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La lunghezza delle pedivelle

La lunghezza delle pedivelle

28/11/2017
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28/11/2017

Molti componenti delle nostre mountain bike sono disponibili in diverse misure. Un esempio lampante sono i manubri, che possono essere più larghi e stretti a seconda della destinazione d’uso e/o delle misure antropometriche del rider. Anche i telai possono essere più o meno grandi per meglio adattarsi alla statura del rider.

Non tutti sanno però che, al pari dei manubri, anche le pedivelle possono avere lunghezze diverse.

La lunghezza delle pedivelle

La lunghezza delle pedivelle (che è uguale sia dal lato destro che dal lato sinistro) è la distanza centro-centro tra l’asse movimento centrale e l’asse del pedale. Si misura in mm e sulle mountain bike è generalmente 165-170-175-180mm. Si può rilevare facilmente con un metro, anche se spesso è riportata nella parte interna del componente, nei pressi della filettatura del pedale.

Questa misura è molto sentita tra gli amici stradisti che vogliono ottimizzare al meglio la biomeccanica della pedalata, non a caso nel mondo della strada esistono anche le misure intermedie 167,5-172,5-177,5. Nel mondo della MTB, dove la pedalata è più “dinamica” e la posizione in sella cambia a seconda del terreno, non serve tutta questa precisione e quindi, per non complicarsi troppo la vita, i principali produttori offrono quasi sempre le 4 misure standard viste in precedenza.

Come scegliere la lunghezza delle pedivelle

Tutto molto interessante, ma perchè si dovrebbero scegliere diverse lunghezze di pedivella? Ovvero, sulla base di quali parametri dovremmo scegliere delle pedivelle più o meno lunghe?

Misure biomeccaniche

Il primo parametro da prendere in considerazione nsono le misure del rider, in particolare la lunghezza delle gambe ovvero il cavallo.

Non tutti i rider hanno le gambe lunghe uguali: rider più alti in genere hanno gambe più lunghe, rider più bassi gambe più corte. La misura delle gambe si ottiene rilevando il cavallo, ovvero la distanza dell’inguine da terra.

A parità di rider, pedivelle di lunghezze differenti determinano un angolo diverso con cui va a lavorare il ginocchio in pedalata, in particolare, nella posizione di massima spinta, pedivelle più corte tendono a far lavorare il ginocchio con un angolo più chiuso, pedivelle più lunghe con un angolo più aperto. Un biomeccanico vi spiegherà che ci sono angoli in cui le nostre articolazioni lavorano in maniera ottimale e la pedalata risulta più efficiente, ma viene naturale comprendere che per ottenere questa posizione ottimale a seconda della lunghezza delle nostre gambe dovremmo utilizzare pedivelle di lunghezze differenti.

In base a studi biomeccanici, possiamo stabilire una piccola tabella per determinare la lunghezza ottimale :

  • 165mm: cavallo <66cm
  • 170mm: cavallo da 66 a 75cm
  • 175mm: cavallo da 76 a 85cm
  • 180mm: cavallo >85cm

Queste misure hanno una valenza meramente indicativa, ma ci danno un’idea di quale sarebbe la lunghezza ottimale per le pedivelle della nostra MTB.

Molti di voi, soprattutto quelli più bassini, si renderanno conto di utilizzare delle pedivelle più lunghe rispetto a questa tabella eppure si trovano benissimo. Non è una cosa di cui sorprendersi: se si è sempre utilizzata una certa configurazione, ci si abitua a quella. Inoltre nella mountain bike la pratica di adattare la lunghezza delle pedivelle al proprio cavallo è molto poco diffusa. In genere si utilizzano quasi sempre pedivelle da 175mm, lo standard.

Quello che è interessante notare è che rider più bassi (con cavallo più corto) avranno bisogno di pedivelle più corte e viceversa,  ecco quindi spiegato perchè alcuni produttori utilizzano pedivelle da 170mm per le taglie S ed XS.

Destinazione d’uso e lunghezza pedivelle

Se nella bici da corsa l’obiettivo è avere il massimo dell’efficienza in pedalata, nella mtb l’efficienza di pedalata non è sempre il fattore più importante, specialmente mano a mano che si va su discipline più gravity, come l’enduro o la dh.

Se insomma il rider XC punterà ad avere la lunghezza delle pedivelle ottimale per avere la miglior resa possibile in pedalata, il rider endurista potrebbe optare per pedivelle più corte per migliorare la prestazione discesistica della bici.

