Il ciclismo è diventato uno sport per vecchi

209

Ieri stavo guardando le statistiche del video sulla visita a Pinarello, pubblicato lo scorso giovedì. Numeri che provengono da Youtube, dunque una delle piattaforme social più usate a livello globale da tutte le generazioni. Ebbene, la fascia di età che più ha guardato quel video va dai 55 ai 64 anni.

Chiaro, il pubblico di chi va in bici da corsa è più anziano di chi va in mountain bike, è sempre stato così“, mi sono detto. Sono quindi andato a vedere le statistiche di un video del Tech Corner: “Come far scorrere le pedivelle al meglio e risparmiare energia“. Un argomento trasversale, che dovrebbe interessare a tutti. Di nuovo, la fascia di età più forte è quella che va dai 55 ai 64 anni.



.

Andiamo a vedere una video serie da “supergiovani” come la Epic Trail Series di Steve Ude, e per la precisione “Kilian Bron mi porta al limite“. I biker dai 44 ai 54 vincono, in questo caso.

Sia chiaro, sono numeri che fanno felice me e le aziende, perché andiamo a prendere esattamente le fasce di età che hanno i soldi da spendere in prodotti e vacanze legate al mondo del ciclismo, ma proprio questo è il problema: il costo di ingresso nel nostro sport.

Tralasciando gli adolescenti, che fanno affidamento ai soldi dei genitori, ma dove sono finiti i 20-30enni, cioé i giovani che guadagnano la loro vita in maniera indipendente? Quelli che erano su questo sito 20 anni fa, cioé noi 40-50enni di adesso, che stiamo leggendo queste righe?

I fattori che hanno portato i giovani via dal ciclismo e lo hanno fatto diventare uno sport da “vecchi” sono i seguenti.

I costi di tutti i prodotti

Ne abbiamo parlato fino alla nausea, perché durante la bolla Covid i prezzi delle biciclette e degli accessori sono diventati assurdi, ma non mi pare che la bike industry si sia ancora resa conto che se si continua su questa strada il consolidamento del settore (= fallimento di tante aziende, distributori e negozi) sarà inevitabile. Se un top di gamma può anche costare 15.000€ ed essere venduto, non si può applicare un rincaro alla media e bassa gamma, cioé quella fascia di prezzo che va a toccare i consumatori più sensibili agli aumenti di prezzo, senza perdere per strada la fetta più grande di potenziali clienti.

Pochissime aziende riescono a sopravvivere vendendo solo alta gamma. Tutte le altre hanno bisogno di numeri che provengono dalla bassa e media gamma. Sappiamo bene che chi si approccia al nostro sport andrà a comprare un prodotto economico e solo in un eventuale secondo momento sarà disposto a spendere di più, ma il “prodotto economico” è già fuori dalla portata e soprattutto dalla predisposizione di chi vuole comprare una bici per la prima volta.

Gare senza appeal

Quale ragazzino non vede l’ora di fare una vita da monaco nei migliori anni della sua vita, perennemente a dieta, sfondandosi di bici 6-8 ore al giorno? E quale vorrebbe diventare un calciatore che, oltre a guadagnare di più, riesce anche a fare la bella vita? Oppure seguire le orme di un Cicciogamer, dove non serve neanche alzarsi dal divano?

La risposta è scontata. Aggiungiamoci che le discipline mountain bike più divertenti, anche da praticare, come l’enduro e la downhill o non si riesce a mostrarle in TV per problemi logistici (la prima) o le si nasconde dietro un paywall (la seconda) ed ecco che ci troviamo di fronte ad uno sport visto in gran parte da pensionati.

 

Le bici elettriche

Da un lato le ebike hanno alzato l’età media del ciclista grazie ai motori che permettono anche a chi non è più in forma di godersi una giornata in sella. Dall’altro le aziende pensano di avere trovato la gallina dalle uova d’oro in questo prodotto destinato a chi ha le risorse finanziarie per comprarlo, cioè il 50-60 enne, ed è lì che spendono i loro soldi in promozione, marketing e sviluppo. Ormai in alcuni negozi si trovano solo bici elettriche. Anzi, i negozi vengono chiamati “concessionari”, come quelli delle auto e delle moto. Roba da anziani, appunto.

Come ringiovanire il nostro sport?

Come prima cosa serve abbassare i prezzi della bassa e media gamma, di tutto il materiale di consumo e degli accessori: gomme, pastiglie freno, caschi, zaini. Un ragazzino che gira in bike park e che buca non può sentirsi chiedere 80€ per una gomma nel negozio presso la funivia, tantomeno può uno zaino fatto in Cina costare 170€.

Visto che i giovani sono social-dipendenti, vogliamo forse smetterla di finanziare ambassador che l’unica cosa che sanno fare è mostrare zinne, chiappe e tatuaggi, ma non sanno andare in bici? È pieno di accunt del genere, senza bisogno di metterci una bici di mezzo.
Andate nei campetti come il Monza Pizza Park o il TK durante un qualsiasi weekend a vedere cosa succede, fate felice qualche ragazzino in gamba con una piccola sponsorizzazione. I suoi follower avranno la sua età, ma questa è anche la generazione che fra 10 anni avrà i soldi per comprarsi i vostri prodotti (parlo con voi, aziende!).

Sono due cose facili sulla carta, ma la prima, quella dei prezzi, richiede un ripensamento e una piccola rivoluzione nel nostro settore che si vede come “il nuovo golf”. Questo non è il nuovo golf e non lo sarà mai, e sopratuttto diventerà irrilevante se non attiriamo i giovani.

Commenti

  1. ant:

    esatto. io la prima rigida 26 l'ho avuta addirittura nel 1987, permutando dal ciclista di paese una vecchia bdc ereditata da uno zio.
    E non sono cresciuto in una famiglia benestante.

