Trek ABP: la sospensione rimane attiva in frenata?

Trek ABP: la sospensione rimane attiva in frenata?

Francesco Mazza, 16/12/2013
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Francesco Mazza, 16/12/2013

Trek Bicycle Corporation, nota a tutti come Trek, ha brevettato il suo sistema ABP nel lontano 16 Aprile 2007, adottandolo per la prima volta sulla neonata Session 88 DH del 2008, per poi diffonderlo gradualmente su tutte le full suspended della sua gamma off road.

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Di cosa si tratta

ABP è l’acronimo di Active Braking Pivot e la sua funzione è appunto quella di mantenere il più possibile la sospensione attiva durante la frenata, in modo che la ruota resti sempre a contatto con il terreno, migliorando quindi notevolmente il grip in frenata e la sicurezza di guida. Questo in teoria dovrebbe consentire di ridurre gli spazi di frenata, percui, in ottica race, meno tempo si impiega per frenare e più si va veloci. Inoltre il minore irrigidimento della sospensione posteriore durante la frenata, induce un minore trasferimento di carico all’anteriore, consentendo quindi di mantenere un assetto geometrico più neutro e un comportamento della forcella sgravato da forze contingenti.

trek-abp-logo

Come è fatto

Andiamo a esaminare ora da cosa è costituito questo sistema ABP.
Il succo del discorso risiede nella coassialità dello snodo del carro con il perno della ruota posteriore.

pivotlocationsIl carro vero e proprio è rappresentato dal fodero basso. Un unico braccio ininterrotto dall’infulcro principale sino all’asse della ruota, che ne fa a tutti gli effetti un monocross o single pivot che dir si voglia.
Nello schema a lato notiamo la differenza di posizionamento dello snodo ABP rispetto a un normale monocross con snodo del rinvio posizionato sopra all’asse della ruota oppure rispetto a un giunto Horst, nel quale lo snodo posizionato al di sotto dell’asse ruota, interrompe il braccio principale e lo rende quindi un sistema ad infulcro virtuale e non più un monocross.

 

esploso abpLo snodo del cinematismo che attua la sospensione è situato in corrispondenza del perno della ruota e scorre su cuscinetti sigillati, collocati in una apposita sede all’estremità del braccio che funge sia da fodero alto che da rinvio per la sospensione e supporto per la pinza freno. Il sistema accoglie al suo interno il perno della ruota, a brugola nel caso della Session da DH e a sgancio rapido per tutti gli altri modelli. Tutto l’insieme è chiuso tramite accoppiamento filettato e quindi non crea alcuna interferenza nel momento in cui si deve smontare e rimettere in sede la ruota, come su qualsiasi altro mezzo.

 

Come funziona

Quando freniamo, la forza impressa dalla pinza del freno al disco si trasferisce ovviamente alla zona di contatto tra il copertone e il terreno, quindi esiste una relazione fissa che lega il punto di contatto tra le pastiglie e il disco e il punto di contatto tra copertone e terreno.
I cinematismi di tutte le sospensioni fanno compiere alla ruota, durante la sua escursione, un percorso ad arco di circonferenza, con raggio più o meno grande a seconda del punto di infulcro, fisso o virtuale che esso sia. La pinza, essendo solidale al carro, durante l’escursione della sospensione lo segue nel compiere questo arco di circonferenza e si sposta rispetto al punto di contatto iniziale sul disco che invece, corrispondendo al punto di contatto della gomma al suolo, si muove in modo perpendicolare rispetto al terreno e quindi resta invariato. Per questo motivo, se stiamo frenando mentre la sospensione incassa un colpo, inevitabilmente la pinza trascina con se il disco e di conseguenza sposta la ruota rispetto al suo punto di contatto al suolo. Se tra la gomma e il terreno ci sarà una condizione di grip elevato, questa non riuscirà a recuperare il suddetto spostamento e tale impedimento andrà quindi a interferire sulla sospensione, di fatto irrigidendola. Se invece il grip tra gomma e terreno è scarso, questa slitterà, provocando un’ulteriore perdita di aderenza.

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Il sistema ABP di Trek permette alla pinza, grazie al tipo di infulcro concentrico del braccio su cui è fissata, di ruotare in senso inverso mentre la sospensione viene compressa. Il movimento è minimo, ma è quel tanto che basta per compensare lo spostamento della pinza rispetto al punto di contatto iniziale sul disco, riducendo quindi sensibilmente le ripercussioni della frenata sulla libertà di movimento della sospensione.

Nello schema che segue, vediamo indicato con il cerchio giallo il punto di contatto della pinza sul disco a sospensione scarica, quindi estesa (primo riquadro). In rosso è indicata la pinza, che nel secondo riquadro, con sospensione compressa, vediamo assumere una posizione differente rispetto al punto di contatto iniziale, sempre segnalato dal cerchietto giallo. Nel terzo riquadro possiamo vedere meglio la distanza, quantificabile in gradi di rotazione, rappresentata dal settore compreso tra le due linee verdi.

schema-abp-area-contatto-disco-pinza

Conclusioni

Il sistema ABP quindi in sostanza non rende la frenata totalmente ininfluente sul lavoro della sospensione, ma possiamo dire che riduce di parecchio lo spostamento della pinza, principale causa del problema, quanto basta per renderlo quasi inavvertibile.

Praticamente tutte le aziende che investono nell’off road, nel progettare i loro sistemi di sospensione, o nell’applicare sistemi già noti, pongono molta attenzione a questo aspetto, cercando quindi di mantenere su tutto l’arco dell’escursione della ruota, un valore di spostamento della pinza rispetto al punto di contatto iniziale, il più basso possibile. Molti di questi hanno raggiunto risultati decisamente soddisfacenti, tuttavia, come nel caso dell’ABP di Trek, non si può parlare di una totale assenza di interferenza tra frenata e funzionamento della sospensione, decisamente utopistica, quanto di drastica riduzione, che resta comunque un ottimo risultato.

Diversi anni fa, per un periodo è stato sperimentato l’uso di barre di reazione, per tentare di porre rimedio a questo problema. Si è scoperto in seguito che invece che ridurre lo spostamento della pinza, semplicemente lo indirizzavano dalla parte opposta, creando quindi un’estensione della sospensione in frenata invece che un irrigidimento.

A quanto pare Trek ha brevettato uno dei sistemi più efficienti in questo senso, ma dalla teoria è sempre meglio passare alla pratica per poter giudicare pienamente un progetto, perciò ci siamo fatti inviare da Trek Italia due mezzi provvisti di sistema ABP da testare approfonditamente: una Slash 9 e una Remedy 9.8, entrambe modelli 2014. Presto pubblicheremo un test dettagliato su ciascuna bici. Non perdetevelo!

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