Prestazioni discesistiche? Come può incidere la pedivella sulle prestazioni della bici in discesa, se in discesa non si pedala?

Le moderne bici tendono ad avere un movimento centrale piuttosto basso. Questa caratteristica fa si che sia molto facile impattare su rocce e radici, specialmente in pedalata su tratti molto sconnessi. Utilizzare pedivelle più corte permette di aumentare la luce da terra e ridurre il rischio di impattare contro il terreno durante la pedalta. Ecco spiegato come questo espediente si possa concretizzare in una miglior efficienza sui rilanci ed un incremento di prestazioni in discesa.

Non a caso in DH la lunghezza più utilizzata per le pedivelle è 165mm e molti enduristi utilizzano pedivelle da 170mm, soprattutto nelle gare, dove la componente fisica e di pedalata è comunque estremamente importante.

Altezza movimento centrale della nostra bicicletta

Se, come abbiamo visto, le pedivelle più corte aumentano la luce da terra, è altresì vero che pedivelle più lunghe rendono più efficiente la pedalata, specialmente per i rider alti. Ecco che quindi ci troviamo davanti ad un dilemma: pedivelle lunghe per pedalare meglio o più corte per non “zappare”?

La risposta alla domanda è che bisogna valutare l’altezza del movimento centrale. Su di una bici con movimento molto basso, l’utilizzo di pedivelle più corte (magari 170mm) può dare considerevoli vantaggi e rilevarsi una scelta vantaggiosa. Se la nostra bici è alta, non avremo necessità di pedivelle corte e potremmo optare per la soluzione migliore in base alla lunghezza del nostro cavallo.

Effetti sui rapporti

La lunghezza della pedivella non ha solo effetti biomeccanici sull’angolazione del ginocchio durante la pedalata, ma determina anche il braccio di leva che il nostro piede esercita durante la pedalata.

Immaginiamoci nella posizione di massima spinta (ore 3), con tutto il peso sul pedale destro. Una pedivella più lunga avrà un braccio di leva maggiore rispetto ad una pedivella più corta e quindi trasferirà più forza alla catena ed alla ruota, a parità di rapporto.

Facciamo un esempio pratico: rider di 75kg, forza applicata al pedale 750N:

  • Con una pedivella da 165mm la coppia applicata alla guarnitura è di 124 Nm
  • Con una pedivella da 175mm la coppia applicata alla guarnitura è di 131 Nm

La differenza non è insomma particolarmente marcata se la differenza è di +-  5mm, ma comincia a diventare sensibile quando si parla di 10 o 15mm

E’ necessario insomma cambiare rapporti? Se andiamo a montare una pedivella da 170mm no, ma per rider bassi che montano pedivelle da 165mm utilizzare una corona leggermente più piccola rende la pedalata più simile a quella di una pedivella da 175mm.

Insomma, per scegliere la pedivella giusta bisogna considerare diversi fattori. A tutti i rider che puntano alla massima efficienza in pedalata e che quindi ricercano la migliore lunghezza per le proprie gambe, consiglio di fare una visita da un biomeccanico. La tabella che abbiamo visto qui sopra è valida, ma approssimativa. Un biomeccanico, rilevando con precisione la lunghezza del femore, del cavallo e della tibia, riesce a dare un’indicazione molto più precisa della miglior lunghezza delle pedivelle per il proprio corpo.

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ALLMAU
ALLMAU

Ottimo articolo, chiaro ed esaustivo, come al solito 🙂
Io sono un gambalunga, ma ho sempre utilizzato, su MTB pedivelle standard da 175mm.
Il mio ultima acquisto sono delle pedivelle da 170 mm, quindi abbastanza corte per me, però ho anche accorciato la rapportatura…… e di fatto non ho notato nessuna differenza nel cambio dellla lunghezza delle pedivelle.
Come al solito certi dettagli vanno analizzati nel contesto generale, comunque sia, sulle MTB usate effettivamente in fuoristrada, 5 mm di differenza non si sentono.

jimmy27
jimmy27

Ottimo articolo, anni fa spesi molto tempo alla ricerca di queste informaziomi. Finalmente un ottimo articolo con tutte le spiegazioni.

