devinci, che sarà disponibile al pubblico proprio a partire da questi giorni. Si tratta a tutti gli effetti di una versione della Troy, di cui vi abbiamo proposto un test solo poche settimane fa, con escursione minore, per adattarsi meglio all’utilizzo Trail a cui è destinata, ma decisamente simile nelle geometrie e nei dettagli tecnici, oltre che nelle forme. La Troy è una bici da AM che sarà utilizzata parecchio anche nelle gare di EWS da Damien Oton e da Théo Galy del team Devinci Alltricks di Enduro, quindi un mezzo molto votato alla discesa. Con la Django, Devinci completa la gamma offrendo un prodotto maggiormente polivalente, quindi ancora più pedalabile, ma che conserva comunque il buon DNA da discesista di ogni Mountain Bike marchiata Devinci.

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Così come per la Troy Carbon, la costruzione della Django Carbon è affidata al carbonio unidirezionale, realizzato con fibre di differente tipologia che vengono disposte in 3 direzioni per raggiungere le caratteristiche di rigidità e resistenza desiderate e poi unite con sistema EPS Molding. Fanno eccezione il fodero basso del carro e la biella che sono realizzati in lega di alluminio Optimum G04, la stessa lega utilizzata per l’intero telaio nel caso della Django Alloy. La versione in alluminio della Django ha le stesse caratteristiche e le stesse geometrie della versione carbon, con l’unica differenza del materiale di costruzione del telaio. Le linee e le forme del telaio sono le stesse della Troy, ma le sezioni dei tubi hanno sezioni ridotte e una forma leggermente differente, con angoli più smussati e più filanti, soprattutto per quanto riguarda il tubo orizzontale e l’obliquo. Il piantone sella conserva la caratteristica forma asimmetrica di Devinci, che garantisce più spazio alla trasmissione sul lato drive mentre al contempo si allarga verso il lato non-drive della scatola del movimento centrale, offrendo elevata rigidezza. Anche l’ammortizzatore è leggermente spostato a sinistra, per bilanciare almeno in parte il peso della guarnitura che grava maggiormente a destra.

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Le geometrie, come già detto, sono fortemente ispirate alla Troy e sono riviste solo in minima parte per adattarsi alla minore escursione e a un utilizzo più Trail. Sia sulla versione in carbonio che su quella in alluminio troviamo il sistema FRG (Full Responsive Geometry) Adjust, che consente di modificare le geometrie del telaio in Hi o Lo, semplicemente invertendo la posizione dei due perni che collegano il fodero alto del carro con la biella. Il sistema, identico a quello della Troy, rispetto alla versione precedente utilizzato sul vecchio modello della Troy risulta più rigido e più compatto, limitando quindi la quantità di sporco che si potrebbe insinuare nei cuscinetti. Modificare la posizione del FRG richiede solo una manciata di minuti e una chiave esagonale da 6mm.

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Il cinematismo della Django è lo Split Pivot, brevetto di Dave Weagle che viene utilizzato su tutta la linea full suspended di Devinci. Grazie allo snodo coassiale corrispondente con la sede del perno della ruota sul quale ruotano il fodero basso, che rappresenta il carro vero e proprio, e il fodero alto, che si occupa di azionare la biella che comprime l’ammortizzatore e sul quale è vincolata la pinza del freno, questo sistema single pivot indiretto consente di svincolare efficacemente il lavoro della sospensione dalle forze indotte dalla frenata, permettendo quindi alla sospensione di assorbire gli urti anche durante le staccate e mantenendo quindi grip e trazione. La Django utilizza cuscinetti Endura di qualità, montati nella factory canadese. La curva di compressione è uguale alla Troy ma, in relazione alla minore escursione, risulta più compatta, quindi ulteriormente progressiva e con un’ottima sensibilità iniziale.

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La gestione dei 120mm di corsa della Devinci Django è affidata a un ammortizzatore RockShox Monarch RT3 DebonAir da 200mm di interasse per 51mm di corsa. La taratura è ben calibrata e, oltre alla posizione Open, offre una posizione Pedal efficace e una posizione Lock con blocco non totale, come consuetudine degli ammortizzatori RockShox, ma significativo.