    Infatti la 26 suddetta era un cancello inenarrabile di acciaio, con freni cantilever e cambio Shimano SIS (per chi se lo ricorda...).

    Oggi, con limitato potere di spesa, si compra di molto molto molto meglio: dal Decathlon con 800€ porti a casa un mezzo già decente.

    La questione è che sembra - complice il marketing appunto - che se non hai almeno quella che noi chiamiamo "la gamma media" non vai da nessuna parte.
    Nell'88/89 sapete cosa usavo al posto della salopette invernale, che non avevo? Una tuta da sci di fondo di un altro zio, di due taglie più piccola per me. Mi ci strizzavo dentro e uscivo anche d'inverno. eravamo grezzi e probabilmente scarsi, ma ci si arrangiava.

    Lancio una provocazione, dopo tanti articoli sui giovani e il costo.

    Perchè non fate un bel test (anche lungo, usando la roba veramente per un mese) con l'entry level? Ma entry level vero, intendo bici entro i 1.000 e non più di 250 € di accessori, inclusi scarpe, vestiti e casco.
    Io sono appena fuori dal target 20-30 (ne ho 33) e sono d’accordo con quello che scrive ant, in particolare il senso di inadeguatezza derivante dai social. Anzi mi viene da dire che oggi con più utenti (e quindi più usato in giro) e soprattutto una maggiore varietà di canali di vendita, ci siano più possibilità di quando ho iniziato , a patto di accontentarsi.
    @marco Per quanto riguarda il costo di ingresso di alcune discipline (tipo DH) è vero, il costo è alto, ma così è sempre stato anche nello sci, soprattutto se inizi dal fatto di dover spendere per raggiungere luoghi con impianti risalita.
    A proposito degli zaini da 170€ fatti in Cina: chiaro che sia una provocazione, ma ci sono diverse alternative molto più economiche, sicuramente migliore di quello che usavo io ricevuto in omaggio dall’agenzia di viaggi all’epoca
  2. drmale:

    Nella mtb sportiva i giovanissimi, cioè da g1 a g6, sono tantissimi. Il movimento è diventato molto più grande di 20 anni fa. È uno sport, per i piccoli, che non costa troppo, certo di più del calcio e altri sport di squadra, ma meno del tennis o sci. Nel passaggio successivo, cioè da g a esordienti c'è il primo enorme crollo di numeri. Cambiano costi, impegno e impegno dei genitori. Le trasferte diventano lunghe, piano piano da gioco diventa vera gara, e non tutti vanno avanti. Comunque i giovani sono tantissimi, e rispetto a 15 anni fa, molti di più. In una qualsiasi gara di rilievo nazionale, ma in lomb, trent, ven e Piem raramente si sta sotto i 50 anche per gare locali, si sfiorano, talvolta superano, i 100 per ogni categoria (fino a jun ogni cat è un anno). Certo poi a 18 anni arriva moto, auto e lammore. Come fai a dire agli amici o allammore che sabato sera a nanna alle 22 perché c'hai gara o uscita alle 7. Quindi fino a 30 anni ci si perde, poi arriva la paura di invecchiare e si ricomincia. Certo in termini assoluti i 30enni sono la meta dei 50enni quindi sono per forza meno, e per ancora almeno 10 anni sarà così, è il calo demografico. Ma sono convinto che un ricambio generazionale sia inevitabile. Certo noi ultra50enni siamo davvero troppo fighi per cui per loro è una frustrazione, andiamo molto più forte di loro, e gli portiamo via anche le donne, ma su questo dobbiamo insegnar loro a subire e non tacere... Ma ringraziare.

    Ps se avete un figlio demotivato, sapete a chi rivolgervi.
    che per le categorie giovanili non sia costoso non sono d'accordo..
    l'impegno dei genitori è comunque importante!

    Se il figlio di Tizio o di Caio partecipa ad una qualsiasi gara delle categorie giovanili (dal G3 in su non ne parliamo) con un cancello è uguale che mandarlo al macello! (ho fatto pure la rima)
    Non sto dicendo che è NECESSARIO avere bici supertop da mille mila €, ma neanche il cancello da supermercato o il cancello da 26" risistemato..
    vi posso assicurare per esperienza personale, che in questi casi il bambino si ritrova ben presto a sgomitare in fondo al gruppo e tempo 1 giro l'hanno già doppiato! (a meno di non essere il giovane Van del Poel in erba)
    E soprattutto non ci sono bambini che "giocano"..
    Per loro è un gioco, fino a 1/2min prima di partire.. poi lo vedi già dalle facce come cambia la storia! Giocano fin tanto che fanno qualche giro sul percorso o nel piazzale o nel prato adiacente il percorso.. poi il tempo dei giochi è finito! E parlo di bambini di 9/10/12 anni..
  3. Mah alla fine la parte di giovani che va in mtb propriamente come sport (gare) penso sia comunque risibile rispetto ad altri sport (vedi calcio o basket) e soprattutto sviluppata soprattutto in regioni e zone che siano "vocate" a questo sport.
    Poi come dice giustamente @drmale la maggior parte quei pochi che arrivano ai 16/18 anni abbandonano per cambio di interessi, per poi magari riprendere dopo i 30 (oserei dire anche 35/40 perchè 30/32 è proprio quell'età in cui di solito ci si sposa e ci si riproduce quindi il tempo manca e manca anche l'aria :smile:)...Quindi ...viva i quarantenni come me che tengono vivo il nostro sport:smile::smile::smile:
Storia precedente

Bici della settimana: la Mondraker Raze di Claudiop77

Storia successiva

Quando non fai i conti con la sfiga

Gli ultimi articoli in Report e interviste