eliografo
eliografo

aggiungerei l’effetto di minor disassamento dei due piedi rispetto al movimento centrale, dato dalle pedivelle corte, in fase di discesa con le stesse in posizione parallela al terreno

albatros_la
albatros_la

Ho sempre trovato curioso questo argomento perché da ignorante in biomeccanica, ad occhio ho sempre pensato che ci fosse troppa poca differenza in lunghezza tra una pedivella da 165 e una da 180 per coprire ciclisti da 1.60 e a 2.00 m di altezza.
Intendo dire che ci sono ben più di 15 mm di differenza come lunghezza delle gambe tra un ciclista molto alto e un ciclista molto basso, e ciò cambia sicuramente moltissimo l’angolo di flessione della gamba (dal punto morto superiore a quello inferiore) e di conseguenza tutta la meccanica della pedalata.
Un ciclista basso, anche con la pedivella corta, è quindi obbligato a contrarre ed estendere molto di più i muscoli della coscia rispetto ad uno alto, o a usare molto di più il polpaccio per “estendere” il piede.
Dunque mi chiedo: ha senso che ci sia davvero così poca differenza tra una pedivella lunga ed una corta?

gatsukin
gatsukin

secondo me queste misure vanno prese nell’ottica d’insieme:
il ciclista più basso abvrà una altezza da mc a sella nettamente inferiore di un ciclista alto,
avere pedivelle più corte, specialmente su strada dove ti trovi con corone di 53 denti, ti affaticherebbe troppo nella pedalata (leva troppo corta) mentre avere pedivelle più lunghe ti porterebbero ad avere una luce da terra insufficiente

Danixele

Tutto molto interessante come sempre nel Tech Corner

Teofil75
Teofil75

sono possessore di una Enduro con il movimento centrale particolarmente basso (331mm) e con pedivella da 175mm.
Essendo io alto 1.80, in pedalata mio trovo molto bene se non che, devo fare veramente MOLTA attenzione a non arare, basta anche solo una pedalata in leggera piega e voilà, pedale a terra.
Figuratevi sulla scassato…
Sono reticente a passare a una 170mm per via del fatto che come corona ho già una 28, e col monocorona, su pendenze scassate oltre il 20% aiutati che Dio t’aiuta!!!
Insomma, un bel dilemma…
Posso dire che invece, sulla bici da corsa, la situazione cambia, nonostante la mia misura ideale sia 175mm, una pedivella da 170mm ti da un ritmo veramente niente male quando si va sopra le 100 pedalate al minuto. Cosa che in MTB, in effetti, non si presenta.

Niko9
Niko9

Mi piacciono tantissimo i vostri articoli !!! Si imparano tante cose !
Ho gambalunga e sempre utilizzato 175 mm poi comprai la enduro 2017 che montava 170 mm su tutte le taglie e non riuscivo a pedalare, ora mi sono fatto la bici e ho preso 175 mm, io ho sentito tanto la differenza…. ora su specialized stumpjumper 2018 tutti 170 mm, non capisco la filosofia tanto se devi toccare terra la tocchi con 170 e 175 ….

RSG
RSG

Ottimo articolo, ma secondo me incompleto. La lunghezza delle pedivelle influisce anche sulla frequenza di pedalata.

bikerlento

Sono passato da 175mm su 26" a 170mm su 29".

Sinceramente non ho sentito differenze.

bikerlento

Sono passato da 175mm su 26" a 170mm su 29".

Sinceramente non ho sentito differenze.

gargasecca

io sono passato da 175mm sulla 26" con rapporti 34/22d e 11/34d 9v a 170mm sulla 27,5" con rapporti 36/22d e 11/36d 10v…e non ho notato particolari difficoltà e/o differenze.

Entrambe bici da Enduro…stessi giri…con la 27,5" mi capita di toccare + spesso con il pedale…x fortuna che la pedivella è + corta.

Frankie_r
Frankie_r

Ottimo articolo come sempre, grazie!

frenco

[QUOTE="albatros_la, post: 8265963, member: 45277"]Dunque mi chiedo: ha senso che ci sia davvero così poca differenza tra una pedivella lunga ed una corta?[/QUOTE]

E' una osservazione molto interessante, come quella che segue sulla cadenza di pedalata.

Il problema è che muovere le gambe, pur senza alcuna resistenza delle pedivelle, comporta un dispendio notevole di energia che aumenta coll'aumentare della lunghezza delle pedivelle.

Mentre con l'aumentare della lunghezza delle pedivelle aumenta il braccio e quindi la coppia a parità di forza.