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La forcella è una RockShox Pike RCT3 Solo Air da 130mm di escursione, ma le specifiche di Devinci per la vendita dell’allestimento da noi testato parlano di una versione Dual Air della stessa forcella.

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Stesso discorso vale per la trasmissione. L’allestimento del test infatti si chiama XT e con questo nome risulta evidente come la trasmissione SRAM X0 che si vede nelle foto sia solo provvisoria. Infatti Shimano non era ancora pronta con la consegna dei componenti per il montaggio delle Django quindi Devinci ha utilizzato componenti SRAM per permetterci di provare comunque l’allestimento top di gamma. Sul modello destinato alla vendita si troverà una trasmissione XT 1×11 con cassetta 11-42.

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Le ruote scelte per la Django XT sono le ottime DT Swiss Spline X1700, con ruota libera Ratchet System. Il mozzo posteriore è in versione Boost 148, mentre l’anteriore è un classico 15×100. Il reparto coperture è affidato a Schwalbe con un Hans Dampf anteriore e un Rock Razor al posteriore, entrambi 2.35″ con mescola TrailStar e carcassa SnakeSkin. Devinci indica che la Django può ospitare copertoni fino a 2.35, ma è piacevole constatare come lo spazio sia anche maggiore, a vantaggio del rotolamento in caso di fango, che ci è capitato di trovare in diverse occasioni.

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La combo manubrio e attacco manubrio conferma la predilezione di Devinci per il più recente diametro da 35mm. Si tratta di un manubrio RaceFace Nexus in carbonio da 760mm di larghezza e 20mm di rise, sorretto da uno stem RaceFace Turbine lungo 50mm. Qui troviamo le leve dei freni SRAM Guide RSC, ma anche in questo caso si tratta di un componente provvisorio montato per il test, che nell’allestimento definitivo è sostituito da un impianto Shimano XT MT8000.

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Il passaggio cavi come per la Troy è interno al telaio, con delle porte di ingresso sigillate da tenute in gomma dura, avvitate al telaio. Nel caso della Django però la tubazione del comando remoto del Reverb Stealth passa completamente all’interno del telaio, mentre sulla Troy usciva dal tubo obliquo per passare attorno alla scatola del movimento centrale e rientrare alla base del piantone sella. Una giusta soluzione per evitare di danneggiare la tubazione in caso di urti sotto la scatola del movimento centrale.

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Geometrie

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Salita

Dopo la presentazione abbiamo potuto portare con noi in Italia la Django per proseguire il test per qualche giorno sui percorsi a noi più familiari e avere quindi un metro di giudizio più efficace. Parte di questo prolungamento del test è stata eseguita sui tracciati di Finale Ligure grazie all’ospitalità dell’Hotel Deutsche Familien.

Considerando che il tempo a nostra disposizione non era molto, come per un normale test, abbiamo scelto di utilizzare le geometrie della Django prevalentemente in posizione Lo, fatta eccezione per un paio di giri di prova nella posizione Hi. La stessa impressione che abbiamo avuto sulla Troy, dove le due posizioni cambiavano radicalmente il carattere della bici da Enduro ad All Mountain, l’abbiamo ritrovata nel caso della Django, dove la modifica sortisce circa gli stessi effetti, mutando l’indole della bici a livello geometrico da All Mountain a Trail. Interessante notare come infatti le geo della Django in posizione Lo siano praticamente sovrapponibili a quelle della Troy in posizione Hi. Tuttavia la percezione della differenza tra i due setting nel caso della Django è meno marcata e abbiamo preferito avvalerci della posizione Low che, per quanto più votata alla discesa, non toglie nulla alle prestazioni in salita, dove anzi la Django si è rivelata scattante e precisa.

