La nuova Otep PR-oT: la prima bici ad energia riciclata

La nuova Otep PR-oT: la prima bici ad energia riciclata

Marco Toniolo, 01/04/2021
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Marco Toniolo, 01/04/2021

Niente paura. Fermate quelle dita che stanno per scrivere il solito commento al vetriolo contro le ebike e tutto quello che non sia mosso dalla purezza dei muscoli. Oggi Otep, giovane azienda bresciana, lancia una novità assoluta nel campo bici, la PR-oT.

Il telaio camouflage in prova, per non dare nell’occhio. Foto complete una volta terminato il test.

Come il nome sottilmente ironico lascia presagire, gli ingegneri di Otep si sono prodigati per creare una mountain bike interamente a propulsione umana, dove l’aiutino non arriva attraverso le pile, ma il gas. Di per sè il motore a metano non è niente di nuovo, quello che rompe con le barriere tecniche del passato è però come viene prodotto questo metano e come viene incanalato verso il propeller posto nel movimento centrale, ma procediamo step by step.

  1. Produzione gas
    Gli ingegneri sono riusciti a moltiplicare per 1000 la produzione di gas intestinali dei biker, grazie a delle barrette dall’altissimo concentrato di legumi. Basta mangiarne metà 1 ora prima del giro, ed ecco che l’autonomia è sufficiente per 3000m di dislivello positivo, o 100km in pianura.
  2. Trasporto gas
    Per evitare che il gas rimanga nel fondello o, peggio ancora, si disperda nell’ambiente, PR-oT ha lavorato con Fessos per creare un materiale dei pantaloncini autoconvogliante che trasporti il gas dal corpo verso la sella. Qui, sfruttando l’enorme know how di Speti Italia srl, è presente la rivoluzionaria membrana Flatuboost che lascia passare il gas verso il reggisella. Entra poi in gioco la Fart Components, che ha realizzato dei morsetti per la sella a forma di imbuto, i quali incanalano il gas verso il telaio.
  3. Motore
    Il motore è di dimensioni ridottissime (si parla di mikron) ed è fissato al tubo piantone. Fa muovere il propeller che a sua volta fa muovere le pedivelle. La potenza è stata limitata a 800W, mentre la durata della carica dipende esclusivamente dal componente umano, ma è stato già concluso in segretezza un Everesting nel tempo record di 1 ora e 12 minuti.
  4. I vantaggi
    Buttate via batterie, motorini riciclati dai tergicristalli e bici pachidermiche. Questa è una scoperta equiparabile al Viagra: un’erezione duratura senza influssi esterni e totalmente ecologica. Anche a livello di odori sarete completamente anonimi, grazie alla membrana Flatuboost.

Al momento il sistema si trova solo sulle bici Otep, ma a breve sarà ordinabile online qui per poter essere montato su ogni bici del pianeta. Prezzo ancora da definirsi.

 

Commenti

  1. buon 1 aprile ma alla fine l'idea non è male e tutto sommato anche pratica basta fermarsi a raccogliere la merda di cinghiali, caprioli, lupi, cavalli, mucche ecc. inserirla in un serbatoio nella ebike e usarla come combustibile