Ecco che diventa necessario trovare il punto di equilibrio tra le due cose, ed è per questo che dopo tanti decenni le misure restan sempre quelle, mancviata di millimetri in più o in meno.

DoubleT
DoubleT

banalmente… a me vien da dire che siccome la coppia è il prodotto di forza x braccio e visto che accorciando il braccio per avere la stessa coppia devo aumentare la forza applicata, per cui aumenta la fatica.
d’altro canto non posso allungare all’eccesso la pedivella per calare la forza applicata (per fare meno fatica) perché allora sì che si tocca veramente per terra, rendendo impossibile la pedalata proprio dove serve (sullo sconnesso).
pertanto i classici 175 mm della mtb alla maggioranza dei biker vanno più che bene (salvo qualche “estremista” che di quelli ce ne sono sempre, come in tutti i campi e discipline)
morale… il ricorso al biomeccanico sarà opportuno a chi ha qualche patologia oppure ai pro per ovvii motivi
e per gli altrettanto classici 172,5 mm delle bici da strada? sicuramente anche in questo caso rappresentano uno standard per la maggioranza dei ciclisti, ma per quei pochi ciclisti bassi bassi o alti alti ecco che magari la lunghezza delle pedivelle è l’ultimo dei problemi, in quanto abbastanza incasinati a trovare la misura giusta del telaio.

gaspa13
gaspa13

complimenti per la semplice ma importante spiegazione..utilissimo

DrPeperino
DrPeperino

Secondo il biomeccanico per le mie misure (cavallo 83-84) la lunghezza ottima delle pedivelle in bdc è 172.5 e su mtb è 175, e fortunatamente per la mia taglia usuale (L) questo è lo standard dei produttori.

Passando dalla bdc alla mtb ho notato che la differenza di 2.5mm si riflette anche in una differente “cadenza ottimale”: sulla bdc tengo con il massimo confort 90-95 rpm, mentre nella mtb per avere la stessa sensazione di comodità/ergonomia a parità di Watt giro a 85-90 rpm.

Probabilmente è l’effetto della posizione in sella, e forse una sensazione autoindotta (in effetti con pedivelle da 175 mm a 90 rpm la velocità periferica del piede è 5.9 km/h mentre con pedivelle da 172,5 è 5.8 km/h, difficile credere che sia percepibile), però vedo che anche i produttori tendono a tenere questi due standard sulla tessa taglia quindi forse un motivo c’è (altrimenti perché non fare tutto da 175..).

mengus

io sulla mtb sempre avuto 175, disciplina XC.

per la bici da corsa, il passaggio da 170 a 172.5 e' stato notevolmente migliorativo soprattutto in salita.

fatto la prova piu' volte sulla stessa salita con lo stesso rapporto, beh non c'e' storia, come avere quattro denti in piu' sul pignone o due denti in meno sulla corona.

d'altronde l'aspetto della coppia esercitata e' pura meccanica vettoriale.

premetto che ho cavallo 84.

sui percorsi pianeggianti veloci forse mi trovavo meglio con le 170.

sicuramente l'ultimo dei problemi che mi farei e' accorciare le pedivelle per ridurre il rischio di toccare a terra a discapito dell'ergonomia di pedalata, nemmeno se avessi una ebike!

piuttosto sceglierei un tipo di telaio con elevata altezza da terra rispetto il movimento centrale.

mengus

poi ovviamente, per chi predilige cadenze elevate e frullare sfruttando rapporti corti, sicuramente meglio orientarsi su pedivelle corte.

mentre chi va' con cadenze lente e rapporti lunghi, di potenza, meglio leve lunghe.

ovviamente tutto compatibilmente alla lunghezza di cavallo e femore e non dimentichiamo i rapporti della bici considerando anche il diametro ruote.

per esempio mia moglie con un cavallo 74, usa pedivelle 170 sulla mtb e preferisce alte cadenze di pedalata.

viceversa mia figlia con cavallo 78 usa pedivelle 175 sempre su mtb, prediligendo cadenze lente e alta potenza applicata.

infatti vederle salire parallele in salite toste, hanno un comportamento completamente diverso anche se con risultato eguale.

