[First Ride] Specialized Stumpjumper FSR Expert 29″

[First Ride] Specialized Stumpjumper FSR Expert 29″

20/07/2015
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20/07/2015

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Il mese scorso siamo stati nel nord della California con Specialized per il lancio della nuova Camber.
Negli stessi giorni abbiamo potuto cogliere l’occasione per fare un paio di lunghi giri in sella alla Stumpjumper FSR 29″. La bici da trail è stata aggiornata sotto diversi punti di vista. Specialized ha tolto dalla linea i modelli EVO ed adesso ci sono due versioni tra cui scegliere: 150mm/27.5″ e 135mm/29″. La nuova Stumpjumper è anche stata la prima bici ad essere aggiornata con la SWAT door, uno spazio ricavato nel tubo obliquo dove riporre piccoli oggetti ed a cui si accede da un’apertura sotto il portaborraccia. In questa sorta di bagagliaio da bicicletta si può mettere praticamente qualunque cosa vi trovi spazio, ad esempio una pompetta, una camera d’aria ed una giacchetta. Dopo la prima prova di Francesco Mazza in Val Venosta, ecco un’analisi un po’ più approfondita.

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Geometrie

Le geometrie sono diventate più aggressive. Sterzo più aperto (da 69° a 67.5°), movimento centrale più basso (da 338mm a 336mm) e carro più corto (da 450 a 437mm), rispetto alla Stumpy 29 dell’anno scorso. Tutte queste modifiche fanno sì che la bici abbia un comportamento molto diverso.

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Prime impressioni

Il nostro biker di 183 cm e 82 kg ha scelto una Stumpjumper FSR Expert taglia L. Con un prezzo di listino di 6.090 Euro non si tratta di una bici economica, ma la qualità c’è di certo ed è questo il modello su cui Specy punta di più. Troppo spesso ai giornalisti che partecipano alle presentazioni viene dato il modello top di gamma, del quale poi risultano entusiasti. Quello però che interessa di più ai clienti è come si comporta un modello di gamma e prezzo medi ed allestimento dal giusto rapporto qualità/prezzo.

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Rispetto al modello top, questa ha il carro in alluminio anzichè carbonio, e lo stesso vale per le ruote. Queste sono Roval Traverse AL, e vanno veramente bene. Con i loro cerchi dalla larghezza interna di 29mm, sono le prime ruote da 29″ che ci impressionano per la manovrabilità. Salvo esemplari dal prezzo superiore ai 2000 Euro non abbiamo mai provato ruote così reattive da 29″. A dirla tutta, ci siamo trovati meglio con queste che con la maggior parte delle 29″ in carbonio. Per 600$ la coppia, non ci stupisce che sempre più rider le montino sulle proprie bici.

Torniamo alle specifiche. L’allestimento è completato da elementi sicuri e collaudati come una forcella RockShox Pike, freni Shimano XT, pedivelle in carbonio SRAM e trasmissione SRAM X1. Per quanto riguarda l’ammortizzatore, Specialized è rimasta sul Fox Float.

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Sul campo

Prima di uscire abbiamo fatto quello che tutti i biker fanno: abbiamo preparato l’attrezzatura. Solitamente, quando usciamo per giri da 4 ore, ci portiamo uno zaino. Con lo SWAT e la nuova Stumpjumper, non ce n’è bisogno. Questo è forse uno degli elementi più interessanti per una bici come la nuova SJ 29″, adatta a qualunque giro. Il meteo era incerto, quindi abbiamo messo nel tubo obliquo anche una giacchetta oltre alla camera d’aria ed alla pompa. Uno dei vantaggi di questo sistema sta nel fatto che il peso viene tenuto in basso rispetto ad uno zaino, cosa che aiuta nelle curve. Sopra l’ammortizzatore, nel tubo orizzontale, c’è spazio per un multitool. Abbiamo messo acqua nella borraccia e degli integratori negli SWAT bibs.

E' una regione estremamente varia: prima si schivano le rocce e un attimo dopo ci si trova tra alberi coperti di muschio. Sublime.

E’ una regione estremamente varia: prima si schivano le rocce e un attimo dopo ci si trova tra alberi coperti di muschio.

La prima cosa che si nuota nella nuova Stumpy è la maneggevolezza. I tempi in cui le 29″ erano lente sono solo un ricordo, questa è veloce e agile. Bisogna fare un po’ di attenzione tra le rocce per via del movimento centrale basso, ma si viene ripagati nelle sezioni veloci e nelle curve. La nostra taglia L ci è sembrata un po’ piccola per quanto riguarda il tubo orizzontale. In parte però questo è dovuto al fatto che abbiamo sostituito l’attacco manubrio originale con uno da 60mm, più corto ma più diretto. Il carro cortissimo da 437mm andava alla grande nelle curve strette e nei tornantini. Senza dubbio una bici con un carro più lungo sarebbe un po’ più composta nei tratti veloci. Anche sui salti siamo rimasti piacevolmente sorpresi. La forcella è vivace e la bici si stacca bene da terra, malgrado l’ammortizzatore un po’ difficile da capire. Intendiamoci, l’ammortizzatore ha funzionato bene e non ci ha mai dato problemi, ma non sarebbe la nostra prima scelta. I 135mm di escursione e le ruote grandi con copertoni azzeccati ci hanno consentito di gestire tranquillamente fondi estremamente tecnici e la bici ha perdonato più volte i nostri errori quando sceglievamo male la linea (o ne sceglievamo una particolarmente cattiva).

Christian Fairclough nei boschi della

Christian Fairclough nei boschi della “DH track a” Downieville. Senza zaino.

L’efficienza in pedalata era eccellente ed anche la rigidità del telaio si è dimostrata grandiosa in tutte le circostanze. Il carro in alluminio non ci è sembrato lento, ma sicuramente con il carro in carbonio del modello top renderebbe la bici un po’ più leggera. Costa 3000$ in più però, e dovete considerare che non sarebbe altrettanto tollerante nelle cadute e negli impatti con le rocce. Il nuovo reggisella telescopico IRcc rappresenta un grosso passo in avanti rispetto al modello precedente, malgrado ci voglia un po’ di tempo per abituarcisi. La scelta di una corona da 30d è sensata e si adatta bene alla maggior parte dei biker. Se fate megagiri alpini da 8 ore montate una corona da 28, se invece fate gare, potete mettere una 32 o 34. Basteranno 10′ per cambiarla e meno di 50 Euro di investimento.

Christian Fairclough taking a page from his brothers book.  Textbook Brit style - flat pedals, foot out and flat out.

Christian Fairclough come suo fratello. Stile british da manuale: pedali flat, piede fuori e a tutta birra.

Conclusioni

Mettiamo in chiaro che non abbiamo fatto un test lungo ed approfondito di 6 mesi, quindi non possiamo dire niente su come vada la bici sul lungo periodo. Ad ogni modo, dopo qualche giorno su una enorme varietà di sentieri e terreni, ci sentiamo in grado di sintetizzare le nostre impressioni sulla SJ da 29″. C’è da considerare che Specialized offre praticamente la stessa bici con 150mm di escursione e ruote da 27.5″, avvicinandosi più all’enduro, mentre la 29″ è un mezzo polivalente per qualunque tipo di giro. Possiamo dire che con 6.090 Euro  sarà questa la bici che impressionerà il pubblico, soprattutto per il rapporto qualità/prezzo. L’allestimento azzeccato e il telaio con caratteristiche rivoluzionarie ne fanno una delle mountain bike da trail più calde della prossima stagione.

Tutti i prezzi della gamma Specialized 2016

www.specialized.com

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