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La posizione in sella è centrale e dominante, anche grazie al manubrio da 760mm di larghezza e all’angolo sella abbastanza verticale, che colloca il rider nella perfetta posizione di pedalata. Sulle lunghe distanze la posizione risulta confortevole e le salite scorrevoli si macinano facilmente, anche quando si vuole alzare il ritmo spingendo bene sui pedali. Il peso sufficientemente basso aiuta a non disperdere troppe energie e anche la rigidezza del telaio permette di massimizzare lo sforzo senza disperdere energie. Nel tecnico la Django sfoggia ottime doti di scalatrice con una grande precisione nei tratti tortuosi e un’inaspettata agilità nel superare i tratti sconnessi.

Brillante la risposta della sospensione con valori di anti squat ottimizzati per gestire l’efficacia della pedalata anche a sospensione aperta, minimizzando eventuali fastidiose oscillazioni. Anche la curva di compressione spiccatamente progressiva aiuta la sospensione a lavorare sempre nella parte alta della sua corsa, creando una buona stabilità che torna molto utile negli strappi in salita che si incontrano durante le discese o nei continui saliscendi, dove generalmente si pedala con ammortizzatore aperto.  In ogni caso per godere a pieno delle doti di scalatrice della Django, nelle lunghe salite scorrevoli la posizione Pedal del Monarch è la più indicata. Il tune è stato calibrato con attenzione e consente una buona stabilità anche quando nei tratti tecnici ci si alza dalla sella per pedalare, gravando maggiormente sulla sospensione. Al contempo conserva una buona sensibilità che assicura tutta la trazione necessaria.

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Discesa

Sembra proprio che il lavoro svolto da Devinci sulla Django fosse mirato a ottenere una bici maggiormente performante e agile in salita, per completare quella parte di gamma lasciata parzialmente scoperta dalla Troy, che risulta essere più orientata alla discesa di quanto non siano le All Mountain tradizionali. Questo obiettivo, decisamente raggiunto, non ha impedito però al brand canadese di imprimere il suo DNA discesistico nella Django.

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Con le ruote puntate in discesa, la Django rivendica di diritto la grande somiglianza con la Troy e, nonostante quei 2cm di escursione in meno su entrambe le sospensioni, è in grado di far divertire anche a velocità sostenute. Incredibilmente agile nei cambi di direzione grazie al baricentro basso, offre anche un’eccellente precisione di guida dovuta alle geometrie che consentono di caricare molto bene la ruota anteriore in totale sicurezza, potendo fare sempre affidamento su una stabilità che raramente ci si può attendere da una Trail bike con 120/130mm di escursione.

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Ottimo e realmente apprezzabile il cinematismo che garantisce sempre grip e trazione anche durante le staccate, dove il bassissimo valore di rise consente alla sospensione di lavorare e di estendersi, lasciando le geometrie neutre e permettendo quindi di guidare in una posizione centrale, che facilita il pieno controllo del mezzo. Per lo stesso motivo la sospensione ha sempre modo di lavorare nella parte alta della sua corsa, generando un effetto plush e di maggiore escursione, a cui viene incontro anche la curva di compressione molto progressiva. Questo porta anche a un’apprezzabile reattività del carro che aiuta a condurre una guida dinamica e sempre pronta a interpretare attivamente il tracciato.

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Conclusioni

Bilanciata, stabile, agile e scattante. Ben equilibrata nelle sue performance tra salita e discesa. Devinci ha racchiuso nella Django il vero spirito di una moderna Trail bike, che sa mettere a proprio agio il rider e lo fa divertire sia quando punta la bici a monte che quando la punta a valle.

Allestimenti, pesi e prezzi

Django Carbon XT: ND – €6.199 – peso rilevato in taglia M con l’allestimento del test 12,3kg
Django Carbon SX: 13,09kg – €5.449
Django Carbon RS: 13,29kg – €4.129
Django Carbon Frameset: 2,95kg – €2.439

Django Alloy XT: ND – €5.549
Django Alloy SX: 13,72kg – €4.799
Django Alloy RS: 13,77kg – €3.479
Django Alloy S: 14,68kg – €2.819
Django Alloy Frameset: 3,5kg – €1.789

Devinci è distribuita in Italia da 4Guimp