bach7

c'è qualcosa nell'articolo che non mi quadra: gli angoli assunti dalle articolazioni durante la pedalata sono influenzate oltre che dalla lunghezza della pedivella, anche dall'altezza sella e dall'arretramento della stessa rispetto al movimento centrale. quindi in genere si determina per prima cosa l'altezza sella in base alla misura del cavallo, poi si determina la misura dell'arretramento in base a come si pedala, al fine di ottenere gli angoli più redditizi. ovviamente l'azione della pedalata presuppone che la guarnitura sia già installata… ovvero che la scelta della pedivella sia stata già fatta (sulla base di tabelle come quella riportata nell'articolo). pertanto trovo del tutto scorretto variare la lunghezza delle pedivelle al fine di modificare gli angoli… basta (e sarebbe più corretto) semplicemente variare l'arretramento della sella. la scelta della lunghezza della pedivella è qualcosa di assolutamente poco scontato. la cosa migliore è testare e "sentire" quale lunghezza sia la lunghezza giusta per noi in base all'utilizzo che facciamo della nostra bici. infatti non dobbiamo mai dimenticarci che l'obiettivo principale della scelta di una posizione in bici è quella di farci sentire bene in bici. motivo per cui vanno benone le tabelle, ma nulla supera una prova nel tempo. infatti la pedivella ideale si sceglie sicuramente in base alle nostre misure, ma anche in base a come pedaliamo nel senso più generico del termine. molto dipende dalla nostra storia sportiva e da come siamo fatti. una pedivella più lunga può essere adottata da quegli atleti che hanno una prevalenza di fibre rosse,… Read more »

teoDH

In discesa non si pedala? da quando? no perchè io le gare le guardo, e non mi sembra proprio che non pedalino, anzi…

Danixele

Quello che mi chiedo è: ma in pedalata fuoristrada voi per quanto riuscite a tenete la corretta poszione in sella.

Io per pochi tratti e la marggiorparte delle volte è un continuo avanza arretra alza e abbassa, quindi tutti i microcalcoli al millimetro vanno a farsi benedire, ma di molto anche.

Per quello ritengo che è giusto bilanciare la lunghezza delle pedivelle ma giusto a grandi numeri e più a sentimento che in base a tabelle, per così dire.

bach7

[QUOTE="Danixele, post: 8267721, member: 204484"]Quello che mi chiedo è: ma in pedalata fuoristrada voi per quanto riuscite a tenete la corretta poszione in sella.

Io per pochi tratti e la marggiorparte delle volte è un continuo avanza arretra alza e abbassa, quindi tutti i microcalcoli al millimetro vanno a farsi benedire, ma di molto anche.

Per quello ritengo che è giusto bilanciare la lunghezza delle pedivelle ma giusto a grandi numeri e più a sentimento che in base a tabelle, per così dire.[/QUOTE]

beh l'importante è avere una base di partenza, poi è chiaro che in fuoristrada tanti discorsi sulla posizione vanno a farsi benedire.

però nonostante ciò la lunghezza della pedivella resta per me qualcosa di importante e facilmente percepibile da tutti.

passare da una 175 ad una 170 cambia modo di pedalare in maniera tangibile, indipendentemente dal tipo di fondo. è quasi come passare da una corona tonda ad una ovale.

Danixele

[QUOTE="bach7, post: 8268132, member: 193593"]beh l'importante è avere una base di partenza, poi è chiaro che in fuoristrada tanti discorsi sulla posizione vanno a farsi benedire.

però nonostante ciò la lunghezza della pedivella resta per me qualcosa di importante e facilmente percepibile da tutti.

passare da una 175 ad una 170 cambia modo di pedalare in maniera tangibile, indipendentemente dal tipo di fondo. è quasi come passare da una corona tonda ad una ovale.[/QUOTE]

Certo certo infatti nelle mtb di solito le misure sono quelle due, difficile trovare le varie mezze misure come per le bdc. E infatti non ne vedo il senso per l'ambito mtb, a meno che uno proprio non faccia percorsi super scorrevoli.

Flower
Flower

La mia vecchia 26″ con trasmissione 1*10 corona 32 cassetta 11-36 montava pedivelle 175 che avevo cambiato con quelle da 170, avevo avvertito un allungamento del rapporto ma con quella configurazione il rapporto piu’ agile era abbastanza estremo.
Dall’anno scorso sulla mia 27″,5 sto usando pedivelle xt m 8000 da 165 con trasmissione 1*11, corona 34 e cassetta 11-42 e devo dire che mi trovo bene, si limita il rischio di toccare a terra e si gode dei vantaggi dell’avicinamento dei piedi rispetto all’asse del movimento centrale.